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Wvespa ultimamente era un po' giù...
la morosa l'aveva lasciato perché stanca di spingere
l'Honda Jazz 250 in salita... bisognava tirargli su il
morale. Quale occasione più ghiotta di una 'cannonball'
con gli Atlantic 'incoscientemente' forniti da Aprilia
a CyberScooter?!?!?
CyberFabrizio è buono come il pane, ci ha dato subito
il permesso; l'unico ostacolo era rappresentato dal severissimo
redattore Jacops, che vuole partecipare sempre alle imprese
"no limits" e causa problemi senili (prostata, fermonaggine
ecc...) riesce sempre a dimezzare il numero dei chilometri
percorribili... Ma pensa e ripensa, ecco la soluzione:
"Caro Jacops, abbiamo deciso di
dividere equamente il lavoro sull'Atlantic; lo lasciamo
a te per una settimana, con l'obbligo di percorrere almeno
136 km in città e scrivere un trattato sul tema "Atlantic,
la naturale evoluzione dello Scarabeo 50 come panacea
per il traffico cittadino" Se resti imbottigliato lo sollevi
di peso e superi l'ingorgo... Io e Wvespa poi ci facciamo
un giretto di un giorno in sardostrada e montagna..."
Jacops preparerà il suo
report non appena tolte quelle 2 o 3 erniette
da fatica che gli sono uscite nella prova... mi ha detto
che per il traffico preferisce il suo Leonardo... ;))
Ottenuto l'ok dalle alte sfere di CyberScooter, ci prepariamo
una cannoball di 1000 km tondi tondi, accompagnati da
"Pasc" sul suo Suzuki
Burgman 400 R, con l'intento di fare una severa comparativa
tra i mezzi. Non che avessimo dubbi sulla capacità
dell'Aprilione di farsi 1000 km
equamente ripartiti fra 'sardostrada' e una quindicina
di passi dolomitici... ci interessava vedere la ripercussione
di 16 ore ininterrotte di
guida sulle condizioni fisiche (quelle psichiche oramai
sono irrimediabilmente deteriorate...) dei conducenti.
Appena impossessatici dei due Atlantic, Wvespa lancia
l'urlo di guerra: "1000 KM A MANETTAAAAAAAAAAA"!!! e mentre
lo seguo, con la coda nell'occhio vedo nello specchietto
la lacrima nell'occhio di CyberFabrizio che ulula "PORTATEMI
INDIETRO PEZZI SUFFICIENTI PER RIMONTARNE ALMENO UNOOOOO!!!
e si reca immantinente nella vicina tabaccheria per comprare
3 o 4 kg di cambiali da girare all'Aprilia per risarcire
i danni...
I LUOGHI
L'itinerario si snoda via statali e provinciali sul lago
d'Iseo (partenza da Costa Volpino), poi sardostrada e
superstrade da Palazzolo s'/Oglio sino a Bressanone
sulla direttrice Peschiera, Affi, Trento, Bolzano e poi
nuovamente statali e provinciali lungo l'itinerario Brunico,
Dobbiaco con il successivo
scollinamento dei seguenti passi: passo
di Monte Croce Comelico (1636 metri), passo
del Zovo (1476 metri), passo
Tre Croci (1805 metri), passo
Falzarego (2105 metri), passo
Pordoi (2240 metri), passo
Sella (2240 metri), passo
Gardena (2121 metri), passo
Campolongo (1875 metri), nuovamente il Pordoi,
poi il passo Fedaia (2057
metri), forcella Aurine (1299
metri), passo di Cereda (1369
metri), passo Rolle (2016
metri), passo Valles (2033
metri), passo di S. Pellegrino
(1916 metri), passo di Costalunga
(1741 metri) e giu' a Bolzano.
Poi nuovamente sardostrada da Bolzano fino a casa per
un totale di 1000 km tondi tondi, di cui 450 circa di
sardostrada e 550 fra i più
bei passi alpini esistenti.
Il contachilometri del Burgman di Pasc ne ha fatti solo
937, ma lui taglia sempre le curve e pertanto percorre
molta meno strada...
