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SUZUKI SIXTEEN 150
vs
SYM HD2 200
 DESCRIZIONE - 13/09/2012
Suzuki Sixteen 150 (quello beige) e Sym HD2 200 (quello blu) possono essere considerati dei competitor a tutti gli effetti, nonostante i valori di cilindrata nominali sembrino indicare il contrario, visto che la differenza reale in termini di centimetri cubici è di soli 15cc effettivi e che anche il prezzo di vendita varia (ad oggi) di soli 95 Euro (al lordo delle inevitabili promozioni).
Per entrambi poi le ruote da 16 pollici, la pedana piatta, il raffreddamento a liquido e l'alimentazione ad iniezione, rientrano quindi nello stesso segmento dominato commercialmente dall'Honda SH 150 (completamente rinnovato a brevissimo), che nessuno dei due è riuscito ad impensierire nei risultati di vendita, pur trattandosi di ottimi prodotti.
Il giapponese è più datato, essendo stato commercializzato nella primavera del 2008, rimanendo poi sostanzialmente invariato, mentre l'HD2 è arrivato dai concessionari solo nel marzo del 2011, quarta evoluzione di una gamma presentata ad Intermot nel 2002.
Vediamo allora di confrontarli in dettaglio per cercare di capire quale dei due può, eventualmente, adattarsi meglio alle tue esigenze.
Senza dimenticare che le rispettive descrizioni dettagliate sono disponibili a questi link:
Suzuki Sixteen 150
SYM HD2 200i

NB: Metodologia votazioni: i punteggi indicati (da 1 a 5) all'inizio di ogni capitolo sono riferiti esclusivamente ai due modelli in prova, dove il migliore totalizza il punteggio massimo e l'altro tanti punti in meno quanto il divario che lo separa. Le motivazioni sono dettagliate nel testo.



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LINEA/COSTRUZIONE
SIXTEEN | 5 |
 
HD2 | 4 |
Premesso che a livello di design ognuno trarrà le proprie impressioni, le differenze fra i due sembrano più che evidenti, sottolineate anche dalle relative scelte cromatiche.
Decisamente più aggressivo e spigoloso il taiwanese, con il doppio faro incastonato nello scudo ed il cupolino fumé, che bandisce cromature e finiture argento a favore di particolari opachi e bruniti strizzando l'occhio al pubblico più giovane e/o sportiveggiante.
Più morbido il giapponese (costruito in Spagna), con faro singolo al manubrio, griglia di raffreddamento bucherellata a caratterizzare lo scudo e gruppo ottico appuntito al retrotreno, che mostra un look più classico, esaltato anche dalla colorazione panna con sella marrone e particolari in argento (anche se se va detto che in altre colorazioni, nero opaco in particolare, si mostra molto più 'minaccioso').
Quattro le colorazioni disponibili per entrambi, con il Sixteen che abbina sella e manopole marroni a tre verniciature su quattro.
A colpo d'occhio il Sym appare più 'ricco' e anche più voluminoso (impressione non confermata nei dati tecnici), anche se come qualità delle plastiche e degli accoppiamenti tendo a preferirei il Sixteen, con l'HD2 che lascia intravede qualche cavo mal riposto.
Alla fine mi sento di assegnare un punteggio appena superiore al Sixteen, essenzialmente per un piccolo vantaggio nella qualità dell'insieme, il giudizio sul look invece preferisco lasciarlo a chi legge.













STRUMENTAZIONE
SIXTEEN | 3 |
 
HD2 | 5 |
Se pensiamo che l'HD2 è arrivato 3 anni dopo il Sixteen non si può dire che i passi avanti siano sostanziali, ma è innegabile che la strumentazione dello scooter taiwanese risulti più completa.
Entrambi utilizzano tre strumenti analogici per indicare velocità istantanea, livello carburante e temperatura del liquido refrigerante, con esattamente le stesse spie per segnalare: luci abbaglianti, indicatori di direzione, check iniezione e cambio olio.
A fare la differenza sono i display digitali: minuscolo e limitato all'orologio per il Suzuki, che utilizza anche un anacronistico contachilometri meccanico senza parziale, più voluminoso, leggibile e completo quello di Sym che offre la visualizzazione dell'orologio in alternativa al voltaggio della batteria e il contachilometri totale in alternativa a quello parziale (tutto in caratteri ben leggibili).
Sono questi motivi che fanno guadagnare un paio di punti al Sym.









