Luglio-Settembre 2006

 

Contro la confisca del veicolo un disegno di legge propone...
26/09/06 - In Italia la 'fantasia' dei politici non ha veramente limiti: circa un anno fa il senatore Bobbio ha pensato di combattere la microcriminalità, ed in particolare gli scippi a bordo di motorini, proponendo un Decreto, poi trasformato in Legge dall'unanimità di Camera e Senato del precedente Governo. La soluzione escogitata da Bobbio è semplice: basta obbligare tutti gli utenti di due ruote a viaggiare in 'posizione composta', con entrambe le mani sul manubrio, con il casco e senza impennare, pena la confisca del motoveicolo! Sì, perché Bobbio deve aver pensato che gli scippatori utilizzano la propria motocicletta fresca di concessionario e non 'magari' un veicolo rubato la cui confisca li lascia del tutto indifferenti! Risultato: da oltre un anno le forze dell'ordine sono costrette, spesso a malincuore, a togliere la proprietà del veicolo a chi commette gravi reati come togliere le mani dal manubrio, sporgere un ginocchio all'interno di una curva, trainare un amico in panne etc. mentre gli scippatori continuano a fare il loro lavoro pressoché indisturbati!
Cambia il Governo e la nuova coalizione inizia a modificare il lavoro svolto dagli 'avversari', fra cui la micidiale legge 168 sulla confisca. Il senatore Mazzarello presenta un disegno di legge in cui sottolinea l'incostituzionalità della norma, l'iniquità fra l'entità della sanzione e la violazione commessa, la disparità di trattamento fra motociclisti e altre categorie di cittadini, e prende anche atto delle proteste di utenti ed associazioni.
La proposta prevede quindi l'abolizione della confisca (con valore retroattivo) ad esclusione dei casi relativi a reati penali. Viene però sostituita dal fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni per gli stessi 'reati'! Rimangono pertanto punibili in modo oltremodo severo le seguenti infrazioni:
- trasportare passeggeri oltre quanto previsto dall'omologazione del veicolo
- viaggiare seduti in posizione scorretta e senza tenere entrambe le mani sul manubrio, (è concessa una mano solo per manovre o segnalazioni), norma che vale anche per il passeggero e relativi sostegni.
- sollevare la ruota anteriore
- trainare o farsi trainare
- trasportare oggetti non fissati correttamente o che sporgono dalla sagoma del veicolo o che limitano la visibilità
In più chi viene colto ad infrangere le norme citate per due volte nel corso di un biennio incorre nel fermo del veicolo per 180 giorni!
Ma non si era detto che la legge andava cambiata per la disparità fra violazione e sanzione? E allora è possibile che se il passeggero toglie le mani dalle maniglie, al conducente viene sequestrato il veicolo per 3 mesi?!
Dovremo aspettare un terzo 'nuovo Governo' per risolvere questa situazione fantozziana?

 

Edizione commemorativa per i 20 anni di Honda Fusion 250
21/09/06 - Dal 15 settembre al 10 ottobre, sono aperte in Giappone le prenotazioni per la versione commemorativa dei (primi) vent'anni dell'Honda Fusion 250 SE, il primo e uno fra i più originali scooter moderni mai prodotti. Introdotto sul mercato nel lontano 1996 e via via leggermente affinato, ma mai stravolto è da molti considerato un modello 'di culto'. È di questi giorni l'annuncio che ne è stata approntata una serie numerata di non più di 999 esemplari, con finiture e grafiche particolari, disponibile in tre colori: cyber gold, pearl cosmic black e pearl sun beam white, al prezzo di 588.000 Yen, purtroppo solo per il mercato interno. Prodotto in oltre 58.600 unità ed è tutt'ora in vendita in Giappone e Stati Uniti (col nome di Reflex). Conosciuto anche da noi con il nome di Spazio o CN, non è più distribuito dal 1999 perché non conforme alle recenti normative antinquinamento, peccato!
Per saperne di più collegativi al sito giapponese:
www.honda.co.jp/Fusion

 

L'Altra Via, il periodico della sicurezza stradale
19/09/06 - È disponibile il numero 8, settembre 2006 del periodico dedicato alla sicurezza stradale edito dalla Fondazione Luigi Guccione.
Questo il sommario:

