2013

 
Centro Studi Continental - SICUREZZA STRADALE IN FORTE AUMENTO PER GLI AUTOMOBILISTI. DA MIGLIORARE QUELLA DEI MOTOCICLISTI.
26/03/2013 -
Dall’inizio del secolo ad oggi vi è stato un grandissimo miglioramento nella sicurezza stradale. In particolare dal 2000 al 2011, ultimo anno coperto dai dati, il numero dei morti sulle strade è calato di quasi il 40% (per l’esattezza del 39,8%). Del miglioramento della situazione hanno beneficiato tutti. Vi sono però alcune categorie di utenti della strada per le quali la riduzione delle conseguenze della incidentalità è stata minore. Per i motociclisti il calo della mortalità è stato soltanto del 13%.

Le cause di questa situazione sono probabilmente da ricondurre anche ad un uso più intenso dei motoveicoli dovuto alla particolare idoneità di questi mezzi ad affrontare le situazioni di congestione del traffico. Anche le difficoltà dell’economia hanno poi contribuito ad incentivare l’uso di scooter e moto che sono mezzi certamente più economici delle autovetture. Al di là di un incremento dell’impiego dei motoveicoli, va comunque segnalato che molto poco viene fatto dai pubblici poteri sia per ridurre la possibilità che si verifichino incidenti in scooter e in moto sia per renderne meno gravi le conseguenze quando gli incidenti si verificano. Nonostante le ripetute segnalazioni delle associazioni degli utenti, si continuano, ad esempio, ad utilizzare vernici per la segnaletica orizzontale che in caso di pioggia possono diventare sdrucciolevoli. Non solo: anche i dossi artificiali, giustamente collocati per ridurre la velocità, vengono spesso realizzati dalle amministrazioni locali con criteri diversi da quelli precisati dal codice della strada creando non di rado situazioni di pericolo per i motociclisti.
Secondo il Centro Studi Continental occorrerebbe quindi innanzitutto che le amministrazioni locali tenessero in considerazione anche le esigenze dei motociclisti quando decidono di intervenire sulle infrastrutture stradali. Un impegno di questo tipo è assolutamente doveroso in quanto non comporta maggiori spese, ma soltanto il rispetto di normative già esistenti. Occorre però che vi sia la consapevolezza della necessità di tutelare una categoria di utenti della strada particolarmente esposta ai rischi perché le infrastrutture sono pensate soprattutto con riferimento alle automobili. E’ il caso, ad esempio, dei guard rail, che rappresentano un forte pericolo per i motociclisti. Basti pensare che, secondo un documento dell'Ancma (Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori), la probabilità dei motociclisti di restare uccisi per un impatto contro il guard rail è superiore addirittura di 15 volte rispetto a quella degli occupanti di un’autovettura. Un’altra fonte di pericolo è lo scorretto posizionamento della segnaletica verticale che viene collocata facendo riferimento ancora una volta soprattutto alle esigenze degli automobilisti e che spesso con i suoi supporti costituisce un pericolo per i motociclisti. Un altro aspetto particolarmente importante per la sicurezza dei motociclisti è la manutenzione delle strade. E l’elenco delle carenze potrebbe continuare.
E’ opinione del Centro Studi Continental che per ottenere altri significativi risultati nell’impegno per ridurre drasticamente l’incidentalità stradale e le sue conseguenze bisogna puntare soprattutto sulla salvaguardia degli utenti più esposti. I motociclisti sono certamente tra questi. Per tutelarli occorre oggi soprattutto un impegno nella corretta manutenzione delle infrastrutture, nell’adozione di provvedimenti per intervenire sulle principali fonti di pericolo (dai guard rail alla segnaletica) ed anche nel promuovere adeguate campagne di informazione e di educazione stradale, tenendo conto che tra gli utilizzatori di scooter e motocicli molto forte è la presenza di giovani. E questa è un’ulteriore e fondamentale ragione per tutelare maggiormente chi, per necessità o per scelta, utilizza scooter e moto.
LINK: continental-corporation.com

 
ANCMA - INCIDENTI IN MOTO: SVOLTA STORICA, DIMINUISCONO VITTIME E FERITI
26/03/2013 -
Nel quinquennio 2007-2011 abbiamo assistito ad una profonda inversione di tendenza con un costante calo di vittime e feriti. Si è passati da 1.540 morti a 1.088, -29,3%. Necessario non abbassare la guardia.

