| Ennesimo appuntamento
con Peugeot, che quest'anno sta scrivendo un nuovo
capitolo della sua centennale storia a due ruote.
Ruote alte in questo caso e abbinate ad un propulsore
Euro 3 da 250cc, per inserirsi nel più apprezzato
e combattuto segmento del nostro mercato.
Proprio in omaggio agli scooteristi italiani la
presentazione non poteva che avvenire a Roma in
una caldissima giornata di fine estate. Un test
assolutamente probante del resto, in una delle città
più trafficate e con un fondo stradale fra
i più insidiosi della penisola. A diretto
confronto con l'infinità di scooter che ne
affollano ogni via.
CONTESTO
Géopolis 250, il cui nome deriva da Geo e
Metropolis, due apprezzati scooter degli anni ottanta,
rappresenta la prima versione di una famiglia che
si estenderà a 125, 125 Compressor e 500cc,
con numerosi allestimenti. È sicuramente
il veicolo più atteso del costruttore transalpino
più atteso in Italia e con tutte le carte
in regola per confrontarsi con i top della sua classe.
Primo fra tutti quel Piaggio
Beverly che da tempo staziona sul podio
dei più venduti, ma dovrà vedersela
anche con i non meno agguerriti Aprilia Scarabeo,
Kymco
People S e Malaguti
Password.
ALLESTIMENTI
Sono gli stessi che contraddistinguono Satelis,
si parte quindi con la versione Premium,
che offre già una dotazione piuttosto ricca:
fari anteriori lenticolari alogeni, parabrezza protettivo,
antifurto immobilizer, presa di corrente, cavalletto
laterale con blocco motore, cruscotto con display
lcd e blocchetto centralizzato con apertura del
sottosella. La versione intermedia è la City
che si arricchisce della catena antifurto Abus,
con serratura blindata predisposta all'intero del
vano sottosella. Entrambe queste versioni sono già
disponibili, mentre per Executive
bisognerà aspettare l'autunno, ma potrebbe
valerne la pena, visto che oltre alla catena Abus
dispone della frenata integrale con ABS/PBS e degli
specchi retrovisori asferici.
PUNTI DI FORZA
Sicuramente la frenata integrale con servofreno
PBS, abbinata al sistema antibloccaggio ABS che
fa la differenza in termini di sicurezza rispetto
ai competitor, ma anche l'omologazione Euro 3 e
una cura costruttiva e dei dettagli decisamente
'giapponese'.
LINEA
L'aspetto estetico è certamente quello più
soggettivo, ma il fatto di essersi aggiudicato il
premio
2005 per lo scooter più bello da
parte della giuria della Motorcycle Design Association
è un buon biglietto da visita. Decisamente
originale il frontale con l'inedito accostamento
cromatico che sale dal sottoscudo per sottolineare
l'andamento tagliente del gruppo ottico. Osservandolo
con attenzione non è difficile riconoscere
il collo e la testa di un ibis o di un pavone con
tanto di occhio, becco e ciuffo. Uccelli che da
sempre richiamano il senso del bello e in effetti
Geopolis è dotato di un certo 'charme'.
Armonioso anche il parafango anteriore che accentua
il protendersi in avanti di tutto lo scudo. Sapiente
il mix di classico e moderno, di opaco e lucido,
anche se il carter motore avrebbe forse potuto essere
nero e i copristeli della forcella satinati invece
che cromati. Eleganti anche la sella impunturata
e le pedane retrattili del passeggero, meno originali
invece parabrezza e fiancate posteriori con qualche
accenno di troppo al Beverly.
Tutte metallizzate le colorazioni: Blue Star, Luxus
Grey, Pearl Black e Vendome Red.
STRUMENTAZIONE
Per completezza non ci si può lamentare,
il design però è datato e in effetti
altro non è che una ristilizzazione degli
elementi utilizzati sull'Elystar. Al centro, in
un elemento tondo con bordo cromato campeggia il
tachimetro con doppia scala, chilometri e miglia,
abbinato al check dell'iniezione e alla spia della
batteria, sulla destra l'indicatore di temperatura
del liquido refrigerante, è raggruppato alle
spie dell'immobilizer, delle luci abbaglianti, degl'indicatori
di direzione e dell'insufficiente pressione olio.
All'opposto un piccolo display digitale permette
di visionare i chilometri totali o parziali, l'ora
e il livello carburante con segnalazione lampeggiante
per la riserva.
COMANDI
I comandi al manubrio sono i consueti ed efficaci
utilizzati sul resto della gamma, anche se qui le
'frecce' sono accompagnate da un avvisatore acustico,
percepibile, ma non fastidioso e dalla possibilità
di essere azionate in contemporanea.
