La breve prova che ho condotto
alla guida dell’MP3 è stata un susseguirsi
di continue sorprese piacevoli e di espressioni
di meraviglia, che hanno spazzato via tutti i dubbi
su quello che all’apparenza può essere
scambiato per un banale quad con una ruota in meno,
ma in realtà è una rivoluzione nel
campo delle due ruote, perché ne aggiunge
una senza rinunciare al gusto della guida, ma anzi
aumentandolo.
Infatti l’MP3 piega come un normale scooter,
anzi, meglio di tutti gli scooter; non piega certo
come una moto sportiva, ma lo fa con maggiore sicurezza,
alla portata di tutti, non solo di chi si chiama
Valentino o Casey.
Uno dei primi tratti in cui mi è capitato
di condurre l’MP3 è una gelida rampa
di accesso in discesa alla tangenziale: lo scooter
affronta la curva con sicurezza, piega e mantiene
la traiettoria senza scomporsi minimamente.
In città si scopre un’altra bella caratteristica
di questo scooter rivoluzionario: è possibile
affrontare i binari del tram con una scioltezza
tale da non impensierire anche i meno esperti, tanto
che le ripercussioni inferte dal manto stradale
dissestato sul manubrio sono inferiori a quelle
che si avvertono alla guida delle migliori maxienduro!
Il paragone è invece improponibile non solo
con gli scooter tradizionali a ruote basse, ma anche
con quelli a ruote alte e con quelli dotati di forcella
a doppia piastra.
I puristi diranno di “non sentire”
la ruota anteriore (per forza, ce ne sono due),
ma è meglio così: le moto per i piloti
sono altre, l’MP3 ha la stessa destinazione
d’uso di tutti gli scooter della sua cilindrata
con tanta, tanta sicurezza in più.
La frenata è davvero sorprendente: se si
spremono i freni con decisione, ci si ferma in spazi
brevissimi e non si arriva mai al bloccaggio neppure
sul famigerato pavé.
Persino frenare in curva non è un pericolo,
laddove con gli altri scooter è la causa
più frequente di caduta.
Il rovescio della medaglia di tanta efficacia è
una marcata pesantezza dello sterzo a bassa velocità,
che riduce l’agilità e rende molto
più difficoltose le manovre da fermo rispetto
agli scooter a due ruote.
La versione 250 da noi provata è adatta
al percorso casa – lavoro con tragitto in
tangenziale, oltre a qualche divagazione fuori porta
in collina e al lago. Non al turismo troppo impegnativo,
perché la sella è priva di appoggio
lombare e le gambe non si possono distendere, un
po’ come su tutti gli scooter di connotazione
prettamente urbana.
In città mostra comunque un ottimo spunto
da fermo, credo non diverso dall’X8 di pari
cubatura.
A proposito di attitudine urbana, il vano sotto
sella è molto capiente, anche se ha una conformazione
tormentata: davanti è possibile riporre un
casco jet o un integrale non molto voluminoso; dietro
dovrebbe entrare qualunque integrale, sebbene in
posizione rovesciata, con inevitabile possibilità
di graffi.
Il blocco elettrico del rollio non è indispensabile,
anche se molto utile quando si tratta di parcheggiare
in pendenza; ritengo pericolosa la possibilità
di inserimento della funzione a veicolo marciante
sotto i 5 Km/h: occhio a non sfiorare il comando
quando si sta zigzagando tra le auto ferme in colonna!
Se si desidera percorrere tratti di tangenziale
o di autostrada, è consigliabile montare
un parabrezza maggiorato, in quanto quello di serie
ha funzioni poco più che estetiche.
E’ tuttavia auspicabile che sia reso disponibile
un parabrezza di dimensioni medie, in quanto non
mi convince appieno il parabrezza dalle dimensioni
esagerate proposto da Piaggio, che si estende ben
al di sopra della visuale, benché, a detta
del costruttore, abbia la superficie trattata in
modo da respingere l’acqua: in caso di pioggia,
anche il miglior parabrezza riduce la visibilità
soprattutto di notte.
Infine, un giudizio sull’estetica. Il frontale
è elegante e moderatamente sportivo, anche
se le due ruote anteriori non aiutano certo l’armonia
delle linee, mentre la coda è gradevole,
ma fin troppo scontata.
Insomma, in tre parole, l’MP3 si può
definire rivoluzionario, sicuro e divertente.
Testo: Fabio
Scotti
Foto: originali Piaggio
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