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SCHEDA
Cilindrata: 250 cc
Peso: 183 kg
Velocità: ND
Potenza kW: 14,3/7.500
Coppia Nm: 21,11/5.500

Norme: Euro 2
Prezzo: 5.690 Euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco:
GiVi
HPS 10.2
Giacca:

Spidi
'Warm Up'
Guanti:
M-Tech
'M-Touring'
Pantaloni:

Spidi
'Tomcat'
Stivali:

XPD
'X-Combat'

 

 · Honda FORZA 250 EX
02/05/05
ANTEPRIMA

Dopo averlo presentato in anteprima nella sez. News e poi nello Speciale dal Motorshow di Tokyo, CyberScooter vi offre il primo test su strada dell'attesissimo Honda Forza 250 nella più completa versione EX.
È uno scooter fatto su misura per il mercato giapponese, dove è in vendita da quasi un anno, infatti la linea 'low down', il manubrio cromato e il cupolino basso sono gli elementi stilistici più in voga, ma anche la cilindrata, 'contenuta' in 250cc, trova ragion d'essere in limiti di velocità (100km/h in autostrada!) fatti rispettare con estremo rigore.
Premesso questo, contenuti tecnolgici, comfort e piacere di guida saranno apprezzati anche da noi, soprattutto da clienti con il gusto per la tecnologia e che desiderano il massimo sia in ambito urbano che in gite disimpegnate, senza troppa fretta.
Innegabile che molti si sarebbero aspettati uno scooter di cilindrata leggermente superiore, per consentire ad Honda di entrare nell'interessante segmento dei 400cc, ma per ora ci dobbiamo 'accontentare' di soli 249cc. Accontentare però non è certo la parola giusta per un veicolo che ridefinisce i confini della sua categoria.
Alimentazione ad iniezione elettronica, cambio sequenziale a 6 marce, Smart Key System, sottosella da 62 litri e frenata combinata con ABS sono infatti i plus più evidenti che Forza EX ha da giocare.
Ad una quotazione significativamente inferiore (900 euro) è disponibile il Forza X, che conserva le caratteristiche del modello top ad esclusione del cambio sequenziale e della frenata ABS. Entrambi i modelli sono già disponibili presso i Concessionari.

CONTESTO
I quarto di litro della categoria 'comfort' sono numerosi e ben agguerriti, si parte dallo 'storico' e ancora più venduto Yamaha Majesty, passando al più prestante, ma meno diffuso Suzuki Burgman, per arrivare ai numerosi contendenti italici: Aprilia Atlantic, Malaguti Madison, Piaggio X9, fino al taiwanese Kymco Grand Dink. La concorrenza 'casalinga' vede la presenza dell'Honda Jazz e del Foresight, che si pone come alternativa più economica ed urbana. Una varietà di offerte che conferma la centralità di questo segmento, che è poi quello che ha 'creato' il fenomeno maxiscooter nel nostro paese.

LINEA
Si può definire uno stile 'classico', che prende spunti sia dal predecessore Honda Jazz 250 (che in Giappone già si chiamava Forza), ma anche dai modelli concorrenti, rielaborandoli però in tono molto personale. Le linee sono morbide ma decise, sportive ma solide, in campo automobilistico potrebbe essere una coupé muscolosa, non per niente viene affiancato all'Honda S2000 nelle immagini promozionali.
Nella vista laterale si evidenzia la scelta di una linea bassa e allungata, prerogativa ricercata con ossessione dai customizer nipponici, che qui viene trattata con grande equilibrio. Ad esaltare questa scelta stilistica contribuiscono il basso cupolino e lo sfuggente spoiler posteriore che integra l'affusolato poggiaschiena.
Un vezzo alla sportività è il manubrio 'nudo' e orgogliosamente cromato che stacca dagli 'universali' manubri carenati e fa coppia con la protezione della marmitta, altro elemento cromato in un veicolo dominato da toni scuri.
La qualità delle plastiche, degli accoppiamenti e delle vernici è di primissimo livello come auspicabile in un modello made in Japan di questo pregio e prezzo.
Limitata a due tonalità metallizzate la gamma colori: 'Cyber Silver Metallic' (nelle foto) e 'Pearl Cyber Black'. Per il Forza X si aggiunge il 'Delta Blue Metallic'.

