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SUZUKI SIXTEEN 150
vs
SYM HD2 200i
 PROVA SU STRADA - 16/09/2012

Oltre mille chilometri percorsi fra traffico cittadino, tangenziali e trasferimenti autostradali per raggiungere, da Milano, alcune mete 'tutte curve' nei dintorni dei laghi di Como e di Garda.
Una varietà d'utilizzo che ha permesso di portare allo scoperto le differenti personalità di entrambi gli scooter, che come vedremo sono piuttosto diverse, sia fra di loro, che da quanto suggeriscano le scelte di design.
E non abbiamo tralasciato neppure un'analisi dei costi d'esercizio, per arrivare infine a conclusioni circostanziate.

Di seguito i link alle rispettive prove su strada:
Suzuki Sixteen 150
SYM HD2 200i

NB: Metodologia votazioni: i punteggi indicati (da 1 a 5) all'inizio di ogni capitolo sono riferiti esclusivamente ai due modelli in prova, dove il migliore totalizza il punteggio massimo e l'altro tanti punti in meno quanto il divario che lo separa. Le motivazioni sono dettagliate nel testo.



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<< DESCRIZIONE

 









POSIZIONE IN SELLA
SIXTEEN | 5 |
 
HD2 | 3 |
L'impostazione degli scooter è molto simile, ne deriva che anche le posizioni di guida non si discostano in modo significativo, ma le differenze ci sono.
Innanzitutto il Sixteen ha una sella leggermente più bassa, questo facilita chi è meno alto, pur non penalizzando l'abitabilità a bordo, che è pressoché identica.
L'HD2 ha anche lo svantaggio di un'imbottitura più rigida e di una superficie d'appoggio leggermente inclinata in avanti.
Un punto a favore del taiwanese è il manubrio poco più largo, che potrebbe aiutare i neofiti in manovra, purtroppo il maggior peso percepito e l'inferiore maneggevolezza, tendono a vanificarne l'effetto.
Lo spazio per i piedi è sufficiente in entrambi i modelli, ma ne rimane pochissimo per poggiare un'eventuale borse sulla pedana, a meno di poggiare i piedi all'esterno, in modo poco consono ad una guida sicura.
La situazione del passeggero ricalca quella del pilota, avvantaggiando lo scooter Suzuki per qualità dell'imbottitura, minore inclinazione e anche per pedane più stabili.
L'HD2 è poi più pesante da issare sul cavalletto centrale, in cambio offre la comodità della stampella laterale, assente nel giapponese.
Alla fine sella più alta e meno confortevole mi portano a dare due punti in meno al Sym.













 

CITTÁ
SIXTEEN | 5 |
 
HD2 | 2 |
Se si cercano scatto e maneggevolezza è lo scooter giapponese a rappresentare la scelta ideale. Il motore meno potente (stando al dichiarato), ribalta la situazione grazie ad una taratura aggressiva della trasmissione, che lo fa girare costantemente al regime di coppia massima. Così nello scatto al semaforo o in ripresa, il Sixteen si avvantaggia di qualche metro sull'HD2 e continua a guadagnarne anche nel traffico, grazie ad una ciclistica più maneggevole.
L'HD2 invece, il cui propulsore lavora quasi sempre sotto il valore di coppia massima, risulta più morbido e meno reattivo negli 'apri/chiudi', con anche un tasso di vibrazioni inferiore. Offre anche una maggiore sensazione di stabilità e potrebbe rivolgersi ai più 'comodosi', se non fosse che sella e sospensioni risultano troppo rigide, perdendo così il confronto con il Sixteen anche a livello di comfort.
Entrambi gli impianti frenanti sono sufficientemente potenti ed altrettanto modulabili, anche se il sistema combinato del Sixteen offre una costanza di risultato leggermente superiore.
Impercettibili invece le differenze a livello di protezione aerodinamica, che è piuttosto ridotta in entrambi i casi, con l'HD2 che manda aria poco più calda dalle feritoie retroscudo, un vantaggio in inverno (soprattutto se abbinato ad una 'copertina'), meno in estate.
Meno scatto, meno maneggevolezza e comfort inferiore portano a tre punti lo svantaggio del Sym.





 





EXTRAURBANO
SIXTEEN | 5 |
 
HD2 | 2 |
Le qualità messe in campo dal Sixteen si rafforzano nella guida extraurbana, dove è maggiore la ricerca del piacere di guida, sia in senso prestazionale che turistico.
Intendiamoci non si tratta di differenze abissali, ma con il giapponese è più facile pennellare le curve e in uscita si gode anche di una maggiore accelerazione. Alzando il ritmo poi il taiwanese arriva troppo presto a grattare i cavalletti sull'asfalto. E non riesce a risultare più appetibile neppure nei confronti di chi ama una guida turistica, perché nonostante le vibrazioni inferiori, il livello di comfort risulta penalizzato da sospensioni e sella troppo rigide.
Le differenze a livello di frenata rimangono modeste, con un feeling appena superiore sul Sixteen, e se con una condotta 'sportiva' si potrebbe desiderare un anteriore maggiormente incisivo, risulterebbe poi sconsigliabile su fondi a scarsa aderenza per l'assenza dell'ABS.
Minima per entrambi la protezione aerodinamica e dalle intemperie, che soprattutto in inverno richiede un abbigliamento di qualità.
Comune la difficoltà nello stivare eventuali bagagli, lasciando il compito al portapacchi (ad un bauletto opzionale) e ad eventuali borse laterali morbide.
Si confermano così, anche in ambito extraurbano, i tre punti di distacco a sfavore del taiwanese.









