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ABBIGLIAMENTO
Casco:
Givi
10.4 Air
Giacca:
Axo
Chill
Guanti:
Tucano Urbano
'Nero di Seppia'
Pantaloni:
Axo
Chill
Stivali:
Oxtar
'Freespirit'

 

 · PEUGEOT SATELIS 250
21/07/06
Anteprima su strada
pag. 1 di 1

Peugeot sta spingendo decisamente sull'acceleratore, da marzo ad oggi si sono infatti susseguite le presentazioni del 125 quattro valvole, del 125 Compressor ed ora dell'atteso Satelis 250cc, presentato a Villa Cicogna Mozzoni, nel varesotto, con un bel giro di circa 60km tra la Val Ganna, il Sacro Monte ed il lago Maggiore.
Un veicolo che che riveste un particolare interesse per il pubblico italiano, rappresentando il debutto dell'azienda francese nei 'quarto di litro' (escludendo la breve esperienza dell'SV/Foresight), una delle cilindrate più apprezzate nel 'paese degli scooter'.
Un modello ricco, spazioso, curato meticolosamente e dotato del motore Piaggio Quasar ad iniezione elettronica, che rappresenta una delle migliori scelte nel suo segmento e, per ora, l'unico omologato Euro 3.
È quindi il caso di prendere atto che Peugeot sta entrando decisamente fra i costruttori dotati di una gamma completa, visto anche che dopo le vacanze estive debutteranno il Satelis 500 e via via tutta la gamma del 'ruote alte' Geopolis.
Come nelle cilindrate inferiori gli allestimenti sono 3: Premium è quello d'accesso, City (il modello testato) ha in più l'antifurto Abus integrato, ed Executive somma all'antifurto la frenata ABS/PBS ovvero combinata e antibloccaggio. Quest'ultimo però sarà disponibile solo a settembre, mentre gli altri due sono già in vendita.

LINEA
Si distingue a colpo d'occhio dalle proposte della concorrenza con linee importanti, ma spigolose ed aerodinamiche che finiscono per smussarne i volumi. Alla definizione della carrozzeria ha infatti contribuito in modo determinante lo studio in galleria del vento, raggiungendo anche il miglior coefficiente aerodinamico della sua categoria: 0,402. Questo è un primo vantaggio, fra i tanti, che il patrimonio progettuale del settore auto ha trasferito a quello scooter. Un altro evidente vantaggio è la cura di ogni dettaglio, sia a livello funzionale che di design come la 'battuta' cromata del vano bagagli, il cassettino a scomparsa nel manubrio, la completezza e leggibilità della strumentazione, l'efficacia del gruppo ottico anteriore (derivato dalla 407) e degli specchi retrovisori asferici. Andando 'sul soggettivo', trovo estremamente elegante il posteriore con l'originale soluzione di continuità fra maniglioni e gruppi ottici, mentre l'anteriore mi sembra più 'rigido'.
La qualità costruttiva e degli accoppiamenti è di qualità medio-alta, un buon esempio di qualità europea, visto che buona parte della componentistica arriva dalla Francia, dove viene anche assemblato.
A livello di carrozzeria si distingue dal 125 4V per la scritta 250 sul fianco sinistro dello scudo anteriore, mentre il 125 Compressor è caratterizzato dalle grintose prese d'aria posteriori e dalla 'calandra' fra i fari anteriori di colore nero, ma in realtà basta un colpo d'occhio al carter motore per riconoscere la mano di Piaggio, così come nella marmitta (anonima) sul lato opposto.
Tre le colorazioni disponibili, fin troppo rigorose: Grigio Luxus, Grigio Technium e Nero Perlato.

