Spinto da un risparmioso, ma tecnologico propulsore ad iniezione elettronica di 108cc, Vision è compatto, leggero e con la sella bassa, ma anche abitabile per chi ha le gambe lunghe, equipaggiato con ruote da 14 pollici, frenata combinata e sfoggia una qualità costruttiva che non stona col marchio Honda. Rappresenta l'attuale 'visione' del marchio giapponese per la mobilità economica a livello mondiale e con 1800 Euro richiesti all'acquisto, per una percorrenza dichiarata di 52km/litro, può essere la scelta vincente per il pendolarismo urbano a basso costo. Sarà in vendita da metà settembre e se sei curioso di provarlo puoi approfittare del porte aperte che si terrà nelle concessionarie Honda il 9/10 settembre. Noi l'abbiamo provato in occasione del press-test nei dintorni del lago di Garda e le impressioni sono state molto positive, eccole in dettaglio.
PROGETTAZIONE Progettare uno scooter 'globale', capace di adattarsi ai più diversi mercati mondiali e piacere ad un pubblico di tutte le età non dev'essere un'impresa da poco e per farlo Honda ha lanciato il progetto 'NSC' ovvero New Standard Commuter, con l'obiettivo di mixare design, comfort, praticità, sicurezza, affidabilità ed economia. Il sito produttivo è stata identificato nei propri stabilimenti cinesi da cui arriva anche il propulsore da 108cc, cilindrata già utilizzata nel Lead 110, presentato ad Eicma nel 2007 e da quest'anno non più distribuito in Italia. Il risultato è uno scooter commercializzato in buona parte del pianeta praticamente con le medesime caratteristiche di base (solo in alcuni mercati l'iniezione elettronica viene sostituita dal carburatore), differenziato nelle colorazioni, nelle grafiche e nelle denominazioni, che variano da 'Breeze' in Cina, a 'Dio' in Giappone, a 'Spacy' in Indonesia mentre 'Vision' è il nome dedicato all'Europa. Il salto di qualità più evidente, sia rispetto a Lead che ad altri scooter economici di minima cilindrata è sicuramente il design curato ed originale, la scelta di ruote da 14 pollici (come per PCX 125), il prezzo molto contenuto (che varia parecchio a seconda dei mercati e in Italia sconta ben 350 Euro rispetto al vecchio listino di Lead 110) e i modesti costi di gestione, evidenziati dal consumo record di 52km con un litro.
· DOTAZIONI Purtroppo a livello di completezza va segnalato un downgrade rispetto a Lead, che sfoggiava una strumentazione leggermente più completa, vani bagaglio più generosi e un serbatoio più capiente ed accessibile, ma contenimento dei costi e ruote più alte hanno obbligato a queste scelte. La compatta strumentazione di tipo analogico mostra comunque il livello carburante, la velocità istantanea e il totale dei chilometri percorsi assieme alle spie per check iniezione, indicatori di direzione e luci abbaglianti, manca purtroppo un pur piccolo orologio. I comandi al manubrio sono annegati nella carenatura, offrono il flash abbagliante e nella versione europea manca il tasto di accensione luci, visto l'obbligo di tenerle sempre accese. Nella media manopole, leve freno e specchi retrovisori. Scendendo al retroscudo, in posizione infossata, troviamo il blocchetto d'avviamento (blindato in altri mercati) che non comanda lo sgancio della sella. Al centro ecco il gancio, senza sicura, a cui assicurare una borsa da far poggiare sulla pedana piatta, facendo attenzione a lasciare lo spazio, che non è molto, per i piedi. Ai lati due tasche, discretamente profonde, in cui è possibile inserire piccoli oggetti di uso frequente e/o di poco valore, considerando che rimangono 'all'aperto'. La sella è lunga e in grado di accogliere sia i più alti che il passeggero, a quest'ultimo è dedicato il maniglione in alluminio integrato nel portabauletto e le pedane pieghevoli. Per accedere al sottosella è necessario utilizzare la serratura (e quindi spegnere il motore) posta molto in basso sul lato sinistro, all'interno troviamo il serbatoio carburante, da 5,5 litri, che lascia spazio ad un vano bagagli, con tasca per documenti e ferri di bordo, capace di ospitare un casco integrale compatto o un jet con visiera. Altri due caschi 'potrebbero' essere assicurati all'esterno grazie ai ganci sottochiave, dico potrebbero perché in realtà solo pochi modelli vengono dotati dell'apposito gancio. Mancano (ovviamente) illuminazione, rivestimento e presa di corrente, da segnalare però la presenza di entrambi i cavalletti, con il laterale dotato di sensore elettrico anti-avviamento.
