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 · PIAGGIO MP3 125/250ie
15/05/06
ANTEPRIMA STATICA
pag. 1

In Piaggio l'annunciano come la più importante rivoluzione dai tempi della Vespa, un veicolo che ha trasformato il modo di muoversi degli italiani e di buona parte del resto del mondo. E se negli anni novanta il settore scooter ha avuto un'accelerazione notevole con la nascita dei 'maxiscooter', nulla può essere paragonato all'innovazione introdotta da questo tre ruote che scuote alle fondamenta tutto il mondo scooteristico e motociclistico.
Ma se ha 3 ruote può essere ancora considerato un motociclo o siamo di fronte ad una nuova tipologia di veicolo, come è stato per i quad o per i sidecar?
Difficile dirlo, di sicuro c'è che la guida è quanto di più scooteristico o motociclistico si possa immaginare, niente a che vedere con i 3 o 4 ruote citati che si guidano in modo del tutto differente. Per la Motorizzazione Italiana è sicuramente un motociclo, visto che come tale viene immatricolato.
Come vedremo nell'anteprima dinamica, il piacere di guida non solo è immutato, ma è decisamente aumentato, così come sono aumentati i margini di sicurezza in tutte le situazioni. Tutti i tester hanno fatto il possibile per metterlo in difficoltà, ma al momento, MP3 ha tenuto testa anche ai 'manici' più preparati regalando soddisfazioni sopite anche a chi prova abitualmente mostri da 180cv.
Del resto l'idea è semplice e geniale: raddoppiare la superficie d'appoggio al suolo laddove è più precaria ovvero sull'anteriore.
Così facendo si raddoppia la tenuta dell'avantreno con il risultato di poter entrare in curva decisamente più veloci e poter frenare con maggior decisione, soprattutto in situazione di aderenza precaria come sul bagnato, sul pavé o sul brecciolino, ovvero i principali spauracchi della gran parte di noi.
Naturalmente non è obbligatorio fare curve o frenate al limite, il vantaggio è che mantenendo un guida 'civile', si raddoppia il margine di sicurezza in tutte quelle situazioni, e sono tante, soprattutto in città, in cui oltre all'abilità di guida servirebbe anche qualche santo in paradiso...
Questo non deve portare a sottovalutare le insidie della circolazione o pensare di non cadere più, ma il rischio percentuale diminuisce drasticamente.
Proprio per questo motivo Piaggio non pensa di rivolgersi esclusivamente a scooteristi e motociclisti, ma anche a tutti quegli automobilisti stanchi di fare la coda in auto, ma al tempo stesso frenati dall'instabilità intrinseca di un mezzo a 'sole' due ruote.
Altra esclusività di MP3, questa volta opzionale, è il meccanismo di blocco elettro-idraulico della sospensione anteriore che consente soste al semaforo senza dover poggiare i piedi a terra o parcheggi senza necessità di ricorrere al cavalletto.
Il bello è che tutti questi vantaggi sono ottenuti con ingombri pressoché immutati rispetto ad un maxiscooter medio come il Piaggio X8, quindi con le stesse possibilità di muoversi nel traffico, solo con peso e prezzo moderatamente superiori.
È facile capire che se le aspettative si avvereranno, il traffico delle nostre città potrebbe subire un cambiamento epocale, forse anche superiore a quello introdotto da Vespa nel 1946, senza contare le possibili evoluzioni che un prodotto come questo può riservarci in futuro!
Anche in senso ecologico, viste le avanzate sperimentazioni di veicoli ibridi recentemente presentate da Piaggio.

