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 ·HONDA SH 300i ABS my 2011
13/06/2011
DESCRIZIONE
pag. 1

Presentato ad Eicma dello scorso anno e commercializzato all'inizio di questo, Honda SH 300i m.y. 2011 rappresenta l'evoluzione del modello che dal 2007 ad oggi ha convinto quasi 75.000 italiani stazionando sempre fra la prima e la terza posizione nella classifica assoluta delle vendite. Primo al termine del 2010 con la vecchia versione e primo a fine maggio 2011 con la nuova, grazie all'ineguagliata sintesi fra compattezza, potenza, agilità e sicurezza.
Per mantenersi al vertice i tecnici Honda hanno rinnovato completamente il design e lavorato su molti dettagli della ciclistica, lasciando però praticamente immutato il propulsore e il livello di dotazioni.
C'era nel 2007 e si conferma oggi la presenza della frenata C-ABS, sempre in esclusiva per il segmento dei '300 a ruote alte' ed è proprio questa versione (caldamente consigliata) ad essere protagonista di questa prova su strada.
Vediamola in dettaglio...



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LINEA/COSTRUZIONE
Il feeling con il modello precedente è rimasto, ma la carrozzeria è (quasi) tutta nuova, leggermente meno tondeggiante e più tesa, con plastiche goffrate nere che invadono la fiancata andando a sottolineare gli indicatori di direzione e l'elemento cromato al centro dello scudo che richiama l'andamento ad 'H' del VFR 1200.
Cambia poco l'espressione del faro anteriore, vero marchio di fabbrica che accomuna i modelli di minore cilindrata e vanta un'incalcolabile stuolo di imitatori.
Deciso invece il redesign della fiancata, spigolosa e con la parte verniciata che s'interrompe ben prima dello slanciato gruppo ottico posteriore, come accade anche in VFR ed Hornet 2011 a sottolineare un'armonia stilistica che accomuna tutta la gamma del marchio giapponese.
Cambia anche il design dei cerchi ruota che abbandona un leggera curvatura per 6 bracci assolutamente tesi verso lo pneumatico e si rinnova anche la sella.
Che dire della qualità dei materiali e degli accoppiamenti se non che rappresentano un tipico esempio di perfezione giapponese? Eppure il merito è quasi del tutto italiano, visto che design, progettazione e costruzione avvengono fra Roma e Atessa dove si trova il più importante centro produttivo Honda al di fuori del Giappone. Segno che la qualità e l'attenzione al particolare non sono attitudini 'geografiche', ma atteggiamenti mentali esportabili.
Da segnalare la quasi totale assenza di viti a vista, la strumentazione di nuovo disegno e la presenza di 3 colorazioni inedite: Moondust Silver Metallic, Satin Blue Metallic (non disponibile ABS) e la Pearl Pacific Blue protagonista della prova.


 

 


STRUMENTAZIONE
Raccolta in un riquadro triangolare alla sommità del faro carenato sfoggia un design inedito pur fornendo le stesse informazioni del modello precedente.
Al centro troviamo il tachimetro con fondo scala a 180km/h e la spia dell'immobilizer HISS. Sopra, il display digitale per contachilometri totale, due parziali, l'orologio e più in alto le spie per indicatori di direzione e faro abbagliante. A sinistra ecco l'indicatore per la temperatura del liquido refrigerante con due spie per cambio e insufficiente pressione olio, a destra l'indicatore del livello carburante e le spie relative al check ABS e iniezione elettronica.
Tutto sommato allineata alla concorrenza, anche se non particolarmente appagante alla vista, manca poi dell'utile spia della riserva e d'informazioni sullo stato di carica della batteria.



