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ABBIGLIAMENTO
Casco: Nolan N100E
Giacca: Spidi 'MID'
Guanti: Spidi '-30'
Giacca: Tucano Urbano 'Carlos'
Guanti: Tucano Urbano 'Rex'

 

 · APRILIA SCARABEO 500
21/05/03
PROVA SUI 5.000 KM
pag. 6/6
Vedi anche: Anteprima, Presentazione Statica, Presentazione Dinamica, Prova Fabio Scotti,

Ritorno a parlare di Scarabeo a distanza di quasi sei mesi dalla presentazione stampa nei pressi di Portofino. Nel frattempo ho avuto modo di percorrere personalmente quasi 5000 km dalle strade gelate del nord Italia in inverno, ai tornanti del passo del Muraglione, fino alle assolate piane presahariane della Tunisia, senza trascurare il traffico più congestionato.
Un'esperienza che mi ha permesso di entrare in perfetta sintonia con pregi e difetti dell'ammiraglia Aprilia a ruote alte.
Senza tornare ad annoiarvi con una descrizione dettagliata di ciclistica, propulsore e dotazione, per cui vi rimando alle pagine precedenti, voglio integrare le già numerose informazioni espresse da CyberScooter con ulteriori elementi di 'vita vissuta', tanto rare in un mondo sempre più patinato.

Confermo che l'altezza della sella e il tipo di svasatura possono porre in difficoltà i meno alti nel poggiare i piedi a terra, di contro è comoda per gli altri che non si troveranno mai con 'le ginocchia in bocca'. In più la sella è veramente comoda anche standoci seduti dalla mattina alla sera e le gambe possono assumere diverse posizioni, alleviando la fatica del viaggio, finanche a distendersi puntando i tacchi nelle svasature anteriori.

Il manubrio risulta più basso e stretto rispetto a quanto ci si è abituati su altri maxiscooter, portandoci ad assumere una posizione compatta, più motociclistica e adeguata alla totale protezione di cui è capace l'aerodinamica carenatura anteriore.

La strumentazione è molto comoda per i viaggi: con la possibilità di utilizzare i due parziali per diversi conteggi, il termometro per quantificare le escursioni termiche (anche 20° in poco più di un'ora in Tunisia), il contagiri per tenere d'occhio il regime di utilizzo nelle lunghe tirate autostradali ed il consumo medio, effettivamente affidabile, per pianificare le soste carburante. La velocità massima raggiunta è un vezzo e quella media è attendibile solo se non si fanno continue soste. Il termometro del liquido di raffreddamento è addirittura 'inutile', tanto anche a 40° e viaggiando a passo d'uomo la temperatura si è sempre tenuta su valori medi, senza neppure richiedere l'uso della ventola!
Non sempre preciso invece l'indicatore del livello carburante, in genere piuttosto ottimista, tenetene conto anche perché non è facile riempire il serbatoio fino all'orlo.

I comandi si sono rivelati comodi tranne il flash abbagliante, non nella posizione 'canonica' e alla necessità di imparare le procedure per regolare i trip digitali. Qualche difficoltà nell'apertura/chiusura del bauletto quando viene riempito per la sua capienza. Quello di cui si sente la mancanza è però il freno a mano che costringe ad equilibrismi in caso di soste in salita per fare fotografie o in caso di parcheggi in pendenza senza dover ricorrere al cavalletto centrale.
Parlando di cavalletti, il centrale richiede un certo sforzo con lo scooter a pieno carico, mentre il laterale è posizionato un po' indietro e proprio in corrispondenza con la pedana del passeggero richiedendo la sua costante chiusura, in compenso è solido anche con tutti i bagagli a bordo.
Fare benzina obbliga a scendere di sella e ad aprire la sella, sarebbe stato meglio prevedere uno sportellino esterno, anche perché è l'unico motivo per sollevare la sella, esclusa la manutenzione periodica.

Prima di 'partire' un accenno alla sospensione posteriore e all'ammortizzatore di sterzo: la prima ha un'escursione sufficiente e un'ampia possibilità d'intervenire sul precarico, ma il sistema di regolazione a doppia ghiera obbliga ad una procedura complessa e di estrema precisione, condizioni incompatibili con le variegate esigenze che il turismo propone, obbligando di fatto a tarature di compromesso, stesso discorso per l'ammortizzatore di sterzo, soluzione di pregio per agire sulla stabilità direzionale a seconda del percorso in programma, vanificato dalla pressoché irraggiungibile posizione del registro.

