Potrei iniziare parlandovi dell'incredibile
sicurezza di guida su fondi sdrucciolevoli, dei
ridotti spazi di frenata e dell'incrementata stabilità
in ogni frangente, ma l'ordine di priorità
non sarebbe corretto, nel senso che è tutto
vero (infatti lo dettaglierò più avanti),
ma quello che MP3 regala fin dal primo approccio
è un divertimento
incredibile, mai provato a bordo di uno scooter.
Potrei dire anche a bordo di molte moto, ma non
vorrei sollevare un vespaio...
La conferma che MP3 è un veicolo divertente
e con un grande futuro davanti a se, l'ho scoperto
osservando la mia espressione e quella degli altri
tester, al termine dei primi giri: sorrisi
da un orecchio all'altro ed entusiasmo come
non mi era mai capitato di osservare dopo la prova
di uno scooter. Se si pensa che il 125cc, quello
nero che vedete in foto, ha 11kW di potenza per
199kg di peso, e che molti dei piloti in questione
ha spesso a che fare con moto da 300 all'ora, la
questione si fa ancora più interessante e
misteriosa.
Sgombrate la mente da preconcetti
e luoghi comuni, stiamo entrando in una nuova era,
quella delle tre ruote, tanto simile alle due, ma
anche così diversa.
POSIZIONE IN SELLA
Partiamo subito con un limite, la possibilità
di allungare le gambe è infatti alienata
dalla doppia ruota anteriore e se amate viaggiare
appoggiati allo schienale con le gambe distese,
qui proprio non si può fare, se invece preferite
una posizione con busto diritto e gambe ad angolo
retto, allora ci siamo. Il manubrio non è
né alto né basso, sufficientemente
ampio per offrire un buon controllo del mezzo, ma
anche compatto per non intralciare nel traffico.
L'altezza della sella
dal suolo è nella media, in più la
pedana è rastremata dove serve, ma non bisogna
dimenticare che con MP3 non è quasi mai necessario
poggiare i piedi a terra.
Confortevole anche la situazione riservata al passeggero,
che viaggia quasi allo stesso livello del pilota,
gode di generose pedane fisse e di comodissimi maniglioni
laterali, manca solo uno schienale posteriore, che
troviamo, opzionale, assieme al bauletto.
Come un normale scooter, può essere parcheggiato
sfruttando il solido cavalletto
centrale che richiede uno sforzo nella media,
mentre è assente il cavalletto laterale.
In alternativa c'è il blocco
(opzionale) del quadrilatero
anteriore, che consente ad MP3 di rimanere
in equlibrio sulle tre ruote
con la semplice pressione di un tasto e non manca
l'utile freno di stazionamento.
Per le manovre da fermo, basta allora rilasciare
il freno a mano e spingere lo scooter manovrando
il manubrio, anche senza stare in sella. Il peso
è sostenuto, ma si può fare forza
senza preoccuparsi di mantenere l'equilibrio e senza
rischiare che lo 'scooter' cada.
Partire è ancora
più semplice, basta sedersi, avviare il motore
e dare gas, lo sblocco dell'anteriore è automatico
e si parte. Fermarsi
richiede invece di resettare alcuni automatismi,
ovvero, tenere i piedi sulla pedana ed azionare
un tasto al manubrio: quando la velocità
scende sotto una data soglia (fra i 23 e 10km/h
a secondo della decelerazione) sul cruscotto lampeggia
la spia del blocco rollio, a questo punto si può
premere il pulsante sul blocchetto destro al manubrio,
avendo l'accortezza di non accelerare. A conferma
del blocco la spia lampeggiante rimarrà accesa,
accompagnata da un 'bip' sonoro. In questo modo
lo scooter rimane in equilibrio, con l'inclinazione
esatta di quando si è premuto il pulsante.
Il blocco può avvenire infatti con inclinazioni
laterali fino a 20gradi, questo permette di parcheggiare
anche in salita o con una ruota sul marciapiede
e una giù.
Sempre stando con i piedi sulla pedana, basta accelerare
con decisione e lo scooter riparte
segnalando lo sblocco con due bip sonori e lo spegnimento
della spia.
Non mi è sembrato un vantaggio irrinunciabile,
ma va detto che l'abitudine gioca un ruolo determinante,
bisognerebbe abituarsi a guidare così e poi
provare a 'tornare indietro' per capirne il valore
effettivo.
CITTA'
Capito come si parte e come ci si ferma, sono pronto
a tuffarmi nelle insidiose strade romane e nel suo
traffico caotico con un 250cc nuovo fiammante.
A dispetto dei due quintali di peso, la partenza
richiede una modesta rotazione dell'acceleratore
e il Quasar spunta da fermo più o meno come
su un pari cilindrata.
