>> MONDO

24/04/2003
Start: Tunisih. 17:30
Stop: Bizerte h. 20:00
km: 117
km/lit: 19,2
Difficoltà: asfalto scivoloso




Lo sbarco a Tunisi

 


La facciata del Museo di Cartagine

 

25/04/2003
Start: Bizerte h. 10:00
Stop: Le Kef h.18:00
km: 329
km/lit: 19,8
Difficoltà: asfalto sconnesso

 


Porto vecchio a Bizerte

 


Eccoci a Cap Blanc

 


Lago Ichkeul

 


Lo stupore dei bambini a Sejenane


Bosco di sughero verso Tabarka

 

ABBIGLIAMENTO

LUI
Casco:
Nolan N100E
Giacca: Tucano Urbano 'Carlos'
Guanti: Tucano Urbano 'Rex'
LEI
Casco:
Caberg 'Justissimo'
Giacca:
Alpinestars 'Combat W'
Guanti: Spidi 'Cyber'

 

 

 · TUNISIA 2003 1^P
26/04/03 
by CyberScooter: Monica e Fabrizio
pag. 1/5
Vedi anche: 2^ parte, 3^ parte, 4^ parte, 5^ parte

Da GENOVA a TUNISI:
Sono le 14:45 del 23 Aprile e come al solito... abbiamo i minuti contati per raggiungere la nostra destinazione: il porto di Genova.
Caricati pochi essenziali bagagli sullo Scarabeo 500 appositamente fornito da Aprilia, prendiamo la Milano-Genova, che percorriamo il più velocemente possibile. Dal posto del passeggero le 2 ore di autostrada che separano Milano dal traghetto che ci porterà in Tunisia non passano inosservate: la sella è molto comoda, ma purtroppo l'aria frusta il casco, poco coperto dal corpo del pilota.
Sulla nave incontriamo altri italiani che, come noi, hanno deciso di concedersi alla terra tunisina: sono i simpatici redattori di Mototurismo.

24 Aprile, TUNISI - BIZERTE:
:Sbarcati al porto de La Goulette sbrighiamo con sorprendente velocità gli obblighi di dogana, e ci dirigiamo verso Bizerte, non proprio velocemente: nel giro di mezz'ora abbiamo infatti smarrito la strada alcune volte (alle rotonde i cartelli indicatori delle località più importanti sembrano accessori superflui), e ci siamo perfino imbattuti in un "corteo" del Presidente della Tunisia, che ha mobilitato le decine di vigili che animano le strade tra il porto e la città di Tunisi.
Le prime impressioni? Gente, tantissimi pedoni che si gettano di traverso alle strade a veloce percorrenza senza farsi problemi, costringendoci a tenere le mani sempre pronte sulle leve dei freni. Usciti dalla città ci siamo diretti verso la nostra meta, cercando di andare a vedere alcune delle bellissime punte che incorniciano le coste settentrionali della Tunisia. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di godere degli spettacolari paesaggi marini, ma non abbiamo mancato l'appuntamento con la gente e gli sguardi che hanno seguito noi e il nostro Scarabeo per ogni metro percorso. Sguardi di stupore e meraviglia, sorrisi e divertite risate dei tantissimi bambini che si spostano a piedi lungo le strade, in gruppi, nella campagna tra un paese e l'altro.
Arrivo al crepuscolo alla bella cittadina sul mare.
DORMIRE: Hotel Sidi Salem (60 DT la doppia+colazione): miniappartamento vicino alla spiaggia, rapporto qualità /prezzo medio.
MANGIARE: La Cuisine Tunisienne (12,90 DT): tradizionale, piccolo, pulito e ottimo rapporto Q/P.