COME FUNZIONA
Forse l'aspetto più geniale del progetto Piaggio è quello di utilizzare la base di uno scooter tradizionale per quanto riguarda motore, trasmissione e buona parte della componentistica, in questo modo è possibile contenere i costi ed il rischio imprenditoriale, elementi fondamentali per la concretizzazione ed il successo di un prodotto innovativo come MP3.
Partendo dal retro troviamo infatti una classica ruota da 12 pollici montata in modo solidale con il propulsore Leader 125 o Quasar 250, oscillante attraverso un classicissimo doppio ammortizzatore fissato al telaio a doppia culla, anch'esso piuttosto tradizionale e che ospita sovrastrutture fortemente ispirate al Piaggio X8. Fino al tunnel e al retroscudo quindi tutto nella norma, anche manubrio e strumentazione rientrano nella tradizione, ma è sotto lo scudo anteriore che si concentrano le innovazioni, fra l'altro protette da ben sei brevetti internazionali.
Il cannotto di sterzo è insolitamente sviluppato in altezza e anziché comandare una classica forcella sostiene, attraverso altrettante cerniere, quattro bracci fusi in alluminio collegati a due cannotti laterali mediante perni e cuscinetti a sfere. I bracci laterali contengono il meccanismo di sterzo e sostengono la ruota attraverso un sistema a bielletta ed un sistema ammortizzatore d'ispirazione vespistica. In pratica il quadrilatero permette l'inclinazione del veicolo, mentre i cannotti laterali svolgono la funzione di sterzo e sospensione.
Ammortizzatori, cerchi, freni e pneumatici sono di tipo tradizionale e il sistema che ne deriva è tutto sommato semplice e senza la necessità di controlli elettronici, a tutto vantaggio di costi ed affidabilità.
Le possibilità d'inclinazione laterale del veicolo sono di 40gradi, più di quanto 'piega' un pilota di media esperienza e sufficienti ad offrire soddisfazione anche ai più smaliziati.
Essendo i cannotti laterali liberi di oscillare, il veicolo non si regge autonomamente e va sorretto dal pilota, anche se esiste la possibilità, opzionale, di blocco del basculamento. Quindi esagerando nelle pieghe o distraendosi da fermo è anche possibile cadere, anche se come vedremo la possibilità è piuttosto remota.
In più, bloccando elettro-idraulicamente il rollio, è possibile effettuare manovre di parcheggio senza preoccuparsi di mantenerlo in equilibrio. Ovviamente il quadrilatero può essere bloccato, tramite pulsante, solo a veicolo praticamente fermo perché in moto risulterebbe ingovernabile. Per farlo nel massimo della sicurezza esistono ben tre sistemi di controllo, che verificano rispettivamente la velocità, il regime del minimo e la chiusura della valvola a farfalla. Al variare di una di queste condizioni lo sblocco è automatico, così come basta accelerare dopo una sosta per portare il sistema allo sblocco e ripartire.
Per consentire la sosta o il parcheggio anche su terreni inclinati, MP3 può essere bloccato lateralmente con le ruote disassate fino a 20cm e assicurato dal freno di stazionamento.

CICLISTICA
Fondamentale chiarire subito che le dimensioni generali sono del tutto simili a scooter della stessa categoria. La larghezza massima (al manubrio) di 745mm è infatti addirittura inferiore a quella (760mm) dello stesso X8 125/250 da cui trae innegabile 'ispirazione'. Anche lunghezza e interasse, rispettivamente 2130 e 1490mm sono assolutamente in linea con i due ruote 'comfort' di pari cilindrata. Quindi nulla che vedere con quad o altri veicoli poco adatti a muoversi del traffico.
Abbordabile ai più l'altezza della sella a quota 780mm.
Solo il peso peggiora, per via della maggiore complessità dell'avantreno e della ruota in più: il 125 arriva infatti a 199kg e il 250 a 204kg. Va però considerato che l'aumento di peso all'avantreno influisce favorevolmente sul bilanciamento dei pesi che, per la prima volta in uno scooter, raggiunge l'equilibrio di 50/50 sull'asse anteriore/posteriore. Inoltre, nelle manovre da fermo, dove il peso si sente maggiormente, il blocco delle ruote gioca un ruolo fondamentale per chi ha poca forza e/o malizia.
Tradizionale la sospensione posteriore con un doppio ammortizzatore idraulico regolabile su 4 posizioni e una corsa di 110mm. Tutto sommato classici anche gli elementi ammortizzanti anteriori che utilizzano biellette di derivazione vespistica e ammortizzatori idraulici (non regolabili) con corsa di 85mm.
Le ruote sono tutte da 12 pollici e montano i prestanti pneumatici tubeless Michelin Pilot Sport da 120/70 davanti e da 130/70 al retrotreno.
L'impianto frenante conta su tre dischi da 240mm, montati su ogni ruota e comandati in modo tradizionale, con pinze anteriori di tipo flottante a doppio pistoncino e la posteriore a pistoncini contrapposti. La potenza frenante garantita dall'aderenza di 3 pneumatici in luogo dei 2 tradizionali è nell'ordine del 20% in più nei confronti del miglior impianto di pari categoria.
Il serbatoio carburante da 12 litri con 1,8 di riserva, è in grado di garantire autonomie fra i 276 e i 300km.