I progetti legati alla sicurezza stradale, gli sforzi dei costruttori sul fronte dell'innovazione e della tecnologia, abbigliamento e caschi adeguati: questi gli elementi che hanno contribuito a generare un calo costante di vittime e feriti sulla strada, negli incidenti che coinvolgono le due ruote. L'indagine condotta dall'Asaps, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, sui dati Istat, racconta che fra le 22.043 vittime fatali dell'ultimo quinquennio 2007-2011 i decessi per incidenti con moto e ciclomotori sono stati 6.403, pari al 29% del totale.
Negli ultimi 5 anni si è passati da 1.540 morti fra gli utilizzatori delle due ruote nel 2007 a 1.088 nel 2011, con un calo secco di 452 vittime mortali pari a un -29,3%. La cifra è superiore alla diminuzione generale della mortalità per incidenti stradali, pedoni compresi, che, pur buona, si è fermata a -24,8%, essendo passata da 5.131 vittime del 2007 a 3.860 del 2011. Più timida la diminuzione del numero dei feriti negli scontri fra veicoli a due ruote motorizzate -17,1%, passati da 90.551 a 75.065, con un calo totale di 15.486 ingressi al pronto soccorso.
Negli ultimi 5 anni la media è stata di 1.281 vittime mortali e 80.876 feriti l'anno, ma il calo dei decessi è stato costante anche se in rallentamento: -10,4% nel 2008, -9,5% nel 2009, -8,2% nel 2010, -5% nel 2011. Per il 2012 non sono ancora disponibili i dati Istat. Tuttavia i numeri raccolti dall'Osservatorio il Centauro – ASAPS sugli incidenti del fine settimana, diffusi dal Servizio Polizia Stradale e riferiti ai soli rilievi della Polstrada e dei Carabinieri, anche in questo caso descrivono un andamento soddisfacente: torna finalmente il segno meno anche per i sinistri che coinvolgono veicoli a due ruote dove si contano 348 incidenti mortali, ben 50 in meno e un calo del 12,6% rispetto al 2011 quando furono 398.
"E' chiaro che sui dati, ancora problematici, ci sono ampi margini di miglioramento e l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori è impegnata nella direzione della prevenzione della campagne di sensibilizzazione, che concorrono a raggiungere traguardi importanti" dichiara Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA. "Questa inversione di tendenza testimonia che il nuovo concetto di mobilità inizia ad essere compreso da tutti i protagonisti della strada. La sicurezza è la nostra priorità, sia sotto il profilo normativo, sia per quanto riguarda la comunicazione. Ad esempio, con l'entrata in vigore della nuova Direttiva Patenti ci aspettiamo un miglioramento anche della formazione dei futuri centauri. Inoltre con le nostre pubblicazioni- il Libro Bianco, Eccellenza tecnologica e sicurezza della moto e Caschi e abbigliamento per la sicurezza delle due ruote – abbiamo voluto descrivere il settore e lo stato dell'arte proprio con l'intenzione di illustrare quanto è stato fatto e quanto ci sia da fare".
Va sottolineato che dal 2000 al 2005 il numero delle vittime fra i motociclisti e i ciclomotoristi era addirittura cresciuto passando da 1.378 a 1.505, con 127 lenzuoli bianchi in più stesi sulle strade, +9,2%.
LINK: ancma.it

 
AMI al Bike Expo - Convegno dal titolo "Le protezioni per motociclisti: le norme Europee"
16/01/2013 -
In data 18 Gennaio 2013 ore 10.30, presso Sala Bellini, alle Fiere di Verona durante l'evento Motor Bike Expo si terrà il convegno dal titolo " Le protezioni per motociclisti: le norme Europee".

Esso verterà sullo stato attuale e sviluppo futuro delle normative in ambito Europeo e delle conseguenze in ambito nazionale. Sarà presente il ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella persona dell'Ing. Marasco il cui intervento sarà volto a far chiarezza sulle possibilità attuali di installazioni dibarriere stradali di protezione per motociclisti e i futuri sviluppi normativi in ambito Europeo e Italiano. A seguire l'Ing. Colombo dell'azienda D.P.I. Safety presenterà una relazione dal titolo "Standard Europei a tutela del Motociclista" che illustrerà l'importanza delle certificazioni europee sui protettori per motociclisti e gli ultimi sviluppi normativi in ambito airbag.
Introdurrà le problematiche della sicurezza stradale e della difficoltà nella promozione ed installazione di nuove soluzioni, il presidente dell' AMI dott. Marco Guidarini.
Al termine degli interventi sarà istituita una tavola rotonda con tutti i partecipanti.
LINK: motociclisti-incolumi.com

 
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