- Verso la Conferenza Sanitaria Nazionale sull'incidentalità stradale
- L'anno zero sulle strade italiane
- Percorrendo il Sud Africa
- GIOSSTRA ad Orvieto: verso la costituzione di un Gruppo Interparlamentare Operante per la Sicurezza Stradale
- La sicurezzasulle strade del turismo itinerante
- La sicurezza stradale per i motociclisti
- Meeting delle due ruote sulle strade toscana
- L’asfalto e buche: cause d’incidente
- NO DRINK, gratis party
Questo l'editoriale:
Sicurezza stradale: serve coraggio e innovazione
Una Legge Finanziaria da 30 milioni di euro. Tempi di rigore finanziari: nemmeno nella finanziaria 2007 si prevedono fondi per la sicurezza stradale? Dalle anticipazioni sembra proprio che neanche questa volta si finanzieranno le politiche di sicurezza stradale per porre argine alla strage e al fiume di denaro pubblico che se ne va con i morti, gli invalidi e i feriti che l’incidentalità stradale si porta dietro. In tutti i Paesi avanzati si sa che 1 euro investito in sicurezza stradale ne fa risparmiare, alla casse pubbliche, dai 6 ai 10 (sono i Paesi più virtuosi che hanno affinato le loro strategie).
Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, in campagna elettorale ci aveva inviato una lettera nella quale condivideva molte delle proposte che le organizzazioni economico-sociali avevano avanzato alle diverse coalizioni politiche.
Ora occorre coraggio e innovazione e rompere il circolo perverso innescato dal precedente Governo che nelle ultime 3 Leggi di bilancio non ha mai indicato nessun investimento per la sicurezza stradale. Il Governo conosce tutte le proposte che in sintesi riportiamo in altra parte del giornale. Occorre aprire un capitolo SICUREZZA STRADALE nella Legge Finanziaria e trovare le risorse necessarie seppur minime. I morti e feriti continuano a crescere perché manca un governo della sicurezza stradale: mancano risorse, persone e strumenti per un’efficace azione di contrasto. E’ un problema di strategia. Ed appare risibile “l’uscita” del Ministro dei Trasporti, Prof. Alessandro Bianchi, sull’abbassamento dei limiti di velocità a 120 km/h in autostrada. Non che la velocità non sia importante come causa di incidentalità (e non solo in autostrada). Ma è come vedere la pagliuzza nell’occhio e non intravedere la trave! è questa la priorità più importante che viene individuata dal Governo?
Il presidente del Consiglio, lo dice il termine stesso, presiede, coordina e supplisce in caso di necessità, perché ne porta la responsabilità. E’ lui che deve dare risposte efficaci alle richieste che decine di organizzazioni e rappresentanze sociali importanti del settore da tempo le rivolgono.
Dalla Finanziaria, signor Presidente Prodi, dovrebbe almeno uscire il finanziamento di 100 milioni di euro per istituire l’Agenzia Nazionale per la sicurezza stradale e per costituire l’Istituto di Ricerca per l’Innovazione e la Sicurezza che esistono in molti Paesi dell’Europa a 25.
Sul versante del parlamento, invece, è matura l’idea di costituire un Gruppo Interparlamentare per promuovere proposte di legge per la sicurezza stradale, per spingere il Governo sulla via di una coraggiosa e innovativa politica di messa in sicurezza delle infrastrutture, di maggiore controlli per rendere efficaci le norme, per proporre una riforma e semplificazione dello stesso Codice della strada.
GIOSSTRA (Gruppo Interparlamentare Operante per la Sicurezza Stradale) - può partire ad Orvieto il 29 settembre prossimo - come luogo d’incontro tra le competenze tecniche e sociali dell’associazionismo civile e quelle di deputati e senatori. Un laboratorio socio-politico-culturale per far nascere e sviluppare una nuova stagione per le politiche di sicurezza stradale in Italia.
La sicurezza stradale deve divenire veramente motivo di impegno comune per i Parlamentari dei diversi schieramenti. Per far crescere una “nuova visione” della sicurezza stradale nonchè azioni coordinate e decise, sulla scia di quanto già fatto, per esempio, in Francia e in Gran Bretagna: in questa ottica il Parlamento italiano può svolgere un ruolo fondamentale.
Il periodico è scaricabile gratuitamente in formato PDF a partire dal sito dell'Associazione:
www.flg.it

 

Nuove proposte per il Piaggio Beverly 250-400
14/09/06 - Anche se gode di un ottimo successo di vendite e il terzo posto nella classifica di questi primi otto mesi del 2006 è lì a testimoniarlo, il design di Beverly 250 e 400 risale ormai al 2001. I tempi sono quindi maturi per un restyling, visti anche i competitor sempre numerosi che si affacciano al mercato. E Piaggio sonda i gusti degli appassionati, lo fa in modo timido e con dettagli piuttosto marginali, quelli che vi mostriamo, ma sono un sicuro indizio che la gamma sta per rinnovarsi. Se accadrà già al prossimo salone di Milano non lo sappiamo, ma se volete curiosare su ScooterLab Piaggio e magari dare il vostro parere, questo è l'indirizzo:
http://scooterlab.piaggio.com

 

