| Peugeot sta spingendo
decisamente sull'acceleratore, da marzo ad oggi
si sono infatti susseguite le presentazioni del
125
quattro valvole, del 125
Compressor ed ora dell'atteso Satelis
250cc, presentato a Villa Cicogna Mozzoni,
nel varesotto, con un bel giro di circa 60km tra
la Val Ganna, il Sacro Monte ed il lago Maggiore.
Un veicolo che che riveste un particolare interesse
per il pubblico italiano, rappresentando il debutto
dell'azienda francese nei 'quarto di litro' (escludendo
la breve esperienza dell'SV/Foresight), una delle
cilindrate più apprezzate nel 'paese degli
scooter'.
Un modello ricco, spazioso, curato meticolosamente
e dotato del motore Piaggio
Quasar ad iniezione elettronica, che rappresenta
una delle migliori scelte nel suo segmento e, per
ora, l'unico omologato Euro 3.
È quindi il caso di prendere atto che Peugeot
sta entrando decisamente fra i costruttori dotati
di una gamma completa, visto anche che dopo le vacanze
estive debutteranno il Satelis 500 e via via tutta
la gamma del 'ruote alte' Geopolis.
Come nelle cilindrate inferiori gli allestimenti
sono 3: Premium è
quello d'accesso, City
(il modello testato) ha in più l'antifurto
Abus integrato, ed Executive
somma all'antifurto la frenata ABS/PBS ovvero combinata
e antibloccaggio. Quest'ultimo però sarà
disponibile solo a settembre, mentre gli altri due
sono già in vendita.
LINEA
Si distingue a colpo d'occhio dalle proposte della
concorrenza con linee importanti, ma spigolose ed
aerodinamiche che finiscono per smussarne i volumi.
Alla definizione della carrozzeria ha infatti contribuito
in modo determinante lo studio
in galleria del vento, raggiungendo anche
il miglior coefficiente aerodinamico
della sua categoria: 0,402. Questo è
un primo vantaggio, fra i tanti, che il patrimonio
progettuale del settore auto ha trasferito
a quello scooter. Un altro evidente vantaggio è
la cura di ogni dettaglio, sia a livello funzionale
che di design come la 'battuta' cromata del vano
bagagli, il cassettino a scomparsa nel manubrio,
la completezza e leggibilità della strumentazione,
l'efficacia del gruppo ottico anteriore (derivato
dalla 407) e degli specchi retrovisori asferici.
Andando 'sul soggettivo', trovo estremamente elegante
il posteriore con l'originale soluzione di continuità
fra maniglioni e gruppi ottici, mentre l'anteriore
mi sembra più 'rigido'.
La qualità costruttiva e degli accoppiamenti
è di qualità
medio-alta, un buon esempio di qualità
europea, visto che buona parte della componentistica
arriva dalla Francia, dove viene anche assemblato.
A livello di carrozzeria si
distingue dal 125 4V per la scritta 250 sul
fianco sinistro dello scudo anteriore, mentre il
125 Compressor è caratterizzato dalle grintose
prese d'aria posteriori e dalla 'calandra' fra i
fari anteriori di colore nero, ma in realtà
basta un colpo d'occhio al carter motore per riconoscere
la mano di Piaggio, così come nella marmitta
(anonima) sul lato opposto.
Tre le colorazioni disponibili, fin troppo rigorose:
Grigio Luxus, Grigio Technium
e Nero Perlato.
VANI BAGAGLIO
Il vano sottosella
è un 'must' per ogni scooter e Satelis non
si fa trovare impreparato offrendo la possibilità
di alloggiare due caschi integrali,
anche modulari (verificate
il vostro modello) oppure una
valigia rigida o anche delle racchette da
tennis. È completamente moquettato
e dotato d'illuminazione,
posizionata però all'interno del vano e non
(meglio) sotto la sella, inoltre la luce non può
essere spenta se non richiudendo la sella.
L'apertura della sola porzione
di sella del passeggero, avviene automaticamente,
ruotando in senso orario la chiave
d'accensione, anche a motore acceso, questo
consente di poggiare momentaneamente il proprio
casco sulla porzione del pilota e nel contempo 'armeggiare'
nel vano bagagli, o anche di 'rovistare' velocemente
senza neppure scendere dalla sella (comodo). Anche
l'accesso al vano è piuttosto
ampio, grazie alla parte posteriore di carrozzeria
che si solleva unitamente alla sella, di contro,
volendo montare un bauletto, è necessario
un portapacchi basculante, che ne complica
non poco l'accesso. Fra gli optional il telecomando
per l'apertura a distanza, che avrei voluto di serie
nella versione Executive.