 

AUTOSTRADA
SIXTEEN | 4 |
 
HD2 | 5 |
Per entrambi i modelli i trasferimenti autostradali vanno considerati un'eccezionalità perché le prestazioni modeste li rendono troppo lenti nei confronti del traffico medio e la ridotta protezione aerodinamica affatica in caso di lunghe percorrenze.
Più a loro agio in tangenziale, dove il limite dei 90km/h li accomuna al resto dei veicoli, 'furbi' esclusi.
In questi ambiti la maggiore sensazione di stabilità offerta dal Sym prende il sopravvento sulle doti del Suzuki, complice anche un maggiore allungo, che consente ad HD2 di strappare un paio di km/h al concorrente.
Chinandosi leggermente in avanti col busto si percepisce la protezione leggermente superiore offerta dal piccolo cupolino di HD2, peccato che la sella rimanga sempre troppo dura, mentre sul veloce le sospensioni rigide trovano maggiore giustificazione.
La frenata è sufficiente per entrambi, ma come già detto non eccelle per mordente anteriore, anche se il sistema combinato del giapponese offre un piccolo aiuto in più nelle operazioni d'emergenza.
Questa volta comunque è l'HD2 ad uscire vincente dal confronto, anche se di un solo punto, perché la sella del Sixteen è rimasta la più desiderata da entrambi i tester.





 





CONSUMI E COSTI
SIXTEEN | 4 |
 
HD2 | 5 |
La spunta ancora HD2, soprattutto grazie ai tagliandi programmati ogni 6.000km, contro i 4.000 richiesti dal giapponese. Minima invece la differenza nel consumo medio rilevato, con 28,04km/litro per il Sym contro i 27,7 del Suzuki, totalizzati con stili di guida molto simili.





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CONCLUSIONI DINAMICHE
SIXTEEN | 23 |
 
HD2 | 17 |
Sixteen vince il confronto in quatto differenti aree di valutazione, quasi tutte quelle riguardanti il comfort e le qualità di guida, grazie ad una ciclistica perfettamente equilibrata e ad un propulsore che sa tirare fuori una grinta inaspettata e fin troppo reattivo nell'apri/chudi.
La guida è intuitiva e redditizia, anche quando si vuole alzare il ritmo, sicuri di poter 'piegare' con decisione senza strisciare alcunché sull'asfalto.
E il giapponese se la cava meglio anche a livello di comfort, più che altro per demerito del taiwanese che monta sella e sospensioni troppo rigide.
L'HD2 riesce a recuperare solo in autostrada, dove fa valere una superiore inerzia direzionale, ma nell'extraurbano fa più fatica a scendere in piega e striscia presto coi cavalletti, risultando meno maneggevole anche nel traffico urbano.
In più il suo potente propulsore viene fatto lavorare a regimi fin troppo prundenziali, così in partenza e ripresa 'prende paga' rifacendosi solo in allungo e velocità massima, ma in modo modesto.
Risulta però meno esigente a livello di manutenzione e leggermente più parco anche nei consumi.
Promossi i freni di entrambi, con una leggera preferenza al sistema combinato del Sixteen, anche se la mancanza dell'ABS si sente.









CONCLUSIONI FINALI
SIXTEEN | 47 |
 
HD2 | 44 |
N.B.: la somma dei punteggi è puramente indicativa, per il semplice motivo che ognuno può dare più o meno valore, alternativamente, alla completezza della strumentazione, alle qualità del reparto freni o alle dotazioni ciclistiche etc, ribaltando i valori.

Non sempre le aspettative alimentate da design e dati tecnici si confermano alla spietata analisi di un test su strada e questo ne è un caso lampante.
Dopo gli ottimi risultati a livello statico, l'HD2 sembrava avviato a primeggiare anche a livello dinamico, forte di un motore più prestante e sostenuto da un look particolarmente aggressivo.
On the road però, il poco appariscente Sixteen 150 ha tirato fuori le unghie, mettendosi dietro il taiwanese, sia a livello di scatto ed accelerazione, che per qualità ciclistiche, risultando più veloce ed intuitivo sia in ambito urbano che extraurbano.
Il Sym riesce così a primeggiare solo nella capacità d'allungo e nella velocità massima, caratteristiche secondarie per la destinazione d'uso di questi veicoli, che è poco più che urbana.
E il giapponese riesce a fare meglio anche a livello di comfort, esclusa qualche vibrazione, grazie a sella e sospensioni di maggior qualità.
Ma il divario qualitativo fra Giappone e Taiwan è decisamente ridotto, se consideriamo la vittoria di HD2 a livello di strumentazione, dotazioni e vani bagaglio, che assieme alla ridotta manutenzione e al consumo di poco inferiore, possono convincere chi non cerca una guida eccessivamente disinvolta e voglia magari risparmiare qualcosa.

Testo: Fabrizio Villa
Tester: Marco Giustiniani, Fabrizio Villa
Foto: Roberto Gimmi

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ABBIGLIAMENTO
Casco:
GiVi
'10.6D Visor'
GiVi
'X-Plus'
Sottocasco:
Buff® 'Original'
Giacca:
Tucano Urbano 'Steve AB
Tucano Urbano 'Shorty Cotton'
Guanti:
Tucano Urbano
'Calamaro'
Pantaloni:
Tucano Urbano
'Panta denim'
Stivali:
Tucano Urbano
New Carabà


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