I posti visitati sono di rara bellezza, purtroppo noi
li abbiamo visti solo con la coda dell'occhio, vista la
mole di chilometri in programma, ma lasciano estasiati
anche i non amanti della montagna. Ad ogni modo se volete
replicare il giro con un po' di calma, arrivati a Sesto,
dedicate un po' di tempo alla val
Fiscalina ( Moso sino all'Hotel Dolomiten Hof dove
la strada asfaltata termina). Qui vi troverete nel Parco
delle Dolomiti di Sesto, una vallata piana e boschiva
circondata da monti quali Cima 9, 11, 12 (prendono il
nome dall'ora in cui il sole si trova sul loro Zenith),
Cima 3 Scarperi, e leggermente defilate le mitiche Tre
Cime di Lavaredo che hanno segnato pagine di eroismo
epico, e inenarrabili sofferenze da parte di Alpini italiani
e austriaci durante la prima guerra mondiale, contribuendo
a creare la disciplina dell'alpinismo estremo. Abbiamo
tentato di avvicinarci alle Tre Cime di Lavaredo, deviando
a destra verso Misurina, dopo Auronzo di Cadore. Splendidi
sia il lago di Misurina,
sia il laghetto completamente ghiacciato che si trova
lungo la via per le Tre Cime; purtroppo la strada a un
certo punto è diventata impraticabile e gli Atlantic
non avevano le tassellate e ci siamo dovuti accontentare
della foto di rito con Atlantic e Burgman e le Tre Cime
di sfondo.
L'ordine di scuderia era andare di fretta senza farsi
stracciare la patente e senza correre e far correre pericoli,
con una macchinetta fotografica in tasca e l'ordine di
fotografare almeno i cartelli dei Passi, senza soste che
non fossero quelle per i rifornimenti... niente pipì,
né cibo... Pertanto appena usciti dai tornanti, una
sbirciata agli speroni dolomitici che di volta in volta
si presentano allo sguardo e via!
Scooteristicamente parlando mi sono piaciuti molto tutti
i passi del gruppo Sella
(poco a Nord di Canazei), un vero e proprio circuito (Pordoi,
Sella, Gardena,
Campolongo) frequentatissimo
da motards austriaci e tedeschi. Purtroppo per motivi
di tempo abbiamo dovuto escludere dalla cannonball quello
che a mio parere è il più bel passo alpino
italiano: il Giau.
Veramente bello anche il panorama della Marmolada
e del lago ghiacciato del Fedaia;
per chi avesse tempo, dicono che una gita a Malga
Ciapela non guasterebbe. A San
Martino di Castrozza, prima di inerpicarsi verso
il Rolle, una foto ricordo sullo sfondo delle famose
Pale circondate dalle nuvole. Il Rolle
e il Valles sono passi poco
noti ai più ma ricchi di curve splendide, come pure
il San Pellegrino, caratterizzato
da ampie panoramiche. Infine una pausa merita il lago
di Carezza, autentica perla della natura, dopo
il passo di Costalunga.
In totale ci abbiamo messo poco meno di 16
ore, dalle 5.30 alle 21.00, viaggiando sempre con
la luce del sole. Il tempo è stato clemente: l'utile
termometro dell'Atlantic segnava temperature tra i 10
e i 28 gradi.
SARDOSTRADA
In teoria dovrebbe essere il posto ove l'Atlantic si trova
più a suo agio; nella pratica non è così.
Mi spiego meglio. Alle alte velocità il mio Atlantic
"sculettava". In un primo tempo ho imputato il difetto
all'abbigliamento svolazzante, ma poi anche con la giacca
tecnica, in curva e in prossimità di altri veicoli
il fenomeno si manifestava. Niente di preoccupante, intendiamoci:
molti scooter lo fanno (il Burgman risente anch'esso delle
scie) e basta allentare la presa della mano sinistra perché
le oscillazioni si smorzino. Si può discutere a lungo
se questo difetto sia grave o no. IMHO (In
My Humble Opinion) non è grave... se volete
farvi i curvoni delle autostrade tedesche a 167 km/h di
tachimetro (stando a quanto dice il computer dell'Atlantic)
con le orecchie per terra sorpassando camion e subendo
le scie di chi vi precede, allora ricordatevi che l'Aprilia
ha in listino la splendida RSV 1000 che vi consente di
farlo in tutta sicurezza.
