>> APRILIA


 

 

 

 

PREGI
Linea
Compattezza
Leggerezza
Maneggevolezza
Stabilità
Accelerazione
Ripresa
Velocità
Comfort
Prezzo

 

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco: Vemar Dual
Giacca:
Spidi Studio
Giacca: Spidi Jackal

 

 · APRILIA LEONARDO 300
09/06/04
PROVA SU STRADA
pag. 2/2
Vedi anche: Descrizione,

Oltre 3000km in un mese, gran parte dei quali con l'acceleratore tutto aperto, tanto per dire che non l'abbiamo certo risparmiato e che le mura urbane gli sono risultate oltremodo strette, anche se nel traffico se l'è cavata come pochi altri.

POSIZIONE IN SELLA
È compatto e quello si nota subito, ma gli spazi fra sella, pedana e manubrio sono particolarmente azzeccati sia che siate alti 'unmetroesessanta' che 'unoeottanta', in più con la sella a 780mm non è più riservato ai più alti, accontentando un'utenza più ampia, anche grazie ai fianchi snelli, che lasciano poggiare bene i piedi a terra. La sella poi ha una conformazione ed una morbidezza che 'accoglie' bene pilota e passeggero, il limitato dislivello fra i due permette di viaggiare 'allacciati', senza comunque risultare stretti, e un minimo appoggio alle reni per il pilota. La schiena se ne sta dritta e le gambe ad angolo retto, con i piedi bloccati sulla corta pedana, una posizione che non si può cambiare, ma che assicura una buona ergonomia anche nei monotoni tratti autostradali. Il manubrio, rispetto alla sella, risulta più alto che nella prima versione, conferendo una posizione più turistica, ma sempre lontana da quella 'distesa' dei modelli più comodosi.
Tornando al passeggero, le pedane retrattili imbottite sono ben posizionate, mentre le maniglie ricavate nel portapacchi sono un po' anguste ed arretrate.

CITTÀ
Al momento del ritiro mi sono ritrovato a fare un'inversione su un marciapiede con una facilità disarmante e questa è stata la prima avvisaglia di una maneggevolezza da riferimento. Saranno le ruote da 12, il ridotto interasse, l'ampio raggio di sterzo, la posizione di guida o tutto assieme, ma provate a disegnare cerchi sempre più stretti senza mettere piedi a terra, fatelo con qualche modello concorrente e poi tirate le vostre conclusioni. In città quindi, data anche la ridotta sezione frontale, ci s'infila in ogni spiraglio, praticamente come un cinquantino, ma basta una manata all'acceleratore per godere di una coppia sostanziosa a tutti i regimi e per staccare il traffico ad ogni semaforo. L'allungo poi, in ambito urbano, è infinito e si raggiungono facilmente velocità 'indicibili'.
Il gruppo trasmissione, nonostante tutto il nostro impegno, non ha mai mostrato slittamenti o rumorosità, garantendo partenze veloci e riprese sostanziose, tanto da non far desiderare prodotti aftermarket, più reattivi.
Bene anche il reparto sospensioni, in grado di assorbire gran parte delle malformazioni ed anche il pavé, arrendendosi solo dove servirebbe un'enduro.
I freni sono di tipo tradizionale e pur preferendo in genere i sistemi integrali, l'estrema modulabilità e il feeling che trasmettono, anche sul bagnato, ce li fanno promuovere; naturalmente insistendo, non è difficile arrivare al bloccaggio della ruota posteriore. I pneumatici Maxxis, in questo caso, si sono dimostrati più che onesti, garantendo discreto grip e comunicativa.
Tutto confermato anche in presenza del passeggero, che stando vicino al pilota influenza poco la guidabilità, come accade invece su modelli 'extra long'.
Alla fine, per trovare dei difetti, bisogna andare al cavalletto laterale, che può infastidire la gamba sinistra in partenza e passare agli specchietti: piccoli, irregolari e che perdono facilmente la posizione. Troppo lunga poi la corsa dell'acceleratore.

