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 · APRILIA SPORTCITY CUBE 300ie
26/09/008
DESCRIZIONE
pag. 2

Dopo Scarabeo, la gamma SportCity è la più apprezzata di casa Aprilia ed è anche quella più 'sportiva', più vicina quindi all'immagine che l'azienda veneta si è costruita a suon di titoli mondiali. Ma lo scooter si sa, non nasce per battere il tempo sul giro, ma per accompagnarci quotidianamente al lavoro, magari in qualche escursione turistica nel week-end, e per altri anche più in là. Ma la missione di SportCity non si esaurisce qui, visto che nel suo dna c'è anche il desiderio di appagare nella guida 'sportiva', proprio come il suo nome suggerisce.
La parola 'sportiva' viene messa volutamente fra virgolette, perché ci tengo a sottolineare che fuori dalle piste, per 'sportiva' si intende un bella guida, facile e intuitiva, non certo al limite!
In questa prova quindi il Cube 300 è stato soppesato non solo in ambito urbano, ma anche in quello turistico e mettendolo alla prova fra le fantastiche curve dei passi dolomitici.
Una prova approfondita e in qualche modo doverosa, visto che per tutte le versioni e cilindrate precedenti: 125, 200 e 250, non ero andato oltre i brevi test di presentazione stampa, dove proprio Cube 300 ha esordito in una sfortunata giornata di pioggia.
Ma prima di affrontare la prova dinamica, come sempre, cerchiamo di inquadrare nel dettaglio tutte le sue caratteristiche, per capire meglio cosa possiamo aspettarci nella guida su strada.



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Test su strada

Prova su strada

 



LINEA/COSTRUZIONE
Non sto a dettagliare cosa è cambiato rispetto alla versione precedente, che trovate precisato nel test su strada, ma ad approfondirne design e livello costruttivo.
A colpo d'occhio sembra uno scooter di cilindrata inferiore e infatti gli ingombri sono gli stessi delle versioni di cilindrata minore, ma l'obiettivo era proprio questo: offrire uno scooter compatto e maneggevole sin dal primo sguardo, corroborato da un'immagine grintosa sottolineata dalla griglia anteriore, dal doppio faro 'accigliato', dall'accenno di cupolino e dalla coda affusolata, slanciata verso l'alto. Del resto è stato proprio SportCity ad inaugurare il concetto di compatto-sportivo a 'ruote alte'.
Pur nella soggettività del giudizio estetico, il design è sicuramente molto curato e le ruote da 15 pollici dal profilo panciuto, gli donano una grinta quasi da 'naked'. Infatti non è difficile riconoscere citazioni motociclistiche, come il gruppo ottico posteriore all'insù che richiama l'RSV e la Tuono. Meno riusciti, gli specchi retrovisori con aste decisamente lunghe, e il filtro dell'aria 'troppo scooteristico' che appesantisce il posteriore sinistro, anche se non certo facile da posizionare altrove.
A livello costruttivo invece è più facile sollevare appunti, in particolare alla carenatura del manubrio, con troppi incastri, feritoie e viti a vista, e anche la strumentazione, pur piacevole, ma non ha certo un look sportivo. Gli accoppiamenti poi non sono sempre impeccabili e le pedane del passeggero risultano un po' cheap. Al contrario la ciclistica fa un ottimo effetto, per il doppio disco anteriore con tubi in treccia, la solida forcella e il massiccio portapacchi posteriore.



STRUMENTAZIONE
Come accennato, la nuova strumentazione sembra un passo indietro rispetto alla precedente, stilisticamente poco in linea con il look sportivo dello scooter. E infatti è la stessa utilizzata sullo Scarabeo 125/200 che ha ben altro look.
Al di là del design, si tratta però di un'unità fra le più complete e leggibili che ricordi, dotata anche di tasto al manubrio per selezionare le funzioni del display digitale. Proprio quest'ultimo consente di visualizzare l'ora, i chilometri totali e due contachilometri parziali, oltre alla tensione di carica della batteria.
I tre elementi analogici indicano poi il livello del carburante, la velocità istantanea e la temperatura del liquido refrigerante, mentre le spie si occupano di segnalare la riserva carburante, l'eccessiva temperatura dell'olio, gli indicatori di direzione, il faro abbagliante e il check dell'iniezione. Rimane inutilizzata quella relativa all'ABS, che spero venga presto abbinata ad un evoluto sistema antibloccaggio, che si sposerebbe alla perfezione con l'ottima terna di dischi e l'ampia impronta a terra degli pneumatici.



