In Piaggio l'annunciano come la
più importante rivoluzione dai tempi della
Vespa, un veicolo che ha trasformato il modo di
muoversi degli italiani e di buona parte del resto
del mondo. E se negli anni novanta il settore scooter
ha avuto un'accelerazione notevole con la nascita
dei 'maxiscooter', nulla può essere paragonato
all'innovazione introdotta da questo tre ruote che
scuote alle fondamenta tutto il mondo scooteristico
e motociclistico.
Ma se ha 3 ruote può essere ancora considerato
un motociclo o siamo di fronte ad una nuova tipologia
di veicolo, come è stato per i quad o per
i sidecar?
Difficile dirlo, di sicuro c'è che la guida
è quanto di più scooteristico o motociclistico
si possa immaginare, niente a che vedere con i 3
o 4 ruote citati che si guidano in modo del tutto
differente. Per la Motorizzazione Italiana è
sicuramente un motociclo, visto che come tale viene
immatricolato.
Come vedremo nell'anteprima dinamica, il piacere
di guida non solo è immutato, ma è
decisamente aumentato, così come sono aumentati
i margini di sicurezza in tutte le situazioni. Tutti
i tester hanno fatto il possibile per metterlo in
difficoltà, ma al momento, MP3 ha tenuto
testa anche ai 'manici' più preparati regalando
soddisfazioni sopite anche a chi prova abitualmente
mostri da 180cv.
Del resto l'idea è semplice e geniale: raddoppiare
la superficie d'appoggio al suolo laddove è
più precaria ovvero sull'anteriore.
Così facendo si raddoppia la tenuta dell'avantreno
con il risultato di poter entrare in curva decisamente
più veloci e poter frenare con maggior decisione,
soprattutto in situazione di aderenza precaria come
sul bagnato, sul pavé o sul brecciolino,
ovvero i principali spauracchi della gran parte
di noi.
Naturalmente non è obbligatorio fare curve
o frenate al limite, il vantaggio è che mantenendo
un guida 'civile', si raddoppia il margine di sicurezza
in tutte quelle situazioni, e sono tante, soprattutto
in città, in cui oltre all'abilità
di guida servirebbe anche qualche santo in paradiso...
Questo non deve portare a sottovalutare le insidie
della circolazione o pensare di non cadere più,
ma il rischio percentuale diminuisce drasticamente.
Proprio per questo motivo Piaggio non pensa di rivolgersi
esclusivamente a scooteristi e motociclisti, ma
anche a tutti quegli automobilisti stanchi di fare
la coda in auto, ma al tempo stesso frenati dall'instabilità
intrinseca di un mezzo a 'sole' due ruote.
Altra esclusività di MP3, questa volta opzionale,
è il meccanismo di blocco elettro-idraulico
della sospensione anteriore che consente soste al
semaforo senza dover poggiare i piedi a terra o
parcheggi senza necessità di ricorrere al
cavalletto.
Il bello è che tutti questi vantaggi sono
ottenuti con ingombri pressoché immutati
rispetto ad un maxiscooter medio come il Piaggio
X8, quindi con le stesse possibilità
di muoversi nel traffico, solo con peso e prezzo
moderatamente superiori.
È facile capire che se le aspettative si
avvereranno, il traffico delle nostre città
potrebbe subire un cambiamento epocale, forse anche
superiore a quello introdotto da Vespa nel 1946,
senza contare le possibili evoluzioni che un prodotto
come questo può riservarci in futuro!
Anche in senso ecologico, viste le avanzate sperimentazioni
di veicoli ibridi recentemente presentate da Piaggio.
COME FUNZIONA
Forse l'aspetto più geniale del progetto
Piaggio è quello di utilizzare la base di
uno scooter tradizionale per quanto riguarda motore,
trasmissione e buona parte della componentistica,
in questo modo è possibile contenere i costi
ed il rischio imprenditoriale, elementi fondamentali
per la concretizzazione ed il successo di un prodotto
innovativo come MP3.
Partendo dal retro troviamo infatti una classica
ruota da 12 pollici montata in modo solidale con
il propulsore Leader 125 o Quasar 250, oscillante
attraverso un classicissimo doppio ammortizzatore
fissato al telaio a doppia culla, anch'esso piuttosto
tradizionale e che ospita sovrastrutture fortemente
ispirate al Piaggio X8. Fino al tunnel e al retroscudo
quindi tutto nella norma, anche manubrio e strumentazione
rientrano nella tradizione, ma è sotto lo
scudo anteriore che si concentrano le innovazioni,
fra l'altro protette da ben sei brevetti internazionali.