DOTAZIONE
Qui il Forza si distacca dalla concorrenza per completezza, qualità e innovazione. Fra le novità di spicco, sia nel mondo scooter che in quello moto, si segnala l'assenza della chiave d'avviamento. Al suo posto, come sulle automobili più prestigiose, troviamo un telecomando (Smart Card Key) che comunica con la centralina montata sul veicolo e sovrintende alle funzioni d'avviamento, apertura/chiusura dei vani e all'antifurto immobilizer. In pratica basta tenere il telecomando in tasca e avvicinandosi allo scooter, tutte le funzioni risultano attivabili, attraverso un elegante selettore in plancia. Al contrario, allontanandosi di pochi metri, tutte le funzioni sono bloccate e segnalate da un lampeggio degl'indicatori di direzione. Magico!
Passando ai vani bagagli, troviamo un sottosella record da ben 62 litri dichiarati, capace di contenere oggetti estremamente lunghi, ma anche due caschi integrali oppure una valigia in formato A3. Nel retroscudo troviamo due vani, uno più 'piccolo' sulla destra capace di contenere una bottiglietta da 1/2 litro ed un 'cassottone' sulla sinistra da ben 5 litri. Tutto è selezionabile attraverso comodi pulsanti in plancia, solo il tappo di rifornimento carburante, posizionato sul tunnel centrale, richiede la preventiva apertura del 'cassettone'.
La sella è sontuosa e ben rifinita con poggiaschiena per pilota e passeggero.
Il cruscotto, di chiara ispirazione automobilistica è di facile lettura e al tempo stesso completo d'informazioni. Si compone di quattro elementi circolari analogici ad indicare il livello carburante, la velocità, il numero di giri motore e la temperatura del liquido di raffreddamento. Un quinto elemento circolare, digitale, segnala il chilometraggio totale o i due parziali, l'ora, il consumo di carburante e la marcia inserita. Ci sono poi undici spie che segnalano: indicatori di direzione, fari abbaglianti, check ABS, freno di stazionamento, consenso Smart Card e modalità del cambio Drive, Sport o Manual. Manca però l'utile spia della riserva e, al limite, un computerino di bordo.
I comandi al manubrio sono di buona qualità e l'utilizzo di tasti a doppia funzione ne riduce l'affollamento. Sulla destra troviamo il tasto d'avviamento, il blocco motore d'emergenza e nella parte anteriore un selettore per passare dalla modalità di cambio automatico a quella manuale. A seconda di questa selezione i due tasti grigi sul blocchetto sinistro selezionano le modalità Drive/Sport oppure le marce manuali +/-. Troviamo poi i selettori per le luci abbaglianti/anabbaglianti, il deviatore 'frecce", il clacson e il flash abbagliante. Classici ed efficaci gli specchi retrovisori.
Non manca neppure il freno di stazionamento attraverso una comoda e poco appariscente leva nel sottoplancia.
I canonici due cavalletti completano un quadro comandi decisamente positivo.

