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 · PIAGGIO MP3 250ie RL
19/10/07
PROVA FRANCESCO (Schiapputer)
pag. 7
Guida: KTM 660 SM, Suzuki Van Van, Vespa 125 m.y. 62, Yamaha Majesty 250, Yamaha TDM 900

Era una notte buia e tempestosa... no veramente era una fresca serata quando mi recai a ritirare l'MP3 250 nero della Piaggio che CyberScooter mi faceva gentilmente testare.
Naturalmente mi persi ignominiosamente in un sobborgo di Milano, ebbi così modo di provare l'MP3 nel traffico cittadino. Insospettabilmente agile tra le auto e bello a vedersi specie di lato e davanti... La linea da dietro è meno appagante a mio parere. Piacevole e moderno il ponte di comando.

Finalmente è il mio turno di tester. Il nuovo scooter Piaggio è decisamente friendly user; bastano pochi minuti di guida e le sensazioni di ingombro e pesantezza di manubrio scompaiono; resta meno intuitivo degli altri scooter per la maggior larghezza, laggiù in basso davanti, almeno finché il conducente non memorizza dove stanno le ruote.
Lo sprint ai semafori non è esaltante. Rispetto al Leonardo 300 e alla Vespa GT 200, tanto per citare 2 degli scooter più performanti oggi sul mercato, perde rispettivamente 15 e 10 metri circa sui primi 100 metri di accelerazione, il che lo avvicina più a un brillante 150 che a un 250. E' evidente che il peso mortifica il brillante 250 Piaggio, ma è un gap che si avverte solo in partenza, perché poi nell'allungo e in ripresa tiene il passo degli altri scooter di analoga cilindrata. Comunque resta un mezzo che consente di partire a pieno carico in prima fila ai semafori senza far da tappo a chi segue.
Notevolissima la frenata ai semafori. Se si esagera blocca il posteriore ma senza creare alcuno scompenso di assetto al mezzo. Nessuno scooter ha degli spazi di frenata così favorevoli e questo ovunque è una badilata di sicurezza in più. Dopo un pizzico di città eccomi in autostrada. L'MP3 nero ha ancora il motore legato. Per gli amanti dei dati numerici non si schioda dai 126 km/h al tachimetro che davanti al rilevatore di velocità corrispondono a 114 km/h effettivi e col contagiri che segna 8600 giri al minuto. Al ritorno dal giro la performance migliora di circa 4 km/h. La miglior lettura al tachimetro è stata di 144 km orari a 9400 giri in condizioni particolarmente favorevoli. Diciamo che a motore rodato la velocità massima si attesta attorno ai 130 km/h tachimetrici corrispondenti a 120 km orari effettivi, più che buona per il segmento di appartenenza.
Per il turista sarà più interessante il mezzo proposto con cilindrata di 400cc, mentre l'utente cittadino resterà soddisfatto anche del 250.
Ma torniamo all'autostrada. A 130 di tachimetro non si avverte alcuna vibrazione; il mezzo è stabilissimo anche nel sorpasso di camion e nelle scie di auto e anche qui stabilisce nuovi standard di eccellenza. Il parabrezzino miracoli non ne fa e devia l'aria dal busto, mentre il casco la prende tutta, ma il flusso pulito e la velocità raggiungibile non creano turbolenze e affaticamento.

Il tachimetro è un po' ottimista anche a velocità da strada statale: 80 km/h indicati stanno per 71 km/h effettivi e 70 km/h indicati stanno per 62 km/h effettivi. Ottima la fanaleria nel buio invernale.
Arrivo a casa tardi e io e l'MP3 andiamo a nanna. Apprezzo molto il pulsante che fa stare in piedi il mezzo, senza l'ausilio del cavalletto, in garage, mentre tutto sommato non ne sento l'esigenza nel traffico. Certo viene utile ai semafori quando piove e si monta la copertina antiacqua: si arriva in ufficio con le scarpe asciutte.

Il mattino dopo mi aspetta un circuito di 200 km di curve. Arrivano i primi tornanti, ancora un po' umidi, e mi stupisco quando il cavalletto non gratta, perché la normalità è sentir l'MP3 "scavallettare" a ogni curva, tanto è il feeling che trasmette.
Qui apro una parentesi in terza persona. E' importante non scordarsi delle leggi della fisica: anche su fondi viscidi e brinati è difficile metterlo in difficoltà in accelerazione in piega, come pure in frenata sul dritto. Una brusca frenata in piega sul viscido invece può far partire il posteriore per la tangente e allora le possibilità di recupero sono limitate e se lo si recupera dal lato esterno spesso lo si perde dall'altro. Cautela è necessaria anche nei curvoni veloci. Insomma dietro ha una ruota ed è uno scooter di oltre 2 quintali di peso, meglio non dimenticarlo. Chiusa la parentesi del pippone.
La tendenza al bloccaggio della ruota posteriore viene utile sul bagnato: mi sono accorto che quando si allarga troppo una curva basta un tocco al freno di sx e lo scooter acquisisce una traiettoria più stretta grazie a un leggero e prevedibile derapamento del posteriore verso l'esterno della curva. A essere sincero, sui tornanti ravvicinati, ho desiderato un po' più di brio alle basse velocità. Non è facile superare i camion che escono accelerando dalle curve, ma la trasmissione con quel peso e quella taratura fa quel che può.

La cosa più bella è la rilassatezza con cui guido. Non mi devo preoccupare delle macchie di olio, gasolio, deiezioni di animali e quant'altro che, se finiscono sotto la ruota anteriore di uno scooter, spesso causano effetti disastrosi. Mi concentro sul panorama e sulla curva che ovviamente va impostata in modo pulito e, volendo, ad andatura briosa anche in discesa.
Arrivato nei paesi non passo certo inosservato: l'MP3 catalizza l'attenzione più di una supersportiva.

Giungo nel primo pomeriggio all'appuntamento con l'amico Raffaele (Wvespa). Anche lui prova il mezzo e ne è entusiasta; facciamo qualche foto di rito e poi osserviamo le ruote, che sono identiche a quelle della sua vespa GT. La posteriore lavora quasi al limite del battistrada, mentre l'anteriore ha un bel centimetro di margine. Certo, con la tecnologia di oggi, una gomma posteriore dal disegno più performante in piega, specie sulle versioni più motorizzate non guasterebbe. Intendiamoci, il posteriore non ha niente che non va; è l'anteriore veramente superlativo.
Scopriamo che inclinando il mezzo e spegnendo il motore le ruote restano ferme li e si può fare una suggestiva foto del mezzo come se fosse la gru di Chichibio il cuoco. Non fatelo... il motore una volta riacceso non accelera e non sblocca il meccanismo se non c'è adeguata pressione su entrambe le ruote e le ruote restano li, una in alto e una in basso... Fortuna che io e Wvespa siamo pesanti il giusto sulle
ruote anteriori...

Certo la Piaggio dovrebbe stampare una decina di milioni di adesivi da attaccare sul cruscotto di tutti gli scooter a 2 ruote circolanti: "Attento! Non stai guidando un MP3". Tornare a guidare un mezzo a 2 ruote è stato sconcertante. La Piaggio ha prodotto qualcosa di veramente divertente, sicuro e innovativo. Se ne accorgerà il mercato?

Testo: Francesco Roberti
Foto: Francesco Roberti , Raffaele Bianchi

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