Dopo dieci giorni di
pioggia torrenziale, il risveglio mi riserva un sole ancora
incerto, ma con un cielo sereno che permette di apprezzare
la splendida vista sulla costa ligure.
Alle 9:00 siamo in sella per il giro che ci porterà
a Camogli e Portofino,
con la difficoltà di tenere lo sguardo incollato
alla strada, anziché perdersi nel panorama.
POSIZIONE IN SELLA
Il maxi Scarabeo non fa nulla per nascondere la sua 'stazza'
e la sella posta a 800mm
punta ad agevolare chi misura almeno un metro e settanta.
Una volta seduti però si apprezza la sella morbida
al punto giusto e ben conformata, con un accenno di schienale,
regolabile, per il pilota. Le gambe
hanno sufficiente spazio per posizionarsi ad angolo retto,
ma possono anche avanzare nelle apposite svasature. Il
busto sta dritto e le braccia
scendono ad impugnare un manubrio non troppo largo. Chi
arriva dallo Scarabeo 125/200 ritroverà la posizione
consueta, ma con maggiore spazio a disposizione.
GUIDA
Il primo tratto da affrontare è una stradina in
discesa, stretta, ombrosa e ancora bagnata, ricoperta
di foglie e con tornanti a raffica. Apparentemente non
l'ideale per approcciare un mezzo da oltre 200kg e con
quote ciclistiche di tutto rispetto. Invece il feeling
è immediato, già dopo due curve sono alla
ricerca della piega, guizzando fra pozzanghere e foglie
fradicie. Anche il manubrio basso e compatto non dovrebbe
aiutare in questi frangenti, invece tutte le manovre si
svolgono con naturalezza,
anche un'inversione in contropendenza.
La frenata in questo contesto
richiede attenzione, ma il sistema integrale, dotato di
notevole modulabilità, rende tutto più facile,
basta dimenticarsi il freno destro e dosare quello sinistro.
La trasmissione 'stacca'
molto tardi permettendo di percorrere anche le curve strette
con il motore 'in tiro'.
Arrivati sulla statale Aurelia ho modo di saggiare le
doti di ripresa del motore
da 29kW. Il monocilindrico ad iniezione risulta molto
morbido, senza strappi anche
alle più basse velocità, confermando la
positiva impressione già avuta con l'Atlantic 500.
La curva di coppia piatta ed il buon lavoro della trasmissione
consentono accelerazioni briose senza averne la sensazione.
In pratica la spinta continua e senza picchi, maschera
la corposa accelerazione. Siamo distanti dalla rumorosità
dei motori Rotax 125/200 alla richiesta di potenza, e
del resto la cilindrata più che doppia parla da
sola.
Il terreno alterna tratti asciutti ad altri ancora fradici
dalle piogge dei giorni precedenti. Il passaggio dalle
differenti condizioni di aderenza è digerito senza
problemi dalle gomme Maxxis,
che mostrano un mordente sconosciuto ad altri modelli
dello stesso produttore, grazie alle specifiche determinate
dei collaudi Aprilia.
Positivo anche il test di frenata
a velocità prossime agli 80km/h, con lo Scarabeo
che si accuccia su entrambe le ruote, grazie al sistema
integrale con ripartitore, minimizzando il trasferimento
di carico all'avantreno e limitando al massimo il bloccaggio
della ruota posteriore. Cosa mai accaduta nei ripetuti
tentativi. Agendo su entrambe le leve però, una
maggiore autorevolezza non avrebbe guastato. È
possibile entrare in curva anche con i freni pinzati,
senza evidenti fenomeni di raddrizzamento.
La varietà di curve e saliscendi hanno chiarito
l'ottimo bilanciamento del
mezzo, che si inserisce in curva in modo sempre neutro
e segue la traiettoria senza alcun accenno al sovra o
sottostrezo. Anche nelle esse, il cambiamento d'inclinazione
è rapido e sicuro. Nelle pieghe
più accentuate nessuna parte dello scooter è
entrata in contatto con l'asfalto, elemento raro e positivo
(naturalmente non mi do' per vinto...).
Il reparto sospensioni, se
la cava bene grazie ad un'escursione sempre sufficiente
sia all'anteriore che dietro. Gli ammortizzatori
erano tarati in una posizione intermedia, ideale per guida
da soli e in due. Solo in caso di ulteriore carico di
bagagli è consigliabile aumentarne il precarico.
Nel mio caso, con un peso inferiore ai 70 kg, sarebbe
stato possibile diminuire il precarico per farli lavorare
meglio, ma la procedura un po' macchinosa
mi ha fatto desistere.
Sono anche riuscito a fare una puntata in Autostrada,
solo 5 chilometri, ma tutti con l'acceleratore a fondo
corsa. Spalancando tutto sin dalla corsia d'accelerazione,
il maxi Scarabeo sale di giri e allunga
apparentemente senza troppo vigore, ma la lancetta del
tachimetro conferma che in realtà stiamo viaggiando
piuttosto spediti e raggiungo, senza troppo lancio, i
172km/h di strumento.