Non dimentichiamo che l'Atlantic è uno SCOOTER, monocilindrico
dalla carrozzeria ampia (effetto vela), dalle ruote medie
(poco effetto giroscopico) e che ha un prezzo che gli
permette di confrontarsi con scooter meno prestazionali,
tipo Burgman 400, Madison 400, Majesty 250, Jazz 250 ecc.;
pertanto non pretendiamo un comportamento autostradale
che non gli si confà... Diciamo che quando il limite
di velocità sardostradale verrà portato a 150
km/h, l'Atlantic consentirà di farli, prestando attenzione
alle probabili oscillazioni in scia e in curva, potendo
contare comunque su ottimi e potenti freni, contenti?!?
Il secondo difetto che ha (almeno per me che sono alto
177 cm e indossavo un casco Nolan N100 o uno Schubert
Concept) è che sopra i 120 km/h arriva un flusso
d'aria abbastanza deciso sulla sommità del casco
con conseguente aumento della rumorosità alle orecchie
e leggero, ma costante frullio della testa. Il Burgman
è esente da questo difetto, pur avendo un parabrezza
meno esteso. E' un difetto facilmente ovviabile: o si
maggiora/modifica il parabrezza, cosa che eviterei perché
poi in caso di pioggia o nebbia non c'é cosa peggiore
di un parabrezza sporco nel campo visivo, senza contare
l'effetto "vela"; oppure si studia un plexiglas con feritoia
alla base, in modo da rendere più pulito il flusso
d'aria che raggiunge il casco del conducente. Consiglierei
di provvedere in merito, perché dopo un viaggio autostradale
di 5 ore, il rintronamento è notevole e chi ha viaggiato
sul Burgman è più riposato di chi ha viaggiato
sull'Atlantic.
Per contro c'è da dire che fino a 120 km/h il confort
dell'Atlantic è principesco: non un fruscio, non
una vibrazione (queste ultime sul Burgman si sentono parecchio
invece). Evidentemente i tecnici Aprilia hanno fatto un
ottimo lavoro nell'isolare il grosso monocilindrico e
un ottimo studio sulle turbolenze alle medie velocità.
Anche le gambe sono ottimamente protette, pur se la protuberanza
del retroscudo sopra i piedi toglie spazio. Diciamo che
viaggiando a 100 km/h, su un sellone comodissimo e perfettamente
isolato dai vortici ho rimpianto l'assenza di un portalattine
magnetico in mezzo al manubrio, per poter sorseggiare
comodamente una bibita con la cannuccia in sardostrada.
Circa la velocità autostradale, l'Atlantic prevale
sul Burgmann di una decina (scarsa) di km/h, che poi alla
fine, nel traffico, non sono un grosso gap in termini
di tempi di percorrenza. Diciamo che a manetta, da Milano
a Roma, arrivate 15 minuti prima.
MONTAGNA
Qui sono arrivate le sorprese più gradite. Io sono
abituato allo Yamaha Majesty 250 e alla Honda Transalp
600 dalla forcella "mollacciona" con cui freno tranquillamente
col freno ds (anteriore) in curva e così ho fatto
con l'Atlantic che - complici le validissime sospensioni
più rigide - si è immediatamente raddrizzato!
Ho pertanto imparato a pinzare energicamente con entrambi
prima della curva e ad utilizzare solo il sx (che è
integrale e 'intuisce' ciò che vuole il conducente)
in piega. Si riescono ad affrontare le curve con grinta
inaspettata rispetto alla mole del mezzo!
Buona anche le capacità d'inclinazione... per i comuni
mortali come me è praticamente impossibile grattare
alcunché per terra... i draghi Wvespa e CyberFabrizio
hanno limato il terminale di scarico a ds.
Sulle curve del Sellaronda rispetto al Burgman non c'è
storia. Complice la quota elevata (si perde l'1% di potenza
ogni 100 metri d'altitudine e ciò penalizza il mezzo
meno potente) quello che solo 3 anni fa era il più
possente dei maxi scooter, rivela un gap prestazionale
rispetto all'Atlantic: all'uscita di ogni tornante la
cavalleria dell'Atlantic abbinata ad una ciclistica sana
gli consentono di distanziare il Burgman e soprattutto
di effettuare sorpassi di camper e auto in una manciata
di metri in tutta sicurezza, mentre col Burgman bisogna
prendere le misure e spesso aspettare.
Non va dimenticato che l'Aprilia è un 460cc, mentre
il Suzuki si ferma a 385cc e che quest'ultimo ha un variatore
non così a punto. In più il Burgman di Pasc
ha all'attivo parecchi chilometri e pertanto potrebbe
non essere al massimo della forma, comunque non c'è
che dire: il motore Piaggio, quanto a potenza, non è
secondo a nessuno!
