· DOTAZIONI Quasi tutto immutato alla voce dotazioni, con una strumentazione ai vertici della sua classe, sia per piacevolezza che per completezza d'informazioni ed ergonomia. Troviamo infatti strumenti analogici per indicare il livello carburante, la velocità istantanea e la temperatura del liquido refrigerante, abbinati ad un ampio dispaly digitale per l'ora, il chilometraggio totale/parziale, la tensione batteria e la temperatura esterna con allarme ghiaccio, comodamente selezionabili con un pulsante al manubrio. Non mancano una serie di spie per: riserva carburante, temperatura eccessiva liquido refrigerante, indicatori di direzione, luci abbaglianti, insufficiente livello olio e prossimo intervento di manutenzione. A proteggere la strumentazione e parte del busto di chi guida, viene fornito di serie un piccolo cupolino trasparente, al contrario manca il cavalletto laterale, disponibile solo come optional. Leve freno, manopole e blocchetti elettrici sono comuni ad altri modelli Piaggio anche se nessuno può vantare il tasto a bilanciere sulla destra, dedicato alla selezione delle due diverse mappature, anche in movimento. Nuovi invece gli specchi retrovisori sia nel design che nella finitura che diventa cromata. Passando al retroscudo troviamo il blocchetto d'accensione che comanda anche bloccasterzo e sblocco della sella con subito sotto un ampio sportello con serratura a nascondere un vano davvero minuscolo (si faticano ad inserire i guanti estivi). In punta di sella troviamo il gancio appendiborse dotato di sicura e nel sottosella, un vano in grado di stivare un casco demi-jet con visiera non troppo voluminoso, oppure un apparecchio elettronico da ricaricare alla presa di corrente da 12volt. Il resto dello spazio sotto la sella viene occupato dal serbatoio carburante che passa da 8,5 a 7,5 litri. Di serie solo il cavalletto centrale, anche se molto agevole da utilizzare, mentre neppure in opzione troviamo il freno di stazionamento, l'antifurto immobilizer e i ganci appendicasco.
· CICLISTICA Anche qui pochissime variazioni rispetto alla versione 2009, con misure di 2025 mm (lunghezza), 725 mm (larghezza) e 1380 mm (interasse), con la sella a 810 mm da terra. Manca sempre il dato sul peso, come ormai tradizione (negativa) del Gruppo Piaggio (e non solo), ma se per la versione 2007 si parlava di 154kg è facilmente ipotizzabile un valore non lontano da questo. Come d'obbligo in questo segmento troviamo la pedana piatta e le ruote da 16 pollici, con pneumatici tubeless 100/80 all'anteriore e 120/80 al retrotreno che abbandonano la marca Cheng Shin per una più rassicurante coppia di Michelin CityGrip. La frenata è di tipo combinato con un disco anteriore da 260mm stretto da pinza a triplo pistoncino e il posteriore da 220mm con pinza a doppio pistoncino e tubazioni in treccia. Purtroppo manca l'ABS, come per tutti gli altri competitor... Il reparto sospensioni utilizza una forcella teleidraulica a perno avanzato con steli da 35mm per un'escursione di 100mm e una coppia di ammortizzatori regolabili su 4 posizioni con escursione di 90mm che sfruttano il motore come 'forcellone' oscillante, accoppiato ad un braccio in alluminio sul lato destro.
· PROPULSORE Apparentemente immutato è invece stato migliorato in numerosi particolari, fra i più significativi una più evoluta centralina Magneti Marelli e una frizione più resistente. Variazioni che non giustificano il leggero calo prestazionale segnalato nei dati dichiarati: 14 kW a 9.000 giri (contro 14,3 a 8.000 nel 2009) e 17,1 Nm a 7.000 giri (erano 18,5 Nm a 6.750 giri), imputabile esclusivamente ad una nuova misurazione effettuate al banco prova, a riprova dell'attendibilità piuttosto 'indicativa' dei dati dichiarati. Come ben sanno gli appassionati più attenti non si tratta della solita unità Piaggio Leader, ma di un propulsore progettato da Aprilia prima di entrare nell'orbita Piaggio e fatto costruire da un'azienda partner sul suolo cinese. Si caratterizza per la presenza di una doppia mappatura, selezionabile dal manubrio, che consente di scegliere fra la configurazione 'Sport' che offre la massima potenza e quella 'Eco' che a fronte di circa 0,7kW in meno dovrebbe offrire un risparmio di benzina nell'ordine del 7% (secondo una simulazione al banco), peccato che poi il valore di consumo effettivo non venga dichiarato. Ha una cilindrata effettiva di 180,8cc con doppio albero a camme, testata a 4 valvole, alimentazione ad iniezione elettronica e raffreddamento a liquido. Purtroppo non dispongo del programma con la tempistica degli interventi di manutenzione programmata.
