Oltre 3000km in un mese, gran parte
dei quali con l'acceleratore tutto aperto, tanto per dire
che non l'abbiamo certo risparmiato e che le mura urbane
gli sono risultate oltremodo strette, anche se nel traffico
se l'è cavata come pochi altri.
POSIZIONE IN SELLA
È compatto e quello si nota subito, ma gli spazi
fra sella, pedana e manubrio sono particolarmente azzeccati
sia che siate alti 'unmetroesessanta' che 'unoeottanta',
in più con la sella a 780mm non è più
riservato ai più alti, accontentando un'utenza
più ampia, anche grazie ai fianchi snelli, che
lasciano poggiare bene i piedi a terra. La sella poi ha
una conformazione ed una morbidezza che 'accoglie' bene
pilota e passeggero, il limitato dislivello fra i due
permette di viaggiare 'allacciati', senza comunque risultare
stretti, e un minimo appoggio alle reni per il pilota.
La schiena se ne sta dritta e le gambe ad angolo retto,
con i piedi bloccati sulla corta pedana, una posizione
che non si può cambiare, ma che assicura una buona
ergonomia anche nei monotoni tratti autostradali. Il manubrio,
rispetto alla sella, risulta più alto che nella
prima versione, conferendo una posizione più turistica,
ma sempre lontana da quella 'distesa' dei modelli più
comodosi.
Tornando al passeggero, le pedane retrattili imbottite
sono ben posizionate, mentre le maniglie ricavate nel
portapacchi sono un po' anguste ed arretrate.
CITTÀ
Al momento del ritiro mi sono ritrovato a fare un'inversione
su un marciapiede con una facilità disarmante e
questa è stata la prima avvisaglia di una maneggevolezza
da riferimento. Saranno le ruote da 12, il ridotto interasse,
l'ampio raggio di sterzo, la posizione di guida o tutto
assieme, ma provate a disegnare cerchi sempre più
stretti senza mettere piedi a terra, fatelo con qualche
modello concorrente e poi tirate le vostre conclusioni.
In città quindi, data anche la ridotta sezione
frontale, ci s'infila in ogni spiraglio, praticamente
come un cinquantino, ma basta una manata all'acceleratore
per godere di una coppia sostanziosa a tutti i regimi
e per staccare il traffico ad ogni semaforo. L'allungo
poi, in ambito urbano, è infinito e si raggiungono
facilmente velocità 'indicibili'.
Il gruppo trasmissione, nonostante tutto il nostro impegno,
non ha mai mostrato slittamenti o rumorosità, garantendo
partenze veloci e riprese sostanziose, tanto da non far
desiderare prodotti aftermarket, più reattivi.
Bene anche il reparto sospensioni, in grado di assorbire
gran parte delle malformazioni ed anche il pavé,
arrendendosi solo dove servirebbe un'enduro.
I freni sono di tipo tradizionale e pur preferendo in
genere i sistemi integrali, l'estrema modulabilità
e il feeling che trasmettono, anche sul bagnato, ce li
fanno promuovere; naturalmente insistendo, non è
difficile arrivare al bloccaggio della ruota posteriore.
I pneumatici Maxxis, in questo caso, si sono dimostrati
più che onesti, garantendo discreto grip e comunicativa.
Tutto confermato anche in presenza del passeggero, che
stando vicino al pilota influenza poco la guidabilità,
come accade invece su modelli 'extra long'.
Alla fine, per trovare dei difetti, bisogna andare al
cavalletto laterale, che può infastidire la gamba
sinistra in partenza e passare agli specchietti: piccoli,
irregolari e che perdono facilmente la posizione. Troppo
lunga poi la corsa dell'acceleratore.
STRADE EXTRAURBANE
Non stiamo a raccontarvi tutte le strade che abbiamo percorso,
anche se qualche estratto lo troverete nella sezione Turismo,
fatto sta che se nel traffico urbano se la cava alla grande,
nelle gite, anche di qualche centinaio di chilometri,
non si scompone di certo, in nessun senso.
L'indole sportiva emerge al primo ingresso in curva un
po' deciso, dove sfodera un'incredibile rapidità
nel prendere la corda, ma non vuol dire che 'cada in curva'
perché l'inclinazione è sempre controllabile,
ma rapidissima, tanto che le 'esse' si fanno da sole e
il passo che si tiene su strade piene di curve è
di quelli da far arrossire molti 'motard'.
Il motore mostra una 'schiena' piuttosto sostenuta (per
schiena s'intende il grafico caratteristico, che disegna
la curva di coppia di un motore, dotato ai regimi intermedi)
che permette rapide uscite di curva e spinge anche in
salita e con il passeggero. L'unico limite riguarda i
sorpassi, quando si viaggia sul passo dei 100km/h e la
riserva di potenza si fa limitata, ma qui occorrerebbe
salire ulteriormente di cilindrata e si finirebbe per
snaturare un mezzo, di per sé ben equilibrato.