Tra l'altro la maggior potenza, non comporta costi eccessivi
quanto a consumi: mediamente nei 1000 km l'Atlantic ha
consumato solo il 5% in più del Burgman nonostante
l'abbia spesso distanziato, per poi attenderlo sui passi.
Non sono riuscito a fare meno di 14
km/litro in sardostrada e ho fatto oltre i 20
km/litro sui tornanti di montagna!
Anche la resistenza alla fatica dell'impianto frenante
Aprilia è ottima: nessun cedimento pur con escursioni
altimetriche notevoli; una preghiera all'Aprilia potrebbe
essere quella di poter montare un sistema di frenata tradizionale,
magari come optional... con la discreta potenza che si
ritrova l'Atlantic, i puristi preferirebbero poter decidere
come utilizzare i freni, specie in situazioni ad aderenza
anomala, tipo i tornanti di montagna. Oppure accoppiare
il sistema ABS alla frenata integrale. Purtroppo dopo
alcuni passi il Burgman ha accusato sintomi di fading
ai freni comandati dalla leva sx e Pasc ha dovuto rallentare
drasticamente il ritmo nelle discese.
Diciamo che molti motard austriaci e tedeschi hanno dovuto
riparametrare le loro considerazioni sugli scooter: magari
in rettilineo superavano l'Atlantic, salvo accorgersi
di fargli da tappo sui tornanti del Pordoi e giunti sul
passo gli giravano attorno incuriositi... ho idea che
quando i motociclisti si accorgeranno della facilità
e del gusto con cui si guida questo mezzo sui tornanti,
molti lo sostituiranno alla moto...
Certo che se di primo equipaggiamento avesse delle gomme
un po' meno dure, sarebbe ancora più godibile in
curva. Mi è successo in un paio di tornanti sporchi
di sentire l'intero scooter o solo il posteriore derapare
leggermente, segno comunque di un'ottima distribuzione
di pesi e di un anteriore non leggero. Di solito sugli
scooter è sempre da temere un alleggerimento dell'anteriore
in curva e, complice il peso, se parte l'anteriore, parte
tutto: con l'Atlantic non c'è questo pericolo!
A proposito di gomme, volevo fare le seguenti considerazioni
generali e non rivolte all'Atlantic in particolare. Sarebbe
auspicabile che le Case contribuissero ad educare e salvaguardare
i loro clienti, che già di per sé trascurano
l'abbigliamento protettivo. Mi spiego meglio. Oggi un
guidatore tranquillo con delle gomme dure è in grado
di fare oltre 20.000 km con la posteriore e oltre 30.000
km con l'anteriore. Calcolando che la maggior parte degli
utenti fà circa 6.000 km l'anno, significa che
il nostro conducente tipo si tiene una gomma anteriore
"durissima" per 5 anni. Amici di IHM (il newsgroup It
Hobby Motociclismo) che guidano moto BMW con ABS, si accorgono
che già dopo 18 mesi l'ABS entra in funzione molto
più che a gomma nuova, a causa dell'indurimento della
mescola. Tutti siamo in grado di dire "tanto io non corro
e non piego"... ma in una situazione d'emergenza, tipo
la classica macchina che ti esce da un passo carraio,
magari con asfalto umido una gomma morbida dotata di maggiore
grip (e magari l'ABS) fà la differenza, tra restare
su 2 ruote, oppure cadere con tutte le conseguenze del
caso. Nella prova
durata dello Yamaha Majesty (ormai arrivata a
20.000 km) stanno emergendo interessanti considerazioni
sui diversi tipi di copertura utilizzati, che leggerete
presto su CyberScooter e, alla luce di questa esperienza,
una preghiera da rivolgere alle Case è di dotare
i mezzi di gomme morbide: meglio cambiare gomme tutti
gli anni che visitare carrozzieri e.... Ciò, ripeto,
non perché le gomme di primo equipaggiamento non
siano buone... su asciutto sono validissime, ma su asfalto
sporco, bagnato o quando non sono in temperatura, non
sempre hanno un grip adeguato.