 

 

COMANDI/DOTAZIONI
Le prime volte è inevitabile scambiare il tasto che comanda il display digitale per quello d'accensione, data la vicinanza, ma ci si abitua immediatamente. Per il resto i comandi al manubrio sono abbastanza tradizionali con il deviatore luci che incorpora il passing da azionare comodamente col pollice. Solide ed ergonomiche le leve dei freni, altrettanto solidi, ma meno eleganti, gli attacchi degli specchi retrovisori, decisamente sporgenti per via di aste più lunghe della media, ma di conseguenza anche più efficaci.
Sotto al manubrio, nel lato sinistro, si trova il tappo per lo riempimento del radiatore, che avrei preferito protetto, mentre il tappo per il rifornimento carburante è posizionato sotto la sella, soluzione che oltre a togliere spazio per i bagagli, obbliga a scendere dallo scooter, issarlo sul cavalletto, togliere la chiave dal blocchetto ed inserirla in una serratura seminascosta sul fianchetto sinistro: tutto fuorché comodo.
Il blocchetto d'accensione offre quindi prevalentemente questa funzione, oltre all'inserimento del bloccasterzo. Più sotto, nascosta nel vano con serratura, troviamo la presa a 12V per ricaricare le immancabili apparecchiature elettroniche.
Da segnalare, ai lati dello scudo, le feritoie di sfogo per l'aria calda proveniente dal radiatore, che in estate non infastidiscono, se non nelle giornate più torride a bassa velocità, ma che in inverno diventano utili per tenere le gambe al caldo, se abbinate ad una 'copertina'.
La sella è ampia e ben sagomata, anche per il passeggero, che trova comodi appigli nei maniglioni che 'diventano' portapacchi, ma si lamenterà per i poggiapiedi non comodissimi da aprire, ma soprattutto troppo avanzati e ruotati in modo che il piede poggi sullo spigolo della superficie gommata e non su quella piatta, come dovrebbe.
Peccato anche per l'assenza del cavalletto laterale (disponibile in futuro come accessorio), insostituibile in mille occasioni, sia in città che in viaggio, mentre il centrale appare solido e richiede uno sforzo ridotto, in linea con il peso dello scooter.
Manca poi il freno di stazionamento, una gran comodità soprattutto in viaggio o in città poco pianeggianti.


 

 


 

VANI BAGAGLIO
Al centro del retroscudo troviamo un ampio sportello, apribile però solo con serratura, obbligando così a spegnere il veicolo ad ogni apertura e garantendo anche una sicurezza piuttosto relativa, visto il gancino in materiale plastico. Cela uno spazio decisamente, ridotto dove alloggiare il libretto di uso e manutenzione e il piccolo kit di attrezzi fornito in dotazione. Oppure il telefonino o un apparecchio fotografico molto compatto (in custodie antiurto) con la possibilità di essere ricaricati grazie alla presa di corrente a 12Volt, ma non di essere accessibili con rapidità.
Poco sopra troviamo il gancio appendiborse con sicura, realizzato in materiale plastico piuttosto leggero. È posizionato molto in alto, troppo per le 'borse della spesa', ma perfetto per assicurare uno zaino da montagna, che s'incastra perfettamente nel pur modesto spazio sulla pedana.
E veniamo al vano posto sotto la sella, che non è certo ampio, anche se la ruota da 15 pollici sembra aver lasciato uno spazio leggermente superiore alla media dei 'ruote alte', tanto che invece del classico demi-jet può essere alloggiato anche un più voluminoso jet con visiera, ma non tutti i modelli. Come nei competitor è privo di rivestimento e ospita i ferri in dotazione, senza però un alloggiamento dedicato. Anche per accedere al sottosella però, occorre spegnere il motore, non solo, anche togliere la chiave e cercare l'apposita serratura posta nella parte bassa del fianchetto sinistro. Una soluzione scomoda e anacronistica, visto che l'apertura dal blocchetto d'accensione si è ormai universalizzata per non parlare delle aperture comandate da telecomando.
Ultima soluzione per trasportare bagagli è offerta dal portapacchi di cui posso dire solo bene, avendo ospitato senza problemi i bagagli del breve tour in Dolomiti e che può anche alloggiare un apposito bauletto opzionale senza la necessità di posizionare un'antiestetica piastra opzionale.



 

