>> ITALIA


 · MILANO-ROMA E RITORNO - 2
Viaggio-inchiesta, fra splendidi panorami e insicurezza stradale
Peugeot Satelis 400
 · by CyberScooter
19/07/07

Vedi anche: 1^ parte



Lago Trasimeno

 


Compliation di orrori

 


Orvieto dal belvedere

 


Sottobosco al Lago di Vico

Cortona-Roma costeggiando i laghi
È un peccato dover lasciare così velocemente la 'mia' residenza, i dintorni meritano più tempo e l'accoglienza anche, ma Roma non aspetta. Ritorno sulla trafficata SR71 e prendo verso sud, supero Cortona e mi dirigo verso il lago Trasimeno lasciando la Toscana per l'Umbria. A Castiglione del Lago incontro la rotonda più scivolosa che mi sia mai capitata, perdo per un attimo l'anteriore, ma la velocità ridottissima mi salva dalla caduta. L'asfalto è lucido con ampi tratti verniciati per rendere il tutto ancora più pericoloso, non oso immaginare cosa può succedere con la pioggia. Naturalmente nessun cartello segnala il pericolo... Prendo per la città vecchia che domina il lago da un promontorio ed offre la vista migliore. Le mura e il castello meriterebbero una visita, che però lascio a voi, ritorno invece alla rotonda incriminata e proseguo fino a Città della Pieve, tanto bella e tanto vicina al tragitto da strapparmi un breve tour fra le mura.
La strada si fa più mossa con belle curve prima e dopo Ficulle, poi torna pianeggiante per consentire alla splendida Orvieto di svettare all'orizzonte, sulla rupe di tufo su cui è costruita. In mancanza del tempo per una visita è immancabile il punto d'osservazione offerto dal 'belvedere', ampiamente segnalato e coerente con la strada per il lago vulcanico di Bolsena.
Sono entrato in Lazio quando aggiungo 10 € di benzina ad un distributore automatico, nel frattempo la giornata soleggiata si sta velando e appaiono le prime nuvole, è così che raggiungo Bolsena, con una deviazione dalla SR71 che consente di apprezzare la costa orientale per poi riportarmi a Montefiascone e da qui a Viterbo.
Trovare le indicazioni per Roma è la cosa più facile del mondo, lo sanno tutti, ma se da Viterbo si cerca la strada che sale ai Monti Cimini è meglio abbandonare ogni speranza e rivolgersi alla gentilezza di qualche passante, tanto la segnaletica è contorta e inefficace. Comunque, una volta trovata, la strada vale la pena di essere percorsa, in gran parte nel sottobosco che posta fino a 800m., poco panoramica, ma con belle curve.
La temperatura però sta cambiando, sale il vento e le nubi si abbassano proprio mentre costeggio il Lago di Vico dove decido di fare una veloce pausa pranzo. Il baretto con spiaggia annessa si chiama 'L'ultima spiaggia' e si affaccia su uno dei laghi più puliti d'italia, dove la navigazione è consentita solo a propulsione elettrica.
Proprio mentre sgranocchio un panino inizia a piovere, quindi indosso micropile e completo antipioggia e mi avvio per l'ultimo tratto di strada alla volta della capitale.
L'idea originaria era di passare anche dal lago di Bracciano, ma la pioggia e il ritardo sulla tabella di marcia impongono questa scelta. Con le mappe al riparo nel sottosella ed il cambio di programma però sbaglio strada, finisco in un sottobosco di faggi spettacolare, dove quasi non piove da quanto è fitto e scatto l'ultima foto. Poi mi affido alla segnaletica per raggiungere velocemente Roma. Errore perché Roma è indicata più volte in direzioni contrapposte e per uscire da una situazione di stallo estraggo il 'jolly', ovvero il navigatore satellitare, che se ne stava a riposo nel cassettino. Scelgo la strada più veloce, infilo l'auricolare e via, peccato che invece di proseguire lungo la Cassia mi riporti indietro fino ad Orte per inforcare la A1 fino a Roma. Strada veloce si fa per dire visto che buona parte del tragitto è limitato a 90km/h pur essendo a tre corsie.
Arrivo sul Grande Raccordo Anulare all'ora di punta, per fortuna ha smesso di piovere, ma riassaggio il traffico selvaggio delle metropoli e l'aria pestilenziale d'inquinamento, che avevo quasi dimenticato. Il GPS comunque fa il suo dovere e mi porta a Cinecittà in tempo per la presentazione Suzuki.
Percorsi 333km in circa 7 ore.