Il cannotto di sterzo è insolitamente sviluppato
in altezza e anziché comandare una classica
forcella sostiene, attraverso altrettante cerniere,
quattro bracci fusi in alluminio collegati a due
cannotti laterali mediante perni e cuscinetti a
sfere. I bracci laterali contengono il meccanismo
di sterzo e sostengono la ruota attraverso un sistema
a bielletta ed un sistema ammortizzatore d'ispirazione
vespistica. In pratica il quadrilatero permette
l'inclinazione del veicolo, mentre i cannotti laterali
svolgono la funzione di sterzo e sospensione.
Ammortizzatori, cerchi, freni e pneumatici sono
di tipo tradizionale e il sistema che ne deriva
è tutto sommato semplice e senza la necessità
di controlli elettronici, a tutto vantaggio di costi
ed affidabilità.
Le possibilità d'inclinazione laterale del
veicolo sono di 40gradi, più di quanto 'piega'
un pilota di media esperienza e sufficienti ad offrire
soddisfazione anche ai più smaliziati.
Essendo i cannotti laterali liberi di oscillare,
il veicolo non si regge autonomamente e va sorretto
dal pilota, anche se esiste la possibilità,
opzionale, di blocco del basculamento. Quindi esagerando
nelle pieghe o distraendosi da fermo è anche
possibile cadere, anche se come vedremo la possibilità
è piuttosto remota.
In più, bloccando elettro-idraulicamente
il rollio, è possibile effettuare manovre
di parcheggio senza preoccuparsi di mantenerlo in
equilibrio. Ovviamente il quadrilatero può
essere bloccato, tramite pulsante, solo a veicolo
praticamente fermo perché in moto risulterebbe
ingovernabile. Per farlo nel massimo della sicurezza
esistono ben tre sistemi di controllo, che verificano
rispettivamente la velocità, il regime del
minimo e la chiusura della valvola a farfalla. Al
variare di una di queste condizioni lo sblocco è
automatico, così come basta accelerare dopo
una sosta per portare il sistema allo sblocco e
ripartire.
Per consentire la sosta o il parcheggio anche su
terreni inclinati, MP3 può essere bloccato
lateralmente con le ruote disassate fino a 20cm
e assicurato dal freno di stazionamento.
CICLISTICA
Fondamentale chiarire subito che le dimensioni generali
sono del tutto simili a scooter della stessa categoria.
La larghezza massima (al manubrio) di 745mm è
infatti addirittura inferiore a quella (760mm) dello
stesso X8 125/250 da cui trae innegabile 'ispirazione'.
Anche lunghezza e interasse, rispettivamente 2130
e 1490mm sono assolutamente in linea con i due ruote
'comfort' di pari cilindrata. Quindi nulla che vedere
con quad o altri veicoli poco adatti a muoversi
del traffico.
Abbordabile ai più l'altezza della sella
a quota 780mm.
Solo il peso peggiora, per via della maggiore complessità
dell'avantreno e della ruota in più: il 125
arriva infatti a 199kg e il 250 a 204kg. Va però
considerato che l'aumento di peso all'avantreno
influisce favorevolmente sul bilanciamento dei pesi
che, per la prima volta in uno scooter, raggiunge
l'equilibrio di 50/50 sull'asse anteriore/posteriore.
Inoltre, nelle manovre da fermo, dove il peso si
sente maggiormente, il blocco delle ruote gioca
un ruolo fondamentale per chi ha poca forza e/o
malizia.
Tradizionale la sospensione posteriore con un doppio
ammortizzatore idraulico regolabile su 4 posizioni
e una corsa di 110mm. Tutto sommato classici anche
gli elementi ammortizzanti anteriori che utilizzano
biellette di derivazione vespistica e ammortizzatori
idraulici (non regolabili) con corsa di 85mm.
Le ruote sono tutte da 12 pollici e montano i prestanti
pneumatici tubeless Michelin Pilot Sport da 120/70
davanti e da 130/70 al retrotreno.
L'impianto frenante conta su tre dischi da 240mm,
montati su ogni ruota e comandati in modo tradizionale,
con pinze anteriori di tipo flottante a doppio pistoncino
e la posteriore a pistoncini contrapposti. La potenza
frenante garantita dall'aderenza di 3 pneumatici
in luogo dei 2 tradizionali è nell'ordine
del 20% in più nei confronti del miglior
impianto di pari categoria.