Rapporto MAIDS sugli incidenti motociclistici in Europa
12/09/06 - PERCHÉ UNA RICERCA SULLA NATURA E LE CAUSE DEGLI INCIDENTI DELLE DUE RUOTE?
In questo periodo di continuo aumento della congestione stradale, i veicoli a due ruote svolgono un ruolo fondamentale per la mobilità, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. La dimensione relativamente piccola e i costi di gestione contenuti, permettono a ciclomotori, scooter e moto di inserirsi agilmente nel fl usso del traffi co e in spazi ridotti rispetto agli altri veicoli. Tuttavia i motociclisti, al pari di ciclisti e pedoni sono tra i più vulnerabili utenti della strada e gli incidenti che li vedono coinvolti rappresentano un’importante questione sociale. É perciò essenziale che tutti i soggetti interessati – Istituzioni, Industria, mondo dei media, società civile – collaborino al fi ne di migliorare ulteriormente la sicurezza di questo indispensabile mezzo di trasporto. A tale proposito, l’Associazione Europea di Costruttori di Motocicli (ACEM) con il supporto della Commissione Europea ed altri partners ha condotto un ampio ed approfondito studio sugli incidenti che hanno coinvolto motocicli e ciclomotori nel periodo 1999-2000 riferendosi a 5 aree campione europee (Francia, Germania, Italia, Olanda e Spagna). La metodologia elaborata dall’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD) per l’indagine approfondita degli incidenti motociclistici è stata utilizzata da tutti e cinque i gruppi di ricerca al fi ne di garantire coerenza e omogeneità fra i dati raccolti in ciascuna area campione.
LA RICERCA MAIDS HA ANALIZZATO 921 CASI DI INCIDENTE E 923 CASI DI CONTROLLO
05 06 08 09 Sono stati esaminati in dettaglio un totale di 921 casi e sono state codifi cate circa 2000 variabili per ciascun incidente. Le indagini comprendono una completa ricostruzione dell’incidente a partire dal luogo in cui esso si è verifi cato: ispezione dei veicoli, interviste ai testimoni, referti medici raccolti in conformità con le varie leggi sulla privacy e con la collaborazione e il consenso sia dei feriti che delle autorità competenti. Da queste informazioni sono stati identifi cati tutti i fattori che hanno contribuito all’esito dell’incidente: “fattori umani“ (comportamentali), “ambientali” (infrastrutture) e “meccanici” (del veicolo). Per l’identifi cazione dei potenziali fattori di rischio associati all’utilizzo del mezzo a Due Ruote è stato necessario comparare i dati degli incidenti con le caratteristiche della popolazione di utenti e mezzi a Due Ruote circolante in ciascun’area di campionamento, detta “popolazione a rischio” o campione di controllo. La comparazione statistica tra popolazione di incidenti e popolazione esposta al rischio permette di stimare se e quanto un fattore di rischio sia sovra o sotto-rappresentato nel database di incidenti. Per esempio: se nel 20% degli incidenti studiati la moto è di colore rosso, mentre il dato di controllo indica che le moto di questo colore sono il 50% di tutte quelle in circolazione, allora si può concludere che le moto rosse hanno una minore probabilità di essere coinvolte in un incidente (sono sottorappresentate); se, al contrario, le moto rosse coinvolte in incidenti fossero sempre il 20%, mentre quelle complessivamente in circolazione fossero il 10% del totale, allora si potrebbe concludere che la probabilità di incidente per queste moto sarebbe certamente maggiore (sovra-rappresentazione).
I PRIMI RISULTATI
I dati degli incidenti dei veicoli a 2 ruote raccolti in questa Ricerca hanno evidenziato che il veicolo con il quale più frequentemente avviene la collisione è l’automobile. Il secondo caso più frequente risulta essere l’impatto con la sede stradale: sia come conseguenza di una caduta dal motociclo che nel tentativo di evitare una collisione con altri veicoli. É emerso inoltre che sebbene le aree campione siano caratterizzate sia da zone urbane che rurali, la maggior parte degli incidenti avviene in area urbana. Per tutte le categorie dei veicoli a 2 ruote è risultato che le velocità di crociera e d’impatto erano piuttosto basse, solitamente al di sotto dei 50 km/h. Sono stati riscontrati davvero pochi casi in cui l’alta velocità ha costituito una delle cause primarie dell’ incidente. La prima causa di incidente che si ricava dal presente studio è da ascriversi all’errore umano. Il più frequente errore è la mancata percezione del veicolo a due ruote nel traffi co, dovuta alla mancanza d’attenzione da parte del guidatore del veicolo opposto, alla temporanea ostruzione della visuale o alla scarsa visibilità del veicolo a 2 ruote.
ANALISI STATISTICA E FATTORI DI RISCHIO
Tutti i dati rilevati sono stati inseriti in una banca dati, suddivisa per ciascuna area campione; successivamente, tutti gli incidenti (921 casi) sono stati messi a confronto con il campione di controllo (923 casi). L’analisi statistica comparativa ha evidenziato i fattori di rischio degli incidenti. Per esempio è emerso che gli scooter sono i veicoli a due ruote maggiormente coinvolti in incidenti: ma poiché essi costituiscono anche la tipologia di veicolo a due ruote più numerosa in circolazione, va escluso che ad essi possa essere associato un maggior rischio di essere coinvolti in incidenti stradali rispetto agli altri veicoli a Due Ruote. Dalla comparazione tra i dati degli incidenti e i casi di controllo si dimostra come l’uso di alcool aumenta il rischio di incidente, sebbene la percentuale di incidenti in cui tale uso è stato riscontrato risulti minore rispetto ad altri studi.
IL PIÙ RECENTE, APPROFONDITO ED ESTESO STUDIO EUROPEO
Le informazioni rilevate rappresentano il più esteso ed approfondito studio attualmente disponibile sul tema dell’incidentalità in Europa. Questi dati costituiscono un punto di partenza essenziale per lo sviluppo di ulteriori ricerche di pubblica utilità sugli incidenti motociclistici.
I PARTNERS
• Commissione Europea
• Federazione delle Associazioni Europee di Motociclisti
• Federazione Internazionale di Motociclismo
• Commissione Internazionale degli Esaminatori
LE PRINCIPALI CONCLUSIONI DELLA RICERCA MAIDS
Lo studio dei 921 casi in loco ha fornito una grande quantità di dati legati alle caratteristiche generali degli incidenti delle 2 ruote, che comprendono le cause degli incidenti e le loro conseguenze, come le lesioni a conducente e passeggeri. Su queste basi sarà possibile identifi care, sviluppare ed introdurre contromisure realmente effi caci per ridurre gli incidenti stradali.
- Circa il 60% degli incidenti moto vede coinvolta un’automobile. La percentuale sale se si considerano anche autobus e camion.
- La maggior parte degli incidenti avviene in area urbana (72.3%), con bassa densità di traffi co ed in buone condizioni di visibilità.
- Nel 90% dei casi, i rischi relativi al motociclista derivanti dal traffi co o dall’ambiente rientrano nella sua sfera visuale prima dell’incidente.
- La responsabilità primaria dell’incidente è suddivisa tra conducente dell’altro veicolo (50%) e conducente del veicolo a due ruote (37%).
- Nel 70% dei casi in cui la causa primaria è l’errore umano da parte del conducente dell’altro veicolo, questo è dovuto a mancanza di percezione del veicolo a due ruote.
- Il 73.1% di tutti i conducenti moto ha tentato una qualche forma di manovra per evitare la collisione immediatamente prima dell’impatto. Il 32% di questi ha perso il controllo del veicolo durante questa manovra.
- Tra i conducenti moto, la fascia di età 41-55 è sottorappresentata (minor rischio); la fascia fi no a 15 è leggermente sottorappresentata, mentre quella 18-25 risulta invece sovra-rappresentata.
- Sono state rilevate diverse violazioni al Codice della Strada, sia da parte del motociclista (8%) che da parte dei conducenti dell’altro veicolo (18%).
- I conducenti d’auto con esperienza di guida anche sulle moto hanno una migliore capacità di accorgersi delle moto nel traffi co, rispetto a quelli che non hanno un’esperienza su 2 ruote.
- La percentuale dei casi relativi all’uso di alcool o droga è inferiore al 5%. Tuttavia, si osserva una sovra-rappresentazione di tali casi rispetto al campione di controllo.
- I comportamenti illegali, come la guida senza patente di veicoli per i quali è richiesta, aumentano signifi cativamente il rischio di coinvolgimento in incidenti.
- La velocità non è uno dei fattori contributivi per il rischio di incidenti, specialmente quando vi è coinvolto un altro veicolo.
- In circa il 70% dei casi la velocità di impatto del due ruote è minore di 50 km/h. Tale percentuale sale al 90% nel caso dei ciclomotori.
- Nel 18% dei casi la velocità di crociera prima dell’incidente è sensibilmente maggiore o minore di quella del traffi co circostante; tale differenziale di velocità è stato individuato come un fattore che ha contribuito al verifi carsi dell’incidente.
- Il 90% dei ciclomotori avevano una velocità di crociera prima dell’incidente inferiore ai 50 km/ h.
- I fattori meccanici sono stati la causa primaria dell’incidente in meno dell’1% di tutti gli incidenti. Problemi meccanici sono stati registrati nel 5.1% dei casi, la maggior parte dei quali relativi ai pneumatici e alla loro manutenzione (3.7%).
- Da ispezioni visive sono state rilevate manomissioni sul veicolo per incrementare le prestazioni nel 17.8% dei veicoli coinvolti in incidenti, mentre il. campione di controllo mostra solo il 12.3% di manomissione. Tali valori sono inferiori a quelli riportati da altri studi.
- La percentuale di incidenti a causa di difetti del manto stradale (bitume, buche, etc.) è relativamente bassa (3.6%) - Il 90.4% dei conducenti Due Ruote coinvolti in incidenti indossava il casco. Tuttavia nel 9.1% dei casi il casco è volato via nella dinamica dell’incidente perché allacciato male o danneggiato durante l’incidente stesso. Complessivamente i caschi risultano essere un dispositivo effi cace per la riduzione della gravità delle lesioni alla testa.
- Le infrastrutture (guardrail, jersey, etc.) sono un pericolo non molto frequente ma sostanziale, in quanto causano lesioni molto serie agli arti inferiori, alla colonna vertebrale e alla testa.
Lo studio completo è disponibile su http://maids.acembike.org