Interessante la soluzione opzionale proposta per i bagagli, le borse laterali in tinta con la carrozzeria sono utilizzabili senza che la sagoma dello Scarabeo assuma proporzioni ingestibili grazie alla snellezza del posteriore e con i loro 60 litri complessivi sopperiscono ampiamente alla mancanza del vano sottosella, mantenendo il bagaglio ugualmente al sicuro e senza incidere negativamente sulla stabilità del mezzo. Il sistema d'aggancio necessita di una chiave apposita e utilizza un'ingegnoso comando a filo per lo sgancio dal supporto, attenzione perché richiede l'apertura del coperchio, con possibile 'esplosione' del contenuto nel caso si sia stipato l'inverosimile. Nel corso della vacanza in Tunisia si sono dimostrate comodissime per dividere il bagaglio lui/lei e per il trasferimento in albergo di tutto il necessario. Il loro solido telaio non ha mai trasmesso alcuna vibrazione neppure su strade dissestate.
La capiente borsa da tunnel sfrutta ottimamente uno spazio ideale per caricare il bagaglio più pesante e più delicato e con i suoi 50 litri di volume ha ospitato il corredo informatico (PC portatile + accessori) e quello fotografico, oltre a mappe, guide, bottiglia d'acqua grande, frutta e dolci, un paio di maglioni e tutto quello che necessita tenere a portata di mano. Insostituibile la tasca trasparente per tenere d'occhio la mappa del viaggio. Nel baule posteriore ha trovato posto il completo impermeabile per due, la toeletta e... il superfluo.

Veniamo al comportamento dinamico che sostanzialmente conferma quanto già esposto nella presentazione dinamica.
Va abbandonata l'idea di scooter 'sdraiato' per abbracciare l'idea più classica e motociclistica che prevede una posizione più seduta, conservando il vantaggio di poter cambiare la posizione delle gambe a piacimento, una bella comodità sui lunghi viaggi rispetto ad una moto.
Questa posizione, abbinata ad una sella e ad un baricentro un po' alti richiede una maggior attenzione nella guida a bassa velocità e nelle inversioni, ma ripaga con un buon controllo del mezzo sul veloce e affatica meno la schiena.
Grazie alla ridotta sezione frontale e al raggio di sterzo degno di un cinquantino, una volta presa la mano, anche il congestionato traffico metropolitano viene digerito senza particolare stress a conferma che il tragitto quotidiano casa-ufficio è alla portata del maxi Scarabeo, pur se i 'fratelli' più piccoli se la cavano sicuramente meglio.
Questa prerogativa lo rende adatto anche alle anguste stradine di montagna e pure qualche piccolo sterrato è digerito senza problemi, anzi, se non fosse stato per il delicato corredo digitale, avremmo sicuramente affrontato anche qualche pista tunisina fra le più abbordabili.

Dove però l'imponente reparto ciclistico e le ruote da 16 pollici fanno la differenza è sulle strade a scorrimento veloce, anche con curvoni impegnativi come l'autostrada della Cisa o la più insidiosa Serravalle. In questi casi, si apprezza una stabilità sconosciuta ad ogni altro scooter 'tradizionale' cioè con il motore oscillante assieme alla ruota posteriore, arrivando a rivaleggiare con soluzioni più sofisticate proposte dai bicilindrici giapponesi.
Sul veloce l'ideale è non stringere troppo il manubrio e lasciare che lo sterzo 'lavori', puntandosi maggiormente con le gambe sul tunnel, così facendo anche i curvoni presi ad alta velocità vengono gestiti senza problemi e le giunture dell'asfalto o dei viadotti non perturbano più di tanto l'assetto dello Scarabeo. In due e bagagli, il maggior peso sembra addirittura migliorare la precisione di guida, a patto di regolare ammortizzatori posteriori e di sterzo in modo adeguato.

Quello che riesce invece a far ondeggiare lo Scarabeo sono le scie e le turbolenze generate degli altri veicoli: in una condizione di traffico veloce come le tangenziali di una grande città, soprattutto stando in scia ad altri veicoli, le perturbazioni d'aria che gravano sull'ampio parabrezza solidale al manubrio, in concomitanza con lo sfavorevole effetto aerodinamico determinato dal bauletto posteriore, generano un'andatura 'serpeggiante' che, pur non determinando alcuna pericolosità, non risulta affatto piacevole soprattutto ai neofiti.

