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Abbiamo percorso poco più di 1.000
km con il modello da 125cc, due terzi dei quali in città,
sua destinazione d'uso ideale, mentre nell'ultimo terzo,
l'abbiamo messo alla prova in un tour alpino, fino ai
2000 metri del Passo San Marco, con pilota e passeggero!
POSIZIONE IN SELLA
Ci troviamo di fronte alla tipica impostazione Burgman,
quindi sella bassa, ampia e dotata di poggiaschiena regolabile.
Le gambe si possono accomodare in avanti nella classica
posizione 'sdraiata' o più ad angolo retto, a seconda
dei desideri. La pedana, solo parzialmente occupata dal
tunnel, è 'svasata' per non intralciare mai il
pilota, nel mettere i piedi a terra. Il manubrio rialzato
non è troppo ampio e la posizione che si assume
è quella della serie 250/400, solo più compatta.
Il passeggero si trova un po' più alto del pilota
e leggermente staccato, su di una sella ampia e svasata,
poggiando comodamente i piedi sulla pedana fissa. Il 'Burgmanino'
non è dotato di schienale, ma la coda chiede solo
di essere 'completata' con un bauletto.
CITTÀ
Visto che nasce per questo, ci siamo concentrati in quest'utilizzo,
dalle congestionate vie del centro alle più scorrevoli
(occasionalmente) circonvallazioni. Peccato l'impossibilità
di percorrere le tangenziali, ma per questo c'è
la versione da 150cc.
Prima cosa che ci ha stupito: il motore, che pur non brillando
nei dati numerici, ha sfoderato un'erogazione sempre piena
e lineare, sin dai bassissimi regimi, muovendosi disinvolto
anche nelle 'gare' ai semafori e nei tratti ad andatura
spedita.
Abbiamo apprezzato anche la maneggevolezza che, nonostante
peso ed interasse superiori alla media, permette slalom
serratissimi, con il solo limite delle dimensioni posteriori
un po' giunoniche.
Leggermente in crisi invece le sospensioni, in particolare
quella posteriore che, per via della ridotta escursione,
trasmette le irregolarità stradali, poco filtrate.
I freni vanno usati preferibilmente in contemporanea,
con una certa decisione all'avantreno e minore incisività
dietro, per non rischiare il bloccaggio. Un sistema integrale
con ripartitore avrebbe semplificato le cose.
STATALI
È incredibile la propensione del motore a spingere
anche ai regimi più elevati, in questo somiglia
al Burgman 250, entrambi dotati di un notevole allungo,
che porta il 125 a raggiungere la velocità indicata
di 115 km/h. Occorre però un lancio notevole e
questo va tenuto presente, in particolare nei sorpassi.
La potenza non è gran che e quindi i tempi in ripresa,
e magari in salita si allungano, ma il limite è
determinato più dalla cilindrata ridotta che dalla
disponibilità del propulsore, che è invece
generoso.
Il telaio riesce a coadiuvare maneggevolezza e stabilità
anche alle 'alte' velocità, donando sempre sicurezza,
anche tenendo il passo di scooter di maggiore cilindrata.
Il comportamento delle sospensioni è un po' poco
frenato e si desidererebbe qualche mm in più d'escursione
dagli ammortizzatori posteriori, anche perché è
meglio regolarli in modo più rigido se si viaggia
veloci, e magari in due.
La frenata se la cava abbastanza bene, ma oltre i 100km/h
un maggiore mordente all'anteriore non avrebbe guastato.
AL LIMITE
Si sa che ogni mezzo ha la sua destinazione ed il Burgman
125 è nato per portarvi in giro per la città,
con un certo stile, evitando le code, e con tutto il necessario
nel sottosella, ma chi resiste all'idea di strapazzarlo
un po'?
Il primo tentativo è stato in quello di trasformarlo
in una 'superbike' con pieghe al limite, frenate ed accelerazioni
per quel che c'è!
L'ottima maneggevolezza, unita alle prestanti gomme Bridgestone
di primo equipaggiamento, hanno permesso una guida davvero
spigliata. L'angolo d'inclinazione da soli è sufficiente,
ma prendendoci la mano si consuma parecchio cavalletto.