Il serbatoio carburante da 12 litri con 1,8 di riserva,
è in grado di garantire autonomie fra i 276
e i 300km.
LINEA
Superato dalla curiosità tecnologica l'aspetto
estetico viene analizzato in seconda battuta, anche
se in realtà è una delle prime scommesse
per il successo dell'ardita proposta.
Ferme restando le inevitabili difficoltà
introdotte dalla complessa e poco 'estetica' sospensione
anteriore, il lavoro di Marco Lambri, responsabile
del design Piaggio si è incentrato sulla
'familiarità', ovvero nel tentativo di non
accrescere stilisticamente l'anomalia di MP3, cercando
un design piacevole ma anche rassicurante.
Ne è risultato un veicolo elegante e anche
aggressivo nel frontale, con limitate citazioni
al mondo dei quad, ma piuttosto ordinario e impersonale
al posteriore, dove rielabora l'X8, a mio modesto
parere, peggiorandolo.
L'esteso utilizzo di plastiche non verniciate, così
come la 'solita' marmitta, non l'aiutano ad apparire
'ricco', mentre trovo piacevoli i cerchi a dieci
razze dallo stile automobilistico.
DOTAZIONI
Fa finalmente la sua comparsa un nuovo cruscotto,
decisamente più al passo coi tempi di quelli
adottati su Beverly ed X8. Pur se l'estetica tradisce
qualche ispirazione dallo Yamaha Tmax 500, non si
può dire che sia poco completo o intuitivo.
Due strumenti analogici laterali ospitano tachimetro,
contagiri e livello carburante, al centro un display
digitale di generose dimensioni permette di tenere
sotto controllo chilometraggio totale e due parziali,
orario, temperatura ambiente e del liquido refrigerante,
spia intervento programmato, sostituzione cinghia...
Poco sotto un nutrito gruppo di spie fra cui quelle
di insufficiente pressione olio, check iniezione,
indicatori di direzione, fari, riserva, apertura
sella e/o portello posteriore, su tutte troneggia
quella relativa al blocco/sblocco della sospensione
anteriore.
Meccanismo che si aziona attraverso un tasto al
manubrio, integrato con i blocchetti comandi in
una versione leggermente aggiornata rispetto a quanto
montato da Beverly e X8. Troviamo anche il comando
per le funzioni del display digitale e per le quattro
frecce. Ordinari, ma ampi gli specchi retrovisori.
Il blocchetto d'accensione integra l'immobilizer
e comanda l'apertura dello sportello carburante
e dello sportello posteriore, mentre l'apertura
della sella è comandata direttamente dal
telecomando inserito nella chiave.
Il retroscudo non dispone di vani, visto l'ingombro
delle ruote anteriori, ma offre il classico gancio
appendiborse.
Il sottosella è piuttosto simile a quello
dell'X8, sia per disposizione delle aperture che
per l'organizzazione interna, con illuminazione
e senza rivestimento, ma grazie ad una maggiore
profondità anteriore arriva al volume record
dichiarato di 65litri. Peccato che sia tanto ampio
quanto poco accessibile e sfruttabile e che due
caschi integrali (non tutti i modelli) entrino solo
con manovre obbligate. A suo vantaggio ospita comunque
una valigia 24ore standard e oggetti della lunghezza
di un metro.
Manca il cavalletto laterale, inutile con il sistema
di blocco previsto, ma per ogni evenienza è
presente quello centrale, sufficientemente agevole
quanto ad azionamento, nonostante il peso.
PROPULSORE
Anche se non è stato fatto mistero sulle
possibili evoluzioni con cilindrate superiori, le
motorizzazioni attualmente previste sono le conosciute
124cc Leader e 244cc Quasar.
Il 125 rispetta le normative Euro 3, così
come avverrà per tutti i modelli del gruppo
entro giugno. È l'ultima versione del conosciuto
Leader: 4 tempi, 4 valvole, alimentato a carburatore
e raffreddato a liquido, ha subito migliorie al
variatore. Le prestazioni dichiarate parlano di
103km/h di velocità massima e un consumo
medio dichiarato (ciclo ECE40) di 25km/litro. Valori
pressoché sovrapponibili all'X8 di pari cilindrata
per cui sono dichiarati 105km/h e gli stessi consumi.