In compenso la protettività offerta dallo scudo anteriore è quanto di meglio attualmente reperibile sul mercato. La zona gambe e piedi vive in una 'bolla' di tranquillità anche grazie ai deflettori laterali che arrivano a beneficiare anche le gambe del passeggero. Busto, braccia e mani sono integralmente protette tanto che della miriade di moscerini infranti sullo scudo, nessuno ha raggiunto il nostro abbigliamento, una dote interessante quando si viaggia, ma anche se ci si presenta ad un incontro di lavoro. Stesso discorso, ancora più importante, in caso di freddo e pioggia quando la protezione è davvero totale.
Rimane scoperto solamente il casco, soluzione che garantisce ottima visibilità, ma richiede la scelta di un modello più aerodinamico e silenzioso possibile, sconsigliando l'utilizzo di un jet per i trasferimenti più impegnativi, cosa che vale anche dal punto di vista della sicurezza, naturalmente.

Il passeggero viaggia in 1^ classe, con una sella ottimamente imbottita e un comodo schienale, con pedane ben distanziate e solide maniglie per le mani. Solo nelle lunghe tirate autostradali la posizione moderatamente rialzata espone il suo casco alle turbolenze, ma in tutte le altre condizioni favorisce la contemplazione del paesaggio.
Anche nella guida spigliata e in due è quasi impossibile strisciare terra con il cavalletto, una sicurezza da rimarcare.

Il capitolo freni è quello con cui mi sono più confrontato con gli uomini Aprilia: la ricerca di una frenata estremamente modulabile e facile da gestire anche in condizioni di scarsa aderenza e ai neofiti, scelta che condivido appieno assieme alla frenata combinata, ha portato ad un'azione frenante un po' ritardata, particolarmente nella prima corsa delle leve e ad una mancanza d'incisività in caso di frenate d'emergenza. È certo difficile trovare il punto d'equilibrio fra l'evitare il bloccaggio delle ruote e garantire una frenata potente, e probabilmente la soluzione migliore è quella di abbinare il sistema ABS a quello integrale, soluzione su cui Aprilia sta lavorando sodo e che spero vedremo quanto prima tradotto in realtà commerciale.

Le sospensioni sono ben calibrate per la stazza del veicolo e non entrano in crisi anche a pieno carico e ad alta velocità, risultano però poco efficaci sulle asperità più secche e di difficile regolazione.

Ma come va questo 500cc da 220kg? Non ci si possono certo aspettare accelerazioni mozzafiato, tutto avviene in modo molto dolce e progressivo, ma per quanto riguarda la velocità di punta, (poco meno di 170km/h indicati) e le medie autostradali è a livello della concorrenza di pari cilindrata, anche bicilindrica.
Quello su cui si potrebbe forse lavorare ancora è l'erogazione sotto i 4000 giri, o meglio far lavorare il più possibile il motore oltre questa soglia, ne guadagnerebbero prontezza e corposità d'ergazione evitando qualche sussulto tipico in un monocilindrico.
Sto comunque cercando il pelo nell'uovo perché monocilindrici così prestanti e regolari nella quasi totale assenza di vibrazioni sono assolutamente introvabili anche fra le motociclette.
In più i consumi sono davvero irrisori rendendo difficile scendere sotto i 20km/litro, se non in ambito prettamente urbano, fantascienza per i bicilindrici jap e un'ottima premessa per l'autonomia fra un pieno e l'altro.

Parlando di affidabilità poi c'è ben poco da dire visto che non è stato necessario alcun intervento per tutta la durata del test.

Scarabeo 500 è un mezzo 'vero', pensato e realizzato sia per viaggiare che per essere utilizzato quotidianamente, senza rinunciare a quell'aria un po' snob che lo fa distinguere dalla concorrenza, rara del resto, trattandosi dell'unico scooter a ruote alte di grossa cilindrata attualmente disponibile.
Penso sia superfluo trarre ulteriori considerazioni dopo il fiume di parole scritto in questo dettagliatissimo servizio, l'ultimo consiglio, come sempre, è quello di provare con mano e di trarre le vostre conclusioni, in questo Aprilia è a disposizione con tutta la sua rete di Concessionari, poi naturalmente mandateci le vostre impressioni...

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande, Francesco Roberti, Fabrizio Villa

 

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