CICLISTICA
L'idea di uno scooter 'sportivo' con la pedana piatta sembra un controsenso, ma come vedremo nella prova dinamica, ancora una volta i tecnici veneti hanno fatto il miracolo per accontentare tutti: chi vuole ad ogni costo la pedana per caricare chissà cosa e chi vuole un telaio rigido che faccia bene il suo mestiere.
La ciclistica è di tipico stampo scooteristico, con il classico telaio in tubi, il motore oscillante con la ruota posteriore, una coppia di ammortizzatori regolabili su 4 posizioni (escursione 80mm) e la forcella telescopica con perno avanzato e steli da 35mm (escursione 100mm).
Fiore all'occhiello è l'impianto frenante, con una coppia di dischi anteriori da 260mm con pinze flottanti a doppio pistoncino e un disco posteriore da 220mm con pinza a pistoncino singolo. Il funzionamento è di tipo separato, con le leve che comandano i freni singolarmente e per ora non è disponibile il sistema ABS, anche se la spia nel cruscotto fa ben sperare per il futuro.
Originale la scelta operata per il diametro delle ruote, entrambe da 15 pollici, che montano pneumatici tubeless da 120/70 e 130/80 realizzati appositamente per questo scooter da Maxxis, in collaborazione con Aprilia.
La compattezza è confermata da una lunghezza massima inferiore ai due metri (1985mm), mentre la larghezza di 890mm è fuorviante, visto che si riferisce agli specchi retrovisori. Ma soprattutto non viene dichiarato il peso, uno dei punti di forza della versione 250cc, almeno stando a quanto dichiarato in cartella stampa. Tutto cambia infatti se si fa riferimento al libretto di uso e manutenzione, dove si trova un peso di 148kg, che lo conferma lo scooter più leggero della sua classe, si trova la larghezza alle leve, 720mm e anche un valore più compatto in lunghezza, 1965mm.
Non bassa invece la seduta, posta a 815mm dal suolo, che stando al libretto scende però a 790mm, che comunque, visto anche il profilo più generoso della nuova sella, consiglia un'altezza minima del pilota non inferiore al metro e settanta.
Per fortuna che l'interasse coincide a 1360mm!



MOTORE
È la novità principale di questa versione ed è anche il propulsore che sta aggiornando a 300, buona parte della gamma 250 del Gruppo Piaggio. In realtà la cilindrata si ferma a 278cc, limite massimo di evoluzione per il motore Quasar da 244cc da cui deriva. Un motore di cui ho scritto sempre bene, per via dell'eccellente fluidità di marcia, assenza di vibrazioni e generosità nell'erogazione soprattutto ai regimi intermedi, oltre che ai vertici della sua classe nei dati di potenza e coppia massima. E la crescita di cilindrata l'ha migliorato, sommando ai pregi citati un incremento di coppia ai regimi più bassi, a tutto vantaggio di spunto e consumi, ma questo si apprezza solo guidandolo, visto che a livello di dati tecnici il progresso appare più risicato. La potenza massima infatti rimane ferma a 16,5kW, erogata a 7500 giri anziché 8000, mentre la coppia cresce da 21 a 22Nm ad un regime leggermente superiore, 6500 anziché 6250. Per esperienza so che i valori dichiarati sono molto indicativi, ma rimane il fatto che nel confronto coi concorrenti da 'quasi' 300cc, offra valori leggermente inferiori al Kymco People S e Sym Citycom 300, ma decisamene inferiori all'Honda SHi.
A livello di 'architettura', si tratta di un monocilindrico a quattro valvole, con distribuzione monoalbero a camme in testa, raffreddato a liquido ed alimentato ad iniezione, con cambio a variazione continua e marmitta catalizzata, rispondente alle normative Euro 3.
Mancano purtroppo le dichiarazioni sui dati velocistici e soprattutto sui consumi a norme ECE, che, vista la latitanza dei produttori, auspico vengano presto resi obbligatori, meglio se abbinati ai valori degli inquinanti emessi (come per le autovetture).



ACCESSORI
Buona notizia è che il cavalletto laterale sarà disponibile come accessorio, anche se non si sa quando e a che prezzo. Altro accessorio fondamentale sarebbe un cupolino, sul genere di quello montato tempo fa sul Leonardo 300, ne guadagnerebbe la protezione aerodinamica e probabilmente anche il design, ma per ora non è previsto. A differenza dell'enorme parabrezza, pronto a mortificarne le qualità dinamiche per non parlare della visibilità in caso di pioggia.
Visto il modesto spazio per i bagagli, sarà quasi inevitabile ricorrere al bauletto (caricandolo il meno possibile), che in questo caso sfrutta l'aggancio specifico del portapacchi, anche non si può dire che sia altrettanto allineato a livello di design. Peccato, perché con le valigie coordinate del 'vecchio' Scarabeo, Aprilia aveva precorso i tempi.



CONCLUSIONI STATICHE
I gusti sono soggettivi, ma l'obiettivo di realizzare uno scooter compatto dal look sportivo, ma elegante, mi sembra centrato, non altrettanto analizzando dotazioni, finiture ed accessibilità.
Ma la 'sostanza' c'è tutta, parlo in particolare della ciclistica molto curata, dell'impianto frenante sovradimensionato, delle dimensioni compatte e del motore, che non avrà 'numeri' record, ma è stato ottimizzato nell'erogazione proprio ai regimi di maggiore utilizzo.
Ma il meglio di sé il Cube 300 lo deve ancora dare, come vedremo nella prova su strada, e che strade!

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande

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