Sul rettilineo la stabilità
è rassicurante, ma infilando una curva a 170km/h
qualche pendolamento c'è
stato, non preoccupante, ma sufficiente a far pelare un
po' il gas. Il fenomeno, a detta del collaudatore Aprilia
si elimina agendo sull'ammortizzatore di sterzo, cosa
che faremo sicuramente alla prossima occasione.
Pur nei pochi chilometri percorsi però, la sensazione
è di essere su uno dei maxiscooter più
stabili del mercato, bicilindrici compresi.
Un comportamento complessivo che gli fa guadagnare, sul
campo, l'appellativo di moto automatica,
decisamente non a sproposito. Non aspettatevi naturalmente
le rabbiose accelerazioni di una naked quattro cilindri,
non era certo questo l'obiettivo dei tecnici veneti.
Alla fine del test il computer di bordo segnava un consumo
medio di 21km/litro, assolutamente
niente male, considerando la capienza del serbatoio, percorrenze
da vera tourer.
PROTEZIONE
Difficile offrire di più, lo scudo
è ampio e il parabrezza,
solidale allo sterzo, risulta vicino al busto riparandolo
in modo pressoché totale. I deflettori
montati sullo scudo fanno il loro dovere e anche la zona
gambe è al sicuro. Cosa piuttosto rara, anche le
mani sono completamente riparate rendendo lo Scarabeo
uno degli scooter più protettivi
attualmente disponibili. Vedremo come se la caverà
in Agosto.
Una cosa mi è sfuggita: la protezione ad alta velocità.
Impegnato com'era a spremere tutti i cavalli ho curato
meno questo fattore, ma il non aver notato sbattimenti
del casco o strane turbolenze mi fa ben immaginare.
Il mezzo è troppo sofisticato e importante per
accontentarci di questa breve presa di contatto e speriamo
di avere presto un esemplare con cui macinare alcune migliaia
di chilometri, poi vi diremo davvero tutto, come e anche
meglio del test di Atlantic
500.
PASSEGGERO
Pur se staticamente, ho cercato d'immedesimarmi. Anche
in questo caso semaforo verde. La sella
è ergonomicamente corretta, lo schienale
morbido e all'altezza giusta. Il dislivello
tre le sedute pilota/passeggero risulta contenuto, a favore
della protezione di quest'ultimo. Le bellissime e solide
pedane permettono di allungare
bene le gambe e le comode maniglie
di aggrapparsi con sicurezza. La posizione complessiva
dovrebbe convincere anche le compagne più restie
ad affrontare lunghi raid. Opportunità che lo Scarabeo
offre su un piatto d'argento e a cui sarebbe un
peccato rinunciare.
CONCLUSIONI DINAMICHE
Come primo approccio, mi posso dire piuttosto soddisfatto.
Mi sembra che le premesse
di veicolo comodo, protettivo e dalle spiccate doti dinamiche
siano state pienamente rispettate.
Manca un test nel traffico urbano, condizione in cui la
buona maneggevolezza unita alla compattezza longitudinale,
dovrebbe mitigare peso ed interasse. Per il resto si guida
in scioltezza sia su ripidi
tornanti che su statali maggiormente scorrevoli. L'autostrada
ha rivelato una stabilità superiore alla media,
anche se da verificare in condizioni ottimali. Freni e
sospensioni sono sufficientemente a punto.
Cosa volere di più?
Magari un motore con un'erogazione meno elettrica e più
coinvolgente non avrebbe guastato. Questo significa parlare
inevitabilmente di bicilindrico,
possibilità a cui Aprilia sta sicuramente pensando,
ma tempi e costi sono tutti da verificare.
CONCLUSIONI FINALI
Se il vostro obiettivo è un veicolo da utilizzare
365 giorni all'anno, con ambizioni che varcano significativamente
le mura urbane, magari in buona compagnia e con tutto
il bagaglio necessario, Scarabeo 500 può essere
la soluzione più azzeccata.
Sta a voi valutarne l'estetica, a noi è parso realizzato
con cura e con una guida
pressoché motociclistica.
Il prezzo di 6840 euro è
livellato con quello che il veicolo offre, almeno confrontandolo
con il listino dei diretti concorrenti Atlantic
500 e Piaggio X9 500,
al netto delle promozioni. Discorso diverso per il Piaggio
Beverly 500, meno turistico e più spartano
anche se offerto ad un prezzo d'attacco. I più
costosi bicilindrici offrono maggiori qualità motoristiche
ma sono nel mirino quanto a prestazioni e a precisione
di guida.
Testo&test: Fabrizio
Villa
Foto: Milagro
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