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l'apparizione su piedistallo al Salone
di Milano, è stato tutto un rincorrersi
di giudizi, commenti, curiosità, ma fino a questo
momento tutte chiacchiere, dato che solo i tecnici giapponesi
avevano avuto la possibilità di metterci le mani
sopra.
Finalmente a metà giugno arriva l'ora della presentazione
ufficiale alla stampa, location i colli romani in una
splendida giornata estiva, ma purtroppo CyberScooter non
è stato invitato... e allora pensate che ci siamo
persi d'animo?
Per nulla intenzionati a lasciare i nostri lettori a bocca
asciutta, ci siamo organizzati e siamo andati a provare
il mega Burgman a casa sua: in Giappone! Non ci credete?
Beh insomma, ci siamo andati indirettamente...
Dobbiamo infatti ringraziare gli amici di BIGSCOOTER.com,
il portale giapponese dedicato ai maxiscooter, con cui
abbiamo avviato un interessante rapporto di collaborazione,
che ci ha fornito le immagini e una breve sintesi di questa
prima presa di contatto.
La presentazione
è avvenuta nella zona eventi ad Ariake, Tokyo il
9 giugno 2002, dopo essere stato introdotto sul mercato
il 1° giugno, mentre noi italiani dovremo aspettare
la fine del mese.
Va premesso
che il modello per il mercato interno si chiama "Skywave",
ma per il resto non si differenzia praticamente in nulla
rispetto alla versione europea.
Lo staff Suzuki è così sicuro della qualità
del proprio prodotto che ha organizzato un vero e proprio
test comparativo, mettendo a disposizione degli invitati
il fior fiore della concorrenza e cioè l'Honda
Silver Wing e lo Yamaha
Tmax.
Ed in effetti, nella breve presa di contatto, il nuovo
top di categoria sembra aver fatto tesoro delle qualità
dei suoi predecessori ed essersi spinto forse anche più
in là:
Per il peso di 238
kg
Per la potenza di
37 kw a 7.000 giri con una coppia di 60 Nm a 5.000 giri
Per i pneumatici radiali
Per il triplo freno
a disco
Per la trasmissione
finale ad ingranaggi
Per il prezzo fissato
in 8.868 euro, ma solo fino al 30 settembre.
E naturalmente per
l'innovativo cambio di tipo automatico o sequenziale gestibile
direttamente dal manubrio.
E allora vediamolo meglio questo cambio che tanto ha
fatto discutere in questi mesi:
denominato SECVT (Suzuki Electronically-controlled Continuously
Variable Transmission), può essere comodamente
usato in automatico con due modalità, "Normal"
per privilegiare dolcezza di erogazione e consumi e "Power"
che tiene il motore a circa 1.000 giri superiori, garantendo
il massimo delle prestazioni ed un maggiore freno motore;
oppure si può selezionare personalmente 5 marce,
semplicemente premendo i due pulsanti UP e Down presenti
sull'affollata manopola sinistra. Tutte queste operazioni
possono essere svolte sia da fermo che in movimento, lasciando
la libertà di scegliere in ogni situazione o stato
d'animo.
Qualche vincolo però l'abbiamo: in manuale agli
8.500 giri entra in funzione il limitatore e occorre passare
alla marcia successiva, la quinta marcia non può
essere inserita a velocità inferiori a 20 km/h
e non è possibile scalare a velocità superiori
ai 170 km/h... e ci mancherebbe!
Parlando di affidabilità, altro elemento su cui
si è fatto un gran discutere, Suzuki dichiara una
vita media della cinghia (V-belt) in 20-30000 km e in
oltre 100.000 km quella del cambio SECVT.
Venendo al motore poi, che si trova ben fissato al telaio,
troviamo l'iniezione elettronica, quattro valvole per
ognuno dei due cilindri frontemarcia posti quasi orizzontalmente
al terreno e due contralberi antivibrazioni.
La ciclistica invece si caratterizza per una forcella
anteriore vera, cioè a doppia piastra, per il doppio
freno a disco anteriore e il singolo posteriore comandati
in modo classico e per ben 4 vani portaoggetti di cui
il sottosella da ben 56 litri.
Ma insomma come va questo 'bestione'? Per rispondere
a questa domanda rigiriamo la palla a mamma Suzuki nella
speranza che ci fornisca presto un esemplare da mettere
alla frusta e allora vi diremo tutto.
Nel frattempo godetevi le belle foto realizzate dagli
amici di BIGSCOOTER.com,
e a questo proposito ringraziamo: Toratin per il servizio,
Songoku per la traduzione dal giapponese all'inglese e
Junichi Sugiyama per aver coordinato il tutto.
A presto con la prova su strada... vero Suzuki!?
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