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 · HONDA SILVER WING 600 ABS
10/11/03
TEST FABIO SCOTTI
pag. 4/5
VEDI ANCHE: Anteprima, Descrizione, Test su strada, Test Fabio Bani,

Honda è la casa costruttrice che ha inventato il maxiscooter: correva l’anno 1985 e, in un’epoca in cui “lo Scooter” era la Vespa, comparve improvvisamente il CN 250, per quei tempi un’astronave su due ruote.
Intanto il marchio nipponico proseguiva a sviluppare anche moto da turismo in grado di confrontarsi a testa alta con la concorrenza tedesca.
Il primo tentativo di fondere le due tipologie risale a più di un decennio fa, con la Pacific Coast 800: era la moto che voleva essere un po’ scooter, ma i tempi non erano forse ancora maturi per un’interpretazione così ardita.
L’obiettivo sembra oggi centrato con il Silver Wing 600, scooter con prestazioni da moto turistica.
Come i suoi diretti concorrenti (Suzuki Burgman 650 e Yamaha Tmax 500), non costa certo poco. Tuttavia, dal punto di vista del mototurista che usa la moto anche quotidianamente, questi grossi biclindrici permettono un notevole risparmio, in quanto richiedono un esborso più che dimezzato rispetto ai 20.000 euro necessari per il duplice acquisto di supertourer e scooter 150-250.

La linea, elegantissima e curata in ogni dettaglio, non farebbe sfigurare lo scooter nel parcheggio di qualche albergo a cinque stelle, a fianco di prestigiose berline di grossa cilindrata.
Il grado di finitura è adeguato alla classe del veicolo ed alla nomea del marchio, quindi molto elevato; in particolare, le pedane del passeggero, realizzate in alluminio massiccio, sono un piccolo capolavoro. A fronte di tanta raffinatezza stride il misero rivestimento in plastica del manubrio, ma non credo che per Honda sia difficile porvi rimedio.
La strumentazione ha un aspetto sontuoso, curata esteticamente e molto completa: oltre ad una nutrita batteria di spie, non mancano due contachilometri parziali e il contagiri, che fa sempre la sua bella scena.
Il retroscudo verniciato e sviluppato orizzontalmente ricorda i serbatoi delle grosse moto da turismo e cela con discrezione i coperchi dei due vani portaoggetti: in quello sinistro è possibile riporre due completi antipioggia o persino una bottiglia di 1,5 litri.
Da uno scooter supertourer ci si aspetta una capacità di carico elevata e il Silver Wing non delude le attese del turista più esigente; degno di nota è un accessorio inspiegabilmente snobbato dalla concorrenza: lo splendido portapacchi in alluminio, che ha il merito di aumentare la portata dei bagagli senza richiedere il montaggio di telaietti ausiliari e senza sporgere dalla sagoma del veicolo.
Nonostante peso e dimensioni, grazie a quote ciclistiche azzeccate e al baricentro basso, il Silver Wing si caratterizza come lo scooter bicilindrico più adatto all’ambiente urbano, garantendo un’agilità analoga a quella di un monocilindrico di grossa cubatura. Insomma, spostarsi in città a bordo di questo gigante buono non impone grossi sacrifici.
La sontuosa sella meriterebbe un intero capitolo. Morbida, ma non cedevole, bassa e con fianchi stretti, consente a tutti di poggiare saldamente a terra entrambi i piedi: un notevole elemento di sicurezza, se si pensa che spesso capita di mettere i piedi su fondi scivolosi, magari indossando scarpe altrettanto scivolose. Questa peculiarità agevola anche le soste in pendenza, ulteriormente assistite dall’utilissimo freno a mano.
La posizione di guida è comodissima, con un appoggio lombare molto esteso: si può guidare ore ed ore senza avvertire il benché minimo indolenzimento alla schiena.
Anche il passeggero gode di una posizione regale: la sua porzione di poltrona è molto imbottita, ampia, sagomata sui fianchi, e dotata di un comodo schienalino (in realtà non molto alto) al quale non è difficile appoggiarsi, perché la lunghezza non eccessiva della sella non costringe il passeggero ad indietreggiare troppo; le grandi pedane estraibili e il maniglione in alluminio faranno crollare le ultime fragili resistenze di mogli e fidanzate intimorite dai viaggi su due ruote.

Il primo elemento da prendere in considerazione nell’analisi dinamica di questo scooter non può che essere l’impianto frenante ABS, che si affianca alla frenata integrale già presente sulla versione base. I 550 euro in più non sono pochi , ma sicuramente ben spesi, perché l’impianto funziona davvero; e chi vi scrive sa per esperienza personale che cosa significhi non averlo in una giornata di pioggia intensa.
Binari, lastricati, tombini lucidi come specchi, strisce pedonali e segnaletica orizzontale varia trasformano le strade delle nostre città in veri percorsi minati, soprattutto se siamo costretti ad 'inchiodare' perché qualche automobilista indisciplinato è uscito lungo ad uno stop… Con l'ABS non spariranno gli automobilisti distratti, ma avremo maggiori possibilità di evitare una scivolata e i conseguenti danni alla carrozzeria propria e dello scooter.
Il poderoso motore è quasi sprecato in città, ma la dolcezza di erogazione si farà perdonare i consumi non proprio modesti: nell’ambiente urbano si percorrono mediamente 15 Km/l.
La trasmissione sembra essere invece un punto debole: infatti, dopo qualche migliaio di chilometri percorsi senza troppo riguardi, nel nostro esemplare, si sono manifestati strappi e vibrazioni.
Le sospensioni, morbide all'avantreno e sgravate dal peso del motore solidale al telaio, al posteriore, garantiscono vantaggi soprattutto in città, dove l’assorbimento delle asperità del manto stradale è sempre efficace.
Tangenziali e superstrade sono comunque il terreno ideale per esprimere al meglio le potenzialità di questo maestoso scooter. Tuttavia, se proprio ci tenete a perdere preziosi punti sulla patente, il Silver Wing vi ammonirà, perché, se sul dritto mostra un comportamento ineccepibile, sui curvoni veloci affrontati a 150 km/h innesca oscillazioni che richiedono di 'pelare' un po' l'acceleratore.

In definitiva, si può affermare che il Silver Wing è uno scooter equilibrato: da una parte schiude agli scooteristi le porte del mototurismo più impegnativo, d’altro canto non rinuncia all’attitudine urbana, che è l’anima originaria dello scooter.

Testo by Fabio Scotti

Foto by Fabrizio Villa

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