CICLISTICA
Il reparto ciclistico è quello che offre meno innovazioni, condividendo alcune caratteristiche del conosciuto Jazz 250, almeno a livello 'numerico', pur in un contesto rinnovato. Vengono confermati l'interasse di 1545mm, e la larghezza di 760mm, mentre diminuiscono la lunghezza: 2165mm, e l'altezza della sella: 710mm, cresce però il peso: 174kg.
Invariate anche le misure delle ruote: da 13 pollici all'anteriore e da 12 dietro, ma i cerchi sono nuovi, a tre razze e di 1kg più leggeri ciascuno, montano pneumatici da 110/90 e 130/70 di marca Bridgestone.
L'impianto frenante rappresenta un'evoluzione di quello già adottato sul Jazz e si basa su un disco anteriore da 240mm con pinza a tre pistoncini ed uno posteriore cresciuto a 240mm, sempre a singolo pistoncino. L'azionamento è di tipo combinato CBS: la leva sinistra agisce sul disco posteriore e su un pistoncino della pinza anteriore attraverso una valvola ripartitrice, mentre la leva destra lavora sui restanti due pistoncini anteriori. Il tutto sotto la 'supervisione' del sistema antibloccaggio ABS, che Honda sta via via inserendo sulla maggior parte dei propri veicoli.
Di derivazione Jazz anche il reparto sospensioni con una forcella teleidraulica con steli da 33mm e una corsa di 100mm, mentre al posteriore la coppia di ammortizzatori regolabili su 7 posizioni riduce la sua escursione a 95mm.
Una ciclistica ottimizzata per questa cilindrata, che lascia ben poche illusioni sulla crescita, in centimetri cubici, di questo modello.

PROPULSORE
Anche il propulsore è una 'vecchia' conoscenza, derivando dall'unità con cilindro orizzontale che equipaggia il resto della gamma Honda, ad esclusione del monocilindrico verticale utilizzato nel CN 250, ancora a listino in Giappone. È un monocilindrico raffreddato a liquido con distribuzione monoalbero a due valvole, alimentato ad iniezione elettronica attraverso quel miracolo di compattezza che è la centralina PGM-FI, utilizzata anche su Pantheon ed SHi. Grazie all'iniezione e alla marmitta catalitica rispetta ampiamente le normative antinquinamento Euro 2 e dichiara un consumo minimo di ben 41 km/litro a 60km/h costanti. Un consumo limitatissimo per un propulsore tutt'altro che 'limitato', infatti grazie alle modifiche della camera di combustione e alla valvola d'aspirazione i valori di potenza (16kW a 7.500 giri) e di coppia (24 Nm a 5.500 giri) crescono di 2kW e 4Nm rispetto a Jazz e Foresight, allineandosi ai vertici di categoria.
(N.d.R.: 18/07/05 i valori sono stati aggiornati da Honda Italia, quelli corretti sono nella scheda a lato)

CAMBIO
Non si tratta di una novità assoluta per il mondo scooter visto che Suzuki lo utilizza da ormai due anni sul Burgman 650, ma è la prima volta che viene introdotto su di un veicolo di questa cilindrata. Si tratta del cambio sequenziale con comandi al manubrio che Honda ha denominato 'S-Matic'. Il sistema si basa sempre sul cambio a variazione continua, abbinato però ad un motorino ad ingranaggi che varia l'ampiezza della puleggia su posizioni (marce) precedentemente impostate. In questo modo è possibile viaggiare in relax con la modalità Drive, in modo più reattivo selezionando Sport, oppure si possono 'snocciolare' fino a sei marce semplicemente premendo i due tasti al manubrio. In questo modo si esaltano accelerazione e freno motore, ma si può anche viaggiare in sesta con un filo di gas per minimizzare i consumi. Si può insomma 'personalizzare' la guida come e anche meglio che con un cambio 'tradizionale'.

