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 · PEUGEOT GEOPOLIS 400
10/09/07
TEST SU STRADA
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Di CyberScooter: Fabrizio Villa


Con la presentazione di Geopolis 400cc, Peugeot rafforza ulteriormente una delle gamme più articolate del panorama scooteristico, anticipata due anni fa al Salone di Parigi.
Due anni affollati di presentazioni stampa, che ci hanno fatto scoprire location incantevoli in tutta Europa e tutta la cura messa dal costruttore francese in ognuna delle 27 versioni in cui si declinano Geopolis e Satelis.
Geopolis 400 è l'ultimo arrivato, e in Italia anche uno dei più attesi, visto il successo commerciale dei Piaggio Beverly 400 di cui rappresenta una valida alternativa, nel prezzo, nei contenuti e soprattutto nella guidabilità, come vedremo più avanti.
Dei tre allestimenti disponibili, il test si occupa di Premium e City, differenziati solo dalla presenza o meno dell'antifurto meccanico Abus, visto che la versione Executive, dotata dell'esclusiva frenata ABS/PBS, specchi retrovisori asferici e catena Abus, non è ancora disponibile.

 

LINEA/COSTRUZIONE
La linea rimane invariata rispetto ai 125 e 250 già recensiti, anche se il motore e la ruota posteriore più corposi, donano alla sua linea 'stilosa' un tocco più 'muscoloso', soprattutto nella versione pearl black.
L'elemento più originale del design rimane, a mio avviso, la stilizzazione di un pavone sullo scudo anteriore, grazie ai contrasti fra plastiche lucide/opache e ai gruppi ottici. Un tocco, assieme alla proporzione dei volumi e all'equilibrio fra curve e spigoli che gli è valso il titolo di scooter più bello del 2005 nella classifica dalla MDA.
Una cura estetica che ritroviamo anche nella costruzione, con plastiche di buona qualità, accostamenti curati, ridottio uso di viti a vista e verniciature di spessore. Belle le pedane retrattili per il passeggero e la sella con inserto in alcantara, un po' meno la strumentazione dal look troppo ordinario.
Da notare che le parti di carrozzeria più esposte in caso di piccoli urti o scivolate sono in plastica satinata, sicuramente più economiche da sostituire rispetto a quelle verniciate, senza nulla togliere all'eleganza.
Quattro le colorazioni, tutte metallizzate: Luxus Grey, Pearl Black, Blue Star e Vendôme Red, peccato per l'assenza dell'Arancione Sunset, riservato al 125.

 

 

 

DOTAZIONI
La strumentazione non è particolarmente scenografica, del resto deriva da quella del vecchio Elystar, ma non si può dire che pecchi per completezza e leggibilità. Il tachimetro centrale ha la doppia scala in mph e km/h con fondo scala cresciuto a 180 e incorpora il check dell'iniezione e la spia di carica della batteria. A destra troviamo l'indicatore analogico con la temperatura del liquido refrigerante e le spie per immobilizer, abbaglianti, frecce e pressione olio. All'opposto, il piccolo display digitale mostra il contachilometri totale e parziale, data, ora e il livello carburante a otto segmenti, con gli ultimi due lampeggianti all'ingresso in riserva.
I comandi al manubrio sono i classicissimi usati da numerosi produttori e comprendono anche l'hazard. Le leve sono ben sagomate, utilizzabili anche da mani femminili, e si notano i voluminosi contrappesi agli estremi delle manopole.
Funzionali gli specchi retrovisori montati al manubrio, meno l'assenza del freno di stazionamento.
Intelligente la posizione laterale e incassata del blocchetto d'accensione, che evita eventuali contatti delle gambe con le chiavi. Tra l'altro, oltre al bloccasterzo, con la chiave si può sganciare la sella, per accedere al vano bagagli, anche a motore acceso.
Ed eccoci quindi ad affrontare un tema caro agli scooteristi, ovvero gli spazi per alloggiare i bagagli, che negli scooter 'naked' in genere non abbondano, anche quando la ruota posteriore è da 14 pollici. Nel sottosella infatti trova posto solo un casco demi-jet con visiera e la catena antifurto (o una tuta antipoggia), poi c'è la luce di cortesia, interna, e manca un supporto per reggere la sella una volta aperta. Sarebbero utili dei ganci sotto chiave per assicurare due caschi all'esterno. Troviamo invece, nella il versione City, la catena blindata Abus da 130mm che si fissa direttamente alla serratura attraverso una piccola feritoia sul fianco sinistro. La sicurezza della catena non è in discussione, ma la posizione della serratura all'interno del vano non è altrettanto comoda, soprattutto a vano pieno.
Oltre la sella si trova un piccolo portapacchi, un po' ostico per l'uso con le cinghie, ma una buona base da bauletto (3 i modelli in opzione).
Nel retroscudo uno sportello piuttosto ampio, ma apribile solo con serratura, nasconde un vano decisamente più modesto, in cui però troviamo l'ormai indispensabile presa di corrente a 12 volt, oltre al bocchettone per il liquido radiatore e ai fusibili dell'impianto elettrico. Dulcis in fondo il gancio appendiborse, in plastica, ma con sicura.
Il serbatoio carburante si trova nel tunnel centrale, ospita 13,5 litri ed è accessibile attraverso uno sportellino in plastica leggera, con serratura, che protegge il tappo vero e proprio.

