| Da GENOVA a
TUNISI:
Sono le 14:45 del 23 Aprile e come al solito... abbiamo
i minuti contati per raggiungere la nostra destinazione:
il porto di Genova.
Caricati pochi essenziali bagagli sullo Scarabeo 500 appositamente
fornito da Aprilia, prendiamo la Milano-Genova, che percorriamo
il più velocemente possibile. Dal posto del passeggero
le 2 ore di autostrada che separano Milano dal traghetto
che ci porterà in Tunisia non passano inosservate:
la sella è molto comoda, ma purtroppo l'aria frusta
il casco, poco coperto dal corpo del pilota.
Sulla nave incontriamo altri italiani che, come noi, hanno
deciso di concedersi alla terra tunisina: sono i simpatici
redattori di Mototurismo.
24 Aprile, TUNISI - BIZERTE:
:Sbarcati al porto de La Goulette sbrighiamo con sorprendente
velocità gli obblighi di dogana, e ci dirigiamo
verso Bizerte, non proprio velocemente: nel giro di mezz'ora
abbiamo infatti smarrito la strada alcune volte (alle
rotonde i cartelli indicatori delle località più
importanti sembrano accessori superflui), e ci siamo perfino
imbattuti in un "corteo" del Presidente della
Tunisia, che ha mobilitato le decine di vigili che animano
le strade tra il porto e la città di Tunisi.
Le prime impressioni? Gente, tantissimi pedoni che si
gettano di traverso alle strade a veloce percorrenza senza
farsi problemi, costringendoci a tenere le mani sempre
pronte sulle leve dei freni. Usciti dalla città
ci siamo diretti verso la nostra meta, cercando di andare
a vedere alcune delle bellissime punte che incorniciano
le coste settentrionali della Tunisia. Purtroppo non abbiamo
avuto il tempo di godere degli spettacolari paesaggi marini,
ma non abbiamo mancato l'appuntamento con la gente e gli
sguardi che hanno seguito noi e il nostro Scarabeo per
ogni metro percorso. Sguardi di stupore e meraviglia,
sorrisi e divertite risate dei tantissimi bambini che
si spostano a piedi lungo le strade, in gruppi, nella
campagna tra un paese e l'altro.
Arrivo al crepuscolo alla bella cittadina sul mare.
DORMIRE: Hotel Sidi Salem
(60 DT la doppia+colazione): miniappartamento vicino alla
spiaggia, rapporto qualità /prezzo medio.
MANGIARE: La Cuisine Tunisienne
(12,90 DT): tradizionale, piccolo, pulito e ottimo rapporto
Q/P.
25 Aprile, BIZERTE - LE KEF:
Lasciamo l'albergo pronti per affrontare i 300 km che
ci separano dalla cittadina di Le Kef, non prima di aver
dato uno guardo a Bizerte alla luce del giorno, che la
illumina di una luce abbagliante che ci accompagnerà
per tutta la giornata. Una piccola sosta al vecchio porto
e poi ci dirigiamo verso Cap Blanc, il capo più
a Nord del continente africano, i cui colori stupendi
potete vedere nelle fotografie a fianco. Ci sorprende
il meraviglioso turchese del mare, contornato da spiagge
solitarie e bianche come talco, davvero invitanti. Abbiamo
deciso di viaggiare ben coperti, e nonostante col progredire
della giornata la temperatura salirà dai 23 ai
27 gradi, questa si rivelerà una scelta corretta,
perché l'aria è frizzante a causa di un
recente acquazzone.
Passato Cap Blanc attraversiamo un bosco dove il verde
fa da padrone: ma chi l'ha detto che Tunisia è
solo dune di sabbia e medine affaccendate?! Ai lati della
strada sfila una campagna fertilissima: campi di grano
ancora verde a perdita d'occhio, uliveti e anche qualche
vitigno. Ma è meglio tenere i sensi all'erta perché
l'asfalto è sconnesso...
Percorrendo la P11 attraversiamo il parco di Ichkeul,
dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'ONU per
le varietà di uccelli migratori che vi sostano
durante i mesi invernali, e che comprende due bellissimi
laghi tra i quali si snoda la strada in un tratto piuttosto
rettilineo. Arriviamo alla cittadina di Mateur all'ora
di pranzo, quando bambini e ragazzi escono da scuola.
Probabilmente si parlerà per qualche tempo di quei
due tizi che hanno attraversato la città: i ragazzi
ci seguono coi motorini, e di proposito ci accompagnano
verso lo svincolo che stiamo cercando allungando un po'
per farci fare una sfilata. Lo Scarabeo incuriosisce molto...
e noi siamo così distratti da dimenticare di fare
rifornimento. La verde senza piombo, infatti, non è
facilissima da trovare, e saremo costretti a tornare sui
nostri passi per fare il pieno.
Sulla P7 in direzione di Tabarca ci fermiamo a mangiare
un gigantesco panino a Sejnane, paese famoso per le tantissime
cicogne che fanno il nido praticamente dappertutto, ma
che prediligono la vecchia stazione ferroviaria ... ma
che dovrebbe essere noto anche per il macellaio più
"feroce" della zona... E' stato il solo, infatti
in grado di allontanare i bambini e le bambine (rigorosamente
divisi per sesso e con la divisa rosa e blu in uso a scuola),
che ci scrutavano ridacchiando tra di loro e facendoci
versi, e che mi hanno letteralmente squadrata quando,
con almeno 26/27 gradi, mi sono sfilata di dosso giubbotto,
pile, e sottocasco!
Usciti dalla cittadina la campagna ha continuato a diventare
sempre più bella, abbiamo visto sfilare ai lati
della strada un bellissimo bosco di sugheri ed un piccolo
canyon, scavato nella sorprendente terra rossa di questa
parte di costa.
Complice una strada che si srotola in tratti rettilinei,
arriviamo velocemente a Tabarca, città vicinissima
al confine con l'Algeria, dalla quale il nostro viaggio
prenderà la rotta del sud.
La strada comincia a piegarsi in curve e tornanti che
innalzano la quota sino ai 1014 m. di Ain Draham, ma che
bisogna affrontare con cautela a causa delle pessime condizioni
dell'asfalto. Passato il sito archeologico di Bulla Regia,
seguiamo veloci quella che a tratti sembra diventare una
superstrada, nella discesa che ci porta a Le Kef, accompagnati
dai carretti che riportano a casa i tanti contadini della
zona.
Raggiamo la cittadina di Le Kef, che domina la vallata
sottostante da uno sperone roccioso. Non abbiamo difficoltà
ad orientarci: dapprima incuriosito per il nostro scooter,
del quale ci chiede molte informazioni, un ragazzo ci
indica l'hotel che stiamo cercando.
DORMIRE: Residence Venus
(36 DT la doppia+colazione): ottimo rapporto qualità
/prezzo, gentilezza e una vista davvero speciale.
MANGIARE: Hotel Sicca Veneria
(20,90 DT): con alcool, fumatori e servizio lento, ma
il cibo è buono.
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
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