STRADE EXTRAURBANE
Non stiamo a raccontarvi tutte le strade che abbiamo percorso, anche se qualche estratto lo troverete nella sezione Turismo, fatto sta che se nel traffico urbano se la cava alla grande, nelle gite, anche di qualche centinaio di chilometri, non si scompone di certo, in nessun senso.
L'indole sportiva emerge al primo ingresso in curva un po' deciso, dove sfodera un'incredibile rapidità nel prendere la corda, ma non vuol dire che 'cada in curva' perché l'inclinazione è sempre controllabile, ma rapidissima, tanto che le 'esse' si fanno da sole e il passo che si tiene su strade piene di curve è di quelli da far arrossire molti 'motard'.
Il motore mostra una 'schiena' piuttosto sostenuta (per schiena s'intende il grafico caratteristico, che disegna la curva di coppia di un motore, dotato ai regimi intermedi) che permette rapide uscite di curva e spinge anche in salita e con il passeggero. L'unico limite riguarda i sorpassi, quando si viaggia sul passo dei 100km/h e la riserva di potenza si fa limitata, ma qui occorrerebbe salire ulteriormente di cilindrata e si finirebbe per snaturare un mezzo, di per sé ben equilibrato. Un filo di freno motore si ottiene tenendo la trasmissione sempre in tiro, a volte basta un colpetto di gas.
Le sospensioni rispondono sempre bene, avendo l'accortezza d'irrigidire gli ammortizzatori all'aumentare della velocità e del peso trasportato.
Ancora coerente il reparto freni, resistente allo sforzo e con sufficiente mordente, senza mettere in difficoltà.
La cosa incredibile, viste le dimensioni e la destinazione d'uso apparente, è che anche il comfort rimane elevato, e pure la protezione aerodinamica è efficace, un po' meno quella dalle intemperie, ma un abbigliamento tecnico ci pare d'obbligo nelle gite.
Poche e mai fastidiose le vibrazioni del motore, anzi piacevole il leggero pulsare al minimo.
Ancora un appunto, sempre lo stesso, agli specchi retrovisori e al cavalletto laterale, mentre si fa più insistente la richiesta di un contachilometri parziale. Nella media il fascio di luce prodotto dal faro anteriore. Eleganti, ma poco distanziati gl'indicatori di direzione posteriori.

AUTOSTRADA
Non è certo il suo pane, ma se la cava comunque bene e il limite è che si finisce spesso per viaggiare con il gas spalancato, 'dettaglio' che non influisce positivamente sulla longevità del propulsore. Quindi se prevedete di fare spesso centinaia di km in autostrada cercate qualcosa di più prestante, ma se i km sono fra i 100 e i 200, a seconda della vostra pazienza, e non sentite la necessità di spremere tutti i kW allora Leonardo 300 'tiene ancora botta'. Per inciso, accucciato dietro al cupolino ho visto anche i 150km/h di tachimetro, e percorso 128km in 61 minuti (fate voi la media!), quindi le prestazioni ci sono, anche se sarebbe preferibile viaggiare sul passo dei 130km/h da soli e 120 in due.
Alla massima velocità la stabilità è ancora accettabile, certo la piccola ruota anteriore, il cupolino solidale al manubrio e il limitato interasse cominciano a mostrare il loro limite strutturale, soprattutto sui curvoni veloci, in caso di frenate improvvise o malformazioni dell'asfalto, ma onestamente, dati alla mano, non ci saremmo neppure aspettati risultati come questi.
E la protezione aerodinamica con quel piccolo cupolino? Buona, in virtù della vicinanza con il busto, tale da deviare gran parte dell'aria senza creare turbolenze, certo il casco integrale è consigliato e a gambe e braccia arrivano più spifferi che con un maxiscooter 'vero', ma si possono fare tanti chilometri senza avvertire la pressione dell'aria, con una sella ben conformata, né troppo dura né troppo soffice, anche per il passeggero, che gradirebbe solo un poggiaschiena.
Difetti alla fine pochi, fatta salva una stabilità non ineccepibile viaggiando 'a stecca' e l'impossibilità di cambiare posizione alle gambe, uno dei pregi degli scooteroni nei confronti delle moto.
L'autonomia è un po' limitata, dovendo fare il pieno dopo 7/8 litri, che viaggiando a 140km/h costanti non sono più di 140/150km.

AL LIMITE
Un rapporto peso-potenza-dimensioni molto favorevole, abbinato ad una ciclistica particolarmente equilibrata, come Aprilia sa fare, dicono tutto sulle possibilità del Leonardo se messo alla frusta. Il suo terreno ideale è il misto stretto, con curve fino a 80-100km/h, oltre il rigore direzionale può essere messo in crisi ed è meglio non esagerare.
In inserimento di curva ha ben pochi rivali e in uscita, a parità di potenza, idem. Il limite del cavalletto che striscia si fa sentire a sinistra, irrigidendo la sospensione si guadagna qualche grado, ma per chi vuole esagerare, meglio toglierlo comunque delle belle pieghe. Il baricentro è un po' alto quindi richiede una guida decisa, caratteristica che peraltro piacerà all'utente tipo di questo scooter.
Le Maxxis fanno una delle figure più onorevoli della nostra esperienza, segno che con adeguate specifiche non sono lontane da marche più blasonate, risultando sincere e prevedibili, certo se state sempre con il cavalletto a terra, meglio qualcosa di più 'racing'.
La forcella mostra il suo limite se strapazzata eccessivamente, mentre gli ammortizzatori, sull'ultima tacca, 'ci stanno ancora dentro' come direbbe uno smanettone appena sceso di sella, osservando le gomme consumate fino al bordo.
La frenata tradizionale farà la gioia di chi arriva in piega ancora pinzato, e il maggior mordente che si potrebbe desiderare all'anteriore andrebbe coadiuvato da una forcella più sostenuta, insomma si sta per entrare nel mondo del 'tuning': chiedere agli amici del Leonardo Club, che lo utilizzano anche in pista, per i dettagli del caso.
Il limite? Divertitevi a trovarlo!