25 Aprile, BIZERTE - LE KEF:
Lasciamo l'albergo pronti per affrontare i 300 km che ci separano dalla cittadina di Le Kef, non prima di aver dato uno guardo a Bizerte alla luce del giorno, che la illumina di una luce abbagliante che ci accompagnerà per tutta la giornata. Una piccola sosta al vecchio porto e poi ci dirigiamo verso Cap Blanc, il capo più a Nord del continente africano, i cui colori stupendi potete vedere nelle fotografie a fianco. Ci sorprende il meraviglioso turchese del mare, contornato da spiagge solitarie e bianche come talco, davvero invitanti. Abbiamo deciso di viaggiare ben coperti, e nonostante col progredire della giornata la temperatura salirà dai 23 ai 27 gradi, questa si rivelerà una scelta corretta, perché l'aria è frizzante a causa di un recente acquazzone.
Passato Cap Blanc attraversiamo un bosco dove il verde fa da padrone: ma chi l'ha detto che Tunisia è solo dune di sabbia e medine affaccendate?! Ai lati della strada sfila una campagna fertilissima: campi di grano ancora verde a perdita d'occhio, uliveti e anche qualche vitigno. Ma è meglio tenere i sensi all'erta perché l'asfalto è sconnesso...
Percorrendo la P11 attraversiamo il parco di Ichkeul, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'ONU per le varietà di uccelli migratori che vi sostano durante i mesi invernali, e che comprende due bellissimi laghi tra i quali si snoda la strada in un tratto piuttosto rettilineo. Arriviamo alla cittadina di Mateur all'ora di pranzo, quando bambini e ragazzi escono da scuola. Probabilmente si parlerà per qualche tempo di quei due tizi che hanno attraversato la città: i ragazzi ci seguono coi motorini, e di proposito ci accompagnano verso lo svincolo che stiamo cercando allungando un po' per farci fare una sfilata. Lo Scarabeo incuriosisce molto... e noi siamo così distratti da dimenticare di fare rifornimento. La verde senza piombo, infatti, non è facilissima da trovare, e saremo costretti a tornare sui nostri passi per fare il pieno.
Sulla P7 in direzione di Tabarca ci fermiamo a mangiare un gigantesco panino a Sejnane, paese famoso per le tantissime cicogne che fanno il nido praticamente dappertutto, ma che prediligono la vecchia stazione ferroviaria ... ma che dovrebbe essere noto anche per il macellaio più "feroce" della zona... E' stato il solo, infatti in grado di allontanare i bambini e le bambine (rigorosamente divisi per sesso e con la divisa rosa e blu in uso a scuola), che ci scrutavano ridacchiando tra di loro e facendoci versi, e che mi hanno letteralmente squadrata quando, con almeno 26/27 gradi, mi sono sfilata di dosso giubbotto, pile, e sottocasco!
Usciti dalla cittadina la campagna ha continuato a diventare sempre più bella, abbiamo visto sfilare ai lati della strada un bellissimo bosco di sugheri ed un piccolo canyon, scavato nella sorprendente terra rossa di questa parte di costa.
Complice una strada che si srotola in tratti rettilinei, arriviamo velocemente a Tabarca, città vicinissima al confine con l'Algeria, dalla quale il nostro viaggio prenderà la rotta del sud.
La strada comincia a piegarsi in curve e tornanti che innalzano la quota sino ai 1014 m. di Ain Draham, ma che bisogna affrontare con cautela a causa delle pessime condizioni dell'asfalto. Passato il sito archeologico di Bulla Regia, seguiamo veloci quella che a tratti sembra diventare una superstrada, nella discesa che ci porta a Le Kef, accompagnati dai carretti che riportano a casa i tanti contadini della zona.
Raggiamo la cittadina di Le Kef, che domina la vallata sottostante da uno sperone roccioso. Non abbiamo difficoltà ad orientarci: dapprima incuriosito per il nostro scooter, del quale ci chiede molte informazioni, un ragazzo ci indica l'hotel che stiamo cercando.
DORMIRE: Residence Venus (36 DT la doppia+colazione): ottimo rapporto qualità /prezzo, gentilezza e una vista davvero speciale.
MANGIARE: Hotel Sicca Veneria (20,90 DT): con alcool, fumatori e servizio lento, ma il cibo è buono.

Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa

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Percorso 24/04

 


Sullo sfondo il Museo di Cartagine

 


Zona paludosa in direzione Ghar El Melh

 


Percorso 25/04

 


Veduto kasbah a Bizerte

 


I Caraibi in Tunisia?!

 


Immersi nel verde dopo Mateur

 


Cicogne a Sejenane


Cicogne a Sejenane


Vista sulla Kasbah

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