 

 

 

COMANDI/DOTAZIONI
Quasi tutto invariato alla voce comandi e dotazioni, anche se una piccola modifica c'è e riguarda l'inversione di posizione fra pulsante del clacson e deviatore degli indicatori di direzione, soluzione inedita per il comparto scooter che disorienta i guidatori abituali senza portare vantaggi tangibili.
Per il resto, sempre a sinistra troviamo il bilanciere per scegliere fra luce anabbagliante e abbagliante, comprensivo di flash. A destra invece le opzioni si limitano al tasto d'accensione e all'interruttore d'emergenza per l'arresto del motore.
Manopole, leve freno e specchi retrovisori rimangono immutati, così come il blocchetto d'accensione, leggermente incassato, che integra il sistema immobilizer HISS, il bloccasterzo e lo sblocco per la sella.
Proprio sotto la sella troviamo il serbatoio carburante da 9 litri con tappo metallico, mentre per sostenere il veicolo in sosta troviamo i classici due cavalletti con il laterale dotato di blocco dell'avviamento.
Immutate anche le pedane ribaltabili e il maniglione in alluminio dedicati al passeggero. Apparentemente immutata la sella, ad esclusione delle doppie impunture, che la cartella stampa segnala come ridisegnata.


 

 

 


 

 

VANI BAGAGLIO
Anche qui non cambia nulla, del resto con 'ruote alte' e pedana piatta non è certo facile fare meglio. Bella però la soluzione 'a scomparsa' per lo sportello del piccolo vano retroscudo con chiusura a scatto e presa di corrente a 12 volt sul fondo.
Sotto la sella ritroviamo un vano modesto, ulteriormente ridotto dallo scomparto per alloggiare i pochi 'ferri' di bordo, che riesce ad ospitare solo i caschi demi-jet più compatti, meglio se griffati Honda SH. C'è anche un piccolo gancio sotto-chiave a cui assicurare, all'esterno, un casco dotato di apposito (ma ormai introvabile) anello metallico.
Non manca poi il classico gancio appendiborse nel retroscudo e si conferma il bel portapacchi che (unico fra i competitor) integra gli attacchi per il bauletto senza necessità della classica piastra. Ottima la scelta di offrire il bauletto di serie, che con i suoi 35 litri è in grado di ospitare comodamente un casco integrale, peccato che lo schienale sia solo scenografico, ma privo d'imbottitura.



CICLISTICA
Alla ciclistica sono stati apportati piccoli aggiustamenti per ottimizzarne la dinamica alle alte velocità, criticata in situazioni limite da alcuni proprietari del precedente modello.
Il telaio è stato irrigidito, l'interasse è cresciuto di 2mm, il perno della ruota anteriore è passato da 15 a 20mm, i nuovi cerchioni sono più leggeri dei precedenti, lo pneumatico posteriore è stato aggiornato con uno di tipo radiale ed è stata modificata la taratura delle sospensioni. Ma l'impostazione generale rimane sostanzialmente immutata, alla ricerca della massima compattezza, leggerezza ed agilità.
Il classico telaio in tubi con motore oscillante mantiene l'esclusivo leveraggio flottante del forcellone che isola maggiormente dalle vibrazioni del motore consentendo alle sospensioni di esprimersi al meglio, senza per questo diminuire la rigidità strutturale.
La forcella telescopica con steli da 35mm ha un'escursione confermata in 102mm, mentre i due ammortizzatori posteriori regolabili su 5 posizioni vedono calare la corsa utile da 95 ad 83mm.
Nuovi i cerchi in alluminio a sei razze da 16 pollici e nuovi anche gli pneumatici di primo equipaggiamento, sempre Bridgestone tubeless da 110/70 e 130/70, ma Battlax in sostituzione degli Hoop, con il posteriore più rigido grazie alla carcassa radiale.
Immutato l'impianto frenante di tipo combinato (CBS), qui abbinato all'ABS, che agisce sui due dischi da 256mm attraverso pinze Nissin a tre pistoncini davanti ed uno dietro. Peccato l'assenza del freno di stazionamento (come sui competitor).
Le dimensioni complessive piuttosto compatte limano ancora qualche millimetro rispetto al m.y. 2007: -2 in lunghezza (2098) e -2 in larghezza (728), mentre l'interasse ne guadagna 2 (1422). Confermato il peso a secco di 164,7 (170 in ordine di marcia) e l'altezza della sella a 780mm. Valori leggermente inferiori alla media di categoria, peso escluso, anche se c'è chi fa meglio, come vedremo nella sezione competitor.



