| Comincia a variegarsi l'offerta di
mega-scooter, dopo il T Max Yamaha, ecco la proposta Honda,
presentata a sorpresa all'Intermot di Monaco.
La Honda, dopo aver "inventato" il fenomeno maxiscooter
con il CN nel 1985, aveva presentato un prototipo di mega-scooter,
l'FB-S, al Tokyo Motorshow del 1998, progetto rivoluzionario
che poi è stato accantonato in favore dell'attuale
Silver Wing.
Il Silver Wing è un prodotto assolutamente nuovo
e, anche se a prima vista sembra piuttosto tradizionale,
siamo comunque in presenza di un ibrido moto-scooter,
il motore infatti, non è oscillante, ma fissato al
telaio. L'unica cosa non nuova è il nome, che riprende
una moto, sempre Honda degli anni '80 con motore bicilindrico
a V da 500 e poi 650cc, una versione "in scala" della
mastodontica Gold Wing. In effetti la destinazione d'uso
del "nuovo" Silver Wing non si discosta di molto da quella
del suo predecessore e cioè il turismo a medio e
largo raggio, ben più della mobilità urbana.
I suoi concorrenti diretti, vanno quindi ricercati più
fra le moto da gran turismo che fra gli scooter, a parte
il T Max, che però ha un'indole leggermente più
"sportiva". L'incognita è la reazione dell'appassionato
motociclista a questo "nuovo" modo di intendere il turismo
a due ruote.
Vediamo da vicino cosa offre questo interessante modello.
Innanzitutto un motore bicilindrico da 582cc, raffreddato
ad acqua e alimentato a iniezione elettronica (una raffinatezza
che condivide con il Piaggio X9 500), doppio albero a
camme e quattro valvole per cilindro. Per smorzare le
vibrazioni ci sono due contralberi. La potenza dichiarata
è di 36 KW a 7.200 giri con una coppia di 50 NM a
6.000 giri, che dovrebbe spingerci a 170km/h. La marmitta
è catalitica e il veicolo supera le norme Euro1.
Il cambio a variazione continua trasmette il moto alla
ruota posteriore attraverso una cinghia sigillata nel
braccio in alluminio del forcellone. Come saranno riusciti
a superare i problemi di resistenza della trasmissione
(endemici nei maxi scooter), non è dato sapere, aspettiamo
di testare a lungo uno dei primi modelli per saperlo.
Venendo alla ciclistica, troviamo un telaio in tubi
d'acciaio abbinato ad una forcella da 41 mm., mentre al
retrotreno troviamo una classica coppia di ammortizzatori
regolabili. L'escursione ant. e post. è di 120 mm.,
piuttosto elevata per uno scooter. Per quanto riguarda
i freni, il disco anteriore da 256mm e il posteriore da
220mm ci sembrano francamente sottodimensionati per il
peso e le prestazioni del veicolo, nonostante la presenza
dell'efficace sistema di frenata combinata CBS. La ruota
anteriore è da 14 pollici, mentre quella posteriore
da 13". Il peso dichiarato è il nuovo record di categoria,
204 kg. L'interasse è di 1595mm., identico a quello
del Burgman 250/400, ma la sella è più alta,
740mm. Il serbatoio contiene 16 litri, mentre il sottosella,
raggiunge il notevole valore di 55 litri, disponibili
per due caschi integrali e altro.
L'estetica è originale, pur mantenendo un certo
family-feeling con il recente Jazz 250. Protagonisti gli
anticonformisti gruppi ottici ant. e post., la sella comodosa
e il massiccio terminale di scarico in acciaio inox. La
strumentazione è dotata anche di contagiri oltre
ad un display digitale multifunzione. L'antifurto immobilizer
è di serie.
Una delle maggiori preoccupazioni nel progetto Honda
era quello di fornire il maggior comfort possibile per
pilota e passeggero e per quanto riguarda il pilota, ci
sentiamo di sottoscriverlo già da un esame visivo.
Per quanto riguarda il passeggero, pur avendo un'ottima
sella e dei comodi poggiapiedi, alle elevate velocità
di cui il modello è capace, si troverà troppo
esposto al vento della corsa a causa della sua posizione
"soprelevata". È un problema comune alla maggior
parte dei maxi con le selle a due piani, ma certo il problema
si amplifica con il crescere della velocità.
Tirando le somme, in attesa di una prova dinamica, che
Honda non ha ancora concesso a nessuno, ci diciamo parzialmente
soddisfatti. Bene il potente motore bicilindrico, montato
solidale al telaio, il comfort per il pilota, la linea,
le finiture di grande pregio e lo spazio per i bagagli.
Meno bene i freni sottodimensionati, gli ammortizzatori
posteriori datati e il posizionamento del passeggero.
Siamo ovviamente disposti a rimangiarci tutto alla prima
prova pratica, aspettiamo un invito!
Consegne previste a Marzo/Aprile 2001 al "modico" prezzo
ufficioso di 16-17 milioni di lire. Tanto se paragonato
ad uno scooter, poco se lo si confronta con la cifra richiesta
per una moto gran turismo carenata. Per fare un esempio,
restando in casa Honda, la sorellona Gold Wing, "viene via"
per soli 50 milioni!! Più probabile però, un confronto
con la Deauville, meno protettiva, ma anche poco meno costosa.
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