Città della Pieve

 


Dolci curve verso Monteleone

 


Lago di Bolsena

 


Roma, Altare della Patria


Roma, Colosseo

 

 


Compliation autostradale

Roma-Milano in autostrada
Dopo un sonno ristoratore e un'abbondante colazione punto il centro della città per le foto 'simboliche' che vedete a lato. Faccio anche il pieno di carburante e il Peugeot si conferma eccezionalmente parsimonioso, con una media di 27,42km/litro.
Sullo stato delle strada a Roma è quasi inutile parlare, buche e malformazioni di ogni tipo insidiano costantemente chi viaggia su due ruote, per non parlare degli insidiosissimi sanpietrini, su cui occorre accelerare e frenare in punta di dita, se si vuole rimanere in piedi. I 'piloti locali', si saranno anche assuefatti, infatti alcuni sfrecciano a velocità impensabili, ma credo che sia una situazione inaccettabile, soprattutto per una città simbolo come Roma.
Anche in questa occasione 'sfrutto' l'apporto del Tom Tom Rider che, pur alloggiato nel cassettino retroscudo, mi guida attraverso l'auricolare fino al Colosseo e poi mi porta al casello Roma Nord da dove ha inizio il rientro autostradale.
Il traffico è moderato, la giornata splendida e con tutta calma affronto i 530km che mi separano dal casello di Milano Sud.
Lo stato dell'asfalto è buono e anche la segnaletica è curata, molto meglio di quanto accade sulle altre strade, del resto il pedaggio servirà pure a qualcosa. Peccato che i guard rail siano sempre del tipo metallico 'anti-motociclista' (nel senso che se si sbatte contro le lamiere taglienti sono ca****!) solo in pochi tratti la barriera centrale è realizzata in cemento (i cosiddetti new-jersey), meglio per i motociclisti, ma meno sicuri per auto e camion...
A rendere tutto più 'sicuro' quindi ci pensano i limiti di velocità, che variano ripetutamente da 130 a 110, 90 e anche 80km/h. Comunque dove possibile il Satelis 400 fila tranquillo a 130/140km/h (che fatta la tara del contachilometri dovrebbero rientrare nei limiti di legge), con un'ottima protezione aerodinamica e una fantastica visibilità posteriore offerta dagli specchi retrovisori asferici. E osservare quello che accade alle spalle serve quasi come guardare avanti, visto che buona parte del traffico mi sorpassa viaggiando dai 150km/h in su.
Che moto e scooter siano veicoli prettamente urbani, o utilizzati prevalentemente per svago, viene confermato dalla loro rarità sui tratti autostradali lontani dai centri urbani nei giorni feriali. Incontro infatti una dozzina di moto e solo un paio di scooter, contro migliaia di auto e camion.
Tutto sommato l'autostrada non sarebbe neppure male, i panorami sono spesso piacevoli, l'asfalto e la segnaletica generalmente ben tenuti, il problema più grosso sono i lavori, perennemente in corso, che causano spesso rallentamenti e a volte code chilometriche anche in settimana. Me ne è capitata una sul tratto Firenze-Bologna con veicoli fermi, conducenti a spasso e assenza della corsia d'emergenza: ho dovuto fare appello a tutta la maneggevolezza del Satelis, rientrando anche gli specchi retrovisori (che mantengono la regolazione) per risalirla fino al blocco. In compenso poi ho viaggiato praticamente solo per una decina di chilometri.
Da poche settimane la Polizia Stradale ha installato delle postazioni Autovelox mobili, anche nei tratti con lavori in corso, iniziativa lodevole soprattutto se a bordo strada ci sono operai che stanno lavorando. Peccato che il limite di 60/70km/h per numerosi chilometri sia troppo restrittivo, con il risultato che nessuno li rispetta, salvo frenare improvvisamente alla vista del velox, amplificando i rischi anziché ridurli. Cercare di rispettarli poi è davvero difficile, soprattutto nei tratti ad una corsia quando siete alla guida di uno scooter e dietro di voi si forma una coda di veicoli impazienti che 'spingono' da pochissimi metri.
Proprio il tratto Firenze-Bologna è anche il più guidabile, con un susseguirsi di curvoni veloci dove mettere alla prova la ciclistica dello scooter, soprattutto nelle curve in cui la velocità massima (in genere 80km/h) è solo consigliata, in questo modo ognuno può regolarsi in base alla propria esperienza e al tipo di veicolo che sta guidando (sempre nel limite 'teorico' dei 130km/h).
Superata Bologna e la sua trafficatissima circonvallazione inizia il tratto più noioso di tutto il percorso. Noioso e che evidenzia una caratteristica tipica degli italiani, ovvero quella di considerare solo le due corsie più a sinistra, indipendentemente dal numero disponibile. Il risultato è un flusso di traffico decisamente ridotto rispetto alle possibilità dell'arteria, con la corsia di destra occupata praticamente solo da camion. Addirittura c'è chi esce dall'area di servizio e si porta immediatamente sulla corsia di centro.
Il lungo tragitto comunque evidenzia le doti turistiche del Satelis 400, in grado di tenere indefinitamente medie di 130/140km/h e consentendo di farlo anche al pilota grazie all'ergonomia della sella (anche se lo schienale non è regolabile) e alla possibilità di variare la posizione delle gambe. Va però segnalato che dalle bocchette nel tunnel centrale esce aria molto calda, fastidiosa nel periodo estivo e che limita la posizione di guida in stile 'custom'.
Arrivo alla barriera di Milano Sud dopo circa otto ore, con due soste rifornimento viveri e carburante, avendo percorso 530km, nel faticoso rispetto dei limiti.
Il conto finale dei consumi autostradali è di 23km/litro, un risultato davvero notevole, particolarmente utile anche ai fini dell'autonomia, calcolando senza problemi 250km fra una sosta e l'altra. E nei lunghi tragitti la riduzione delle soste conta più della velocità massima.