VANI BAGAGLIO
Il vano sottosella è un 'must' per ogni scooter e Satelis non si fa trovare impreparato offrendo la possibilità di alloggiare due caschi integrali, anche modulari (verificate il vostro modello) oppure una valigia rigida o anche delle racchette da tennis. È completamente moquettato e dotato d'illuminazione, posizionata però all'interno del vano e non (meglio) sotto la sella, inoltre la luce non può essere spenta se non richiudendo la sella.
L'apertura della sola porzione di sella del passeggero, avviene automaticamente, ruotando in senso orario la chiave d'accensione, anche a motore acceso, questo consente di poggiare momentaneamente il proprio casco sulla porzione del pilota e nel contempo 'armeggiare' nel vano bagagli, o anche di 'rovistare' velocemente senza neppure scendere dalla sella (comodo). Anche l'accesso al vano è piuttosto ampio, grazie alla parte posteriore di carrozzeria che si solleva unitamente alla sella, di contro, volendo montare un bauletto, è necessario un portapacchi basculante, che ne complica non poco l'accesso. Fra gli optional il telecomando per l'apertura a distanza, che avrei voluto di serie nella versione Executive.
Nelle versioni City ed Executive, all'interno del vano troviamo una robusta catena Abus da 140mm, omologata dai principali Enti del settore, che si fissa ad una serratura blindata del sottosella e fuoriesce dalla coda del veicolo, consentendo di bloccare la ruota posteriore o (meglio) fissare saldamente lo scooter ad un palo.
Stando al posto di guida si dispone poi di un ampio cassetto nel retroscudo sinistro, peccato che sia chiuso solo con serratura e richieda pertanto di spegnere il motore, togliere la chiave etc. etc. All'interno troviamo la presa di corrente a 12 volt. Un secondo, piccolo vano è posto al centro del manubrio, in corrispondenza del marchio aziendale: può ospitare occhiali, cellulare o una piccola macchina fotografica e si chiude a pressione. Un ultimo vano, in punta di sella, ospita la coperta impermeabile per quest'ultima, è solidale al vano e quindi, per quanto possibile, antifurto.
Comodo il gancio appendiborse al centro del retroscudo, dotato di sicura, ma in plastica leggera.

STRUMENTAZIONE
Completa, ma anche semplice e ben leggibile la strumentazione di bordo: prevede due elementi analogici laterali con tachimetro e contagiri, abbinati a spie luminose per indicatori di direzione, luci abbaglianti e apertura vano sottosella, mentre l'elemento sferico centrale contiene il display digitale con l'indicazione dei chilometri percorsi, totali e parziali, della temperatura ambiente e dell'ora, del livello carburante con elemento lampeggiante per segnalarne la riserva e della temperatura del liquido refrigerante, abbinati alle spie di insufficiente pressione olio, cavalletto laterale, immobilizer e check dell'iniezione elettronica. Il tutto si comanda con tasti al manubrio e in notturna s'illumina coreograficamente (forse troppo) con spie multicolor.

COMANDI
Le leve al manubrio sono comode e correttamente distanziate, i blocchetti elettrici hanno la classica disposizione e risultano di piacevole attivazione, manca però il comando di spegnimento d'emergenza, al suo posto quello per le quattro frecce simultanee.
Gli specchi retrovisori sono un esempio di attenzione alla sicurezza e alla praticità: intanto la superficie è superiore alla media, in più hanno una vetro asferico che favorisce l'eliminazione del famigerato 'angolo morto'. La regolazione avviene agendo sulla superficie specchiata, questo consente di ruotare lo specchio, magari per non intralciare il parcheggio in box, riportando poi il retrovisore in posizione, senza perdere la regolazione.
Altra 'finezza' è la chiave d'accensione che s'infila lateralmente per non rappresentare un elemento di contatto con le ginocchia in caso d'urto. Contiene anche il consenso all'immobilizer e, come detto, permette di aprire il vano sottosella anche a motore acceso, con una piccola rotazione (comodo), ma occorre fare attenzione, soprattutto le prime volte per evitarne l'apertura involontaria.
Ottimo il bilanciamento del cavalletto centrale che consente d'issare lo scooter praticamente senza sforzo, pessimo quello laterale con ritorno a molla (poco affidabile).
Al centro del tunnel il tappo del serbatoio carburante (13,5 litri), protetto da uno sportello (debole) con serratura, entrambi in materiale plastico.
Manca infine il freno di stazionamento, una carenza distintiva dei prodotti europei, chissà perché?