LINEA
Superato dalla curiosità tecnologica l'aspetto estetico viene analizzato in seconda battuta, anche se in realtà è una delle prime scommesse per il successo dell'ardita proposta.
Ferme restando le inevitabili difficoltà introdotte dalla complessa e poco 'estetica' sospensione anteriore, il lavoro di Marco Lambri, responsabile del design Piaggio si è incentrato sulla 'familiarità', ovvero nel tentativo di non accrescere stilisticamente l'anomalia di MP3, cercando un design piacevole ma anche rassicurante.
Ne è risultato un veicolo elegante e anche aggressivo nel frontale, con limitate citazioni al mondo dei quad, ma piuttosto ordinario e impersonale al posteriore, dove rielabora l'X8, a mio modesto parere, peggiorandolo.
L'esteso utilizzo di plastiche non verniciate, così come la 'solita' marmitta, non l'aiutano ad apparire 'ricco', mentre trovo piacevoli i cerchi a dieci razze dallo stile automobilistico.

DOTAZIONI
Fa finalmente la sua comparsa un nuovo cruscotto, decisamente più al passo coi tempi di quelli adottati su Beverly ed X8. Pur se l'estetica tradisce qualche ispirazione dallo Yamaha Tmax 500, non si può dire che sia poco completo o intuitivo. Due strumenti analogici laterali ospitano tachimetro, contagiri e livello carburante, al centro un display digitale di generose dimensioni permette di tenere sotto controllo chilometraggio totale e due parziali, orario, temperatura ambiente e del liquido refrigerante, spia intervento programmato, sostituzione cinghia... Poco sotto un nutrito gruppo di spie fra cui quelle di insufficiente pressione olio, check iniezione, indicatori di direzione, fari, riserva, apertura sella e/o portello posteriore, su tutte troneggia quella relativa al blocco/sblocco della sospensione anteriore.
Meccanismo che si aziona attraverso un tasto al manubrio, integrato con i blocchetti comandi in una versione leggermente aggiornata rispetto a quanto montato da Beverly e X8. Troviamo anche il comando per le funzioni del display digitale e per le quattro frecce. Ordinari, ma ampi gli specchi retrovisori.
Il blocchetto d'accensione integra l'immobilizer e comanda l'apertura dello sportello carburante e dello sportello posteriore, mentre l'apertura della sella è comandata direttamente dal telecomando inserito nella chiave.
Il retroscudo non dispone di vani, visto l'ingombro delle ruote anteriori, ma offre il classico gancio appendiborse.
Il sottosella è piuttosto simile a quello dell'X8, sia per disposizione delle aperture che per l'organizzazione interna, con illuminazione e senza rivestimento, ma grazie ad una maggiore profondità anteriore arriva al volume record dichiarato di 65litri. Peccato che sia tanto ampio quanto poco accessibile e sfruttabile e che due caschi integrali (non tutti i modelli) entrino solo con manovre obbligate. A suo vantaggio ospita comunque una valigia 24ore standard e oggetti della lunghezza di un metro.
Manca il cavalletto laterale, inutile con il sistema di blocco previsto, ma per ogni evenienza è presente quello centrale, sufficientemente agevole quanto ad azionamento, nonostante il peso.

PROPULSORE
Anche se non è stato fatto mistero sulle possibili evoluzioni con cilindrate superiori, le motorizzazioni attualmente previste sono le conosciute 124cc Leader e 244cc Quasar.
Il 125 rispetta le normative Euro 3, così come avverrà per tutti i modelli del gruppo entro giugno. È l'ultima versione del conosciuto Leader: 4 tempi, 4 valvole, alimentato a carburatore e raffreddato a liquido, ha subito migliorie al variatore. Le prestazioni dichiarate parlano di 103km/h di velocità massima e un consumo medio dichiarato (ciclo ECE40) di 25km/litro. Valori pressoché sovrapponibili all'X8 di pari cilindrata per cui sono dichiarati 105km/h e gli stessi consumi.
Il 250 è invece il Quasar ad iniezione elettronica, nato Euro 3, che già equipaggia buona parte della produzione Piaggio e non solo. Probabilmente il miglior motore di questa cilindrata, eroga 16,5kW a 8250giri e 21Nm a 6750giri, consentendo all'MP3 250 di raggiungere i 125km/h con un consumo nel ciclo ECE 40 di 23km/litro. Paragonati al 'solito' X8 250, troviamo che la velocità non cambia, mentre il consumo aumenta rispetto ai 29km/litro dichiarati.
Proprio i consumi, nel corso della presentazione stampa, sono stati valutati superiori dell'8% circa, rispetto ad un veicolo similare a due ruote, per via del maggior peso ed attrito.

