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 · PEUGEOT GEOPOLIS 125
16/04/07
Test su strada
pag. 1 di 1

Dopo un 2006 particolarmente prolifico, la gamma Peugeot continua il suo rinnovamento e lo fa sia tagliando con il passato - Elystar, Jet Force e Looxor escono di scena - che ampliando le cilindrate delle nuove star: Geopolis si articolerà infatti in 125/250 e 400cc, mentre Satelis arriverà fino a 500cc, oltre ai già conosciuti 125, 125K e 250.
Iniziamo con Geopolis 125, un prodotto piuttosto raffinato destinato a chi vuole un allestimento di qualità senza crescere di cilindrata e continuando ad utilizzare la patente B. Il marketing francese punta infatti ad un pubblico prevalente di automobilisti, che voglia affiancare alla propria vettura - magari Peugeot - un veicolo da utilizzare nel traffico urbano.

PRESENTAZIONE
In un periodo in cui le presentazioni sembrano sempre più occasioni per parlare di bilanci e mercati globali con un tocco fashion 'che non guasta', devo fare i complimenti al team italiano di Peugeot per avere parlato essenzialmente di prodotto, descrivendolo nel dettaglio e allestendo un percorso di test davvero probante, forse fin troppo severo per un 'semplice' 125cc.

CONTESTO
I 125 di alta gamma non fanno grandi numeri di mercato, se poi restringiamo il segmento ai cosiddetti 'ruote alte' l'unico vero competitor è il Piaggio Beverly, disponibile anche in allestimento 'S'. Un modello a cui Geopolis non può negare di essersi fortemente ispirato e di cui condivide anche le motorizzazioni nelle cilindrate superiori. Fino a 125 invece (ri-) propone una sfida Francia-Italia, con un propulsore tutto fatto in casa.

DESIGN
Elegante come lo sanno essere i francesi, abbina forme già viste ad elementi distintivi decisamente originali. Su tutti il motivo a contrasto sulle fiancate che s'incontra sullo scudo frontale incorniciando i faretti poliessoidali 'rubati' alla Peugeot 407. Piacevoli, nella loro semplicità anche i gruppi ottici posteriori sormontati da un portapacchi sagomato a slanciare il tutto. Particolarmente azzeccata la colorazione Arancione Sunset - esclusiva per il 125 - abbinata al motore nero opaco e alla marmitta satinata. Un po' sottotono la strumentazione, fin troppo ordinaria, mentre finiture e materiali appaiono di buon livello.

ALLESTIMENTI
Come tradizione, l'azienda francese declina anche Geopolis in tre allestimenti, Premium e City - oggetto di questa prova - sono dotati di frenata tradizionale e si differenziano per la presenza o meno della catena Abus, con aggancio comune sulla fiancata sinistra. Executive invece utilizza l'esclusivo sistema frenante combinato con servofreno e antibloccaggio ABS/PBS a cui aggiunge specchi retrovisori asferici e catena Abus. Si tratta dell'unico 125 (assieme a Satelis) a poter vantare l'ABS ed è un vantaggio a cui vi consigliamo di non rinunciare, nonostante la quotazione più elevata. Leggete il test in pista dell'ABS per saperne di più.

DOTAZIONI
Pur rientrando nella categoria 'naked' dispone di un plexiglass piuttosto protettivo sul manubrio, in linea invece la capienza del sottosella che non va oltre un casco demi-jet e la catena o altri piccoli oggetti. Interessante però la possibilità di accedervi sia tramite telecomando che ruotando la chiave d'accensione (con immobilizer), anche a a motore acceso. L'ampio lo sportello nel retroscudo cela un vano ben più modesto, anche se dotato di presa di corrente a 12 volt.
Poco sopra, il gancio portaborse ed il blocchetto d'accensione infulcrato lateralmente per non interferire con le gambe in caso d'urto. Al centro del tunnel troviamo poi il tappo del capiente serbatoio carburante: 13,5 litri.
Come accennato la strumentazione non stupisce nel design, anche se offre tutto quello che serve, compresa la spia di riserva carburante con allarme sonoro e l'indicatore di frecce inserite con bip di sicurezza per i pedoni. Il piccolo display digitale permette di monitorare efficacemente lo stato del serbatoio, visionare l'ora, il chilometraggio totale e quello parziale. Completa il quadro l'hazzard, ma non troviamo riferimenti sullo stato dell'impianto elettrico. Mancano anche il freno di stazionamento e l'interruttore d'emergenza per il motore. Nella media blocchetti d'accensione, leve al manubrio e specchi retrovisori.
Al passeggero sono dedicati poggiapiedi retrattili, maniglie integrate nel portapacchi ed una discreta porzione di sella, anche se limitata nell'imbottitura dalla ricerca di spazio nel sottosella (ridotto rispetto al 250cc). Interessanti gli sfoghi laterali per l'aria calda proveniente del radiatore, che in inverno ben si abbinano con la 'copertina', mentre in estate non infastidiscono.
Efficaci i cavalletti, sia il laterale con blocco dell'accensione che il centrale con un braccio di leva particolarmente favorevole.