CICLISTICA
Cambia davvero poco rispetto al 125, che risulta infatti sovradimensionato, quello che stupisce è il peso che cresce solo di un chilogrammo, ovvero 161kg (11,5 meno del 125 Compressor), così come diminuisce di pochissimo l'interasse, a quota 1495mm. Tutte le altre misure caratteristiche sono identiche al 125 cioè: lunghezza 2152mm, larghezza carrozzeria 620, larghezza manubrio 765, larghezza specchi 889 e altezza sella 784mm. Sono misure leggermente più contenute della media di mercato, decisamente interessanti quindi, soprattutto valutando l'elevato livello si protezione dalle intemperie e di spazio per i bagagli.
Il telaio non cambia se non per far posto al nuovo motore, utilizza una classica soluzione a doppia culla con tubi in acciaio che sfrutta il motore come elemento oscillante nella triangolatura posteriore. I due ammortizzatori hanno una corsa di 100mm e sono regolabili nel precarico su quattro posizioni, mentre la forcella teleidraulica a perno avanzato ha steli da 37mm e scorre fino a 95mm.
Le ruote sono di diametro differenziato: 14 pollici davanti e 13 dietro con pneumatici tubeless Sava Diamonds rispettivamente 120/70 e 140/60.
L'impianto frenante si basa su due dischi, un anteriore da 260mm con pinza flottante a doppio pistoncino e un posteriore da 226mm (maggiorato rispetto ai 125). La 'gestione' però è differente a seconda dell'allestimento: Premium e City utilizzano un sistema tradizionale dove ogni leva interviene sul singolo disco, Executive sfoggia invece un evoluto sistema ABS/PBS, che abbina alla leva sinistra il comando di entrambi i dischi attraverso un ripartitore di frenata, un servofreno e un sistema antibloccaggio, costantemente monitorati da una compatta centralina elettronica. La leva destra comanda il solo disco anteriore, ma il suo utilizzo non ha alcun effetto sull'efficacia della frenata. Come già saprete è il sistema che consiglio e ne potete leggere diffusamente nel test svolto recentemente sulla pista di Vairano.

PROPULSORE
Come già accade nel Looxor, anziché sviluppare un motore in proprio è stata scelta una partnership con il gruppo Piaggio, montando l'ottimo Quasar 250 ad iniezione elettronica. È probabilmente il propulsore più evoluto (e più utilizzato) della sua categoria e attualmente l'unico omologato Euro 3. È ovviamente un monocilindrico a 4 tempi di esattamente 244,3cc, ottenuti con un alesaggio e corsa di 72 x 60mm, dispone di testata a 4 valvole, distribuzione monoalbero a camme in testa, alimentazione ad iniezione elettronica e scarico catalizzato con sonda lambda. La potenza dichiarata è di 15,6kW a 8.500giri per una coppia massima di 19,7Nm a 6.500giri, valori intermedi fra quelli dichiarati per questo motore, che differiscono a seconda del modello che va ad equipaggiare. Peugeot sottolinea che rispetto al 125 4V la potenza cresce del 60% e la coppia del 40%, (a parità di peso aggiungerei), più simili i valori rispetto al Compressor che perde comunque qualcosa, soprattutto a livello di coppia (e peso). Interessanti e dettagliati i dati prestazionali che vanno dalla velocità massima di 128km/h (record di categoria), ottenuti a 8500giri, all'accelerazione da fermo sui 10metri: 2,5" e sui 100metri: 8,2", fino ai dati di ripresa: 7,1" per percorrere 100m. con partenza da 20km/h e 10,2" per i 200m partendo da una velocità di 50km/h. Più vaghi invece i consumi, indicati in oltre 25km/litro ma non a che velocità o con quale metodologia.