 

 

 

 

 · CICLISTICA
Come per tutta la gamma Peugeot (e per i suoi competitor) si tratta di una struttura scooteristica classica, con motore oscillante e telaio a doppia culla in acciaio. La base è quella delle versioni di minore cilindrata, ma non per questo risulta sottodimensionata, visto che il progetto nasce pensando anche a questa cilindrata, quindi è semmai il 125 ad essere sovradimensionato. In più il telaio del 400 vanta appositi irrigidimenti nei punti più sollecitati.
Ci sono però delle soluzioni dedicate specificatamente al 400, in particolare il sistema di fissaggio del motore al telaio che adotta il DSL (Dual Swinging Linkage), soluzione adottata anche su Satelis 400/500 e che consente di smorzare al meglio le vibrazioni, mantenendo una maggiore rigidità strutturale, utile alle velocità di cui è capace questa versione.
Confermata la ruota anteriore da 11/70x16", mentre al retrotreno si scende a 14 pollici, con uno pneumatico leggermente più panciuto: 150/70, entrambi Michelin Gold Standard.
Modifiche anche al reparto freni, dal funzionamento tradizionale, che anteriormente passa ad un disco da 263mm, con un attacco più rigido alla forcella e una pinza Nissin flottante a doppio pistoncino. La stessa che agisce sul disco posteriore cresciuto a 226mm. Tutte le tubature sono in pregiata treccia metallica.
Apparentemente identico il reparto sospensioni (Paioli al posteriore) di cui cambia però la taratura, ovviamente più rigida per sostenere pesi e prestazioni più rilevanti.


 

 

 

 · MOTORE
Made in Piaggio, il Master da 399cc, è una vecchia conoscenza ed anche il più prestante fra i monocilindrici della sua cilindrata. È un monocilindrico con distribuzione monoalbero a quattro valvole, alimentazione ad iniezione elettronica, raffreddamento a liquido e dotato di contralbero antivibrazioni, ovviamente dotato di cambio a variazione continua ed omologato Euro 3.
Con una potenza di 24kW e una coppia di 38,1Nm può spingere Geopolis alla velocità massima dichiarata di 155km/h quindi più che sufficiente anche per lunghi tragitti autostradali. In più rientra nella fascia assicurativa più vantaggiosa e può essere guidato dai diciottenni in possesso della patente A.
A livello di consumo vengono dichiarati oltre 22km/litro, per un'autonomia vicina ai 300km (credibile, se non pessimistica viste le precedenti esperienze con questo motore).
Intervalli di manutenzione ogni 10.000km, con cambio olio ogni 5.000.


 

 · SU STRADA
Appuntamento in Liguria per un tour sulle stradine impervie dell'entroterra fra Chiavari e Levanto, superando anche il Passo del Bracco e con una puntata in autostrada per verificarne il comportamento sul veloce.
La sella, con un accenno di appoggio lombare, non è particolarmente bassa, ma i fianchi stretti aiutano a poggiare i piedi anche chi non ha le gambe lunghe. Il manubrio è piuttosto ravvicinato e non troppo ampio, le gambe stanno ad angolo retto, con tantissimo spazio per le ginocchia e la possibilità, seppur modesta, di cambiare posizione ai piedi sulla pedana.
Pesi e dimensioni percepite in sella sono inferiori alla realtà, visto che stiamo pur sempre parlando di circa 220kg in ordine di marcia, ma Geopolis dà subito confidenza, anche il cavalletto centrale, pur arretrato richiede uno sforzo contenuto, mentre il laterale è comodissimo.
Il motore trasmette piacevoli pulsazioni al minimo, con una tonalità sommessa, ma corposa. L'accelerazione inizia dolcemente e prosegue senza picchi, con un reparto trasmissione ben accordato, così si sottovaluta la velocità che invece cresce rapidamente, complice anche l'ottima protezione offerta dal cupolino.
Inanellando le prime curve si coglie subito il bilanciamento della ciclistica, che garantisce traiettorie molto naturali, un altro elemento che porta ad andature fin troppo disinvolte...
A tenere tutto sotto controllo ci pensa un impianto frenante più che adeguato, lo so che qualcuno storcerà il naso per il singolo disco anteriore, ma vi assicuro che non è la quantità, ma la qualità a fare la differenza e in questo caso le tubazioni in treccia e le pinze Nissin svolgono un ottimo lavoro garantendo frenate potenti e progressive con isolati episodi di bloccaggio limitati al posteriore.
Rigido invece il reparto sospensioni, scelta quasi inevitabile se si vuole mantenere il necessario rigore al crescere della velocità, anche se la rigidità in compressione mal si accorda con un ritorno un po' sfrenato.
Come detto la guida è intuitiva e redditizia, tanto che facendosi prendere la mano sulle bellissime strade liguri non è difficile arrivare a strisciare i cavalletti ed anche la marmitta, non tanto per un ridotto angolo di piega, assolutamente adeguato per uno scooter e anche superiore a modelli più 'sportivi', ma proprio perché mette subito a proprio agio chi guida. Eccezionale la maneggevolezza, in particolare il raggio di sterzo che consente inversioni di marcia in spazi incredibilmente ridotti.
Le vibrazioni sono assolutamente contenute e il riparo aerodinamico è decisamente buono, quasi a livello dei modelli 'comfort'. La sella accoglie bene il pilota, anche se la posizione è praticamente obbligata e questo alla lunga potrebbe risultare scomodo.
Le buone sensazioni raccolte nel misto extraurbano si confermano nei tratti autostradali dove il rigore direzionale è di buon livello e sembra dar ragione alla scelta della ruota anteriore da 16 pollici. Anche piegando sui curvoni veloci la situazione rimane sotto controllo, ma si tratta di situazioni praticamente irraggiungibili su strade aperte al traffico, visti i limiti di velocità consentiti nel nostro paese.
La protezione aerodinamica è di buon livello, superiore ai competitor del segmento 'naked' e tale da consentire anche lunghi tragitti autostradali a velocità codice, oppure, dove consentito, di raggiungere i 155/160km/h indicati (che potrebbero crescere con un esemplare più rodato di quello in prova).