CICLISTICA
Riprende quasi integralmente quanto visto sul 250, fatti salvi i diversi attacchi del motore. Telaio tradizionale in tubi con motore oscillante collegato ad una coppia di ammortizzatori Paioli regolabili su 4 posizioni. Forcella a perno trascinato con steli da 37mm ricoperti da tubolari cromati e ruote da 16 pollici con pneumatici tubeless Pirelli GTS da 110/70 all'anteriore e 140/70 dietro. L'impianto frenante, tradizionale in queste versioni, si basa su un disco anteriore da 263 e da uno posteriore da 226, entrambi 'lavorati' da pinze AJP flottanti a doppio pistoncino.
Anche le misure ne 'tradiscono' il sovra-dimensionamento a tutto vantaggio dell'abitabilità: lunghezza 2170, larghezza 770 e interasse di 1520mm, il tutto per un peso di 150kg.

MOTORE
Interamente progettato e realizzato in Francia, è la stessa unità che equipaggia il Satelis e si caratterizza per la testata a 4 valvole, il raffreddamento a liquido e l'alimentazione ad iniezione elettronica. Raggiunge gli 11kW - massima potenza consentita dalla legge - al regime di 9750 giri, con una coppia massima di 11,8Nm a 7750 giri e rientra nelle normative Euro 3. Valori allineati al concorrente, ma erogati in modo più appuntito come vedremo su strada. Il consumo dichiarato - 25km/litro - non è da record, ma non viene dichiarato il metodo di rilevazione, in compenso l'autonomia è comunque rilevante.

SU STRADA
La sella a 805mm non è proprio alla portata di tutti, ma Geoplis non nasconde di essere particolarmente indicato a chi ha un'altezza uguale o superiore alla media. Questa vale per lo spazio a disposizione sulla pedana, dove si possono allungare i piedi nelle apposite svasature, più di quello che si riesce a fare in modelli analoghi, ma anche per le misure tipiche della triangolatura manopole-sella-pedane. In quest'ottica anche il dimensionamento del parabrezza, che arriva alla linea degli occhi sotto il metro e ottanta.
L'accensione è sottolineata da uno scampanellio del motorino d'avviamento, sgradevole, ma comune anche al competitor diretto. Le similitudini fra i due propulsori però finiscono qui perché il francese appare più esasperato e per fornire potenza sufficiente a muoversi disinvoltamente richiede regimi di rotazione particolarmente elevati. C'è anche un leggero ritardo di reazione nell'apri e chiudi a cui occorre fare l'abitudine. La sensazione è che per raggiungere i valori di potenza 'di legge' si sia sacrificata la curva di coppia, anche se i motori erano tutti in rodaggio e quindi ancora lontani dall'esprimere il meglio di sé. Meglio che sembra arrivare ai massimi regimi con un allungo vivace, che rende credibili i 110km/h dichiarati.
Di primo livello invece la guida, a partire dal ridottissimo raggio di sterzo che consente inversioni e slalom insospettabili, passando per l'ottima taratura delle sospensioni che hanno ben pochi rivali nel filtrare le malformazioni del manto stradale, fino all'elevato angolo di piega che consente di togliersi qualche soddisfazione nel misto. Se si vuole alzare il ritmo, o si viaggia in coppia, meglio però irrigidire gli ammortizzatori posteriori.
Da rimarcare l'ottimo equilibrio fra maneggevolezza e stabilità, rapidità nello scendere in piega e sicurezza nel mantenere la traiettoria.
I freni di tipo tradizionale sembrano però anch'essi bisognosi di un po' di rodaggio, visto che per ottenere frenate consistenti è necessario tirare veramente a fondo entrambe le leve, in compenso i pericolosi fenomeni di bloccaggio sembrano piuttosto remoti. Inutile ripetere che l'impianto ABS/PBS è di ben altro livello.
La protezione aerodinamica è quasi a livello di uno scooter 'comfort', mentre qualche vibrazione di troppo arriva dalle rotazioni elevate del propulsore.

ACCESSORI
Difficilmente si potrà fare a meno del bauletto, che dispone anche di schienalino imbottito per il passeggero. Altrettanto insostituibili, in inverno, i deflettori per le mani, montati però non in linea con la classe del veicolo. Francamente esagerato il plexiglass maggiorato che limita la visibilità in caso di pioggia e necessita di supporti metallici troppo esposti. Si continua con paramani e copertina imbottita, telo antipioggia per la sella o per l'intero veicolo per poi passare ai 'tecnologici': Navigatore Tom Tom Rider e kit viva voce con interfono.

CONCLUSIONI
Un veicolo elegante e ben rifinito, progettato ed assemblato in Francia con componentistica di qualità proveniente al 90% da paesi europei. Dedicato a chi ha le gambe lunghe, offre una discreta protezione aerodinamica e dalle intemperie con un'abitabilità elevata anche per il passeggero.
Ha sospensioni in splendida forma e una perfetta sintesi fra maneggevolezza e stabilità, ma leve spugnose non estraggono il meglio dall'impianto frenante. Nominalmente potente, ma povero ai bassi e medi regimi, il propulsore offre un discreto allungo, ma anche qualche vibrazione e consumi nella media.
Prezzo inferiore al suo concorrente diretto nelle versioni testate, sfora invece i 4000 Euro nella versione Executive, che è anche quella che vi consiglio.

Testo by Fabrizio Villa
Foto by MCP



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco:
Axo
'Urban Elite'
Giacca:
Tucano Urbano
'Spring Anorak'
Guanti:
Tucano Urbano
'Nero di Seppia'
Pantaloni:
Spidi
'J&K'
Stivali:
Oxtar
'Freespirit'

 

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