Il 250 è invece il Quasar ad iniezione elettronica,
nato Euro 3, che già equipaggia buona parte
della produzione Piaggio e non solo. Probabilmente
il miglior motore di questa cilindrata, eroga 16,5kW
a 8250giri e 21Nm a 6750giri, consentendo all'MP3
250 di raggiungere i 125km/h con un consumo nel
ciclo ECE 40 di 23km/litro. Paragonati al 'solito'
X8 250, troviamo che la velocità non cambia,
mentre il consumo aumenta rispetto ai 29km/litro
dichiarati.
Proprio i consumi, nel corso della presentazione
stampa, sono stati valutati superiori dell'8% circa,
rispetto ad un veicolo similare a due ruote, per
via del maggior peso ed attrito.
VERSIONI ED ACCESSORI
MP3 sarà disponibile da Luglio nei principali
paesi europei, con un primo lotto di circa 2000
unità destinato al test degli interessati
presso le concessionarie.
Le versioni disponibili
saranno 4, oltre alla 'base' si potrà scegliere
'MP3 C' con parabrezza winter, 'MP3 RL' con blocco
anti-rollio e 'MP3 CRL' che somma gli accessori
dei due precedenti.
Quattro anche le colorazioni:
Azzurro Sky, Rosso Ruby, Grigio Excalibur e Nero
Grafite.
Per un veicolo così innovativo non potevano
che essere previsti optional in quantità
e mirati a farne un veicolo a 360gradi e soprattutto
da utilizzare 365 giorni all'anno.
Ecco allora il 'winter pack' che comprende un parabrezza
di grandi dimensioni (arriva a coprire la testa
del conducente) con paramani e trattamento antipioggia,
pneumatici 'termici' invernali per la migliore aderenza
anche su fondo innevato, telo coprigambe e gilet
riscaldati, tramite moduli alimentati a batteria.
Fra gli accessori hi-tech non poteva mancare il
navigatore satellitare, Tom
Tom Rider, con apposito aggancio al manubrio,
il casco X-Jet Bluetooth Intercom per seguire le
indicazioni vocali del navigatore, rispondere al
telefono cellulare e comunicare con il passeggero,
se dotato dello stesso casco. Manca però
un omonimo lettore di file mp3!
Per aumentare lo spazio bagagli esiste il portapacchi
posteriore con annesso bauletto da 48 litri, entrambi
ribaltabili per aver accesso al portello posteriore.
Per la protezione dai malintenzionati ecco invece
l'antifurto elettronico con sirena e telecomando,
oppure un antifurto meccanico con allarme sonoro
incorporato.
In conclusione, oltre al casco citato esistono i
modelli 'X' che già conosciamo: X-Jet, X-Tour
e XC-Sport.
CONCLUSIONI STATICHE
Pur senza anticiparne le qualità dinamiche,
MP3 mostra già sulla carta una serie di vantaggi
tangibili che ne possono fare un tale best-seller
da rischiare di offuscare il concetto stesso di
scooter tradizionale a due ruote.
Aderenza raddoppiata sull'asse anteriore, con maggiore
sicurezza in curva e in caso di fondo sdrucciolevole.
Efficacia della frenata incrementata nell'ordine
del 20%. Possibilità di soste senza l'obbligo
di poggiare piedi a terra e di parcheggio senza
cavalletto.
Il tutto senza perdere le prerogative di mobilità
nel traffico, grazie a dimensioni paragonabili a
scooter di pari allestimento e ad una migliore distribuzione
dei pesi.
Fra i pochi svantaggi un aumento del peso intorno
al 20% e un incremento dei consumi pari all'8%.
Difficile fare previsioni sul gradimento del pubblico,
visto che le mode spesso giocano un ruolo determinante
nel successo o meno di veicoli altrettanto validi,
una cosa è certa l'innovazione questa volta
è concreta, anzi rivoluzionaria, i plus facilmente
percepibili e gli svantaggi limitati.
Peccato solo per il nome trovato: MP3, non altrettanto
innovativo quanto il prodotto, visto che pur traendo
origine da MP6, nome in codice del primo modello
di Vespa, sfrutta la popolarità dell'ormai
universale sistema di compressione dei file musicali,
avrei preferito qualcosa di più 'unico'.
Pare invece azzeccata la collocazione economica
intorno ai 5000 Euro per la versione base da 250cc:
circa 600 euro più dell'X8 250ie, modello
da cui trae ispirazione e destinazione d'uso, non
mi sembrano spropositati e ben spesi se consideriamo
il piacere di guida e la sicurezza di cui parleremo
diffusamente nell'anteprima dinamica.
Testo: Fabrizio Villa
Foto: originali Piaggio
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