Nelle versioni City ed Executive, all'interno del
vano troviamo una robusta catena
Abus da 140mm, omologata dai principali Enti
del settore, che si fissa ad una serratura
blindata del sottosella e fuoriesce dalla
coda del veicolo, consentendo di bloccare la ruota
posteriore o (meglio) fissare saldamente lo scooter
ad un palo.
Stando al posto di guida si dispone poi di un ampio
cassetto nel retroscudo sinistro, peccato
che sia chiuso solo con serratura e richieda pertanto
di spegnere il motore, togliere la chiave etc. etc.
All'interno troviamo la presa
di corrente a 12 volt. Un secondo,
piccolo vano è posto al centro del
manubrio, in corrispondenza del marchio aziendale:
può ospitare occhiali, cellulare o una piccola
macchina fotografica e si chiude a pressione. Un
ultimo vano, in punta
di sella, ospita la coperta
impermeabile per quest'ultima, è solidale
al vano e quindi, per quanto possibile, antifurto.
Comodo il gancio appendiborse
al centro del retroscudo, dotato di sicura, ma in
plastica leggera.
STRUMENTAZIONE
Completa, ma anche semplice e ben leggibile la strumentazione
di bordo: prevede due elementi
analogici laterali con tachimetro e contagiri,
abbinati a spie luminose per indicatori di direzione,
luci abbaglianti e apertura vano sottosella, mentre
l'elemento sferico centrale contiene il display
digitale con l'indicazione dei chilometri
percorsi, totali e parziali, della temperatura ambiente
e dell'ora, del livello carburante con elemento
lampeggiante per segnalarne la riserva
e della temperatura del liquido refrigerante, abbinati
alle spie di insufficiente pressione olio, cavalletto
laterale, immobilizer e check dell'iniezione elettronica.
Il tutto si comanda con tasti
al manubrio e in notturna s'illumina coreograficamente
(forse troppo) con spie multicolor.
COMANDI
Le leve al manubrio sono comode e correttamente
distanziate, i blocchetti elettrici hanno la classica
disposizione e risultano di piacevole attivazione,
manca però il comando di spegnimento d'emergenza,
al suo posto quello per le quattro frecce simultanee.
Gli specchi retrovisori
sono un esempio di attenzione alla sicurezza e alla
praticità: intanto la superficie è
superiore alla media,
in più hanno una vetro asferico che favorisce
l'eliminazione del
famigerato 'angolo morto'. La regolazione avviene
agendo sulla superficie specchiata, questo consente
di ruotare lo specchio, magari per non intralciare
il parcheggio in box, riportando poi il retrovisore
in posizione, senza perdere
la regolazione.
Altra 'finezza' è la chiave d'accensione
che s'infila lateralmente
per non rappresentare
un elemento di contatto con le ginocchia in caso
d'urto. Contiene anche il consenso all'immobilizer
e, come detto, permette di aprire il vano sottosella
anche a motore acceso, con una piccola rotazione
(comodo), ma occorre fare
attenzione, soprattutto le prime volte per
evitarne l'apertura involontaria.
Ottimo il bilanciamento
del cavalletto centrale che consente d'issare lo
scooter praticamente senza sforzo, pessimo
quello laterale con ritorno a molla (poco affidabile).
Al centro del tunnel il tappo del serbatoio
carburante (13,5 litri), protetto da uno
sportello (debole) con serratura, entrambi in materiale
plastico.
Manca infine il freno
di stazionamento, una carenza distintiva dei prodotti
europei, chissà perché?
CICLISTICA
Cambia davvero poco rispetto al 125, che risulta
infatti sovradimensionato, quello che stupisce è
il peso che cresce
solo di un chilogrammo, ovvero 161kg
(11,5 meno del 125 Compressor), così come
diminuisce di pochissimo l'interasse, a quota 1495mm.
Tutte le altre misure caratteristiche sono identiche
al 125 cioè: lunghezza 2152mm, larghezza
carrozzeria 620, larghezza manubrio 765, larghezza
specchi 889 e altezza sella 784mm. Sono misure leggermente
più contenute della media di mercato,
decisamente interessanti quindi, soprattutto valutando
l'elevato livello si protezione
dalle intemperie e di spazio
per i bagagli.
Il telaio non cambia
se non per far posto al nuovo motore, utilizza una
classica soluzione a doppia culla con tubi in acciaio
che sfrutta il motore come elemento oscillante nella
triangolatura posteriore. I due ammortizzatori
hanno una corsa di 100mm e sono regolabili nel precarico
su quattro posizioni, mentre la forcella
teleidraulica a perno avanzato ha steli da 37mm
e scorre fino a 95mm.