COMANDI/DOTAZIONI
SIXTEEN | 4 |
 
HD2 | 5 |
Anche qui vantaggio a Sym, grazie soprattutto alla presenza del cavalletto laterale di serie e del più comodo tappo esterno per il rifornimento carburante.
Per il resto sono quasi equivalenti: i comandi al manubrio sono molto simili, ma il Sym che mantiene il tasto per accendere le luci, mentre nel Sixteen si accendono automaticamente. Gli specchi retrovisori hanno forme differenti, ma qualità comparabili, mentre per correttezza cromatica i bilancieri al manubrio andrebbero invertiti, con il nero al Sym e il cromato al Sixteen.
Entrambi offrono una 'chicca' antifurto: blocchetto d'accensione blindato per il giapponese, tasto sottosella per escludere l'avviamento per il taiwanese (nulla che possa impensierire un ladro smaliziato).
Minima anche la differenza fra la capienza (dichiarata) dei serbatoi che nel Suzuki supera di 0,4 litri il rivale (valore compensato dal piccolo vantaggio del Sym in termini di consumi.
In entrambi i casi al passeggero sono dedicate pedane di tipo estraibile, di maggior qualità nel Suzuki, più integrate nel design per Sym, con maniglioni incorporati nei portapacchi che offrono un appiglio equivalente.









VANI BAGAGLIO
SIXTEEN | 4 |
 
HD2 | 5 |
Pareggio a livello di vano retroscudo, poco più che simbolico per entrambi, con l'aggravio di obbligare all'utilizzo della chiave per potervi accedere, obbligando così a spegnere il motore.
Presenza comune del gancio appendiborse con sicura, troppo basso nel Suzuki, troppo alto nel Sym...
Vittoria per l'HD2 nello spazio sottosella, che consente di alloggiare un casco jet con visiera, mentre il Sixteen fatica ad ospitare un demi-jet, anche se poi offre un piccolo gancio a cui assicurare, esternamente, un casco compatibile.
Purtroppo nessuno dei due vani è foderato, illuminato e dotato di presa di corrente.









 

CICLISTICA
SIXTEEN | 5 |
 
HD2 | 3 |
Strutturalmente i due scooter appaiono molto simili anche se il Sixteen riesce a spuntare un paio di punti, vediamo dove.
Il primo leggero leggero vantaggio per il giapponese è a livello di peso/dimensioni, grazie a 2kg in meno nel peso a pieno carico, 25mm in meno di larghezza e alla sella più bassa di 10mm. Mentre il Sym è più alto a livello di cupolino e questo è evidente, oltre che 5mm più corto (che invece non sembrerebbe), con gli interassi che si equivalgono.
Per entrambi telaio in tubi d'acciaio con motore oscillante, doppio ammortizzatore posteriore regolabile e forcella telescopica con perno in asse.
Le ruote in lega da 16" montano pneumatici di misure identiche: Metzeler Feelfree per il giapponese e Maxxis per il taiwanese.
Componentistica più blasonata per Sixteen anche a livello di freni, con pinze Nissin davanti e dietro a cui risponde HD2 con un più scenografico disco anteriore a 'margherita' e di diametro impercettibilmente superiore (+6mm). Ad avvantaggiare ancora il Suzuki è però il comando della frenata di tipo combinato, (anche se per i detrattori di questa soluzione può valere il contrario...).





 

 





PROPULSORE
SIXTEEN | 3 |
 
HD2 | 5 |
Netto vantaggio SYM invece a livello di propulsore che grazie alla cubatura leggermente superiore e alla testata a 4 valvole contro le 2 di Sixteen spunta valori significativamente superiori: +0,6kW di potenza massima ad un regime inferiore di 1.250giri e soprattutto + 1,2Nm di coppia massima a 500giri meno.
A livello strutturale però si tratta di unità molto simili, entrambi monocilindrici orizzontali a 'corsa corta', con distribuzione monoalbero, raffreddamento a liquido, alimentazione ad iniezione elettronica e catalizzazione allo scarico per il rispetto delle normative Euro3.









CONCLUSIONI STATICHE
SIXTEEN | 24 |
 
HD2 | 27 |
N.B.: la somma dei punteggi è puramente indicativa, per il semplice motivo che ognuno può dare più o meno valore, alternativamente, alla completezza della strumentazione, alle qualità del reparto freni o alle dotazioni ciclistiche etc, ribaltando i valori.

Già da questa prima analisi si possono identificare le differenti prerogative dei due modelli.
Il Sym HD2 si è imposto in 4 capitoli su 6:
- nella strumentazione, grazie ad display digitale più completo,
- nelle dotazioni, per il cavalletto laterale di serie e il tappo di rifornimento carburante più comodo,
- nei vani bagaglio, grazie ad un sottosella più capiente,
- e nel motore, accreditato di prestazioni superiori.
Il Suzuki Sixteen ha fatto meglio negli altri 2:
- a livello costruttivo, con una cura leggermente superiore
- nel comparto ciclistico, grazie a dimensioni e peso inferiori, assieme alla frenata di tipo combinato.
Queste sono le prime conclusioni con i due scooter ancora sui cavalletti, ma il bello deve ancora venire, con la comparativa a livello dinamico che arriverà prestissimo!

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Fabrizio Villa

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