TEST SU STRADA
Si è trattato di un breve assaggio sulle strade interne all'Autodromo di Monza (il veicolo era in attesa dell'omologazione dalla MTC prevista in questi giorni) in occasione del recente Honda Day. Un'opportunità sufficiente per dare una prima valutazione, in attesa di un test più sostanzioso, speriamo a breve.
La curiosità era tanta, soprattutto per verificare l'efficacia di un cambio tanto frazionato, abbinato ad una potenza tutto sommato modesta.
L'esito è stato più che positivo, anche superiore alle aspettative, infatti se nel caso del possente Burgman 650 le marce non cambiano la sostanza di un propulsore di per sé già molto dotato, nel caso del 250 con 16kW, la possibilità di sfruttare rapporti corti in accelerazione e salita fa davvero la differenza. Sembra di avere a disposizione una potenza ben maggiore, agevolando di fatto sorpassi e salite, anche con il passeggero a bordo. Fra l'altro il passaggio fra le varie modalità è velocissimo e la trasmissione digerisce il tutto in scioltezza. Si può partire tranquillamente in Drive e alla bisogna, con un semplice tocco del tasto '–' si sfrutta un maggiore regime del motore per uscire più velocemente da una curva o quant'altro. Per inserire le marce basta invece un tocco della leva destra e la centralina sceglie il rapporto più adatto in funzione della nostra velocità, a questo punto si può 'scalare' per avere più scatto e freno motore o, al contrario, avere una guida anche più rilassata che in modalità Drive. L'indicatore digitale permette di sapere istantaneamente il rapporto inserito e anche il consumo istantaneo, che sale insistendo sulle marce basse, soprattutto utilizzando regimi prossimi all'intervento del limitatore. Il risultato è una conduzione più divertente che su uno scooter tradizionale e che consente di sfruttare tutta la potenza disponibile alla bisogna.
Naturalmente il cambio non è tutto, e nella pur breve sessione dinamica abbiamo potuto apprezzare un comportamento molto equilibrato fra comfort e guidabilità. Innanzitutto le sospensioni si son dimostrate in grado di filtrare al meglio un asfalto disastrato, anche con il passeggero a bordo. L'ampia possibilità di regolazione consente di aumentare il precarico nel caso si punti ad una guida più aggressiva, naturalmente aspettiamo di poter macinare più chilometri, magari in autostrada, per una valutazione più completa.
La maneggevolezza è ottima nonostante le dimensioni abbondanti, mentre il peso, che in ordine di marcia arriva a 182kg, infastidisce solo nelle manovre da fermo.
L'inserimento in curva è rotondo, sicuro e anche dandoci dentro non abbiamo 'raschiato' nulla sull'asfalto.
I freni sono un altro punto forte del Forza EX risultando al contempo potenti e modulabili, controllati dall'ABS che elimina ogni possibilità di bloccaggio, soprattutto in caso di 'panic stop'.
La protezione aerodinamica ci è sembrata migliore di quello che l'esiguo parabrezza facesse immaginare, ma anche in questo caso urge una prova autostradale di verifica.
Pur derivando dal Jazz, a memoria, l'abbiamo trovato migliorato praticamente in tutto: più potente, più efficace nella guida e al contempo più comodo e spazioso, con almeno due plus che a nostro avviso diventeranno irrinunciabili, una volta fatta l'abitudine: il cambio S-Matic e la Smart Card Key.

ACCESSORI
Confrontare l'esiguo catalogo disponibile in Italia con la ricchezza di quello nipponico è un po' frustrante (ma in questo campo i giapponesi sono imbattibili) comunque si possono trovare i prodotti più richiesti: il parabrezza maggiorato, i deflettori per le gambe, le manopole riscaldate, il portapacchi, il bauletto da 45 litri con borsa interna e un lucchetto ad 'U'. Ritorneremo comunque sull'argomento contattando anche i produttori aftermarket.

CONCLUSIONI
Pur con tutti i limiti di un test poco esaustivo, il Forza nella versione EX ci è piaciuto parecchio, facendo quasi dimenticare la delusione per la cilindrata di soli 250cc.
Il veicolo è risultato particolarmente curato in ogni elemento e capace di una guida estremamente piacevole: uno scooter da cui è difficile scendere.
Nell'ambito dei modelli da 250cc, al momento, è sicuramente quello più completo, anche per questo motivo Honda lo propone ad una quotazione che sfiora i 6.000 Euro, calcolando la messa in strada e qualche accessorio. Una 'sommetta' non trascurabile, che lo mette in diretta concorrenza con i 400 giapponesi, per non parlare dei più economici 500cc italiani o taiwanesi.
Prima di trarre conclusioni affrettate però accettate un consiglio, provatelo, può essere che vi conquisti come è successo a noi.

Un ringraziamento ad Honda Italia e al concessionario Sibimotor per l'anteprima e a rileggerci presto per le impressioni di guida complete!

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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