· TEST SU STRADA In una Viareggio afosa e con il cielo a ridosso delle montagne carico di nuvole minacciose, il test si è svolto fra un set fotografico e l'altro per una percorrenza limitata ad una 40ina di chilometri, quasi tutti rettilinei ad esclusione di qualche rotonda e qualche incrocio, tutti caratterizzati dall'asfalto scivoloso tipico delle città di mare. Condizione ben lontana dall'ideale per capire la dinamica dello scooter, che ha fatto un sicuro passo avanti grazie alle coperture Michelin CityGrip, più attaccate al terreno e più comunicative in caso di perdita d'aderenza. Tutto bene fino a che le condizioni dell'asfalto si mantengono buone, in caso contrario si evidenza una taratura eccessivamente sostenuta delle sospensioni, che si erano già irrigidite nel 2009 rispetto al 2007 e che sono lontanissime dalla capacità d'assorbimento record della versioni 1999 e successive. Come 'non conferma' la cartella stampa il peso sembra superiore a quello della media di competitor e anche la sella, posta a 810mm non aiuta nelle manovre da fermo consigliando un'altezza minima di 175cm per toccare terra con entrambi i piedi (e qui si può dire addio al target femminile). Sella più piacevole della precedente a livello di design, ma pur sempre rigida e non particolarmente accogliente. Eccellente il lavoro dell'impianto frenante, di tipo combinato, che nell'uso quotidiano richiede l'utilizzo della sola leva sinistra, mentre in caso di panic stop o di guida 'sportiva' può chiamare ad intervenire anche la leva destra che comanda il terzo pistoncino della pinza anteriore. Frenata potente anche se progressiva, che meriterebbe comunque un sistema ABS per scongiurare bloccaggi di una o entrambe le ruote su fondi sdrucciolevoli. Decisamente brillante il propulsore che spinge forte soprattutto ai regimi medio-alti, purtroppo inarrivabili in città, ma che rendono più sicura la guida autostradale dove si potrà apprezzare la discreta efficacia del cupolino e dello scudo anteriore. Non perfettamente a punto però l'accelerazione da fermo, con una flessione della spinta appena partiti, ben più evidente della media, che si riprende dopo il 'cambio marcia' del variatore e che non avevo notato nel test del 2009. Dato il contesto prevalentemente urbano è mancata l'occasione per verificare l'efficacia reale della doppia mappatura, che nel test della precedente versione si era mostrata appena percepibile solo sfruttando al massimo le prestazioni, mentre l'influenza sui consumi potrà essere verificata solo in una prova molto più approfondita. Contenuto il tasso di vibrazioni e nella media la rumorosità del propulsore, che mi sembra migliorata rispetto alla versione 2009. Per il momento è tutto, in attesa di leggere anche le impressioni di un coordinatore dello Scarabeo Club invitato a Viareggio come tester.
CONTESTO Anche restringendo la ricerca ai veicoli dotati raffreddamento a liquido e alimentazione ad iniezione elettronica, troviamo ben sei competitor aggressivi e variegati: Honda SH 150i, più agile, leggero e scattante, ma con minore allungo e velocità è anche più costoso, ma resta lo scooter più venduto del segmento. Kymco People GTi 200: più voluminoso e pesante, ha le dotazioni e le prestazioni migliori del lotto grazie al propulsore da 205cc, ma è anche il più costoso in assoluto. Malaguti Centro 160: più agile, leggero ed economico, sconta dotazioni e prestazioni nettamente inferiori e rischia il pensionamento se l'azienda non troverà un compratore. Peugeot LXR 200: più agile, leggero ed economico, offre prestazioni e dotazioni decisamente inferiori. Suzuki Sixteen 150: più agile, leggero e scattante, ma con minore allungo e velocità, costa solo poco meno. Sym HD2 200i: è una delle novità più recenti, per caratteristiche tecniche è più compatto e meno prestante, ma anche meno costoso.
· CONCLUSIONI La versione 2011 non porta aggiornamenti significativi alla gamma intermedia del brand Scarabeo, le variazioni più evidenti sono infatti di tipo estetico, con maggiori richiami alla versione da 50cc, ma senza perdere feeling con i modelli di maggior cilindrata. Un design abbastanza caratterizzato anche se non certo inconfondibile come gli Scarabeo di pari cilindrata fino al 2007. Un piccolo up-grade riguarda anche il livello di dotazioni, la ciclistica e alcune componenti del propulsore, mentre le prestazioni rimangono immutate, nonostante la riduzione dei valori dichiarati. Ricco di accessori, anche se privo del cavalletto laterale, non offre purtroppo la sicurezza dell'ABS, che manca però anche ai competitor. Nel 2010 e in questi primi mesi del 2011 ha scalato la classifica di vendita grazie soprattutto a forti promozioni sul punto vendita, riuscirà a fare altrettanto o anche meglio questa nuova versione?
Testo: Fabrizio Villa Foto: Milagro