 

 

 

1 vespa raduno Internazionale, cittù di Treviso
31/08/06 - Dopo i successi delle passate edizioni a livello nazionale, Vespa Club Treviso ha organizzato il 1° Vespa Raduno Internazionale, città di Treviso che si terrà sabato 9 e domenica 10 settembre ‘06 nel bellissimo centro storico di Treviso.
Certi che la passione per l’insetto metallico sia più viva che mai, invitiamo a partecipare al raduno un congruo numero di appassionati. Vespa Club Treviso desidera richiamare oltre 1500 Vespa provenienti da tutta Europa.
Si informa inoltre che, per i vespa club che desiderano raggiungerci il sabato siamo in grado di predisporre un luogo attrezzato per il campeggio presso la pro loco di Povegliano (Tv), in alternativa possiamo offrire anche delle ottime opportunità per il pernottamento presso i più rinomati Bed & Breakfast e agriturismi della provincia.
Con la speranza portare a termine con successo una delle concentrazioni vespistiche che ha fatto storia, informiamo che abbiamo predisposto una via preferenziale e comoda per l’iscrizione riservata ai soli Vespa Clubs.
Vespa Club Treviso resta a tua completa disposizione e ti inviata a visitare il nostro sito internet dove trovate la locandina e il regolamento di partecipazione.
Con la speranza di averti nostro ospite al raduno internazionale più atteso dell’anno 2006, ti auguriamo di trascorrere una buona stagione vespistica e nell’attesa porgiamo cordiali saluti,
Enrico Martini, Presidente Vespa Club Treviso

 

 

 

 

Trofeo Nazionale Maxiscooter: 2^ prova - "Grande “silver wing”!!!
29/08/06 - Autodromo di Magione (PG).
Domenica 09 Luglio si è svolta a Magione (PG) la seconda prova del Trofeo Nazionale Maxi Scooter inserita nella meravigliosa cornice sportiva della Coppa Italia e del Campionato Italiano Motocicliste F.M.I..
Il risultato della gara è stato un’ennesima conferma dell’equilibrio tecnico che anima l’Honda Siver Wing 600cc. Per la seconda volta consecutiva la “testa d’ariete” della Honda si mette dietro i rivali T-Max e Nexus. Incredibile! La bravura di Beraldo Emanuele, cresciuto tantissimo come pilota nell’ultimo anno, associata alla ciclistica e al motore del suo maxi scooter hanno regalato al triestino il gradino più alto del podio. Casa Honda deve essere orgogliosa di questo mezzo!!! Ma vediamo di analizzare nel merito il week-end.
Le prove cronometrate svolte il venerdì hanno assegnato la pole-position a Sollevanti Simone alla guida del Gilera Nexus 500 con il tempo di 1.33.505 relegando Beraldo alla seconda posizione con il tempo di 1.33.679 a seguire Fiorini Davide, 1.33.758, Di Cosmo Rocco , 1.33.762 e Pratali Matteo, 1.33.991, tutti raccolti in un secondo. La fine delle prove assegnava la parte rimanente della seconda fila ad Andreazzoli M. e Cipriani Stefano, new entry con un T-max 500 mod. 2001, e la terza Boiani Davide, a bordo del suo DNA 180cc, Federico Garzella, con Gilera Runner 180cc, Carlo Fassorra, piaggio zip 180cc, e Luperini C. a cui diamo il ben venuto in questo trofeo con il suo piaggio zip 180cc.
Domenica la campagna perugina si è svegliata sotto un sole caldo facendo presagire una gara impegnativa anche dal punto di vista fisico non dimenticando che i primi cinque partenti erano lì……. raccolti in un secondo. La partenza vedeva scattare bene tutta la prima fila inseguita da Pratali e dal solito Boiani, con il suo missile rosso chiamato DNA 180cc. Luperini C. con il suo piaggio zip 180cc rimaneva fermo in griglia a causa del distacco del filo dell’acceleratore dunque un esordio difficile simile a quello di Pratali Matteo alla prima gara del 2005 ma visti poi i risultati successivi sembra che sia di buon auspicio. Pertanto non ti scoraggiare Luperini!!!!. Al termine del primo giro i concorrenti si sono presentati sulla linea del traguardo raccolti in un margine di due secondi e hanno continuato con un ritmo elevatissimo fino al termine della gara. Cambi continui di posizione ad ogni staccata, sorpassi in curva in traiettoria esterna….ragazzi!!...che gara. Davide Fiorini, con il suo t-max che finalmente sembra aver risolto i problemi di trasmissione, ha tenuto la posizione di testa per ben quattro giri prima di cederla a Beraldo con il suo Silver Wing rimontato dalla sesta posizione del primo giro grazie anche alla perfetta regolazione delle sospensioni Bitubo messe a punto dall’esperienza di Giuseppe Argiolas, preparatore triestino di grande esperienza. Fiorini, romano di Bracciano (RM), ha finalmente migliorato i problemi di impostazione di guida che ne avevano limitato l’espressione nella scorsa stagione. Complimenti per la terza posizione!!! Rocco di Cosmo, di Sora (FR), è stato il più costante durante tutta la gara, con il suo t-max ha ceduto la seconda posizione solo per tre giri, lottando con i denti negli ultimi cinque giri con Beraldo e portando a casa la seconda posizione e il giro veloce.
Non ci crederete ma la velocità più elevata, rilevata sul traguardo, appartiene allo zip motore runner 180cc di Matteo Pratali che segna ben 149.50 km/h. Anche se non è stata sufficiente per battere l’esperienza di Boiani Davide, pilota-preparatore del gilera DNA 180cc e titolare dell’omonimo team che nella prima prova portò in pista il pilota Bruciaferri, che per 63 centesimi gli ha strappato il primo posto. Terzo nella cat. Dragster Federico Garzellaa bordo di un Gilera runner 180cc. Chiude la classifica interna del trofeo Andreazzoli, con il suo Piaggio Zip 70cc, con la prima posizione ed al quale vanno i complimenti dei presenti per essersi difeso dagli attacchi di Boiani e Pratali praticamente per tutta la gara. Insomma un confronto affascinante che ha messo in luce il netto miglioramento di guida di questi maxi scooteristi che da una realtà urbana sono passati alla realtà della pista con gli stessi mezzi con i quali il lunedì si ripresentano al lavoro. Bene ragazzi!!!!
Prossimo appuntamento ancora da definire, le date saranno pubblicate sul sito del trofeo a breve termine.
Fonte: www.trofeomaxiscooter.it