Le sospensioni trasmettono un sufficiente feeling e la
rigidità, in questo caso, è d'aiuto. I freni,
indipendenti offrono buona sensibilità, ma non
l'autorevolezza del caso.
Il secondo tentativo ha trasformato il mini Burgman in
una 'granturismo' per affrontare, in due persone, un percorso
di 300km, fino ai quasi 2000
metri del Passo San Marco.
Seguendo il gruppo del CyberScooter
Club, il piccolo Burgman non è mai rimasto
attardato (nonostante la cilindrata media fosse superiore
ai 250cc), anzi nelle curve riusciva anche ad avvantaggiarsi.
È risultato solo un po' lento nell'uscita dai tornanti
e costretto ad utilizzare tutto il potere frenante in
discesa, ma senza mai accusare sintomi di fading.
Il comfort per pilota e passeggero è stato apprezzabile,
con il solo limite della citata sospensione posteriore.
Tute antipioggia, maglioni e quant'altro utile alla gita
ha trovato posto nell'enorme baule, non richiedendo l'uso
di borse esterne.
Concludendo, due situazioni limite, nelle quali il Burgman
125 ha mostrato di poterci ancora stare, magari non proprio
tutti i giorni...
PROTEZIONE
Anche alla massima velocità si viaggia ben riparati
e solo i più alti avranno il casco esposto. La
carenatura totale protegge sufficientemente per le tre
stagioni di maggiore utilizzo, in inverno un parabrezza
maggiorato, opzionale, potrebbe tornare utile. Abbiamo
anche viaggiato con la pioggia: gambe e piedi sono abbastanza
riparati, mentre il busto, ma soprattutto le braccia e
le mani risultano esposte.
PASSEGGERO
Il passeggero è comodo, ma risente della rigidità
delle sospensioni posteriori visto che la sella è
ampia ma l'imbottitura condizionata dall'enorme baule.
Le pedane sono alla giusta distanza, se non si supera
il metro e settanta.
In due, la guida ne risente solo in minima parte, con
maggiore inerzia nei cambi di direzione, oltre a richiedere
più gas e più freni.
La posizione rialzata permette di osservare il panorama
(invece del casco del pilota), e le velocità medie
contenute non causano affaticamento. Un poggiaschiena,
o un bauletto, potrebbe essere un accessorio interessante,
se le percorrenze aumentano.
COSTI E CONSUMI
Nella sezione 'al limite' non siamo scesi sotto i 23 km/litro,
ma mediamente si percorrono almeno 26 chilometri per ogni
litro di carburante.
CONCLUSIONI DINAMICHE
Un tranquillo scooter da città che all'occorrenza
sa sfoderare le unghie e rivelare una poliedricità
inaspettata. Motore generoso, trasmissione regolare e
ottima velocità massima. Sospensioni rigide che
danno stabilità, ma filtrano poco buche e pavé.
I freni di uguale diametro offrono troppo mordente al
retrotreno e un po' meno all'anteriore. Buona la protezione
aerodinamica ed i consumi.
CONCLUSIONI FINALI
Sommiamo le qualità statiche: costruzione, finiture,
dotazione e spazio bagagli; a quelle dinamiche appena
descritte e converrete che ne esce un veicolo piuttosto
interessante nel segmento in cui si va ad inserire. L'unico
neo che ci sentiamo di segnalare è la ridotta escursione
degli ammortizzatori posteriori, scelta praticamente obbligata
vista la capienza del baule la 'bassezza' della sella.
Ritorniamo così ancora alla quotazione come discriminante
per la scelta: è vero che ci sono proposte più
economiche, ma non possono vantare la stessa completezza
del 'mini' Burgman; mentre con i concorrenti diretti invece,
le quotazioni sono pressoché allineate. A questo
punto inizia il 'gioco' delle promozioni, e qui vi lasciamo
a contrattare con i Concessionari, ma la sostanza, quella
c'è.
P.S. 15/04/03: con i recenti ribassi,
le quotazioni dei 'Burgmanini' divengono maggiormente
appetibili.
Testo by Fabrizio Villa
Foto by Fabrizio Villa
e Francesco
Roberti
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