SU STRADA
Un ottimo percorso per testare uno scooter, quello scelto da Peugeot Italia, con un'infinita varietà di curve, salite e discese, buona parte in sottoboschi ombreggiati e con poco traffico. Ovviamente le strade rettilinee e maggiormente trafficate sono soggette a rigidi limiti di velocità, quindi per le qualità sul veloce bisognerà aspettare la prova su strada completa, ma ho raccolto dati sufficienti per tratteggiarne le doti dinamiche negli gli altri contesti, soprattutto quelli più goderecci, nell'extraurbano 'curvoso', mentre il più stressante ambiente urbano è a sua volta rimandato alla prova completa. La versione utilizzata è la City, ovvero con catena di serie (riconoscibile dalla 'finestra' nel posteriore) e frenata di tipo tradizionale.
Le impressioni di guida sono riconducibili a quelle già verificate sui 125, Compressor e non: in ogni allestimento infatti Satelis si è dimostrato estremamente guidabile e il 250 sembra avere la potenza giusta per sfruttarne appieno le doti ciclistiche.
La sella non è bassissima, ma neppure troppo alta e Peugeot stessa la consiglia a un pilota di almeno 1,70m.
L'estremo equilibrio fra maneggevolezza e stabilità, la velocità e comunicativa con cui entra, percorre ed esce dalle curve e l'efficace lavoro delle sospensioni lo rendono fra gli scooter più piacevoli e redditizi da guidare, sia in mani esperte che alle prime armi. Solo il diverso posizionamento del cavalletto centrale porta ad un contatto più frequente di quest'ultimo con l'asfalto, ma va detto che la confidenza, offerta fin da subito, porta velocemente ad osare inclinazioni 'oltre la media'. Al tutto contribuisce anche la sincerità e tenuta dei pneumatici sloveni.
Potente ed efficace l'impianto frenante, anche se le leve offrono tutto in una ridotta fascia d'utilizzo, richiedendo una maggiore sensibilità per dosare la frenata. Questo non vuol dire che si arrivi troppo facilmente al bloccaggio, anzi bisogna proprio volerlo, ma in caso di 'panic stop' la versione ABS/PBS offre sicuramente una marcia in più.
Quello che non mi ha convinto del tutto è il propulsore, strano perché per linearità d'erogazione e spinta a tutti i regimi è da sempre fra i miei preferiti, invece su Satelis la spinta ai bassi mi è sembrata leggermente inferiore e di conseguenza anche lo spunto in partenza. Peugeot lo giustifica con una scelta di rapporti che favorisce l'allungo, soluzione che condivido solo in parte visto che le 'tirate' autostradali non sono certo la sua destinazione d'uso ideale, mentre un po' di spunto in più fa comodo quotidianamente. Intendiamoci non si tratta di differenze macroscopiche rispetto ai concorrenti dotati dello stesso propulsore, ma la differenza, almeno a memoria, è percepibile. In più, sarà che mi ha colto il 'morbo Compressor' ma la vivacità del sovralimentato transalpino mi è quasi mancata.
Passando al comfort di guida, anche senza percorrere lunghi tratti in velocità, l'efficacia aerodinamica e la protezione dal vento di gambe, busto e anche parte del casco è facilmente percepibile (fino a 1,80m.), anche sottoforma di silenziosità di marcia e assenza di turbolenze. La sella poi mi è sembrata anche più morbida che nel Compressor, mentre la discreta possibilità di allungare le gambe, cambiando posizione di guida, risulta sempre apprezzabile.

COMPETITOR
Nel sempre più vasto panorama dei 250cc, Satelis s'inserisce come un jolly, nel senso che può offrire vani bagagli a livello di Piaggio X8 e Yamaha X-max, inferiore solo a Suzuki Burgman e Honda Forza, ma superiore a tutti gli altri. Per doti dinamiche rivaleggia direttamente con Aprilia Atlantic, Honda Forza e Suzuki Burgman, superandoli come peso e raggio di sterzo, ma staccando il resto della compagnia. A livello freni la versione Executive può essere paragonata solo al Forza EX, ma anche le versioni tradizionali sfoggiano un buon equilibrio.
Quanto a dotazioni infine è secondo solo all'Honda Forza e allineato al Suzuki Burgman, entrambi decisamente più costosi.
Se non fosse per l'accesso negato in autostrade e il ridotto sottosella, un confronto con il 125 Compressor non sarebbe impari, visto anche il prezzo equivalente.

ACCESSORI
Vale tutta la lunga lista disponibile per le altre versioni: portapacchi e due bauli posteriori di misure progressive, schienale imbottito per il passeggero, deflettori per mani e gambe, parabrezza maggiorato (che migliora ulteriormente il CX aerodinamico), paramani e paragambe imbottiti, telo copri-scooter, manopole riscaldate, profili antiurto, antifurto elettronico, navigatore satellitare Tom Tom e telecomando per l'apertura della sella.

CONCLUSIONI
Non stupisce al primo sguardo con effetti speciali, non è sorretto da campagne di marketing che ne esaltino presunte doti esclusive, ma è un concentrato di razionalità, eleganza discreta e piacere di guida. Un prodotto che nasce già maturo per competere direttamente con i top del suo segmento. Non ha grossi punti deboli, a parte il cavalletto laterale e una certa 'antipatia' per il bauletto posteriore, per il resto, a parte alcune ingenuità e il desiderio di un pizzico di spunto in più, somma un buon numero di vantaggi: dai vani bagaglio alle doti di guida, dalle dotazioni alla protezione aerodinamica, fino alla frenata ABS/PBS che non mi stanco di consigliare.
I prezzi sono nella media, quindi particolarmente interessanti considerando qualità e dotazioni, in particolare per la versione Premium (4,268 €) e per quella Executive (4.878 €).
Considerando l'omologazione Euro 3 e la cura costruttiva, da oggi chi pensa ad un 250 'comfort' non può esimersi dal 'soppesare' anche Satelis. Bentornata Peugeot!

Testo by Fabrizio Villa
Foto by MCP



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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