 

 

 

 

Blocco dei motoveicoli due tempi pre-Euro 1 nell'inverno 2006-2007 in Lombardia.
01/08/06 - Sono stati illustrati il 27 luglio scorso dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, i principali provvedimenti antinquinamento approvati dalla Giunta regionale per l'inverno 2006-2007.
Ecco alcuni stralci del comunicato stampa, con particolare riferimento alla circolazione di motocicli e ciclomotori:
<<... Il provvedimento si applica alle cosiddette zone critiche della Lombardia: Milano - Como - Sempione, Bergamo e Brescia. Complessivamente si tratta di 135 Comuni, nei quali vivono circa 4 milioni di persone. Il Piano può essere adottato anche da altri Comuni che decidessero di aderire ai provvedimenti della Regione. Con successivi provvedimenti la Giunta stabilirà le modalità attuative di dettaglio della diverse misure individuate con la delibera approvata oggi."
"Formigoni ha ribadito che una efficace lotta all'inquinamento si basa su tre fattori: la misure strutturali, quelle congiunturali e un cambiamento di mentalità da parte di tutti per comprendere che "la qualità dell'aria è un bene prezioso per ottenere il quale sono necessari comportamenti più razionali e virtuosi."
"E' previsto il fermo programmato dei mezzi più inquinanti (autoveicoli benzina e diesel pre Euro 1 e diesel Euro 1, ciclomotori e moto a due tempi pre Euro 1) dal 1 novembre 2006 al 31 marzo 2007, dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 20. Si tratta di un provvedimento in parte già sperimentato nelle passate stagioni invernali, ma che viene esteso come durata (da 5 a 8 ore al giorno) e come categorie di veicoli coinvolti (si fermeranno anche le auto diesel Euro1).  Questo provvedimento coinvolgerà circa 1 milione di veicoli pre Euro 1 e diesel Euro 1 e circa 700 mila ciclomotori e motocicli a 2 tempi pre Euro 1. La duplice "estensione" di questa misura ne raddoppierà l'efficacia. Ogni giorno saranno immesse in atmosfera 2 tonnellate in meno di polveri sottili (a fronte della stima dello scorso anno di 1 tonnellata) portando il totale complessivo da 100 a 200 tonnellate di PM10 "risparmiato."
"Con un successivo provvedimento verrà stabilita una domenica di fermo totale del traffico dalle 8 alle 20, proposta da concordare con le altre Regioni e Province Autonome del bacino padano (Emilia Romagna, Piemonte, veneto, Province Autonome di Trento e Bolzano), in coerenza con il Protocollo d'Intesa sottoscritto il 25 ottobre 2005.  "Questa sarà l'unica domenica di fermo totale del traffico programmata - ha chiarito Formigoni - Riteniamo infatti che le misure strutturali e temporanee già decise siano sufficienti a mantenere i livelli di inquinamento entro i limiti. Se così non fosse, siamo comunque pronti ad assumere altri provvedimenti di limitazione al traffico". A questa giornata che coinvolgerà l'intero bacino padano potranno dunque essere aggiunte ulteriori domeniche di fermo totale del traffico da stabilire in base ai livelli di inquinamento e alle condizioni meteorologiche. ...>>

Si è quindi fortunatamente rivelata infondata la voce che voleva il blocco indiscriminato di tutti i motoveicoli pre Euro 1, limitato invece ai soli due tempi.
Per quanto attiene ai maxiscooter si parla prevalentemente di Aprilia SR 125/150, Gilera Runner 125/180, Honda SH 100, Honda Bali 100, Honda pantheon 125/150, Italjet Formula 125, Italjet Dragster 125/180, Malaguti Ciak 100, Malaguti Phantom 100, MBK ovetto 100, MBK Booster 100, Peugeot Trekker 100, Peugeot Vivacity 100, Peugeot Speedfight 100, Peugeot Elyseo 100, Piaggio Skipper 125/150, Piaggio Exagon 125/180, Piaggio Vespa PX 125/150/200, Yamaha B&W 100, generalmente immatricolati prima del 2000 o che comunque non riportino sul libretto di circolazione la dicitura: "conforme alla direttiva 97/24 CE cap.5".
Tempi duri quindi per 'vespisti' e 'duetempisti', a tal proposito Formigoni un suggerimento sembra averlo fornito, sepur indirettamente, testando proprio in questi giorni il Piaggio MP3 e giudicandolo "Un esempio di modernità e tecnologia..."

