>> APRILIA


 

 

 

 

SCHEDA 125
Cilindrata: 124 cc
Peso: 130 kg
Velocità: 110 km/h
Potenza: 11 kW
Coppia: 11 Nm
Norme: Euro 2
Prezzo: 2.959 Euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco: Vemar VRT
Giacca:
Tucano Urbano 'Atout'
Guanti: Sparco Downtown'
Pantaloni: Spidi 'J&K'

 

 

 

 · APRILIA SPORT CITY 125/200
28/06/04
TEST ANTEPRIMA
pag. 1/1

Fin dalle prime informazioni pubblicate ad Aprile, Sport City ha destato notevole curiosità ed attesa fra il pubblico più attento. Ecco finalmente l'occasione per un primo test su strada, in una condizione più che rappresentativa: il traffico e le variegate superfici stradali milanesi: dal pavé dei Navigli, alle veloci circonvallazioni, un test breve, ma probante.

CONTESTO
Non quello urbano, ma quello altrettanto affollato del segmento 125-200cc, a ruote alte, in cui il nuovo nato di Aprilia va ad inserirsi. Una fetta di mercato dove si fanno si i grandi numeri, ma con margini di guadagno risicati e dove l'utenza pretende tanta sostanza ma anche 'quel qualcosa in più' rispetto alla concorrenza. Proprio su questi elementi ha lavorato il team Aprilia, guidato dal responsabile prodotto Giovanni Ujka. Il risultato ci pare davvero ai massimi livelli essendo riusciti ad offrire molti plus nei confronti della concorrenza, rimanendo al di sotto della 'barriera' dei 3.000 euro.
Inutile dire che il competitor di riferimento è quell'Honda SH 125/150 che da anni sta facendo il mattatore non solo del segmento citato, ma del mercato motociclistico nel suo complesso. Nei suoi confronti il neonato Aprilia può vantare motori più prestanti, ciclistica più corposa ed una linea più moderna, pressoché allo stesso prezzo.
Rimanendo in casa Aprilia invece, Sport City non fa concorrenza allo Scarabeo 125/250, che con la sua linea neo-classica, dimensioni e prezzi più importanti si rivolge ad un target differente.
Con i 'cugini' Piaggio, di cui condivide in parte i propulsori, sceglie un posizionamento intermedio, fra il più economico Liberty 125/200 (con motori a due valvole e raffreddamento ad aria) e il più voluminoso e turistico Beverly 125/250.

LINEA/DOTAZIONE
Esteticamente tutto nuovo e decisamente piacevole, ha comunque richiami all'attuale gamma Aprilia: in particolare nel doppio faro anteriore e nel rastremato codino ci sembra di scorgere qualcosa della sportivissima RSV 1000. Complessivamente per pulizia e sapiente alternanza fra linee curve e rette ci ricorda l'Atlantic 125/250.
Snello, con il 'ruotone' posteriore ben oltre la sagoma del codino, il basso faro sormontato dalla presa d'aria impreziosita dalla cornice cromata ed il carter motore in un bel colore brunito, è davvero invitante e ben lontano da un'immagine 'budget' che solo il prezzo potrebbe far supporre.
La qualità costruttiva ci è parsa buona, con ottimi materiali ed accoppiamenti, pochissime viti a vista e belle verniciature, in particolare il grigio opaco, denominato 'Titanic', ma avremmo visto bene anche un più grintoso rosso vivo. Sottotono solo le plastiche nella zona pedane del passeggero.
A sottolineare la linea high tech, la compatta strumentazione con tachimetro analogico e display digitale multifunzione con orologio, finalmente ben visibile, contachilometri totale e parziale, indicatori livello carburante e temperatura del liquido refrigerante, indicatori manutenzione e cambio olio. Tre spie per indicatori di direzione, luci abbaglianti e riserva carburante completano il quadro.
Tutti nuovi anche i comandi al manubrio, moderni e piacevoli da utilizzare, completi di 'flash' e controllo del display multifunzione. Ordinari gli specchi retrovisori ed assente il cavalletto laterale, sostituito da un centrale di facile azionamento.
Due estrattori dell'aria proveniente dal radiatore nella parte alta del retroscudo, saranno utili nel periodo invernale, soprattutto se abbinati alla 'copertina' opzionale.
Il blocchetto d'accensione comanda il bloccasterzo, ma non l'apertura della sella e del vano retroscudo, cui sono demandate altrettante serrature.
Veniamo quindi ai vani bagaglio, un solido sportello nel retroscudo cela un vano utile per i documenti e i guanti o un compatto apparecchio elettronico, ricaricabile con la presa di corrente in dotazione. La pedana piatta è di per se uno spazio sfruttabile, coadiuvato da un gancio, purtroppo non dotato di sicura. Nel sottosella, dove troviamo anche il tappo del serbatoio carburante da 9 litri, c'è spazio per un casco demi-jet e poco altro, situazione allineata alla concorrenza e novità per i ruote alte Aprilia. Di serie il portapacchi in resina che funge da base per il bauletto opzionale e che incorpora le maniglie per il passeggero.

