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 · PIAGGIO MP3 250ie RL
22/10/07
PROVA FABIO JACOPINI
pag. 8
Guida: Aprilia Leonardo 300

Divertente e indubbiamente rivoluzionario!
Quello che è sorprendente è la sensazione di sicurezza (quasi) assoluta che trasmette al pilota, che acquisisce la consapevolezza che cadere è una possibilità decisamente remota.
L’estetica non è certamente convenzionale. Se le fiancate e il posteriore ricordano molto il Piaggio X8, l’anteriore appare a dir poco originale, anzi unico. Di primo acchito si ha la sensazione di essere di fronte ad un mezzo pesante e poco maneggevole, ma basta avviare il mezzo per ricredersi subito.

La posizione di guida è comoda anche se i piedi non hanno un grande spazio per muoversi e non è possibile distendere le gambe, ma, a mio parere, una posizione più raccolta consente di aver un miglior controllo del mezzo.
La novità assoluta è, naturalmente, il meccanismo che consente di bloccare le ruote anteriori che consente non solo di non poggiare a terra i piedi ai semafori e quando il mezzo viaggia ad una velocità bassissima, ma permette di evitare di issare il mezzo sul cavalletto, avendo l’avvertenza di inserire il freno di stazionamento, indispensabile quando il mezzo viene parcheggiato in pendenza. È disponibile solo nella versione RL e CRL, ma a mio parere il sistema è troppo comodo per farne a meno. L’inserimento e il disinserimento da fermo è semplicissimo (basta spostare una levetta collocata sulla destra del manubrio, appena sopra il pulsante di accensione), e al semaforo è sufficiente accelerare perché le ruote ritornino a basculare liberamente.

Il motore è silenzioso e privo di vibrazioni. La frizione attacca molto dolcemente consentendo una erogazione graduale, ideale per l’uso cittadino. La trasmissione è praticamente perfetta; in questo reparto la Piaggio ha lavorato molto bene. Il mezzo, infatti, pesa 200 kg circa e l’iper collaudato motore Piaggio da 244 cc con cui è equipaggiato potrebbe apparire sottodimensionato per un mezzo così pesante. Invece, dopo una esitazione iniziale, il motore sale velocemente di giri, mettendo subito a disposizione tutti i cavalli che può erogare e la velocità massima si raggiunge in pochissimo tempo. L’accelerazione e la ripresa risultano, quindi, quasi in linea con la concorrenza, anche se va precisato che sulla breve distanza, a causa della detta taratura della trasmissione, il mezzo deve cedere qualche metro ai pari cilindrata. In ogni caso il motore risulta adatto ad un uso cittadino. I limiti derivanti dal peso si evidenziano nell’uso extraurbano; nel corso del test, la velocità massima raggiunta su tratti autostradali non ha mai superato i 125 km indicati sul tachimetro.

Il comportamento dinamico è, come detto, rivoluzionario. La prima ora del test è stata dedicata alla ricerca di tutte le peggiori superfici che si possono trovare in una grande città come Milano: rotaie con quelle pericolosissime fessurazioni laterali che se impegnate con la ruota posteriore o, peggio, con quella anteriore causano spesso la perdita di controllo del mezzo, scambi dei tram in prossimità degli incroci, buche, tombini profondi, ghiaietta in prossimità di cantieri, macchie di olio sull’asfalto, pavè sconnesso, sampietrini bagnati dall’acqua, per tentare di mettere in difficoltà l’Mp3. Niente, nessun problema. Come andare su un nastro di asfalto perfettamente liscio o, meglio, come avere delle rotaie. L’anteriore non si scompone mai! Solo il posteriore a volte tende a perdere aderenza e scivola, ma il mezzo rimane sempre e comunque granitico.
Persa ogni speranza su questo fronte, mi sono dedicato a trovare difetti nelle pieghe più accentuate. Ovviamente la mia era pura illusione perchè la tenuta in curva costituisce la caratteristica primaria del mezzo. La discesa non solo è naturale e il feeling è immediato, ma dopo la terza curva ti ritrovi quasi subito con il mezzo in piega alla massima inclinazione (circa 40°!!).
La confidenza è tale che la velocità di ingresso in curva aumenta in modo impressionante, difficilmente raggiungibile da un normale utente con un mezzo tradizionale. Per mettere in leggera difficoltà il pilota dell’Mp3 bisogna andare a cercare delle sequenze di curve strette che costringano a repentini cambi di direzione; ma è sufficiente anticipare l’ingresso in curva e facilitare la piega inclinando con una certa decisione il mezzo e il problema è risolto. Questo vuol dire, però, voler andare a cercare il pelo nell’uovo; l’MP3 250 è un mezzo prettamente cittadino e ben difficilmente il normale utente potrà trovarsi davanti ad una tipologia di percorso come quella descritta.

La capacità frenante del mezzo è impressionante. I freni sono potenti e modulabili e la presenza della doppia ruota sull’anteriore determina un attrito tale che gli spazi sono praticamente dimezzati rispetto ad uno scooter tradizionale o anche ad una moto. La ruota posteriore ha una tendenza a bloccarsi frequentemente, ma il mezzo, come accennato, non si scompone. Diventa pure divertente “inchiodare” e problemi in caso di panic stop non ce ne sono, anche se non ha l’ABS. Ho provato, in una strada rettilinea ovviamente deserta appena fuori Milano, a frenare improvvisamente con entrambi i freni alla velocità di circa 80 km/h. Ebbene il mezzo ha scodato leggermente perché la ruota posteriore si è bloccata (il mezzo ha il peso maggiore sull’anteriore), ma non si è assolutamente scomposto e l’anteriore è rimasto stabile.

Il comportamento con il passeggero non cambia di molto. La presenza di un maggior peso determina una flessione nelle prestazioni in accelerazione e ripresa, ma il rigore dinamico non viene assolutamente intaccato.

La protezione aerodinamica non è perfetta. Il mezzo in prova montava il capolino standard che assicura una limitata protezione al corpo e alle braccia. Le gambe sono sufficientemente protette anche se confesso che mi sarei aspettato di più da un mezzo con una sezione frontale così evidente.

La capacità di carico è ottima. Nel bauletto integrato al mezzo trova posto un caso integrale di dimensioni medie, anche se l’inserimento non è molto agevole data la forma del vano. Nel sottosella può essere risposto anche un casco modulare e rimane ancora lo spazio per altri oggetti (documenti, tuta da pioggia e relativi stivaletti ripiegabili, ecc.). E’ disponibile pure il comodissimo gancio porta borse, indispensabile per il trasporto di grosse valigette o di capienti zaini.

In conclusione il comportamento dinamico del mezzo è tale che si cambia totalmente il modo di guidare lo scooter. Si può prestare meno attenzione alla tipologia di superficie da percorrere, l’ingresso in curva viene effettuato in assoluta sicurezza e i tempi di frenata si riducono sensibilmente. Il tutto in assoluta sicurezza.
Insomma, per concludere con uno slogan, adesso le tipologie di scooter diventano due, l’MP3 e gli altri.

Testo: Fabio Jacopini
Foto: originali Piaggio

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