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SCHEDA
Cilindrata: 264 cc
Peso: 150 kg
Velocità: N.D.
Potenza kW: 15,2
Coppia Nm: 21,6
Norme: Euro 2
Prezzo: 4.029 Euro F.P.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 · APRILIA LEONARDO 300
26/05/04
DESCRIZIONE
pag. 1/2
Vedi anche: Prova su strada,

Siamo nel 1996, con il fenomeno maxiscooter pronto ad esplodere, quando Aprilia presenta il suo primo modello targato, il Leonardo 125. Un progetto personale e controcorrente, che punta a valorizzare l'immagine sportiva del marchio, mentre la concorrenza si orienta su modelli più comodosi. A distanza di un anno arriva il 150cc, ma bisognerà aspettare il 1999 per la potente versione da 250cc.
Arrivando ad oggi, in un mercato sempre più competitivo, sono ben pochi i modelli che hanno saputo mantenere, da allora, la loro appetibilità, senza stravolgimenti: l'Aprilia Leonardo e lo Yamaha Majesty 250, che possiamo definire due 'classici' dei rispettivi segmenti.
A distanza di otto anni, eccoci quindi a presentare la versione '300' di un progetto ancora valido, e sempre più controcorrente. Un modello che non ha ceduto alle lusinghe delle dimensioni sempre più maxi, per offrire quel mix di agilità e prestazioni utili a svicolare nel traffico, a gustarsi una 'sparata' fra le curve o una gita in coppia.
Stante uno styling pressoché immutato, la vera novità di questa versione è il motore di origine Yamaha/Minarelli da 264cc, che sostituisce il precedente, sempre di origine Yamaha ma da 249cc, montato sin dall'esordio.

LINEA
La linea è indubbiamente aggressiva, mutuata com'è dall'indimenticato SR 50 (anch'esso tuttora a listino), ma senza eccessi e resa elegante dal giusto mix fra superfici lucide ed opache e dalle belle tonalità metallizzate, purtroppo limitate a due soli colori: Blu Main e Grigio Titan che vedete nelle immagini. A distinguere il nuovo 300 dal precedente ST, l'aggiunta di una presa d'aria al centro dello scudo anteriore, ora fin troppo frastagliato in contrasto con le linee semplici ma decise della vista laterale, con lo sfuggente codino e il 'marmittone' in alluminio spazzolato. Sempre originale l'andamento del faro posteriore che ingloba gl'indicatori di direzione e sinuosa la sella bicolore. Solo le ruote da 12 pollici ricordano che il progetto ha qualche annetto sulle spalle risultando, anche visivamente, un po' piccole. Complessivamente, uno scooter a suo agio, sia con una giacca tecnica, che con un doppio petto da ufficio.

QUALITÀ COSTRUTTIVA
Forse un filo inferiore ai modelli più recenti della gamma Aprilia, mostra qualche accoppiamento perfettibile ed alcuni elementi 'economici' come il portatarga o lo sportello del tappo carburante oltre alle maniglie del passeggero che ora sono in plastica, mentre nel 1996 erano in alluminio. La qualità dei materiali e della verniciatura sono comunque buoni e il veicolo trasmette una piacevole sensazione di solidità.

STRUMENTAZIONE
Un'ampia palpebra ovoidale dietro al cupolino ospita tre elementi circolari, con anelli cromati, destinati alle varie funzioni. A sinistra il termometro del liquido refrigerante con le spie per il cambio olio e la freccia sinistra, al centro il tachimetro con scala in km/h e Mph, il contachilometri totale e l'orologio digitale, a destra il livello carburante e le spia della riserva, dell'abbagliante e della freccia destra. Manca sempre il contachilometri parziale e, al terzo restyling, ci si sarebbe forse potuti aspettare qualcosa di più tecnologico.

COMANDI
I comandi alloggiano sulla parte carenata del manubrio, sono comuni ad altri modelli Aprilia e di media qualità. Un po' scomodo il flash abbagliante, mentre si è perso, obbligatoriamente, il tasto delle luci, mentre quello per lo spegnimento d'emergenza non c'è mai stato. Comode ma un po' alte le leve freno, mentre gli affusolati retrovisori hanno una superficie specchiante piuttosto contenuta.
La chiave d'accensione nel retroscudo comanda anche il bloccasterzo, ma va estratta, con conseguente spegnimento del motore, e inserita in apposita serratura sul lato destro, per sganciare la sella. Sella che non ha strumenti ausiliari per rimanere aperta e richiede una forte pressione sull'estremità posteriore per arrivare alla chiusura.
Il tappo carburante al centro della pedana, è celato da uno sportello con serratura, in plastica davvero esigua. Il serbatoio contiene solo 9,6 litri di cui 1,5 di riserva.
Comodo il cavalletto centrale, ben posizionato e che richiede un minimo sforzo per l'azionamento, al contrario il laterale è scomodo sia stando in sella che a fianco dello scooter, non inibisce l'avviamento ed è trattenuto da una molla coriacea che genera apprensione ad ogni utilizzo. Sul lato destro, un apposito perno permette l'aggancio di un cavo antifurto opzionale Aprilia, soluzione utile, ma monopolista...
Non è grave, dato il peso del mezzo e la sua destinazione d'uso, ma il freno a mano non è presente.