· CICLISTICA Il telaio è un classicissimo monotrave in acciaio che lascia la pedana piatta e utilizza il motore come elemento oscillante, sostenuto da un monoammortizzatore non regolabile. La dettagliatissima cartella stampa ci offre anche i valori di avancorsa (83mm) e inclinazione del cannotto (26,5°), valori più 'aperti' rispetto a Lead con l'obiettivo di conseguire una maggiore stabilità al crescere della velocità. Tendenza confermata dalla forcella telescopica a perno avanzato e dalle ruote da 14" (erano 12/10") che compensano abbondantemente la riduzione d'interasse a 1.255mm. Molto simili le dimensioni complessive (1.845 x 670mm), decisamente più evidente la riduzione di peso che passa da 114 a 102kg, sempre in ordine di marcia. I cerchi in alluminio pressofuso a 5 razze calzano agili pneumatici da 80/90 davanti e 90/90 dietro, griffati dalla cinese 'CST', che alla prova dei fatti si sono dimostrati più che dignitosi. Meritevole la scelta di equipaggiare Vision con il sistema di frenata combinata CBS, che utilizza un freno a disco anteriore da 220mm stretto da una pinza Nissin a tre pistoncini e un tamburo posteriore da 130mm, gli stessi utilizzati su PCX 125. Ovviamente manca l'ABS che influirebbe in modo troppo accentuato sul prezzo finale.
· PROPULSORE È un monocilindrico orizzontale a quattro tempi di nuova progettazione con testata a due valvole che arriva a 108cc grazie a 50 x 55mm di alesaggio e corsa (le stesse di Lead 110) , quindi conferma la preferenza Honda per i motori di piccola cilindrata a 'corsa lunga'. Viene raffreddato ad aria forzata e alimentato da una compattissima centralina ad iniezione elettronica PGM-FI coadiuvata da un catalizzatore nello scarico per rientrare nelle normative Euro3. L'avviamento è ovviamente elettrico anche se nella versione europea è privo della pedana d'avviamento disponibile in altri mercati. Eroga 6,2kW a 8.000 giri con una coppia massima di 8,7Nm a 6.500 giri, valori modesti, ma adeguati alla cilindrata e addirittura superiori ad alcuni 125cc di marchi cinesi. Ma il pezzo forte di questo piccolo motore sono sicuramente i consumi, dichiarati in 52km/litro alla velocità costante di 60km/h, condizione certo poco frequente, ma indicativa delle possibilità di questo motore. Certo avremmo preferito un valore espresso in modalità più probante, come la WMTC, utilizzata per il più sofisticato PCX 125, accreditato di 46km/litro, probabilmente più reali.