Anche le leve freno sono ben proporzionate, mentre
agli estremi delle manopole di notano i contrappesi
satinati.
Due le soluzioni per gli specchi retrovisori, asferici
(diminuiscono il cosiddetto 'angolo morto), con
superficie regolabile interna e braccio retrattile
per Executive, tradizionali per gli altri.
Studiata per non interferire con gli arti inferiori
la posizione del blocchetto d'accensione, che comanda
anche il bloccasterzo e l'accesso al sottosella,
senza dover spegnere il motore. La chiave contiene
il transponder per l'immobilizer, va quindi trattata
con un minimo di riguardo.
Uno sportello al centro del tunnel, dotato di (debole)
serratura, consente il rifornimento di carburante
fino a 13,5litri.
Solido e leggero da utilizzare il cavalletto centrale,
mentre finalmente quello laterale rimane aperto
ed è dotato del blocco di sicurezza dell'avviamento.
Manca anche in questo caso l'utile freno di stazionamento.
VANI BAGAGLIO
Come speso accade è inferiore alle aspettative:
il pannello nel retroscudo, ad esempio, oltre alla
presa di corrente può stivare solo il telefonino
da ricaricare che però manca di un appiglio
e di superfici morbide per non rovinarsi durante
la marcia. La sua apertura necessita della chiave
d'accensione, con relativo spegnimento del motore.
Anche sotto la sella non trovano posto un jet con
visiera più un demi-jet, ma solo un demi-jet
dei più compatti, oltre alla catena in dotazione
e al completo impermeabile, ma non una valigia 24
ore.
Altre soluzioni sono rappresentate dal gancio con
sicura nel retroscudo e dal portapacchi in dotazione.
Situazione comunque simile ai modelli concorrenti.
CICLISTICA
Classica struttura scooteristica con telaio a doppia
culla in tubi d'acciaio e motore oscillante con
la ruota posteriore.
Entrambe le ruote sono da 16 pollici, con pneumatici
tubeless Pirelli GTS da 110/70 e 140/70.
Le sospensioni vedono una forcella con steli da
37mm e un doppio ammortizzatore posteriore con precarico
regolabile su 4 posizioni e corsa di 100mm.
Pinze e dischi freno sono uguali in tutti gli allestimenti
e cioè disco flottante da 260mm davanti e
da 226mm dietro, entrambi stretti da pinze Nissin
a doppio pistoncino.
L'azionamento varia però a seconda delle
versioni: tradizionale per Premium e City, combinata
con servofreno e ABS, per la versione Executive.
Le dimensioni sono allineate ai competitor: 2178mm
di lunghezza, 500mm di larghezza (alla carrozzeria)
e passo di 1480mm con peso a secco di 161kg.
La sella ad 805mm è fruibile da buona parte
del pubblico che può contare su fianchi rastremati
e pedane svasate, ma può creare qualche difficoltà
a chi non raggiungete il metro e settanta.
MOTORE
Accordo italo-francese per quanto riguarda il propulsore:
l'apprezzato e diffuso Piaggio Quasar che montano
anche Beverly e Scarabeo e che rappresenta l'attuale
riferimento di classe per consumi e prestazioni.
Un monocilindrico 'corsa corta' raffreddato a liquido
e in grado di sviluppare una potenza massima di
16,2kW con una coppia di 19,7Nm, anche grazie all'iniezione
elettronica e nonostante la sonda lambda...
I consumi vengono dichiarati inferiori ai 25km/lit
(ma non con quale metodo di rilevazione) per un'autonomia
di oltre 300km fra un pieno e l'altro.
La velocità massima è di 127km/h,
in più vengono forniti interessanti indicazioni
su ripresa ed accelerazione che trovate nella SuperScheda.
ACCESSORI
Appena nato è già al centro di un
nutrito programma d'accessori: per stivare bagagli
il bauletto si fa in tre, con modelli da 29, 35
o 45 litri da montare sull'apposita piastra per
il portapacchi; per proteggersi da freddo ed intemperie
abbiamo il parabrezza alto, la 'copertina' paragambe,
i deflettori alle manopole e i coprimanopole; per
proteggere lo scooter il telo coprimoto, il coprisella,
ma anche l'allarme supplementare; per viaggiare
il navigatore Tom Tom Rider con kit bluetooth; infine
per il passeggero il comodo schienalino.
Testo by Fabrizio
Villa
Foto by Marco
Campelli e Peugeot MotoCycles
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