PROTEZIONE
Il piccolo cupolino e i deflettori allo scudo fanno il possibile e pur non offrendo la protettività di uno scooter gran turismo, specie in inverno, dal punto di vista aerodinamico il riparo è più che efficace. In opzione c'è la 'copertina' per le gambe, amore/odio per le diverse tipologie di utenti. Sconsiglieremmo il parabrezza maggiorato per l'effetto vela e le ripercussioni sulla stabilità, limitandolo al massimo ai tragitti urbani.

CONSUMI E INCONVENIENTI
In città, ma anche fuori ci siamo andati pesanti, ad esclusione delle gite con il Club ad andatura da parata. Alla fine il consumo massimo è stato di 18,8 km/litro e quello minimo di 25,3, ma quello medio si assesta ragionavolmente sui 21-22km/lit, che con i continui aumenti di prezzo della benzina non sono mai troppi. Il livello dell'olio è a metà, fra minimo e massimo, segno che si arriva al cambio senza alcun rabbocco.
Inconvenienti, nessuno.

COMPETITOR
Di concorrenti diretti se ne trovano pochi, per indole si potrebbe parlare del Kymco B&W 250, ma non l'abbiamo testato, il Malaguti Phantom Max ci è sembrato meno eclettico e prestante sia come propulsore che ciclistica, ma anche più aggressivo a livello di prezzo. Troppo estremo anche il Gilera Runner 200. Alla fine rimane lo Yamaha Versity 300 (provato nell'identica versione denominata Mbk Kylibre), dotato dello stesso motore, ma connotato in modo diverso, con prestazioni di poco inferiori per via del maggior peso e meno a punto ciclisticamente, ma vorremmo provare (Yamaha permettendo...) la versione XC per trarre maggiori conclusioni, calcolando che il prezzo è solo di poco superiore a quello del Leonardo.

CONCLUSIONI DINAMICHE
Promosso a pieni voti, da zero a 120km/h, dalla città alle strade extraurbane, per piacevolezza di guida, maneggevolezza e stabilità abilmente mixate, prestazioni elevate, comfort e protezione più che discrete. Ancora godibile, ma non 'gioca in casa' nei tragitti autostradali o se si viaggia in due coi bagagli su strade di montagna, dove si desidererebbe una maggiore riserva di potenza, che solo un ulteriore incremento di cilindrata potrebbe offrire. Ma a nostro avviso va bene così, altrimenti un miglioramento trascinerebbe l'altro e ci troveremmo con un altro scooter...

CONCLUSIONI FINALI
Uno scooter che rimane sulla breccia per otto anni senza alcuna modifica significativa, deve essere fuori dall'ordinario e in effetti guidandolo, il Leonardo 300 ci ha conquistato per l'equilibrio complessivo, capace di passare con disinvoltura dal tratto urbano più congestionato, al Passo del Muraglione ingarellando con qualche moto, fino al week-end in coppia, non troppo lontano, con bagaglio al seguito.
Visto semplicemente in fotografia, non esprime immediatamente tutte queste qualità, ma se avete tempo e se vi ritrovate nell'identikit di cui sopra, fate un salto a provarlo e poi fateci sapere.
Annotazioni meno positive si trovano nell'analisi statica per via di un sottosella poco capiente, alcune finiture migliorabili, una strumentazione che richiederebbe una rinfrescata, specchi retrovisori piccoli e poco stabili e un cavalletto laterale che sembra progettato in combutta con qualche carrozziere... Ma alla fine, visto il prezzo e vista la concorrenza il 'vecchio' Leonardo ha ancora tutte le sue carte da giocare.
In bocca al lupo quindi ad Aprilia per il futuro e per ritrovarci fra altri otto anni, ma magari anche prima, a testare un Leonardo completamente nuovo!.

Testo: Fabrizio Villa
Tester: Fabio Jacopini, Francesco Schiapputer, Fabio Scotti, Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande, Fabrizio Villa


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DIFETTI
Dotazioni
Finiture
Spazio bagagli
Cavalletto laterale
Autonomia

 

 

 

 

 

 


Un saluto da Alessandro Veridiani, presidente del Leonardo Club Italia.
Purtroppo non siamo riusciti ad ottenere una prova, scritta di suo pugno, ma una dimostrazione di abilità, sua e del nuovo Leo 300 sì!

 

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