Fra gli altri provvedimenti, l'obbligo di spegnimento dei motori degli autobus quando sono fermi ai capolinea e il divieto dell'utilizzo di legna da ardere per il riscaldamento domestico, degli edifici, in camini e stufe di vecchio tipo.
E poi le 'esortazioni':
<<... La prevenzione dell'inquinamento atmosferico e la sua riduzione dipendono anche in buona misura dai comportamenti individuali. In questo senso, il Piano d'azione approvato dalla Giunta regionale, indica alcuni "comportamenti virtuosi" che possono contribuire a migliorare la qualità dell'aria.  Tra le altre raccomandazioni, particolarmente importanti sono quelle che riguardano la limitazione delle temperature nelle abitazioni e negli uffici fino ad un massimo di 20° (il consiglio è di non superare i 18° nelle camere da letto e i 20° negli altri locali) e il rispetto degli orari di accensione degli impianti, il maggior utilizzo dei trasporti pubblici e l'uso condiviso dei veicoli privati (car-sharing, car-pooling), l'effettuazione di verifiche periodiche agli scarichi dei veicoli (aggiuntive a quella obbligatoria del bollino blu) e agli impianti termici. ...>>

Potete scaricare il testo integrale della delibera dal sito Ambiente della Regione Lombardia >>>

Formigoni annuncia i provvedimenti e testa il Piaggio MP3.
Peccato che guidi con il casco slacciato e, oltre a dare il cattivo esempio, rischi di perdere 5 punti dalla patente e che gli venga confiscato lo scooter!

 

 

 

 

STRADE MALTENUTE: LINSIDIA E NELLE CITTA
27/07/06 - Si è tenuta oggi (5 luglio) la Conferenza Stampa “Strade Maltenute”, presso la Sala delle Colonne alla Camera dei Deputati, organizzata dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti e dalla Fondazione Luigi Guccione, Ente Morale Vittime della strada. Per il secondo anno viene presentata questa indagine cercando di porre l’attenzione sulla sicurezza in ambito urbano.
La spesa per la manutenzione costituisce di fatto un indicatore attraverso cui comprendere quanto la sicurezza venga considerata obiettivo primario dalle amministrazioni comunali.
Troppo spesso infatti ci si dimentica che proprio in ambito urbano avvengono il maggior numero di incidenti stradali e si determina il maggior costo sociale dovuto all’incidentalità.
Nel 2004 sulle strade urbane sono avvenuti 169.893 incidenti (dati ISTAT) che rappresentano quasi il 76% del totale degli incidenti, e sono morte 2.310 persone e 227.545 sono rimaste ferite contribuendo rispettivamente il 41% dei morti e il 72% dei feriti totali.
Nella terza relazione al Parlamento sullo stato della sicurezza stradale viene attribuito nell’anno 2003 alle strade urbane oltre il 63% del costo dovuto all’incidentalità, nel 2004 tale valore risulta anche superiore essendo aumentata sia l’incidenza percentuale degli incidenti (dal 75,6% al 75,7%) che quella dei morti (dal 40,8% al 41,15).
Le 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Trieste), oggetto dell’indagine nel 2004, hanno contribuito al 30% degli incidenti nazionali con oltre l’11% dei morti ed il 28 % dei feriti, con una riduzione rispetto al 2003 del solo 3% degli incidenti a cui ha corrisposto, però, un inaccettabile incremento del 4% del numero di morti.
Dati drammatici più che sufficienti a dimostrare le ragioni che debbono indurre a porre al centro dell’attenzione la sicurezza sulle strade urbane, sulle quali i comuni con bilanci sempre più magri sono lasciati da soli ad operare.
Molto si può fare con gli interventi di manutenzione delle strade e della segnaletica, che non debbono però limitarsi al semplice rifacimento di ciò che c’è, ma che debbono costituire l’occasione per una continua verifica dell’adeguatezza dell’organizzazione della strada e delle sue intersezioni: il 50% degli incidenti avviene proprio in corrispondenza delle intersezioni ove la segnaletica stradale, sia di tipo tradizionale che luminosa, costituisce un elemento decisivo per assicurare una corretta percezione del pericolo ed un adeguato comportamento dei conducenti.
Nell’anno 2004 si è speso per la manutenzione delle strade e della segnaletica, nelle realtà considerate, solo il 3% in più dell’anno precedente ma il 6% in meno del 2002. Se poi si considerano separatamente la manutenzione delle strade e quella della segnaletica si può osservare come per la prima vi sia stata una riduzione del 4% rispetto al 2003 e del 16% rispetto al 2002, mentre per la seconda si è assistito ad un rilevante incremento 15% sul 2003 e 28% sul 2002.
Nelle spese per la segnaletica assume un rilevante peso quelle per gli impianti semaforici e la loro evoluzione ed integrazione con le tecnologie ITS (Intelligent Traffic System) in cui eccellono le realtà di Roma e Milano (rispettivamente 10 e 9,5 milioni di euro) seguite da Torino (con circa la metà dell’importo).
Nel 2004 è Milano la città che impegna in assoluto le cifre più consistenti, 62 milioni di euro che la collocano in cima alla classifica di spesa sia per abitante, 49€ pro capite, che per km di strada, 41€. Roma è la seconda città per valore di spesa in assoluto, circa 37 milioni di euro valore che a causa delle grandi dimensioni della capitale la colloca al quarto posto nella classifica per km di rete e al settimo posto in quella pro capite.
Va evidenziata la buona performance di Trieste che si colloca al secondo posto nella graduatoria di spesa per km di rete e per abitante. Mentre è Palermo, seguita da Trieste e Venezia (Mestre), la città che spende maggiormente in rapporto al numero di incidenti.
Un’ultima considerazione merita la difficoltà incontrata anche quest’anno nella raccolta delle informazioni: gli uffici che si occupano di sicurezza stradale fanno in genere riferimento agli Assessorati al Traffico, mentre chi si occupa di manutenzione stradale fa riferimento agli Assessorati ai Lavori Pubblici. Tra le due competenze si evidenzia in generale una scarsa comunicazione. Inoltre i dati sono, spesso, forniti dall’assessorato al Bilancio. E’ davvero singolare che a chi dovrebbe occuparsi di migliorare le condizioni di sicurezza non interessi sapere dove, come e quanto si spende per mantenere efficienti le strade.
La sicurezza stradale passa per le città. Come abbiamo visto oltre il 70% degli incidenti avvengono nelle aree urbane con quasi il 50% dei morti. E da li che bisogna partire se vogliamo centrare l’obiettivo del dimezzamento dei morti entro il 2010. E per farlo occorre coraggio e innovazione: le vecchie ricette non hanno funzionato e non funzioneranno.
Primo. Bisogna introdurre una più incisiva regolamentazione di accesso nel centro delle città al traffico privato.
Secondo. Contestualmente occorre una cura forte di “ferro”: metropolitane sotterranee e di superficie, potenziamento dei servizi urbani dei passanti e delle linee ferroviarie (occorre fare impegnare RFI e Trenitalia), parcheggi di scambio gratuiti per i pendolari delle periferie.
Terzo. Sviluppo delle linee urbane del TPL grazie alla liberazione di spazi del traffico privato, trasporto gratuito per anziani e giovani (over 65 e under 18), abbonamenti individuali e familiari (da incentivare).
Una proposta in ultimo che lanciamo ad ANCI, UPI, Conferenza Stato-Regioni: Comuni e Province e Regioni aprano – con il Governo – una “trattativa” per il finanziamento della sicurezza stradale (certezze per il Piano Nazionale per la sicurezza stradale, per la manutenzione delle strade), per un piano straordinario di sviluppo del trasporto pubblico locale e per l’istituzione di un’Agenzia nazionale per la sicurezza stradale.
- Stefano Giovenali
Presidente AIIT Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti
- Giuseppe Guccione
Presidente FLG Ente Morale Vittimestrada Fondazione Luigi Guccione Onlus
Fonte: www.flg.it