CICLISTICA
Inedita configurazione con due cerchioni da 15 pollici e pneumatici 120/70 all’anteriore e 130/80 al posteriore, soluzione che si è preferita alla classica 16-16 per offrire una maggiore superficie di contatto con l'asfalto in rapporto al comfort. Altra novità per Aprilia è la scelta della pedana piatta, soluzione utile per lo stivaggio veloce di borse anche voluminose, ma spesso a discapito del rigore ciclistico. Per ottenere un risultato all'altezza degli standard abituali, tutta la ciclistica è ottimizzata, con un telaio particolarmente rigido e sospensioni sovradimensionate. La forcella con perno avanzato ha steli da 35mm ed escursione di 100mm, mentre i doppi ammortizzatori posteriori oscillano per 80mm e sono regolabili su 4 posizioni.
Il reparto freni, come la definizione sportiva 'vorrebbe', utilizza una soluzione tradizionale, con comandi al manubrio indipendenti per anteriore e posteriore. L'impianto conta su due dischi, un anteriore da 260mm con pinza flottante a due pistoncini ed uno posteriore da 220mm con pinza a due pistoncini contrapposti.
Le dimensioni sono compattissime: lunghezza 1970mm e larghezza 660 mm, il peso di 130kg non è un problema, l'interasse di 1365mm è corposo e l'altezza della sella a 780 mm è nella media.

PROPULSORI
I propulsori sono i diffusi Leader di produzione Piaggio, entrambi caratterizzati dalla distribuzione a 4 valvole con albero a camme in testa, alimentazione a carburatore e raffreddamento a liquido. Il rispetto della normativa antinquinamento Euro 2 è garantita dal catalizzatore allo scarico. Il 124cc raggiunge una potenza massima di 11kW a 9.500 giri (il limite di legge) e una coppia di 11Nm a 8.250 giri, mentre il 198cc
arriva a 15 kW a 9000 giri con 16 Nm a 7000 giri, entrambi rappresentano i rispettivi riferimenti di categoria staccando i concorrenti di pari o minor cilindrata.