Roma, sanpietrini...

 

 


Milano, il Duomo


Lo scooter PEUGEOT SATELIS 400
Se nel test su strada svolto in Francia mi aveva favorevolmente impressionato, in questi 1500km percorsi su strade di ogni tipo Satelis 400 si conferma come una delle scelte più azzeccate della sua categoria. Comodo, protettivo e con discreti vani portabagagli ha un'ottima ciclistica sia nel misto dei tratti appenninici che nei curvoni autostradali, dove l'unica accortezza è di non appendersi allo sterzo. Il motore spinge sempre in modo estremamente regolare, un piacere per chi ama la guida fluida e particolarmente apprezzabile in viaggio e in città. Quando si cerca la velocità però non si tira indietro e può raggiungere agevolmente i 160km/h di tachimetro, anche 170 in caso di scie o falsopiani (naturalmente solo in Germania o in pista). Freni e sospensioni si sono dimostrati all'altezza, in difficoltà solo in alcuni tratti romani con i sampietrini, dove però non se la passa meglio nessun competitor.
Fra le chicche i consumi (media finale 25,55km/lit.), l'autonomia e gli specchi retrovisori, di migliorabili invece il cavalletto centrale, il parabrezza e lo schienale pilota, che potrebbero essere regolabili, il sottosella privo di illuminazione e poi manca il anche freno a mano.



Test su strada >>>



 · Strade, segnaletica e sicurezza stradale
Le conclusioni sullo stato delle strade, della segnaletica e sulla sicurezza stradale percepita è molto meno confortante. Le autostrade sono generalmente tenute meglio, ma afflitte da cantieri perenni e da limiti di velocità spesso ingiustificati. Molto peggio la situazione sul resto della rete viaria con numerosi cartelli invisibili, spesso carenti o inadeguati, segnaletica orizzontale pericolosamente scivolosa, limiti di velocità assurdamente bassi e per questo del tutto ignorati dal 99% degli utenti. Al contrario mancano le segnalazioni dove il pericolo sussiste davvero, addirittura si trovano cartelli con limite a 70km/h prima di curve a gomito! L'impressione comunque è che ognuno circoli alla 'propria velocità', ignorando i limiti (anche perché gli autovelox sono quasi sempre inattivi), vista la frequente impossibilità di rispettarli, se non a rischio della propria incolumità. Questa cultura diffusa fa si che eventuali ulteriori riduzioni dei limiti di velocità, che talora vengono paventati, risulterebbero del tutto inutili, visto che chi ignora i 130, continuerà ad ignorare i 120, i 110 etc. In compenso i comportamenti veramente a rischio come chi scambia le strade per una pista, chi non rispetta i semafori, gli stop e il limite delle carreggiate, continuerà a provocare vittime e non verrà sanzionato. A questo proposito nei tre giorni di viaggio, fuori dai centri abitati, ho incontrato solo tre pattuglie, una al giorno! Un po' poco se si vuole fare prevenzione.
Quello che però deve cambiare veramente è il concetto stesso di automobile o motociclo, troppo spesso oggetto di culto, sinonimo di velocità e successo sociale e non considerato un mezzo per muoversi in modo comodo e sicuro. Un lavoro culturale che ha bisogno del contributo di tutti, testate di settore in testa, ma anche di una profonda riflessione da parte di ognuno.







L'abito fa lo scooterista!

 · L'abbigliamento
Casco: Caberg Justissimo GT
Sciarpa: Buff
Giacca: Axo Chill
Guanti: Tucano Urbano Spring Hector
Pantaloni: Giali J61
Scarpe: Oxtar Freespirit
Completo Impermeabile: Tucano Urbano




 
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