Foto tratta da: Le vergogne di Aversa.

 

 

 

 

øNo CreditÓ ¨ La campagna contro gli incidenti motociclistici
25/07/06 - L’Alto Adige è un paradiso per i motociclisti. Purtroppo il numero di incidenti motociclistici gravi e mortali è molto alto – con tendenza all’aumento ormai da anni. Il 2005 ha registrato 28 morti di motociclisti sulla strada. L’introduzione del nuovo Codice della strada e della patente a punti ha determinato complessivamente una riduzione del numero di incidenti, ma questo risultato positivo non riguarda purtroppo i motocicli. L’anno scorso quasi il 40% di tutti i morti sulla strada erano centauri, di cui la metà turisti.
La Provincia Autonoma di Bolzano è fermamente decisa a combattere questa tendenza: per questo ha messo a punto un pacchetto di misure destinate a migliorare la sicurezza sulle strade articolato in tre punti, il cui obiettivo è quello di diminuire nei prossimi anni il numero degli incidenti motociclistici.
Una delle cause principali degli incidenti motociclistici con esito mortale è l’alta velocità. Con la campagna di prevenzione “No Credit”, la Provincia Autonoma di Bolzano vuole sensibilizzare i motociclisti esperti e principianti – turisti e locali – sulla problematica, renderli consapevoli e indurli a cambiare il proprio comportamento sulle strade.
Intendiamo raggiungere efficacemente il gruppo target avvalendoci contemporaneamente di vari mezzi di comunicazione: a bordo strada, in corrispondenza dei tratti di strada più a rischio, sono stati posizionati cartelloni con motivi che invitano i motociclisti a adottare una guida più responsabile. Nelle scuole guida, presso le concessionarie di moto e motocicli, presso valichi di frontiera e caselli autostradali sono stati distribuiti opuscoli informativi incentrati sulle conseguenze della guida ad alta velocità. A quotidiani e riviste del settore sono allegati opuscoli informativi in cui la problematica viene trattata in modo da sensibilizzare un pubblico più ampio. Sono inoltre previsti annunci radiofonici, un breve spot video, poster negli autobus, una pagina Internet appositamente creata con un forum di scambio d’opinioni, e vari comunicati stampa – tutte misure d’accompagnamento della campagna che ha preso l’avvio nella primavera del 2006.
Gli interventi viari sono volti a limitare il pericolo di lesione. L’Assessorato provinciale ai lavori pubblici ha già provveduto nelle scorse settimane a smussare guardrail spigolosi e affilati nei tratti più a rischio. Si provvede inoltre alla collocazione di speciali pannelli di protezione nello spazio compreso tra il guardrail e il ciglio della strada.
Un’altra misura prevede la collaborazione con altre organizzazioni, come ad esempio club motociclistici, scuole guida e altre istituzioni. La collaborazione con gli organi preposti al controllo, che si concentra su una campagna di sensibilizzazione e sull’inasprimento dei controlli stradali, è un altro strumento per contribuire a ridurre gli incidenti.
Fonte: www.bikerssafety.it

 

 

 

 