PROVA SU STRADA
Ed ecco le impressioni una volta a bordo. L'altezza della sella non è ridotta, ma i fianchi rastremati e la svasatura della pedana permettono a chi raggiunge il metro e settanta di toccare più agevolmente con i piedi. Il manubrio permette una posizione compatta, ma non costretta, quindi si sta comodi, con una posizione naturale e senza che le ginocchia trovino ostacoli, anche in movimento. Piuttosto ridotto ed obbligato invece lo spazio per i piedi. Il peso dichiarato è di 130kg, quindi le manovre da fermo sono agevoli e l'utilizzo del cavalletto non richiede alcuno sforzo. Lo spazio per il passeggero è di tutto rispetto con un'ampia porzione di sella, comode maniglie e pedane retrattili ben posizionate.
Pronti via, ci si dirige verso il centro città su strade inizialmente veloci, i motori hanno percorso solo un centinaio di chilometri, sono quindi ancora 'legati', ma la manopola del gas viene subito spremuta senza riguardo. Si creano così due gruppetti con i 200cc a guidare la 'fuga'. Il 125, pur prestante, soffre maggiormente la mancanza di un adeguato rodaggio e richiede più impegno per muoversi spedito: raggiunge senza troppo lancio i 100km/h, ma solo accucciandosi e sfruttando un lungo rettilineo si vedono i 110km/h indicati. Il 200 è più brioso ad ogni regime ed è sicuramente la soluzione ideale per Sport City, patente permettendo, anche se il rodaggio da ultimare ha tolto parte di quel brio di cui il propulsore è capace, si raggiungono infatti 'solo' 125km/h e dopo un lungo lancio. Siamo sicuri che a rodaggio ultimato le performance saranno ben più corpose e Sport City darà ulteriore soddisfazione ai propri utenti, ma siamo già su livelli 'difficili' per la concorrenza.
La ciclistica è perfettamente a punto e la pedana piatta non ha impedito ad Aprilia di sfornare un telaio di prima categoria. Appena in movimento si ha una piacevole sensazione di solidità con sospensioni che lavorano bene, più morbida la forcella, soprattutto nella prima fase, per seguire meglio le piccole asperità ed il pavé, più rigidi gli ammortizzatori. Anche alle massime velocità la stabilità è irreprensibile, come compete ad un 'ruote alte' d'indole sportiva. Pochi comunque i compromessi sull'agilità, grazie ad un ampio angolo di sterzo e a quote ciclistiche ben accordate. Nel traffico si 'svicola' senza difficoltà e la larghezza ridotta permette d'infilarsi quasi dappertutto.
Giunti in una zona con alcune curve piuttosto note si saggiano le possibilità di piega e nessuno arriva a strisciare alcunché, buon segno. L'ingresso in curva è veloce e la ciclistica neutra e rassicurante, le coperture offrono una buona impronta a terra, ma il fondo con poca aderenza non permette di saggiare al meglio i pneumatici Maxxis.
Ottimo anche il funzionamento dei freni, entrambi ben modulabili, con il posteriore che ben difficilmente giunge al bloccaggio e l'anteriore dotato di un'autorevolezza da riferimento. Non hanno fatto rimpiangere un impianto integrale, anche se richiedono un maggiore coordinamento da parte del pilota.
Data la stagione e la temperatura, poca attenzione è andata alla protezione atmosferica, curata invece da Aprilia che ha previsto due sfoghi per l'aria calda proveniente dal radiatore, alla sommità del retroscudo, che abbinati alla 'copertina' dovrebbero creare un gradevole 'microclima' nella stagione invernale; l'accentuata angolazione ha fatto si che non si notassero anomale correnti d'aria calda in questo periodo estivo. Naturalmente il busto è totalmente esposto, ma esistono due parabrezza opzionali per ovviare a questo, senza contare su quello che sfornerà a breve il mondo dell'aftermarket.

CONCLUSIONI
Dotazioni al vertice con doppio freno a disco, pneumatici di grande sezione, forcella con steli da 35mm e doppio ammortizzatore regolabile. Strumentazione completa ed elegante con display digitale, sottosella per un casco demi-jet e retroscudo con presa di corrente ausiliaria. Motori con dati caratteristici ai vertici delle rispettive classi di cilindrata. Una linea sportiva ed originale con materiali di qualità e ben assemblati. Piuttosto difficile trovare punti deboli, forse un blocchetto multifunzione e la possibilità di stivare un casco integrale nel sottosella sarebbero risultati graditi, ma sono facilities che non può sfoggiare neppure la concorrenza.
Di prim'ordine anche le qualità ciclistiche e le doti dinamiche, nella migliore tradizione Aprilia. A questo punto ci si sarebbero potuti aspettare prezzi meno appetibili e invece proprio qui la casa di Noale sembra aver fatto il miracolo con il 125 che chiude a 2.790 euro e soprattutto il 200 che si ferma a 2.990 euro. Si annunciano quindi tempi duri per la concorrenza, fin da luglio, quando il primo lotto di produzione raggiungerà la rete di vendita.
Una bella carta da giocare, in attesa che i disagi finanziari in cui ancora naviga Aprilia si risolvano definitivamente, crediamo e speriamo, entro la fine dell'estate.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Milagro, Fabrizio Villa


...
...
...
...
...


 

 

 

 

SCHEDA 200
Cilindrata: 198 cc
Peso: 130 kg
Velocità: 125 km/h
Potenza: 15 kW
Coppia: 16 Nm
Norme: Euro 2
Prezzo: 3.199 Euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COPYRIGHT CyberScooter, tutti i diritti riservati, per informazioni e contatti clicca QUI>>>