VERSIONI ED ACCESSORI
MP3 sarà disponibile da Luglio nei principali paesi europei, con un primo lotto di circa 2000 unità destinato al test degli interessati presso le concessionarie.
Le versioni disponibili saranno 4, oltre alla 'base' si potrà scegliere 'MP3 C' con parabrezza winter, 'MP3 RL' con blocco anti-rollio e 'MP3 CRL' che somma gli accessori dei due precedenti.
Quattro anche le colorazioni: Azzurro Sky, Rosso Ruby, Grigio Excalibur e Nero Grafite.
Per un veicolo così innovativo non potevano che essere previsti optional in quantità e mirati a farne un veicolo a 360gradi e soprattutto da utilizzare 365 giorni all'anno.
Ecco allora il 'winter pack' che comprende un parabrezza di grandi dimensioni (arriva a coprire la testa del conducente) con paramani e trattamento antipioggia, pneumatici 'termici' invernali per la migliore aderenza anche su fondo innevato, telo coprigambe e gilet riscaldati, tramite moduli alimentati a batteria.
Fra gli accessori hi-tech non poteva mancare il navigatore satellitare, Tom Tom Rider, con apposito aggancio al manubrio, il casco X-Jet Bluetooth Intercom per seguire le indicazioni vocali del navigatore, rispondere al telefono cellulare e comunicare con il passeggero, se dotato dello stesso casco. Manca però un omonimo lettore di file mp3!
Per aumentare lo spazio bagagli esiste il portapacchi posteriore con annesso bauletto da 48 litri, entrambi ribaltabili per aver accesso al portello posteriore.
Per la protezione dai malintenzionati ecco invece l'antifurto elettronico con sirena e telecomando, oppure un antifurto meccanico con allarme sonoro incorporato.
In conclusione, oltre al casco citato esistono i modelli 'X' che già conosciamo: X-Jet, X-Tour e XC-Sport.

CONCLUSIONI STATICHE
Pur senza anticiparne le qualità dinamiche, MP3 mostra già sulla carta una serie di vantaggi tangibili che ne possono fare un tale best-seller da rischiare di offuscare il concetto stesso di scooter tradizionale a due ruote.
Aderenza raddoppiata sull'asse anteriore, con maggiore sicurezza in curva e in caso di fondo sdrucciolevole. Efficacia della frenata incrementata nell'ordine del 20%. Possibilità di soste senza l'obbligo di poggiare piedi a terra e di parcheggio senza cavalletto.
Il tutto senza perdere le prerogative di mobilità nel traffico, grazie a dimensioni paragonabili a scooter di pari allestimento e ad una migliore distribuzione dei pesi.
Fra i pochi svantaggi un aumento del peso intorno al 20% e un incremento dei consumi pari all'8%.
Difficile fare previsioni sul gradimento del pubblico, visto che le mode spesso giocano un ruolo determinante nel successo o meno di veicoli altrettanto validi, una cosa è certa l'innovazione questa volta è concreta, anzi rivoluzionaria, i plus facilmente percepibili e gli svantaggi limitati.
Peccato solo per il nome trovato: MP3, non altrettanto innovativo quanto il prodotto, visto che pur traendo origine da MP6, nome in codice del primo modello di Vespa, sfrutta la popolarità dell'ormai universale sistema di compressione dei file musicali, avrei preferito qualcosa di più 'unico'.
Pare invece azzeccata la collocazione economica intorno ai 5000 Euro per la versione base da 250cc: circa 600 euro più dell'X8 250ie, modello da cui trae ispirazione e destinazione d'uso, non mi sembrano spropositati e ben spesi se consideriamo il piacere di guida e la sicurezza di cui parleremo diffusamente nell'anteprima dinamica.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: originali Piaggio

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