INCREDIBILE€. HONDA SILVER WING BATTE T-MAX E NEXUS
18/07/06 - Si e’ svolta a Magione (Perugia) lo scorso 4 giugno la prima prova del Trofeo Nazionale Maxi Scooter. Il week-end ha offerto grandi emozioni riportando in pista gli scooter di alta cilindrata dopo la lunga pausa invernale.
Avevamo lasciato il 27 novembre del 2005 una classifica che aveva attribuito il primo posto assoluto a Francesco Cavallini, in sella ad un Piaggio Zip 180, con uno strepitoso Beraldo Emanuele che in sella al suo Silver Wing aveva guadagnato il secondo posto nella gara romana su una pista completamente bagnata. Quello che a Vallelunga sembrava solo un presagio a Magione e’ diventata una concreta realtà. Il ciclopico mezzo della Honda e’ cresciuto, e’ maturato ed ha rivelato la sua identita’ sportiva capace di farlo confrontare con suoi pari piu’ accreditati. Le prove cronometrate del sabato avevano assegnato la prima fila a Davide Boiani (pole-position con il tempo di 1’33.558 a bordo del suo Gilera DNA 180cc 2T (di cui è lui stesso preparatore) Sollevanti Simone (Nexus 500 con il tempo di 1’34.959) Pratali Matteo (Piaggio Zip 180 con il tempo di 1’35.736) e Di Cosmo Rocco (T-Max con il tempo 1’35.800) relegando Beraldo Emanuele soltanto alla quinta posizione con il tempo di 1’36.533.
Domenica allo spegnimento del semaforo la partenza veniva interrotta per “falsa partenza dell’intero schieramento” costringendo la direzione gara ad un replay e al decurtamento di uno dei 10 giri previsti. A scattare in prima posizione è stato Boiani che come un razzo si è presentato alla staccata della “Merzario” seguito da i suoi compagni di fila e dal resto del gruppo. Proprio da questo giro dopo giro è emerso Beraldo con il suo Silver Wing che gettandosi, come un leone, all’inseguimento dei primi ha superato Fiorini Davide con il suo t-max per poi passare a Pratali, Di cosmo e Sollevanti a bordo di un nexus 500 (new entry di questo trofeo). Giunto in scia a Boiani il pubblico ha assistito ad un meraviglioso sorpasso cui il pesarese non ha potuto opporre resistenza. Incredibile un Silver wing in testa!!!!! Rimaneva soltanto di apporre la firma su questo “splendido dipinto” di gara. Mente lucida, razionalità e parsimonia hanno portato questo ragazzo triestino alla bandiera a scacchi al termine del nono giro ed alla prima vittoria assoluta. Completano la classifica di gara Davide Boiani, Sollevanti Simone, Di Cosmo Rocco, Pratali Matteo, Andreazzoli M., Fiorini Davide ( cresciuto moltissimo rispetto alla scorsa stagione ) Garzella Federico, Bruciaferri A. e Fassorra C..
Un’altra importante pagina della storia del nostro motociclismo è stata scritta domenica a Magione (PG) un pagina di cui solo i grandi estimatori di questo sport potranno apprezzarne il contenuto.
Forza ragazzi!!!!..... state valorizzando un’intera categoria di utenti. Complimenti!.
Prossimo Appuntamento l’08-09 luglio p.v. presso l’autodromo di Magione in concomitanza con la Coppa Italia.
Fonte: www.trofeomaxiscooter.it

 

 

 

Malaguti Madison 3: studi di progetto
11/07/06 - Disponibile da un paio di mesi presso la rete di vendita, Madison 3, rappresenta l'evoluzione del concetto di scooter 'sport touring' per Malaguti.
Un prodotto con una forte connotazione stilistica sin dalla prima versione, per questo motivo nelle tre versioni le linee si sono affinate, ma non stravolte, tanto che ad un esame superficiale, distinguerle non è così immediato. Eppure, in questa terza versione, ogni singolo elemento è stato ridisegnato completamente.
Approfittiamo allora di alcuni bozzetti originali gentilmente forniteci da Engines Engineering, l'azienda bolognese che dal 1979 progetta e sviluppa gli scooter Malaguti, per scoprirne alcuni dettagli.
Come si vede dai primi schizzi fino ai disegni più dettagliati, la 'V' del frontale, da cui si slanciano gl'indicatori di direzione, non è mai stata messa in discussione, come una sorta di marchio distintivo. Si è invece lavorato sulla bilanciatura fra i fari e le prese d'aria ornamentali. Proprio il gruppo ottico anteriore è stato uno degli elementi più complessi da realizzare, per combinare nel migliore dei modi stile, efficacia e corrispondenza alle norme d'omologazione. Il risultato è un 'muso' ancora più cattivo, ma al tempo stesso protettivo, estendendosi fino al nuovo parabrezza. Più ridotto e 'motociclistico' il parafango anteriore che lascia scoperto un cerchione estremamente elegante che richiama quelli utilizzati da MV.
Si evolve anche la fascia centrale in colore e materiale contrastante che ha introdotto un vero filone poi adottato su numerosi modelli, uno fra tutti, lo Yamaha Tmax 500.
Nei bozzetti non si notano molto, ma spiccano altri elementi di pregio come il cruscotto, i maniglioni e il forcellone posteriore, che ritrovate, assieme alle impressioni di guida, nell'anteprima su strada.

 

 

MOTO E AUTO: DA OGGI COMPRAVENDITA SENZA NOTAIO PER I VEICOLI USATI
06/07/06 - Niente più obbligo del notaio per la vendita di un veicolo usato e autentica gratuita presso i titolari degli STA – Sportello Telematico dell’Automobilista. Con l'entrata in vigore lo scorso 4 luglio del decreto legge “Cittadino consumatore” viene eliminato l'obbligo di intervento del notaio per i passaggi di proprietà di moto e auto. Basterà infatti la firma di un dirigente comunale o dei titolari degli Sportelli Telematici. Quest'ultimi comprendono i funzionari del Dipartimento Trasporti Terrestri e del Pubblico Registro Automobilistico oltre ai titolari delle agenzie automobilistiche abilitati Sportello Telematico dell’Automobilista, che sono tenuti a rilasciare l'autentica degli atti di compravendita gratuitamente e nella stessa data della richiesta.
Non occorrerà però attendere alcun regolamento ma già da oggi sarà possibile autenticare gratuitamente l’atto di vendita di un veicolo usato presso le agenzie abilitate oltre che al Comune, alla Motorizzazione e al PRA.“Indubbiamente una novità di rilievo – afferma Pignoloni, Segretario Nazionale Studi dell’Unasca – la ferma volontà del Governo di dare immediata attuazione dell’autentica gratuita ed un significativo passo avanti in materia di semplificazione delle procedure per i passaggi di proprietà dei veicoli”.
''Finalmente gli automobilisti - afferma Pignoloni - se lo vorranno, recandosi presso gli STA potranno sottoscrivere la compravendita ed ottenere targa, libretto e certificato di proprietà del veicolo acquistato, con evidenti risparmi sia di costi che di tempo”.
L'auspicio è che – conclude Pignoloni - nel prossimo futuro si possano trovare soluzioni per la riduzione delle imposte, tasse ed emolumenti che gravano sulla burocrazia dell’auto, onde ottenere tra l'altro un ulteriore calo del costo delle procedure, ferme le tutele e le certezze necessarie in merito a responsabilità, inquinamento e quant’altro legati alla circolazione dei veicoli”.
www.unasca.it

 

 

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