 

 

 · COMPETITOR
Nonostante i 400cc possano risultare la cilindrata ideale per un utilizzo a 360°, le offerte 'naked' di questa cilindrata si limitano ai due modelli citati in apertura.
Piaggio Beverly, di cui potete leggere sia il test su strada che la comparativa con l'X8, non ha entusiasmato nell'esame dinamico ed offre anche una protezione aerodinamica limitata, mentre è allineato a livello di quotazione.
Aprilia Scarabeo stravince a livello di sottosella e se la gioca a livello di stile e dotazioni, perde comunque qualcosa a livello di guida e di protezione, ma costa decisamente di più.
Esiste però un terzo potenziale concorrente: è l'Honda SH 300, che grazie al mix di potenza e leggerezza può sicuramente competere a livello di prestazioni. Poco può fare invece a livello di abitabilità e protezione aerodinamica, è quindi più orientato ad un utilizzo urbano che turistico. Naturalmente costa meno ed è l'unico ad essere disponibile anche con ABS.


 

 

 · ACCESSORI
Davvero tanti e per coprire le esigenze più disparate, trovate l'elenco completo nella SuperScheda, fra i più consigliati segnalo, per l'inverno 'copertina' e paramani, per i bagagli tre differenti bauletti per ogni esigenza, per la sicurezza l'antifurto elettronico, per il passeggero lo schienale imbottito e per viaggiare il Tom Tom Rider e il kit intefono-vivavoce. Sconsigliato invece (come sempre) il parabrezza maggiorato che riduce la visibilità in caso di piggia, rende lo scooter più sensibile al vento e alle turbolenze generati da altri veicoli laterali, oltre ai supporti metallici poco sicuri. Attenti anche a non sovraccaricare il bauletto per evitare sbilanciamenti.
Cosa si potrebbe sesiderare in più? Una borsa tunnel e due borse laterali morbide per fare turismo e magari le manopole riscaldate per l'inverno.




 · CONCLUSIONI
Eleganza e qualità costruttiva erano note fin dalle cilindrate inferiori, ma con questa motorizzazione Geopolis raggiunge davvero l'obiettivo di veicolo adatto ad ogni tipo di utilizzo. Agilissimo negli slalom urbani, è facile e divertente nel misto extraurbano, mantenendo rigore anche sul veloce. Frena bene, però ha sospensioni un po' rigide, protegge da vento ed intemperie, ma potrebbe offrire più spazio per i bagagli e una strumentazione più moderna.
Oltre ai concorrenti citati, il suo 'avversario' più temibile 'rischia' di essere la versione Executive, grazie alla frenata ABS, che fa la differenza quando è più necessario, e che spero sarà presto oggetto di una prova approfondita.
Assolutamente da provare quindi, ed infatti è già disponibile presso i concessionari, dove viene anche offerto ad una quotazione decisamente competitiva.


 

ABBIGLIAMENTO
Casco:
Caberg
Justissimo GT
Giacca:
Mtech J. Young
Guanti:
Tucano Urbano
Rex
Pantaloni:
Giali J61
Stivali:
Oxtar
Freespirit





Testo: Fabrizio Villa
Foto: Oliver e originali Peugeot




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