La sensazione immediata è di un avantreno
molto solido, ma non c'è nessuna inerzia
o sensazione anomala, solo il manubrio appare più
saldo, oserei dire più motociclistico. Al
crescere della velocità la solidità
dell'avantreno si fa certezza, ma basta piegarsi
con decisione all'interno della curva per sentire
lo 'scooter' eseguire i comandi in maniera diretta,
senza esitazioni
La discesa in piega
è rotonda e perfettamente equilibrata, il
feeling con l'anteriore è incredibile, si
ha la netta sensazione che nulla lo possa smuovere
e al tempo stesso si può zig-zagare con facilità.
L'unica accortezza è di agire con maggior
decisione nei cambi di direzione, mentre in rettilineo
anche a velocità ridottissime l'equilibrio
è superiore ad uno scooter 'normale' cosa
che consente, fatto l'occhio alle dimensioni, di
fare gli slalom fra le auto con inaspettata facilità.
Fin qui tutto bene, ma il bello deve ancora venire
e infatti è proprio sui lucidi sampietrini
romani, resi viscidi da una leggera spruzzata di
pioggia che MP3 si palesa al meglio.
Immaginatevi di partire al semaforo sul porfido
e dopo cinquanta metri affrontare una curva decisa
con superamento dei binari del tram e immaginate
di farlo partendo accelerando al massimo, senza
frenare e... senza cadere! Non è fantascienza,
non con tre ruote perlomeno, infatti MP3 scende
in piega senza problemi, a metà curva
supera le rotaie con un leggero sbandamento laterale,
che non riesce a perturbarne l'assetto, la piega
si accentua, il cavalletto arriva a contatto con
l'asfalto e subito dopo una bella manata all'acceleratore
fa dolcemente derapare il retrotreno 'chiudendo'
la curva e proiettandovi nel rettilineo. Il bello
è che alla guida non c'è un campione
di Supermotard, ma un pilota ben più
orientato al turismo che alla guida 'di traverso'.
Ok, è una situazione limite e soprattutto
un comportamento da evitare, ma serve a comprendere
che con MP3 i limiti di tenuta
si alzano drasticamente.
Significa che con una condotta di guida più
accorta e rispettosa, il rischio
di scivolare in una curva, anche in condizioni di
aderenza precaria si fà estremamente remoto.
Stesso discorso vale per la frenata:
con la doppia ruota anteriore, si può pinzare
decisi anche sul pavé bagnato, riuscendo
a fermare lo 'scooter' in uno spazio inarrivabile
anche a veicoli dotati di ABS, semplicemente perché
raddoppia la superficie di contatto con l'asfalto.
Anche in caso di momentaneo bloccaggio di entrambe
le ruote anteriori, si riesce ad evitare la caduta,
sfruttando l'equilibrio offerto dai tre punti d'appoggio.
Sull'asciutto invece si possono fare frenate così
forti che occorre puntarsi
bene al manubrio e i più smaliziati
possono arrivare a sollevare la ruota posteriore.
Piaggio stima una diminuzione
degli spazi di arresto dal 20 al 24% rispetto
al miglior scooter in commercio dotato di ABS, ma
l'impressione che se ne trae alla guida sembra anche
superiore.
Naturalmente nulla esclude di dotare MP3, in futuro,
di un impianto con ABS, soprattutto perché
i bloccaggi del retrotreno, pur divertenti, non
sono così remoti.
E non è finita, grazie alla carreggiata anteriore
di soli 420mm, è possibile frenare con una
ruota sui binari e l'altra sull'asfalto senza
reazioni anomale!
Anche l'assorbimento delle
asperità stradali migliora sensibilmente,
grazie agli ammortizzatori anteriori indipendenti
e al fatto che è piuttosto difficile finire
con entrambe le ruote nella stessa buca. Diciamo
che il fondo affrontato dalle due ruote si compensa,
mentre al retrotreno che è tutto tradizionale,
il doppio ammortizzatore, tarato sul morbido, ci
mette del suo. Ne guadagna sensibilmente il comfort
di guida, proprio sulle 'frastagliate' direttive
urbane.
Muoversi così comodi e sicuri ha l'unica
controindicazione nel
tendere a viaggiare più spediti rispetto
agli altri utenti della strada e ai restrittivi
limiti di velocità, occorre quindi una buona
dose di self-control.
Se il 250 non soffre assolutamente di scarsa potenza,
il 125 fatica un po', soprattutto allo spunto, si
viaggia quindi sempre a manetta e si 'derapa' meno,
ma per il resto i vantaggi sono gli stessi.
Al momento, controindicazioni non sono riuscito
a trovarne, almeno rispetto a scooter 'concorrenti'
(ovvero scooter 'comfort' di pari cilindrata), anche
se la differenza di agilità, rispetto ad
un ben più compatto Liberty
è sicuramente sensibile.
EXTRAURBANO
Nelle strade tutte curve MP3 rischia di mettere
in imbarazzo tutti gli altri scooter e anche parecchie
moto. A parità di pilota, si viaggia infatti
decisamente più veloci e più sicuri.
