Divertente e indubbiamente rivoluzionario!
Quello che è sorprendente è la sensazione
di sicurezza (quasi) assoluta che trasmette al pilota,
che acquisisce la consapevolezza che cadere è
una possibilità decisamente remota.
L’estetica non è certamente convenzionale.
Se le fiancate e il posteriore ricordano molto il
Piaggio X8, l’anteriore appare a dir poco
originale, anzi unico. Di primo acchito si ha la
sensazione di essere di fronte ad un mezzo pesante
e poco maneggevole, ma basta avviare il mezzo per
ricredersi subito.
La posizione di guida è comoda anche se
i piedi non hanno un grande spazio per muoversi
e non è possibile distendere le gambe, ma,
a mio parere, una posizione più raccolta
consente di aver un miglior controllo del mezzo.
La novità assoluta è, naturalmente,
il meccanismo che consente di bloccare le ruote
anteriori che consente non solo di non poggiare
a terra i piedi ai semafori e quando il mezzo viaggia
ad una velocità bassissima, ma permette di
evitare di issare il mezzo sul cavalletto, avendo
l’avvertenza di inserire il freno di stazionamento,
indispensabile quando il mezzo viene parcheggiato
in pendenza. È disponibile solo nella versione
RL e CRL, ma a mio parere il sistema è troppo
comodo per farne a meno. L’inserimento e il
disinserimento da fermo è semplicissimo (basta
spostare una levetta collocata sulla destra del
manubrio, appena sopra il pulsante di accensione),
e al semaforo è sufficiente accelerare perché
le ruote ritornino a basculare liberamente.
Il motore è silenzioso e privo di vibrazioni.
La frizione attacca molto dolcemente consentendo
una erogazione graduale, ideale per l’uso
cittadino. La trasmissione è praticamente
perfetta; in questo reparto la Piaggio ha lavorato
molto bene. Il mezzo, infatti, pesa 200 kg circa
e l’iper collaudato motore Piaggio da 244
cc con cui è equipaggiato potrebbe apparire
sottodimensionato per un mezzo così pesante.
Invece, dopo una esitazione iniziale, il motore
sale velocemente di giri, mettendo subito a disposizione
tutti i cavalli che può erogare e la velocità
massima si raggiunge in pochissimo tempo. L’accelerazione
e la ripresa risultano, quindi, quasi in linea con
la concorrenza, anche se va precisato che sulla
breve distanza, a causa della detta taratura della
trasmissione, il mezzo deve cedere qualche metro
ai pari cilindrata. In ogni caso il motore risulta
adatto ad un uso cittadino. I limiti derivanti dal
peso si evidenziano nell’uso extraurbano;
nel corso del test, la velocità massima raggiunta
su tratti autostradali non ha mai superato i 125
km indicati sul tachimetro.
Il comportamento dinamico è, come detto,
rivoluzionario. La prima ora del test è stata
dedicata alla ricerca di tutte le peggiori superfici
che si possono trovare in una grande città
come Milano: rotaie con quelle pericolosissime fessurazioni
laterali che se impegnate con la ruota posteriore
o, peggio, con quella anteriore causano spesso la
perdita di controllo del mezzo, scambi dei tram
in prossimità degli incroci, buche, tombini
profondi, ghiaietta in prossimità di cantieri,
macchie di olio sull’asfalto, pavè
sconnesso, sampietrini bagnati dall’acqua,
per tentare di mettere in difficoltà l’Mp3.
Niente, nessun problema. Come andare su un nastro
di asfalto perfettamente liscio o, meglio, come
avere delle rotaie. L’anteriore non si scompone
mai! Solo il posteriore a volte tende a perdere
aderenza e scivola, ma il mezzo rimane sempre e
comunque granitico.
Persa ogni speranza su questo fronte, mi sono dedicato
a trovare difetti nelle pieghe più accentuate.
Ovviamente la mia era pura illusione perchè
la tenuta in curva costituisce la caratteristica
primaria del mezzo. La discesa non solo è
naturale e il feeling è immediato, ma dopo
la terza curva ti ritrovi quasi subito con il mezzo
in piega alla massima inclinazione (circa 40°!!).
La confidenza è tale che la velocità
di ingresso in curva aumenta in modo impressionante,
difficilmente raggiungibile da un normale utente
con un mezzo tradizionale. Per mettere in leggera
difficoltà il pilota dell’Mp3 bisogna
andare a cercare delle sequenze di curve strette
che costringano a repentini cambi di direzione;
ma è sufficiente anticipare l’ingresso
in curva e facilitare la piega inclinando con una
certa decisione il mezzo e il problema è
risolto. Questo vuol dire, però, voler andare
a cercare il pelo nell’uovo; l’MP3 250
è un mezzo prettamente cittadino e ben difficilmente
il normale utente potrà trovarsi davanti
ad una tipologia di percorso come quella descritta.
La capacità frenante del mezzo è
impressionante. I freni sono potenti e modulabili
e la presenza della doppia ruota sull’anteriore
determina un attrito tale che gli spazi sono praticamente
dimezzati rispetto ad uno scooter tradizionale o
anche ad una moto. La ruota posteriore ha una tendenza
a bloccarsi frequentemente, ma il mezzo, come accennato,
non si scompone. Diventa pure divertente “inchiodare”
e problemi in caso di panic stop non ce ne sono,
anche se non ha l’ABS. Ho provato, in una
strada rettilinea ovviamente deserta appena fuori
Milano, a frenare improvvisamente con entrambi i
freni alla velocità di circa 80 km/h. Ebbene
il mezzo ha scodato leggermente perché la
ruota posteriore si è bloccata (il mezzo
ha il peso maggiore sull’anteriore), ma non
si è assolutamente scomposto e l’anteriore
è rimasto stabile.
Il comportamento con il passeggero non cambia di
molto. La presenza di un maggior peso determina
una flessione nelle prestazioni in accelerazione
e ripresa, ma il rigore dinamico non viene assolutamente
intaccato.
La protezione aerodinamica non è perfetta.
Il mezzo in prova montava il capolino standard che
assicura una limitata protezione al corpo e alle
braccia. Le gambe sono sufficientemente protette
anche se confesso che mi sarei aspettato di più
da un mezzo con una sezione frontale così
evidente.
La capacità di carico è ottima. Nel
bauletto integrato al mezzo trova posto un caso
integrale di dimensioni medie, anche se l’inserimento
non è molto agevole data la forma del vano.
Nel sottosella può essere risposto anche
un casco modulare e rimane ancora lo spazio per
altri oggetti (documenti, tuta da pioggia e relativi
stivaletti ripiegabili, ecc.). E’ disponibile
pure il comodissimo gancio porta borse, indispensabile
per il trasporto di grosse valigette o di capienti
zaini.
In conclusione il comportamento dinamico del mezzo
è tale che si cambia totalmente il modo di
guidare lo scooter. Si può prestare meno
attenzione alla tipologia di superficie da percorrere,
l’ingresso in curva viene effettuato in assoluta
sicurezza e i tempi di frenata si riducono sensibilmente.
Il tutto in assoluta sicurezza.
Insomma, per concludere con uno slogan, adesso le
tipologie di scooter diventano due, l’MP3
e gli altri.
Testo: Fabio
Jacopini
Foto: originali Piaggio
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