· TEST SU STRADA Peso e dimensioni non intimoriscono neppure i neofiti più timorosi e anche da fermo si sposta come un 'cinquantino'. L'abitabilità riesce nel non facile obiettivo di accontentare sia i più bassi che i più alti, offrendo un range di utilizzo più ampio della media, orientativamente dai 160 ai 190cm. I primi sono favoriti dalla sella bassa coi fianchi stretti, i secondi dalla possibilità di arretrare e dall'assenza d'interferenze col retroscudo. Il manubrio è compatto, ma non troppo ravvicinato, la sella è sufficientemente accogliente e i comandi a portata di mano, solo il deviatore 'frecce' è un po' incassato. Rumorosità e vibrazioni sono modestissimi e ruotando l'acceleratore la spinta è superiore alle aspettative, evidentemente la taratura del CVT e la coppia ai bassi regimi del motore 'corsa lunga', uniti al peso contenuto, regalano accelerazioni molto simili ad un 125cc raffreddato ad aria. Anche meglio la ripresa dopo un rallentamento, con una buona spinta fino ai 70/80km, oltre la progressione si affievolisce, anche se di tachimetro si riescono a superare i 90km/h (limite di legge raggiungibile con un 125cc). Ovviamente, vista la modesta potenza a disposizione, le prestazioni variano in modo significativo a seconda della mole di pilota ed eventuale passeggero. Sulla maneggevolezza non avevamo alcun dubbio e infatti slalom ed inversioni si fanno praticamente da soli, la notizia positiva è che al crescere della velocità si apprezza la piacevole stabilità offerta dalle quote ciclistiche. E nel misto ci si può anche divertire grazie alla rapidità d'ingresso curva e agli inaspettati angoli di piega concessi dagli esili pneumatici. Bene anche il reparto sospensioni, meno rigido rispetto alla media degli scooter in circolazione, capace quindi d'incassare meglio le malformazioni del fondo stradale, cavandosela discretamente anche sul pavé e soffrendo solo sulle 'voragini', peccato per l'ammortizzatore non regolabile, che nella guida in due avrebbe fatto comodo. Apprezzabile anche l'impianto frenante che grazie al sistema combinato sfrutta al meglio la potenza dell'impianto senza scomporre lo scooter anche in frenate d'emergenza. Il suo funzionamento è semplice ed efficace: nelle frenate ordinarie basta utilizzare la sola leva sinistra che agisce sul tamburo posteriore e un pistoncino della pinza anteriore, per frenate più decise si agisce anche sulla leva destra che comanda gli altri due pistoncini anteriori. L'azione leggermente anticipata del freno posteriore diminuisce il trasferimento di carico all'anteriore, mantenendo un migliore assetto in frenata e minimizzando (senza eliminarli) i fenomeni di bloccaggio. Piuttosto modesta la protezione aerodinamica, accettabile alle gambe, ma inesistente al busto e alle braccia, anche se integrabile grazie agli accessori dedicati. Peccato non aver avuto la possibilità di verificare i consumi effettivi, che rappresenta uno dei punti di maggior interesse riguardo a Vision, speriamo quindi di averne presto un esemplare in prova per una verifica approfondita.
· ACCESSORI Honda non si fa trovare impreparata neppure alla voce accessori, sfoggiando sin da subito: Parabrezza alto: utile per estendere la protezione al busto, anche se un po' più basso avrebbe favorito la visibilità, soprattutto in caso di pioggia. Set paramani: sono trasparenti quindi poco invasivi esteticamente, ma d'inverno sono in grado di fare la differenza deviando dalle mani pioggia e aria gelida. Coprigambe: la classica 'copertina', qui griffata Honda, realizzata in tessuto impermeabile con fodera isolante, arriva a coprire la sella durante le soste. Bauletto posteriore: montato su un'apposita staffa e sganciabile con serratura, aggiunge spazio coperto per un casco integrale o due demi-jet e può essere abbinato ad una borsa interna espandibile dedicata. Kit allarme: antifurto dotato di sensore di inclinazione e allarme acustico a 95dB. Telo coprimoto: impermeabile e traspirante protegge lo scooter parcheggiato all’esterno, con cordino antisbattimenti e fori per il lucchetto a U, anch'esso disponibile fra gli optional.
· CONCLUSIONI Spesso l'abilità dei produttori sta nell'esplorare nuovi segmenti di mercato o nel reinventarli spiazzando la concorrenza. E con Vision 110 Honda reinterpreta lo scooter 'basic', donandogli un'appetibilità estetica e costruttiva non facili da trovare in questa fascia di prezzo. In più si guida bene, sia a bassa velocità che sul filo dei 90km/h, ha sospensioni giustamente cedevoli e una frenata sicura che non mette in difficoltà i neofiti. Si adatta a piloti di stature opposte ed è fornito di un'invidiabile collezione di accessori. I punti deboli sono la strumentazione essenziale, la serratura della sella decentrata e l'ammortizzatore non regolabile (ma solo per la guida in due). Peccato non aver potuto verificare il consumo, che se confermato, abbinato al costo d'acquisto, ne farebbe probabilmente lo scooter più economico del mercato.
Testo: Fabrizio Villa Tester: Giovanni Novati Foto: Honda Photo Team