Un filo di freno motore si ottiene tenendo la trasmissione
sempre in tiro, a volte basta un colpetto di gas.
Le sospensioni rispondono sempre bene, avendo l'accortezza
d'irrigidire gli ammortizzatori all'aumentare della velocità
e del peso trasportato.
Ancora coerente il reparto freni, resistente allo sforzo
e con sufficiente mordente, senza mettere in difficoltà.
La cosa incredibile, viste le dimensioni e la destinazione
d'uso apparente, è che anche il comfort rimane
elevato, e pure la protezione aerodinamica è efficace,
un po' meno quella dalle intemperie, ma un abbigliamento
tecnico ci pare d'obbligo nelle gite.
Poche e mai fastidiose le vibrazioni del motore, anzi
piacevole il leggero pulsare al minimo.
Ancora un appunto, sempre lo stesso, agli specchi retrovisori
e al cavalletto laterale, mentre si fa più insistente
la richiesta di un contachilometri parziale. Nella media
il fascio di luce prodotto dal faro anteriore. Eleganti,
ma poco distanziati gl'indicatori di direzione posteriori.
AUTOSTRADA
Non è certo il suo pane, ma se la cava comunque
bene e il limite è che si finisce spesso per viaggiare
con il gas spalancato, 'dettaglio' che non influisce positivamente
sulla longevità del propulsore. Quindi se prevedete
di fare spesso centinaia di km in autostrada cercate qualcosa
di più prestante, ma se i km sono fra i 100 e i
200, a seconda della vostra pazienza, e non sentite la
necessità di spremere tutti i kW allora Leonardo
300 'tiene ancora botta'. Per inciso, accucciato dietro
al cupolino ho visto anche i 150km/h di tachimetro, e
percorso 128km in 61 minuti (fate voi la media!), quindi
le prestazioni ci sono, anche se sarebbe preferibile viaggiare
sul passo dei 130km/h da soli e 120 in due.
Alla massima velocità la stabilità è
ancora accettabile, certo la piccola ruota anteriore,
il cupolino solidale al manubrio e il limitato interasse
cominciano a mostrare il loro limite strutturale, soprattutto
sui curvoni veloci, in caso di frenate improvvise o malformazioni
dell'asfalto, ma onestamente, dati alla mano, non ci saremmo
neppure aspettati risultati come questi.
E la protezione aerodinamica con quel piccolo cupolino?
Buona, in virtù della vicinanza con il busto, tale
da deviare gran parte dell'aria senza creare turbolenze,
certo il casco integrale è consigliato e a gambe
e braccia arrivano più spifferi che con un maxiscooter
'vero', ma si possono fare tanti chilometri senza avvertire
la pressione dell'aria, con una sella ben conformata,
né troppo dura né troppo soffice, anche
per il passeggero, che gradirebbe solo un poggiaschiena.
Difetti alla fine pochi, fatta salva una stabilità
non ineccepibile viaggiando 'a stecca' e l'impossibilità
di cambiare posizione alle gambe, uno dei pregi degli
scooteroni nei confronti delle moto.
L'autonomia è un po' limitata, dovendo fare il
pieno dopo 7/8 litri, che viaggiando a 140km/h costanti
non sono più di 140/150km.
AL LIMITE
Un rapporto peso-potenza-dimensioni molto favorevole,
abbinato ad una ciclistica particolarmente equilibrata,
come Aprilia sa fare, dicono tutto sulle possibilità
del Leonardo se messo alla frusta. Il suo terreno ideale
è il misto stretto, con curve fino a 80-100km/h,
oltre il rigore direzionale può essere messo in
crisi ed è meglio non esagerare.
In inserimento di curva ha ben pochi rivali e in uscita,
a parità di potenza, idem. Il limite del cavalletto
che striscia si fa sentire a sinistra, irrigidendo la
sospensione si guadagna qualche grado, ma per chi vuole
esagerare, meglio toglierlo comunque delle belle pieghe.
Il baricentro è un po' alto quindi richiede una
guida decisa, caratteristica che peraltro piacerà
all'utente tipo di questo scooter.
Le Maxxis fanno una delle figure più onorevoli
della nostra esperienza, segno che con adeguate specifiche
non sono lontane da marche più blasonate, risultando
sincere e prevedibili, certo se state sempre con il cavalletto
a terra, meglio qualcosa di più 'racing'.