MOTORE
Nel 2007 aveva spiazzato il mercato infrangendo il muro dei 250cc e facendo registrare valori di potenza e coppia massima ampiamente superiori alla concorrenza, oggi però deve subire il sorpasso da parte del Kymco G5 da 299cc montato sul concorrente People GTi.
Per un 279cc i valori di 20kW a 8250 giri e 26,5Nm a 6000 sono comunque inarrivabili ai competitor di pari cubatura (leggi Piaggio Quasar da 278cc), soprattutto se abbinati ad un consumo dichiarato di 30,6 k/litro secondo gli standard WMTC.
Strutturalmente è un compatto monocilindrico orizzontale raffreddato a liquido con testata a 4 valvole, iniezione elettronica, scarico catalizzato e cambio CVT, ottimizzato per la massima riduzione degli attriti grazie al carter sigillato e ai cuscinetti lisci dell'albero motore.
A livello di manutenzione programmata si pone a metà strada fra i più esigenti Kymco/Sym e i più parchi Piaggio/Yamaha grazie a tagliandi ogni 6.000/12.000km.
Non viene fornita nessuna indicazione su accelerazione, ripresa e velocità massima.



ACCESSORI
Nonostante la recente introduzione sul mercato vanta già un cospicuo numero d'accessori, in massima parte ereditati dalla versione precedente.
Interessante il parabrezza completo di paramani, con intelligenti supporti esterni e filtro solare contro i danni al cruscotto; se fosse più basso potrebbe anche essere consigliabile.
Consigliatissime invece, per gli inverni nelle regioni del nord, le manopole riscaldate regolabili su cinque temperature, anche se per 205 Euro non sono proprio 'regalate'.
Esistono poi: un telo coprigambe da assicurare al pilota invece che allo scooter, una borsa espandibile su misura per il bauletto, un antifurto ad 'U' e il telo copriscooter da esterni.
Da prendere in considerazione poi il casco demi-jet Kou-n appositamente realizzato per trovare posto nel vano sottosella.



 

 

COMPETITOR
Anche se viene comunemente confrontato con Piaggio Beverly o Yamaha X-City, è molto più compatto e meno turistico trovando i suoi competitor naturali fra Aprilia Sportcity e Piaggio Carnaby Cruiser, a cui possiamo aggiungere un paio di outsider.
APRILIA SPORTCITY CUBE 300ie: ancora più compatto e sportiveggiante di SH300 si avvicina molto allo stesso concetto di veicolo potente e compatto per svicolare in città e divertirsi fra le curve. Offerto ad una quotazione più concorrenziale (ma privo di ABS), non può vantare lo stesso livello prestazionale, ma se la gioca grazie ad una ciclistica da riferimento.
KYMCO PEOPLE GTi 300: ha un'impostazione più turistica pur se con dimensioni inferiori di Piaggio Beverly e Yamaha X-City, ma soprattutto è l'unico con prestazioni paragonabili se non superiori al best seller italo-giapponese.
PIAGGIO CARNABY CRUISER 300ie: è la proposta più economica (sempre senza ABS), monta lo stesso propulsore di Aprilia Sportcity e quindi non può rivaleggiare con l'SH300 a livello prestazionale, ma è quasi altrettanto maneggevole, peccato la rigidità di sella e sospensioni. condivide l'impostazione
VESPA GTS 300ie SUPER: quando si parla di maneggevolezza e compattezza è impossibile non citare Vespa GTS che in questi parametri non ha rivali e neppure nel peso e nel fascino. Non può però rivaleggiare a livello prestazionale, soprattutto in allungo e pur senza ABS si avvicina alla quotazione dell'SH con frenata antibloccaggio, pareggiandolo in versione SuperSport.


 

 

 


CONCLUSIONI STATICHE
Sempre al vertice per dettagli e qualità costruttiva è stato completamente ridisegnato a livello di plastiche, ma rimane nella media a livello di dotazioni e anche meno considerando i vani bagaglio.
Conferma un propulsore ben dotato, anche se non più al vertice della sua classe per potenza e intervalli di manutenzione, ma si aggiorna a livello ciclistico per incrementare la stabilità ad alta velocità e accontentare anche i clienti più esigenti (o incontentabili?).
A livello sicurezza è però uno dei pochi 300cc disponibile con ABS, addirittura l'unico se consideriamo solo i 'ruote alte'.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Fabrizio Villa

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