>> YAMAHA


SCHEDA
Cilindrata: 249 cc
Peso: 156 kg
Velocità: 125 km/h
Potenza kw: 15,5
Norme: Euro 1
Prezzo: 4.590 Euro

 

 

 

 · Yamaha MAJESTY 250 2000
08/05/00
DESCRIZIONE
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Vedi anche: test su strada

Dopo aver venduto 75.000 pezzi in Europa dal '96 al '99, di cui 50.000 pezzi solo in Italia e 20.000 solo nel 1999, il Majesty (lì chiameremo così per comodità) è stato l'assoluto mattatore del mercato maxi scooteristico. Nonostante ciò la casa Giapponese ha voluto allungare le distanze sulla concorrenza con un nuovo modello che, grazie alle numerose migliorie ha raggiunto un equilibrio complessivo quasi imbattibile (rispetto all'attuale concorrenza). Non è piaggeria e siamo sicuri che il mercato ci darà ragione.

Vediamo quindi cosa è cambiato:
La linea è tutta nuova, pur mantenendo lo stile del fratello più vecchio, è più affascinante grazie a linee morbide e grintose al tempo stesso.
Il gruppo ottico posteriore è più originale e quello anteriore ha resistito alla moda del doppio faro separato integrando due potenti fari alogeni in una sola cornice.
Il parabrezza ha una forma originale e ha una feritoia alla base che "dovrebbe" migliorare il confort del pilota alla massima velocità.
Anche la sella è tutta nuova, ha un'imbottitura più morbida ma non cedevole, è divisa in due parti, quella del pilota è sollevabile e dotata di poggiaschiena regolabile, mentre quella del passeggero rimane fissa alla carrozzeria e nasconde un vano bagagli enorme. Il volume è di ben 54 litri (era di 29) e permette lo stivaggio di due caschi integrali o un'infinità di cose, ovviamente è dotato di luce di cortesia e moquette grigia.
Bisogna fare attenzione alla chiusura della sella perché l'incastro non è molto preciso. Altro spazio per i bagagli è ricavato nello scudo, due bauletti separati, uno con serratura e uno a scatto per un totale di altri 12 litri.
La pedana ha un diverso andamento e permette diverse posizioni alle gambe. In basso, nel tunnel, troviamo il serbatoio del carburante da 12,5 litri, permettendo di abbassare il baricentro oltre a liberare spazio per il sottosella.
La strumentazione è cambiata poco, rimane un orologio digitale pressoché invisibile e continua a mancare la spia della riserva, in compenso il contachilometri è diventato digitale. I comandi elettrici sono invariati e di qualità mediocre, gli specchietti, aerodinamici, non offrono una grande visuale.
La forcella sembra uguale, ma l'escursione è passata da 85 a 100 mm. anche gli ammortizzatori sono diversi ma l'escursione non è cambiata.
Il telaio ha una doppia culla rivista e l'interasse è aumentato di 35mm.

Il motore ha un nuovo albero motore su cuscinetti maggiormente scorrevoli, un nuovo carburatore con sistema TPS, un sensore che permette scambio di informazioni con l'accensione digitale.
La frizione, punto debole del vecchio modello, è stata maggiormente dimensionata assieme al reparto trasmissione.
La marmitta è catalitica, ha un diverso scudo brunito e il veicolo risponde alle norme Euro 1.
Route e freni sono invece rimasti gli stessi della versione DX. Manca ancora il freno a mano, insostituibile in alcune situazioni.

Provo uno e recensisco due: questo modello è disponibile anche con il marchio MBK e denominato Skyliner, i due prodotti sono assolutamente identici, questo perché MBK è di proprietà Yamaha da parecchi anni pur mantenendo il proprio marchio e una catena distributiva indipendente. Le uniche differenze sono date dalle colorazioni: nero o argento per l'MBK e rosso, blu, oro o argento con riflessi dorati per Yamaha.

Vediamo cosa è cambiato nella guida...

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