La forcella mostra il suo limite se strapazzata eccessivamente,
mentre gli ammortizzatori, sull'ultima tacca, 'ci stanno
ancora dentro' come direbbe uno smanettone appena sceso
di sella, osservando le gomme consumate fino al bordo.
La frenata tradizionale farà la gioia di chi arriva
in piega ancora pinzato, e il maggior mordente che si
potrebbe desiderare all'anteriore andrebbe coadiuvato
da una forcella più sostenuta, insomma si sta per
entrare nel mondo del 'tuning': chiedere agli amici del
Leonardo
Club, che lo utilizzano anche in pista, per i dettagli
del caso.
Il limite? Divertitevi a trovarlo!
PROTEZIONE
Il piccolo cupolino e i deflettori allo scudo fanno il
possibile e pur non offrendo la protettività di
uno scooter gran turismo, specie in inverno, dal punto
di vista aerodinamico il riparo è più che
efficace. In opzione c'è la 'copertina' per le
gambe, amore/odio per le diverse tipologie di utenti.
Sconsiglieremmo il parabrezza maggiorato per l'effetto
vela e le ripercussioni sulla stabilità, limitandolo
al massimo ai tragitti urbani.
CONSUMI E INCONVENIENTI
In città, ma anche fuori ci siamo andati pesanti,
ad esclusione delle gite con il Club ad andatura da parata.
Alla fine il consumo massimo è stato di 18,8 km/litro
e quello minimo di 25,3, ma quello medio si assesta ragionavolmente
sui 21-22km/lit, che con i continui aumenti di prezzo
della benzina non sono mai troppi. Il livello dell'olio
è a metà, fra minimo e massimo, segno che
si arriva al cambio senza alcun rabbocco.
Inconvenienti, nessuno.
COMPETITOR
Di concorrenti diretti se ne trovano pochi, per indole
si potrebbe parlare del Kymco B&W 250, ma non l'abbiamo
testato, il Malaguti
Phantom Max ci è sembrato meno eclettico e
prestante sia come propulsore che ciclistica, ma anche
più aggressivo a livello di prezzo. Troppo estremo
anche il Gilera Runner 200. Alla fine rimane lo Yamaha
Versity 300 (provato nell'identica versione denominata
Mbk
Kylibre), dotato dello stesso motore, ma connotato
in modo diverso, con prestazioni di poco inferiori per
via del maggior peso e meno a punto ciclisticamente, ma
vorremmo provare (Yamaha permettendo...) la versione XC
per trarre maggiori conclusioni, calcolando che il prezzo
è solo di poco superiore a quello del Leonardo.
CONCLUSIONI DINAMICHE
Promosso a pieni voti, da zero a 120km/h, dalla città
alle strade extraurbane, per piacevolezza di guida, maneggevolezza
e stabilità abilmente mixate, prestazioni elevate,
comfort e protezione più che discrete. Ancora godibile,
ma non 'gioca in casa' nei tragitti autostradali o se
si viaggia in due coi bagagli su strade di montagna, dove
si desidererebbe una maggiore riserva di potenza, che
solo un ulteriore incremento di cilindrata potrebbe offrire.
Ma a nostro avviso va bene così, altrimenti un
miglioramento trascinerebbe l'altro e ci troveremmo con
un altro scooter...
CONCLUSIONI FINALI
Uno scooter che rimane sulla breccia per otto anni senza
alcuna modifica significativa, deve essere fuori dall'ordinario
e in effetti guidandolo, il Leonardo 300 ci ha conquistato
per l'equilibrio complessivo, capace di passare con disinvoltura
dal tratto urbano più congestionato, al Passo del
Muraglione ingarellando con qualche moto, fino al week-end
in coppia, non troppo lontano, con bagaglio al seguito.
Visto semplicemente in fotografia, non esprime immediatamente
tutte queste qualità, ma se avete tempo e se vi
ritrovate nell'identikit di cui sopra, fate un salto a
provarlo e poi fateci sapere.
Annotazioni meno positive si trovano nell'analisi statica
per via di un sottosella poco capiente, alcune finiture
migliorabili, una strumentazione che richiederebbe una
rinfrescata, specchi retrovisori piccoli e poco stabili
e un cavalletto laterale che sembra progettato in combutta
con qualche carrozziere... Ma alla fine, visto il prezzo
e vista la concorrenza il 'vecchio' Leonardo ha ancora
tutte le sue carte da giocare.
In bocca al lupo quindi ad Aprilia per il futuro e per
ritrovarci fra altri otto anni, ma magari anche prima,
a testare un Leonardo completamente nuovo!.
Testo: Fabrizio Villa
Tester: Fabio
Jacopini, Francesco
Schiapputer, Fabio
Scotti, Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande,
Fabrizio Villa
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