VANI BAGAGLIO
Le dimensioni compatte e la coda filante non lasciavano certo immaginare vani con l'eco, ma la possibilità di stivare un casco integrale nel sottosella non sarebbe dispiaciuta a nessuno, invece si limita a due demi-jet, e anche la classica ventiquattr'ore dovrà essere appesa al gancio nel retroscudo. Il sottosella poi non è illuminato e neppure rivestito. Tornando alla prima versione, li il casco integrale ci stava, ma la sella era parecchio più alta, si è quindi favorita l'abitabilità del pilota allo stivaggio del bagaglio, una scelta che condividiamo. È pur vero che con la ruota posteriore da 12 pollici e la disposizione orizzontale del cilindro si potrebbe forse recuperare altro spazio, visto poi che nel retroscudo non esiste alcun vano.

CICLISTICA
Dimensioni record, per compattezza, anche rispetto a scooter di cilindrate inferiori, la lunghezza è di soli 1865mm, con un interasse di 1340mm, la larghezza è di 770mm e la sella è ora a 780mm da terra, contro gli 830 del primo modello. Contenuto anche il peso a secco che si ferma a 150kg. Il telaio è un monotrave anteriore con doppia culla posteriore sovrapposta in acciaio che utilizza il motore come parte oscillante nella triangolatura posteriore. Gli ammortizzatori di marca Paioli, regolabili su 5 posizioni, hanno un'escursione utile di 104mm, mentre la forcella a perno avanzato, con steli da 35mm si ferma a 90mm.
Come detto le ruote sono da 12 pollici, equipaggiate con pneumatici Maxxis senza camera d'aria, da 130/70 sia davanti che dietro.
La frenata, ad azionamento tradizionale, si basa su due dischi in acciaio da 220mm, con pinze Grimeca a doppio pistoncino da 32 e 30mm, rispettivamente all'anteriore e posteriore.

MOTORE
Eccoci al vero elemento di novità nel Leonardo 300, si tratta di un monocilindrico orizzontale, raffreddato a liquido, con distribuzione a due valvole ed albero a camme in testa. La cilindrata esatta è di 264,5cc quindi un po' lontana dai 300 suggeriti, ma la 'moda' è stata introdotta lo scorso anno da Yamaha, si tratta infatti della stessa unità che equipaggia il Versity 300 e l'omologo MBK Kilibre, da noi testato, ma non più in produzione. Le norme Euro 2 sono rispettate tramite catalizzazione dello scarico e iniezione d'aria secondaria. I valori dichiarati sono al top fra i quarto di litro per quanto riguarda la coppia: 21,6Nm a 6.000 giri e fra i migliori anche come potenza massima: 15,2kW a 7.500 giri, entrambi i valori sono favorevolmente raggiunti a regimi piuttosto contenuti. Ovviamente assente la pedivella d'avviamento.
Si tratta di un'evoluzione del propulsore già utilizzato nelle versioni precedenti, con qualche centimetro cubico in più, per sopperire alle più restrittive norme antinquinamento.

MANUTENZIONE
Gl'interventi di manutenzione, sono suddivisi in due tabelle, una con quelli che possono essere eseguiti anche dall'utente e una riservata alle officine autorizzate che, lo ricordiamo, con la nuova normativa europea, non sono limitate a quelle del produttore, anche se il libretto d'uso lo indica. Le scadenze, dopo il classico 'tagliando' dei 1.000km, sono previste in modo differenziato ogni 6.000km (o 12 mesi) e ogni 12.000km (o 24 mesi). L'olio motore va controllato ogni 1.000km e sostituito ogni 3.000, le pastiglie freno verificate ogni 2.000, mentre per tutte le altre parti, trasmissione compresa, sono previsti controlli ogni 6.000km ed eventualmente sostituzioni, se fosse necessario, ma non sono indicati km limite. Ogni 12.000km si regola il gioco valvole e si sostituisce l'olio trasmissione. Si tratta di intervalli pienamente nella media, ma che richiedono una certa assiduità a chi fa parecchi chilometri.

ACCESSORI ORIGINALI
Aprilia rende disponibili: un parabrezza grande completo di paramani, il bauletto 'New Concept' verniciato in tinta per ospitare un casco integrale, il cavo corazzato 'Body Guard' che si ancora all'apposito perno al telaio e il telo copri-gambe, molto utile per proteggere dal freddo e dalla pioggia negli spostamenti urbani.

CONCLUSIONI 'STATICHE'
Passano gli anni ma Leonardo rimane sempre uno degli scooter più proporzionati e piacevoli da osservare, materiali e finiture non sono sempre al top, ma l'insieme offre buona solidità. Le dotazioni, con particolare riferimento a strumentazione e vano bagagli iniziano a risentire il peso degli anni e potrebbero offrire di più. La ciclistica mostra una discreta escursione ammortizzante e freni di tipo tradizionale, ma per le ruote si potrebbe crescere di almeno un pollice. Il propulsore offre dati caratteristici ai massimi livelli, della classe 250, a cui in realtà va confrontato, ma conseguiti a regimi favorevolmente contenuti. Sostanzialmente pregi e difetti della precedente versione sono rimasti, Se però consideriamo il prezzo inferiore ai 4.000 euro, di gran lunga più contenuto della versione lanciata nel 1999, e simile al più recente ST, non abbiamo che da rallegrarcene e osservando con maggiore disponibilità qualche lieve mancanza
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Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande

 

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