La moda prevede scooter di piccola cilindrata
a ruote alte? Piaggio offre Liberty
125/200. Si cerca uno scooter compatto, ma dallo stile
esclusivo? Ecco la Vespa
LX 125/150. Badate alla sostanza, al prezzo e non
volete rinunciare al sottosella? Eccovi servito il Fly
125/150. Un gruppo come Piaggio può permettersi
di coprire tutte le tipologie desiderabili e così,
anche se i 'ruote basse' di piccola cilindrata non sembrano
godere di un momento di grande popolarità, Fly
arriva ad incarnare lo scooter 'entry level', leggero,
compatto, economico, ma non per questo scomodo o anonimo.
Nel listino del gruppo toscano prende il posto di un veicolo
a suo tempo 'eretico': Sfera, il primo scooter in 'plastica',
affiancato a Vespa nel lontano 1992.
Oggi la situazione si è invertita, Vespa è
l'unico scooter con scocca in acciaio, mentre Fly deve
'sgomitare' fra numerosi concorrenti, vediamo quali sono
le sue 'armi'.
LINEA
Originale senza stupire, ma inconfondibilmente Piaggio.
Le similitudini con Liberty sono evidenti, soprattutto
nel frontale, ma richiama anche la recente Vespa LX: un
buon lavoro del centro stile che riesce a fornire ogni
nuovo scooter di una propria personalità, mantenendo
l'unità di gamma.
Nonostante le dimensioni compatte, il frontale è
corposo ed elegante con un bel faro svettante a sormontare
il 'cravattino', affiancato a sua volta da voluminosi
indicatori di direzione di colore neutro. Nella vista
laterale il tris faro-scudo-parafango è dinamicamente
proteso in avanti, mentre la coda ne attenua un po' l'effetto.
Proprio la coda ci sembra piuttosto anonima e fin troppo
compatta, anche se il gruppo ottico posteriore integrante
le 'frecce' cerca di dire qualcosa di nuovo, riuscendoci
in parte. Un po' sporgente la porzione di pedana dedicata
al passeggero.
Quattro le colorazioni disponibili, tre pastello: Blu
Marina, Rosso Dragon, Nero Lucido e una metallizzata:
Grigio Excalibur, offerta senza sovrapprezzo.
QUALITÀ COSTRUTTIVA
L'aggressiva quotazione non è andata a scapito
della qualità costruttiva, visto che le plastiche
appaiono solide, piacevoli al tatto e ben assemblate.
Le viti a vista sono ridotte al minimo, gli specchi retrovisori
sono completamente 'carenati' e lo sportello anteriore
è discretamente solido. Ben fatte anche le maniglie
per il passeggero. La ricerca di un miglioramento della
qualità complessiva è diventata priorità
in Piaggio e i passi avanti sono palpabili, anche se in
caso di pioggia battente abbiamo notato qualche fenomeno
di condensa negl'indicatori di direzione anteriori.
DOTAZIONI
Per meno di 2.500 Euro non ci si possono aspettare fuochi
artificiali, ma non si rimane neppure delusi, anzi.
Elemento che fa la differenza è da sempre la disponibilità
di vani bagagli e Fly offre
uno sportello anteriore con due spazi sufficienti per
stivare guanti invernali, documenti e un paio di pantaloni
impermeabili, oppure un macchina fotografica di medie
dimensioni, cellulare e alimentatori vari, in più
è apribile semplicemente premendo il blocchetto
d'avviamento con la chiave inserita, anche a motore acceso.
Per accedere al sottosella occorre invece sbloccare la
serratura sul fianco sinistro, il vano è su misura
per un casco integrale, non tutti i modelli però,
dipende dalla larghezza, proprio per questo motivo quelli
modulari sono off limits, peccato, sarebbero bastati un
paio di centimetri. È comunque ai vertici della
categoria di riferimento e superiore ai concorrenti a
ruote alte. Non manca il gancio appendiborse, con sicura,
posizionato in punta di sella, per non ostacolare l'apertura
dello sportello nel retroscudo.
I comandi al manubrio sono
essenziali: manca l'interruttore d'emergenza, ma c'è
il flash abbagliante e le leve sono ben proporzionate.
Semplice e completo il cruscotto
con tachimetro, contachilometri meccanico, indicatore
del livello carburante e orologio-datario digitale, oltre
alle spie relative a riserva carburante, indicatori di
direzione, luce anabbagliante, abbagliante e livello olio.
Una volta tolta la chiave d'avviamento s'inserisce l'antifurto
immobilizer, offerto di serie, segnalato da un led lampeggiante
sul cruscotto.