Si può frenare
più tardi e più forte, si può
entrare in curva più
veloci e osare pieghe mai tentate, solo in uscita
di curva si perde qualcosa nei confronti di veicoli
con un più favorevole rapporto peso-potenza,
ma anche in questo caso si può spalancare
il gas molto prima.
L'unico limite sembra rappresentato dal cavalletto
centrale, che non è troppo basso,
ma arriva comunque presto a strisciare l'asfalto.
Volendo si può anche togliere, ma averlo
rappresenta un utile campanello d'allarme che indica
quando stiamo esagerando.
All'aumentare della velocità
l'anteriore conferma la sua stabilità granitica
ed è allora il retrotreno a ricordare che
MP3 deriva pur sempre da uno scooter e non da una
'superbike' e lo fa attraverso la sospensione posteriore,
che nei curvoni veloci presi allegramente, 'pompa'
un po', cioè innesca qualche leggera
oscillazione dovuta anche alla morbidezza
degli ammortizzatori e al peso del motore. Ma stiamo
parlando di motorizzazioni 125 e 250 destinate prevalentemente
alla città, quindi non può essere
considerato un difetto, visto anche il comfort offerto
sullo sconnesso.
Ad ogni modo tutte le qualità emerse in ambito
urbano si ritrovano su statali ed autostrade, ovviamente
si fa più sensibile il limite di potenza,
anche se come velocità massima non si perde
poi molto rispetto ai 'due ruote' di pari motorizzazione.
Con il 125 ho superato di poco i 110km/h,
mentre con il 250 si passano più facilmente
i 130km/h, in entrambi
i casi con lanci piuttosto brevi e con motori ancora
da rodare.
Ho anche avuto modo di valutare la protezione
aerodinamica, davvero ottima per quanto riguarda
gambe e busto, mentre il cupolino un po' basso lascia
le spalle e il casco più scoperti del dovuto.
Esiste anche un parabrezza
denominato Winter,
che arriva a fornire una sorta di tettuccio, ma
una versione intermedia sarebbe auspicabile.
Non ho percorso centinaia di chilometri, ma la sella
mi è sembrata comoda e sufficientemente morbida,
anche se pressoché priva di supporto lombare.
Minime le vibrazioni a tutti i regimi, peccato per
l'impossibilità di allungare le gambe, ma
questo è proprio un limite strutturale a
cui sarà difficile porre rimedio.
COMPETITOR
Sarebbe troppo facile dire che non ne ha, cosa peraltro
vera, in realtà entra in diretta concorrenza
con tutti gli scooter 'comfort'
di pari cilindrata, nei confronti dei quali,
dinamicamente, ha praticamente solo vantaggi, mentre
a livello estetico, di dotazioni e qualità
costruttiva lo scontro è aperto.
Potrebbe anche essere un concorrente della Smart
e delle miniauto, potendo offrire un livello di
sicurezza mai raggiunto dalle due ruote ed un livello
di protezione dalle intemperie elevatissimo se dotato
dell'allestimento 'Winter Pack', che oltre all'enorme
parabrezza offre pneumatici 'termici', gilet e copertina
riscaldati. In questa configurazione rappresenta
pericoloso concorrente anche per l'Adiva
AD 250, che aspettiamo di testare su strada.
Con una quotazione indicativa di 5000 euro non sarebbe
neppure il 250 più costoso, visto che l'Honda
Forza EX lo supera di ben 690 Euro, mentre la
Vespa
GTS ABS, lo tallona a 4850.
CONCLUSIONI
Credo che traspaia chiaramente il livello di soddisfazione
emerso da questa prova. Penso di non essermi mai
divertito così tanto alla guida di uno scooter
e al tempo stesso mai mi ero sentito così
sicuro e spinto ad osare oltre i miei limiti abituali.
Il fatto è che MP3 rende tutto più
facile e divertente: frenate, slalom, pieghe al
limite, derapate. Occorre ridefinire le proprie
abitudini, avendo l'accortezza di non farsi prendere
la mano e rimanere rispettosi dei limiti... altrui.
Si tratta senza ogni dubbio della più
importante evoluzione dalla nascita dello
scooter, un passo avanti che rischia di offuscare
tutti gli altri veicoli dotati di 'sole' due ruote.
A livello estetico e di dotazioni gli si può
muovere sicuramente qualche critica, ma difficilmente
potranno scalfirne il prestigio e l'innovazione.
Tanti, tanti complimenti alla Piaggio del nuovo
corso che ha avuto la capacità e il coraggio
di portare alla produzione un progetto, forse non
nuovo in assoluto, ma che potrà ridefinire
la mobilità urbana e non solo, dei prossimi
anni.
Se poi non credete ad una sola parola di quanto
scritto, oppure siete giustamente curiosi, non perdete
l'occasione di una prova su strada, da Giugno dovrebbero
essere possibili in quasi tutte le concessionarie
Piaggio, poi aspetto le vostre impressioni!
Testo: Fabrizio Villa
Foto: MCP
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