Le ruote sono di diametro
differenziato: 14 pollici davanti e 13 dietro con
pneumatici tubeless
Sava Diamonds rispettivamente 120/70 e 140/60.
L'impianto frenante
si basa su due dischi, un anteriore da 260mm con
pinza flottante a doppio pistoncino e un posteriore
da 226mm (maggiorato rispetto ai 125). La 'gestione'
però è differente a seconda dell'allestimento:
Premium e City utilizzano un sistema
tradizionale dove ogni leva interviene sul
singolo disco, Executive sfoggia invece un evoluto
sistema ABS/PBS, che
abbina alla leva sinistra il comando di entrambi
i dischi attraverso un ripartitore di frenata, un
servofreno e un sistema antibloccaggio, costantemente
monitorati da una compatta centralina elettronica.
La leva destra comanda il solo disco anteriore,
ma il suo utilizzo non ha alcun effetto sull'efficacia
della frenata. Come già saprete è
il sistema che consiglio e ne potete leggere diffusamente
nel test
svolto recentemente sulla pista di Vairano.
PROPULSORE
Come già accade nel Looxor, anziché
sviluppare un motore in proprio è stata scelta
una partnership con il gruppo Piaggio, montando
l'ottimo Quasar 250 ad iniezione
elettronica. È probabilmente il propulsore
più evoluto (e più utilizzato) della
sua categoria e attualmente l'unico omologato
Euro 3. È ovviamente un monocilindrico
a 4 tempi di esattamente 244,3cc, ottenuti con un
alesaggio e corsa di 72 x 60mm, dispone di testata
a 4 valvole, distribuzione monoalbero a camme in
testa, alimentazione ad iniezione elettronica e
scarico catalizzato con sonda lambda. La potenza
dichiarata è di 15,6kW
a 8.500giri per una coppia massima di 19,7Nm
a 6.500giri, valori intermedi fra quelli
dichiarati per questo motore, che differiscono a
seconda del modello che va ad equipaggiare. Peugeot
sottolinea che rispetto al 125 4V la potenza cresce
del 60% e la coppia del 40%, (a parità di
peso aggiungerei), più simili i valori rispetto
al Compressor che perde comunque qualcosa, soprattutto
a livello di coppia (e peso). Interessanti e dettagliati
i dati prestazionali che vanno dalla velocità
massima di 128km/h (record di categoria),
ottenuti a 8500giri, all'accelerazione
da fermo sui 10metri: 2,5" e sui 100metri:
8,2", fino ai dati di ripresa:
7,1" per percorrere 100m. con partenza da 20km/h
e 10,2" per i 200m partendo da una velocità
di 50km/h. Più vaghi invece i consumi,
indicati in oltre 25km/litro
ma non a che velocità o con quale metodologia.
SU STRADA
Un ottimo percorso per testare uno scooter, quello
scelto da Peugeot Italia, con un'infinita varietà
di curve, salite e discese, buona parte in sottoboschi
ombreggiati e con poco traffico. Ovviamente le strade
rettilinee e maggiormente trafficate sono soggette
a rigidi limiti di velocità, quindi per le
qualità sul veloce bisognerà aspettare
la prova su strada completa, ma ho raccolto dati
sufficienti per tratteggiarne le doti dinamiche
negli gli altri contesti, soprattutto
quelli più goderecci, nell'extraurbano
'curvoso', mentre il più stressante ambiente
urbano è a sua volta rimandato alla prova
completa. La versione utilizzata
è la City, ovvero con catena di serie
(riconoscibile dalla 'finestra' nel posteriore)
e frenata di tipo tradizionale.
Le impressioni di guida sono riconducibili a quelle
già verificate sui 125, Compressor e non:
in ogni allestimento infatti Satelis si è
dimostrato estremamente guidabile e il 250 sembra
avere la potenza giusta per sfruttarne appieno le
doti ciclistiche.
La sella non è bassissima,
ma neppure troppo alta e Peugeot stessa la consiglia
a un pilota di almeno 1,70m.
L'estremo equilibrio fra maneggevolezza
e stabilità, la velocità
e comunicativa con cui entra, percorre ed
esce dalle curve e l'efficace lavoro delle sospensioni
lo rendono fra gli scooter più piacevoli
e redditizi da guidare, sia in mani esperte
che alle prime armi. Solo il diverso posizionamento
del cavalletto centrale porta ad un contatto
più frequente di quest'ultimo con
l'asfalto, ma va detto che la confidenza, offerta
fin da subito, porta velocemente ad osare inclinazioni
'oltre la media'. Al tutto contribuisce anche la
sincerità e tenuta
dei pneumatici sloveni.