Manca il cavalletto laterale,
che dato il peso del veicolo si può considerare
una carenza più che veniale, naturalmente si trova
quello centrale.
Il serbatoio carburante si
trova sotto la sella, quindi occorre scendere dallo scooter
per fare rifornimento e ha una capienza di 7,2 litri di
cui 1,5 dedicati alla riserva.
CICLISTICA
La sua missione è scorrazzarvi in giro per la città,
quindi propone concretezza e semplicità con quote
ciclistiche improntate all'agilità, ma anche con
abitabilità sufficiente per due persone.
Il telaio in tubi d'acciaio lascia la pedana perfettamente
piatta e utilizza il motore come un forcellone monobraccio
oscillante, nella più classica scuola scooteristica.
Le quote caratteristiche
vedono un peso di soli 112kg per una lunghezza di 1870mm
e un passo di 1330mm. La larghezza al manubrio è
di 735mm e la sella si ferma a 785mm da terra.
Le ruote sono entrambe da
12 pollici con pneumatici tubeless 120/70 di marca Pirelli.
La frenata è di tipo
tradizionale: la leva sinistra comanda il tamburo posteriore
da 140mm, mentre quella destra agisce sul disco anteriore
da 200mm con una pinza flottante a doppio pistoncino.
Assente il freno a mano.
La forcella anteriore è
di tipo telescopico con steli da 32mm e un'escursione
di 76mm, mentre al posteriore troviamo un singolo ammortizzatore,
regolabile nel precarico su quattro posizioni, con una
corsa di 64mm.
Infine sul lato sinistro del sottopedana (sarebbe stato
più comodo a destra) è disponibile un anello
con cui assicurare lo scooter ad un palo, utilizzando
una catena.
MOTORE
Le versioni da 125 e 150cc sono del tutto identiche anche
nei propulsori, che sono dei monocilindrici raffreddati
ad aria forzata con distribuzione a due valvole. Fanno
parte della serie 'Leader' e differiscono fra di loro
nei centimetri cubici e nelle prestazioni erogate. Il
125 è un 124cc con
7,8kW a 7.000giri e 10Nm a 6.000 giri, rispettivamente
per potenza e coppia massima. I valori del 150,
che è un 150,46cc salgono a 8,5kW a 7.750 e 11,6Nm
a 6.000giri. Ovviamente il cambio è il classico
a variazione continua.
Si tratta di unità omologate Euro 2 attraverso
un convertitore catalitico e il sistema d'immissione d'aria
secondaria.
Purtroppo non viene dichiarato alcun valore di consumo
medio, ma non vi preoccupate lo verificheremo su strada.
MANUTENZIONE
Come ben sapete gli intervalli di manutenzione sono una
voce importante nel mantenimento di ogni scooter, nel
caso di Fly 125/150 prevedono un intervallo di 6.000km,
naturalmente dopo il primo a 1.000km. In più è
prevista la verifica dell'olio motore, con l'eventuale
rabbocco (non sostituzione...) ogni 3.000km. Gli interventi
più costosi sono a intervalli di 12.000k e prevedono,
fra gli altri, la sostituzione del filtro olio, della
candela, dei rulli e della cinghia di trasmissione.
ACCESSORI ORIGINALI
Nella foto potete notare i due accessori attualmente disponibili
per la gamma Fly, si tratta del parabrezza con paramani
e del bauletto in tinta da 32 litri, costano rispettivamente
74,9 e 145 Euro.
CONFRONTI
I maggiori concorrenti di Fly si trovano proprio all'interno
del gruppo Piaggio, a parte i citati Liberty a ruote alte
e la recente Vespa LX, possiamo infatti citare anche il
Derby Boulevard 125/150 che
ne condivide propulsore e prezzi, con una linea forse
più aggressiva. Di Kymco
possiamo paragonare il Dink Classic
125/200 più corposo e anche costoso, mentre
in casa Yamaha citiamo il
Cygnus X, disponibile nella
sola cilindrata di 125cc, ad un prezzo ancora più
contenuto.
CONCLUSIONI 'STATICHE'
Dall'analisi fin qui condotta si conferma un veicolo 'budget',
ma con caratteristiche al top della categoria, con una
cura costruttiva di buon livello, uno stile piacevole
e un'immagine per nulla utilitaria, soprattutto nell'orgoglioso
frontale.
Fin qui l'analisi statica, lo scooter (un 125cc) è
infatti appena arrivato in redazione, dateci tempo di
fare un po' di strada e pubblicheremo anche le impressioni
su strada. A presto!
Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande
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