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 · Honda SILVER WING 600
23/10/00
ANTEPRIMA
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Comincia a variegarsi l'offerta di mega-scooter, dopo il T Max Yamaha, ecco la proposta Honda, presentata a sorpresa all'Intermot di Monaco.

La Honda, dopo aver "inventato" il fenomeno maxiscooter con il CN nel 1985, aveva presentato un prototipo di mega-scooter, l'FB-S, al Tokyo Motorshow del 1998, progetto rivoluzionario che poi è stato accantonato in favore dell'attuale Silver Wing.

Il Silver Wing è un prodotto assolutamente nuovo e, anche se a prima vista sembra piuttosto tradizionale, siamo comunque in presenza di un ibrido moto-scooter, il motore infatti, non è oscillante, ma fissato al telaio. L'unica cosa non nuova è il nome, che riprende una moto, sempre Honda degli anni '80 con motore bicilindrico a V da 500 e poi 650cc, una versione "in scala" della mastodontica Gold Wing. In effetti la destinazione d'uso del "nuovo" Silver Wing non si discosta di molto da quella del suo predecessore e cioè il turismo a medio e largo raggio, ben più della mobilità urbana.

I suoi concorrenti diretti, vanno quindi ricercati più fra le moto da gran turismo che fra gli scooter, a parte il T Max, che però ha un'indole leggermente più "sportiva". L'incognita è la reazione dell'appassionato motociclista a questo "nuovo" modo di intendere il turismo a due ruote.

Vediamo da vicino cosa offre questo interessante modello. Innanzitutto un motore bicilindrico da 582cc, raffreddato ad acqua e alimentato a iniezione elettronica (una raffinatezza che condivide con il Piaggio X9 500), doppio albero a camme e quattro valvole per cilindro. Per smorzare le vibrazioni ci sono due contralberi. La potenza dichiarata è di 36 KW a 7.200 giri con una coppia di 50 NM a 6.000 giri, che dovrebbe spingerci a 170km/h. La marmitta è catalitica e il veicolo supera le norme Euro1. Il cambio a variazione continua trasmette il moto alla ruota posteriore attraverso una cinghia sigillata nel braccio in alluminio del forcellone. Come saranno riusciti a superare i problemi di resistenza della trasmissione (endemici nei maxi scooter), non è dato sapere, aspettiamo di testare a lungo uno dei primi modelli per saperlo.

Venendo alla ciclistica, troviamo un telaio in tubi d'acciaio abbinato ad una forcella da 41 mm., mentre al retrotreno troviamo una classica coppia di ammortizzatori regolabili. L'escursione ant. e post. è di 120 mm., piuttosto elevata per uno scooter. Per quanto riguarda i freni, il disco anteriore da 256mm e il posteriore da 220mm ci sembrano francamente sottodimensionati per il peso e le prestazioni del veicolo, nonostante la presenza dell'efficace sistema di frenata combinata CBS. La ruota anteriore è da 14 pollici, mentre quella posteriore da 13". Il peso dichiarato è il nuovo record di categoria, 204 kg. L'interasse è di 1595mm., identico a quello del Burgman 250/400, ma la sella è più alta, 740mm. Il serbatoio contiene 16 litri, mentre il sottosella, raggiunge il notevole valore di 55 litri, disponibili per due caschi integrali e altro.

L'estetica è originale, pur mantenendo un certo family-feeling con il recente Jazz 250. Protagonisti gli anticonformisti gruppi ottici ant. e post., la sella comodosa e il massiccio terminale di scarico in acciaio inox. La strumentazione è dotata anche di contagiri oltre ad un display digitale multifunzione. L'antifurto immobilizer è di serie.

Una delle maggiori preoccupazioni nel progetto Honda era quello di fornire il maggior comfort possibile per pilota e passeggero e per quanto riguarda il pilota, ci sentiamo di sottoscriverlo già da un esame visivo. Per quanto riguarda il passeggero, pur avendo un'ottima sella e dei comodi poggiapiedi, alle elevate velocità di cui il modello è capace, si troverà troppo esposto al vento della corsa a causa della sua posizione "soprelevata". È un problema comune alla maggior parte dei maxi con le selle a due piani, ma certo il problema si amplifica con il crescere della velocità.

Tirando le somme, in attesa di una prova dinamica, che Honda non ha ancora concesso a nessuno, ci diciamo parzialmente soddisfatti. Bene il potente motore bicilindrico, montato solidale al telaio, il comfort per il pilota, la linea, le finiture di grande pregio e lo spazio per i bagagli. Meno bene i freni sottodimensionati, gli ammortizzatori posteriori datati e il posizionamento del passeggero. Siamo ovviamente disposti a rimangiarci tutto alla prima prova pratica, aspettiamo un invito!

Consegne previste a Marzo/Aprile 2001 al "modico" prezzo ufficioso di 16-17 milioni di lire. Tanto se paragonato ad uno scooter, poco se lo si confronta con la cifra richiesta per una moto gran turismo carenata. Per fare un esempio, restando in casa Honda, la sorellona Gold Wing, "viene via" per soli 50 milioni!! Più probabile però, un confronto con la Deauville, meno protettiva, ma anche poco meno costosa.
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Attenzione, le foto si riferiscono al primo prototipo e differiscono in numerosi particolari rispetto alla versione attualmente disponibile.

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