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 · Suzuki BURGMAN AN 650
24/01/03
Dallo scooter alla moto... e ritorno!
pag. 6/6
VEDI ANCHE: Anterprima, Descrizione, Test su strada, Impressioni 'Altre', Città o viaggio,

Esiste la categoria dei “pentiti” in campo moto/scooteristico? Se sì, io sono uno di quelli.
Partito un po’ di anni orsono con una Honda Foresight, passato dopo pochi mesi al Burgman 400, mi prese infine una gran voglia di moto ed acquistai una BMW R850R.
Ora, per i casi strani della vita, ho avuto la possibilità di guidare per alcuni giorni il Burgman 650 fornito da Suzuki alla redazione di CyberScooter e nuovi orizzonti si sono dischiusi davanti ai miei occhi.

La macchina è molto bella, le finiture sembrano molto buone (anche se alcuni particolari – tipo i gusci di plastica che coprono i semimanubri, molto sottili, o la carenatura posteriore, che scricchiola – potrebbero essere migliorati), la sella è grande e comoda anche per il passeggero (obbligatorio però lo schienale, per evitare di “perdere” per strada il/la compagno/a di viaggio!) ed il supporto lombare assolve bene la sua funzione.
Per i più alti (io sono 194 centimetri) lo spazio tra la parte interna dello scudo anteriore e le ginocchia non è molto e in un paio di occasioni (sobbalzi sull’asfalto) le mie rotule hanno assaggiato la plastica del cruscotto, ma con un po’ di abitudine si evitano questi piccoli inconvenienti.

La fanaleria è impressionante, di notte illumina la strada in modo perfetto; gli specchietti invece sono una nota negativa per la loro posizione: probabilmente la voglia di ottenere un determinato effetto estetico complessivo del mezzo ha preso il sopravvento, ma sono bassi, fanno diventare lo scooter “più largo” di quello che avrebbe potuto essere (gli specchi sono praticamente alla stessa altezza di quelli delle auto e quindi vanno “calcolati” nelle manovre nel traffico) ed una parte degli stessi è praticamente inutilizzabile perché le manopole e le mani del guidatore coprono l’angolo superiore interno. Peccato.

Lo spazio sottosella è molto ampio, forse ufficialmente inferiore a quello a disposizione con le due valige laterali della BMW ma sicuramente molto meglio sfruttabile in gran parte delle occasioni (per esempio ci stanno 2 integrali).
Per issare la moto sul cavalletto centrale bisogna fare un po’ di sforzo, ma direi che essendo abituato alla moto non ci sono grosse differenze: è vero che il Burgman pesa di più, ma è più basso ed il cavalletto è meglio posizionato.

Sarebbe stato utile un parabrezza regolabile in altezza, visto anche che il tipo di supporto, sembra suggerirlo: si avrebbe la possibilità di ottimizzare la protezione a seconda dell’altezza del pilota e del tipo di strada.
Al momento di metterlo in moto il mezzo concede subito a chi ci è seduto sopra le prime soddisfazioni: un cruscotto così completo non credo si fosse mai visto, molte auto di categoria media semplicemente se lo sognano. L’accensione contemporanea di tutte le luci e di tutte le spie dà subito una bella sensazione.
L’avviamento è immediato ed il motore comincia a girare con un borbottio più simile a quello di un maxi scooter piuttosto che a quello di una moto. Si sentono anche dei sibili, non so se propri del mezzo in prova (usato da molte persone per i loro test) o tipici del cambio.

La posizione di guida è completamente diversa rispetto a quella della mia BMW e ci metto qualche minuto a riabituarmi al concetto “scooter”: sono in basso, molto in basso e poi… devo ricordarmi di non premere la leva del freno con la mano sinistra, perché questa non è la frizione !
L’accelerazione è pronta e vivace, il peso del mezzo scompare appena ci si muove, resta solo il problema dell’ingombro in larghezza veramente notevole: in città a volte bisogna rassegnarsi a restare in coda, guardando gli altri scooterini svicolare via; sicuramente il mezzo non è adatto per chi si sposta solo ed esclusivamente in ambito urbano, magari per le strette vie del centro.

Tutt’altra musica sulle strade – anche urbane – di grandi dimensioni e con poco traffico, fuori città, in autostrada. Questo è il vero regno del mezzo! L’accelerazione è immediata, l’agilità molto buona, i freni potenti, la stabilità ottima.
In Drive il mezzo si muove sempre sfruttando il miglior compromesso prestazioni/consumi, senza problemi particolari se non la necessità di abituarsi – in rilascio – al fatto che il software di controllo dell’iniezione mantiene il motore a circa 2.500 giri sino a velocità prossime ai 10 km/h, per dare quanto più freno motore possibile: in molte situazioni ciò è utilissimo, in altre (apri e chiudi dell’acceleratore in ambito urbano su strada in piano) è un po’ fastidioso.
In Power il regime del motore si alza di circa mille giri, la moto diventa più aggressiva e pronta a scattare, il “problema” del freno motore viene parzialmente nascosto dal diverso stile di guida di solito associato a simile situazione (accelero-supero-rientro e mollo l’acceleratore attaccandomi ai freni-riaccelero).
Usando il cambio sequenziale si ha quasi la sensazione di essere a bordo di una moto: il motore sale di giri, si cambia marcia (con l’unica avvertenza di dosare correttamente l’acceleratore ed i freni, per evitare un strappo al momento dell’ingresso rispettivamente della marcia superiore o della marcia inferiore), si tiene il motore al miglior regime, si ha un “vero” freno motore, eccetera. In questa modalità il motore si dimostra pronto ed elastico solo da 2500 giri circa in su, a 2000 è un po’ vuoto e fa un po’ di fatica a riprendere. Il sistema elettronico che governa il cambio provvede comunque, raggiunti ben determinati regimi di rotazione, a gestire automaticamente le marce.
Di notte il mezzo richiede un po’ di abitudine: trovare il pulsante giusto nel blocchetto di sinistra risulta problematico. Personalmente avrei retroilluminato i pulsanti del cambio, disponendoli anche più in basso in modo da tenere in una posizione “più naturale” il dito pollice, ma forse anche in questo caso basta l’abitudine.
Non ho potuto fare una vera valutazione dei consumi, anche se mi sembra si attestino sui 14km/litro.

In conclusione: mi è tornata la voglia di scooter. La comodità e le prestazioni del mezzo sono notevoli, il guado tra scooter e moto si è – a mio parere – notevolmente ridotto e, per il 90% delle mie necessità/occasioni di spostamento il Burgman 650 si è rivelato l’ideale.
Unico “difetto”: costa un po’ troppo!

Testo by: Marco Manieri

Foto by: Marco Manieri, Fabrizio

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