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 · PIAGGIO MP3 250ie RL
23/10/07
PROVA FABIO SCOTTI
pag. 9
Guida: Aprilia Scarabeo 150, Suzuki V-Strom 650

La breve prova che ho condotto alla guida dell’MP3 è stata un susseguirsi di continue sorprese piacevoli e di espressioni di meraviglia, che hanno spazzato via tutti i dubbi su quello che all’apparenza può essere scambiato per un banale quad con una ruota in meno, ma in realtà è una rivoluzione nel campo delle due ruote, perché ne aggiunge una senza rinunciare al gusto della guida, ma anzi aumentandolo.
Infatti l’MP3 piega come un normale scooter, anzi, meglio di tutti gli scooter; non piega certo come una moto sportiva, ma lo fa con maggiore sicurezza, alla portata di tutti, non solo di chi si chiama Valentino o Casey.

Uno dei primi tratti in cui mi è capitato di condurre l’MP3 è una gelida rampa di accesso in discesa alla tangenziale: lo scooter affronta la curva con sicurezza, piega e mantiene la traiettoria senza scomporsi minimamente.
In città si scopre un’altra bella caratteristica di questo scooter rivoluzionario: è possibile affrontare i binari del tram con una scioltezza tale da non impensierire anche i meno esperti, tanto che le ripercussioni inferte dal manto stradale dissestato sul manubrio sono inferiori a quelle che si avvertono alla guida delle migliori maxienduro!
Il paragone è invece improponibile non solo con gli scooter tradizionali a ruote basse, ma anche con quelli a ruote alte e con quelli dotati di forcella a doppia piastra.

I puristi diranno di “non sentire” la ruota anteriore (per forza, ce ne sono due), ma è meglio così: le moto per i piloti sono altre, l’MP3 ha la stessa destinazione d’uso di tutti gli scooter della sua cilindrata con tanta, tanta sicurezza in più.
La frenata è davvero sorprendente: se si spremono i freni con decisione, ci si ferma in spazi brevissimi e non si arriva mai al bloccaggio neppure sul famigerato pavé.
Persino frenare in curva non è un pericolo, laddove con gli altri scooter è la causa più frequente di caduta.
Il rovescio della medaglia di tanta efficacia è una marcata pesantezza dello sterzo a bassa velocità, che riduce l’agilità e rende molto più difficoltose le manovre da fermo rispetto agli scooter a due ruote.

La versione 250 da noi provata è adatta al percorso casa – lavoro con tragitto in tangenziale, oltre a qualche divagazione fuori porta in collina e al lago. Non al turismo troppo impegnativo, perché la sella è priva di appoggio lombare e le gambe non si possono distendere, un po’ come su tutti gli scooter di connotazione prettamente urbana.
In città mostra comunque un ottimo spunto da fermo, credo non diverso dall’X8 di pari cubatura.

A proposito di attitudine urbana, il vano sotto sella è molto capiente, anche se ha una conformazione tormentata: davanti è possibile riporre un casco jet o un integrale non molto voluminoso; dietro dovrebbe entrare qualunque integrale, sebbene in posizione rovesciata, con inevitabile possibilità di graffi.

Il blocco elettrico del rollio non è indispensabile, anche se molto utile quando si tratta di parcheggiare in pendenza; ritengo pericolosa la possibilità di inserimento della funzione a veicolo marciante sotto i 5 Km/h: occhio a non sfiorare il comando quando si sta zigzagando tra le auto ferme in colonna!

Se si desidera percorrere tratti di tangenziale o di autostrada, è consigliabile montare un parabrezza maggiorato, in quanto quello di serie ha funzioni poco più che estetiche.
E’ tuttavia auspicabile che sia reso disponibile un parabrezza di dimensioni medie, in quanto non mi convince appieno il parabrezza dalle dimensioni esagerate proposto da Piaggio, che si estende ben al di sopra della visuale, benché, a detta del costruttore, abbia la superficie trattata in modo da respingere l’acqua: in caso di pioggia, anche il miglior parabrezza riduce la visibilità soprattutto di notte.

Infine, un giudizio sull’estetica. Il frontale è elegante e moderatamente sportivo, anche se le due ruote anteriori non aiutano certo l’armonia delle linee, mentre la coda è gradevole, ma fin troppo scontata.
Insomma, in tre parole, l’MP3 si può definire rivoluzionario, sicuro e divertente.

Testo: Fabio Scotti
Foto: originali Piaggio

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