Potente ed efficace l'impianto
frenante, anche se le leve offrono tutto
in una ridotta fascia d'utilizzo, richiedendo una
maggiore sensibilità per dosare la frenata.
Questo non vuol dire che si arrivi troppo facilmente
al bloccaggio, anzi bisogna proprio volerlo, ma
in caso di 'panic stop' la versione ABS/PBS offre
sicuramente una marcia in
più.
Quello che non mi ha convinto
del tutto è il propulsore, strano
perché per linearità d'erogazione
e spinta a tutti i regimi è da sempre fra
i miei preferiti, invece su Satelis la spinta ai
bassi mi è sembrata leggermente
inferiore e di conseguenza anche lo spunto
in partenza. Peugeot lo giustifica con una scelta
di rapporti che favorisce l'allungo, soluzione che
condivido solo in parte visto che le 'tirate' autostradali
non sono certo la sua destinazione d'uso ideale,
mentre un po' di spunto in più fa comodo
quotidianamente. Intendiamoci non
si tratta di differenze macroscopiche rispetto
ai concorrenti dotati dello stesso propulsore, ma
la differenza, almeno a memoria, è percepibile.
In più, sarà che mi ha colto il 'morbo
Compressor' ma la vivacità del sovralimentato
transalpino mi è quasi mancata.
Passando al comfort di guida, anche senza percorrere
lunghi tratti in velocità, l'efficacia
aerodinamica e la protezione dal vento di
gambe, busto e anche parte del casco è facilmente
percepibile (fino a 1,80m.), anche sottoforma di
silenziosità
di marcia e assenza di turbolenze.
La sella poi mi è
sembrata anche più morbida che nel Compressor,
mentre la discreta possibilità
di allungare le gambe, cambiando posizione
di guida, risulta sempre apprezzabile.
COMPETITOR
Nel sempre più vasto panorama dei 250cc,
Satelis s'inserisce come un jolly, nel senso che
può offrire vani bagagli a livello di Piaggio
X8 e Yamaha
X-max, inferiore solo a Suzuki
Burgman e Honda
Forza, ma superiore a tutti gli altri. Per
doti dinamiche rivaleggia direttamente con Aprilia
Atlantic, Honda
Forza e Suzuki Burgman,
superandoli come peso e raggio di sterzo, ma staccando
il resto della compagnia. A livello freni la versione
Executive può
essere paragonata solo al Forza
EX, ma anche le versioni tradizionali sfoggiano
un buon equilibrio.
Quanto a dotazioni infine è secondo solo
all'Honda Forza e allineato
al Suzuki Burgman,
entrambi decisamente più costosi.
Se non fosse per l'accesso negato in autostrade
e il ridotto sottosella, un confronto con il
125 Compressor non
sarebbe impari, visto anche il prezzo equivalente.
ACCESSORI
Vale tutta la lunga lista
disponibile per le altre versioni: portapacchi
e due bauli posteriori di misure progressive, schienale
imbottito per il passeggero, deflettori per mani
e gambe, parabrezza maggiorato (che migliora ulteriormente
il CX aerodinamico), paramani e paragambe imbottiti,
telo copri-scooter, manopole riscaldate, profili
antiurto, antifurto elettronico, navigatore satellitare
Tom Tom e telecomando per l'apertura della sella.
CONCLUSIONI
Non stupisce al primo sguardo con effetti speciali,
non è sorretto da campagne di marketing che
ne esaltino presunte doti esclusive, ma è
un concentrato di razionalità, eleganza discreta
e piacere di guida. Un prodotto che nasce già
maturo per competere direttamente con i top del
suo segmento. Non ha grossi punti deboli, a parte
il cavalletto laterale e una certa 'antipatia' per
il bauletto posteriore, per il resto, a parte alcune
ingenuità e il desiderio di un pizzico di
spunto in più, somma un buon numero di vantaggi:
dai vani bagaglio alle doti di guida, dalle dotazioni
alla protezione aerodinamica, fino alla frenata
ABS/PBS che non mi stanco di consigliare.
I prezzi sono nella media, quindi particolarmente
interessanti considerando qualità e dotazioni,
in particolare per la versione Premium (4,268 €)
e per quella Executive (4.878 €).
Considerando l'omologazione Euro 3 e la cura costruttiva,
da oggi chi pensa ad un 250 'comfort' non può
esimersi dal 'soppesare' anche Satelis. Bentornata
Peugeot!
Testo by Fabrizio
Villa
Foto by MCP
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