Per finire 2 parole sul comportamento off
road: mi avanzava un'oretta di tempo prima di riconsegnare
il mezzo e mi sono fatto una mulattiera sul Monte
Creò sul lago d'Iseo. È un'ottimo sistema
per digerire se avete mangiato pesante e siete sovrappeso,
altrimenti lasciate perdere; le sospensioni ottime su
asfalto (la forcella è una delle migliori della categoria)
trasmettono tutto ma proprio tutto al conducente, il che
unito al peso considerevole consiglia di evitare certe
sventatezze.
BAGAGLIAIO
Scusatemi, ma sul vano sottosella voglio aprire un capitolo
a parte. Non è possibile che uno scooter formoso
e opulento come l'Atlantic abbia un bagagliaio così...
bisognerebbe introdurre pene severissime per i progettisti
che su un megascooter del 2002 non consentono di stivare
un casco a mentoniera apribile come il mio. Se penso che
sotto la sella del più affusolato Suzuki Burgman
Business ci stanno contemporaneamente il Nolan N100, lo
Schubert Concept e qualcos'altro ancora, mi perplimo e
mi deprimo al contempo... Simile come spazio, ma maggiormente
sfruttabile il vano a disposizione nel 'vecchio' Burgman
di Pasc.
Praticamente si è costretti a montare il bauletto
posteriore, cosa che già fatico a digerire sulla
Transalp (e lì devo averlo per forza o non trasporto
una 'cippa'), ma sullo scooter un bauletto a sbalzo oltre
l'asse della ruota posteriore, magari con dentro 15 kg
di bagaglio, alleggerisce talmente l'anteriore da rendere
le curve in piega decisamente poco sicure. Insomma, ci
siamo capiti....
SELLA E DOTAZIONI
10 con lode!!! E' dura e ampia e dopo 16 ore ininterrotte,
non il minimo fastidio al fondoschiena né alla schiena.
Anche la posizione di guida è ergonomicamente corretta
e non produce fastidi di sorta.
Due parole sul computer di bordo: fornisce una serie di
utili indicazioni su consumo, temperatura, chilometraggio
ecc, però mi è parso pessimista sui consumi
e un po' ottimista sulla velocità massima.
Ottima idea le "4 frecce", utili in sardostrada per segnalare
i rallentamenti improvvisi.
CONCLUSIONI
Gli anglosassoni lo definirebbero "value for money": un'ottima
contropartita in rapporto al prezzo.
L'estetica è coraggiosa e potrà non piacere
a tutti, però la sostanza c'è, e vista con gli
occhi di chi non vive il traffico convulso delle città
è particolarmente allettante.
Ottimo comfort, consumi eccezionalmente bassi, prestazioni
che non destano complessi di inferiorità.
Se venissero risolti i nei del vano portabagagli e i vortici
sul casco, sarebbe un compagno perfetto per chi lo usa
tutta la settimana per recarsi al lavoro in giacca e cravatta
e il weekend si vuol fare i 1000 km verso il mare, o in
montagna, senza sottostare all'incubo delle code.
È evidente che pur non potendosi paragonare ai
bicilindrici giapponesi per prezzo e tecnologia, finirà
per rosicchiare loro parecchie fette di mercato, specie
al Silver Wing cui, IMHO, è in grado di sovrapporsi
egregiamente.
Del resto i dati di vendita dei primi 3 mesi lo vedono
già nelle top ten, il che è abbastanza significativo.
Gli stessi dati lo vedono prevalere sul gemello di motorizzazione,
il Piaggio X9 500, ma sottostare, se pur di poco, al Burgman
Business 400 in vendita a prezzo promozionale ormai da
tempo.
Il Burgmann 400 R non ha
sfigurato; il tempo scorre implacabile, ma la validità
del progetto resiste: qualche vibrazione in più e
dei freni non eccellenti nelle lunghe discese alpine lo
hanno penalizzato, assieme alla potenza inferiore rispetto
all'avversario. Però si è rivelato migliore
in autostrada per l'assenza di vortici alla testa del
conducente alle massime velocità. Inoltre nessun
segno di stanchezza, pur essendo stato sempre sfruttato
al massimo delle sue possibilità. Aggiungerei che
la più recente versione Business dispone di un bagagliaio
sotto la sella in cui perdersi...
E Wvespa? Beh... lui arrivato a Brunico
si è perso... forse voleva portare la morosa locale
a fare un giro, fatto sta che dove sia stato non è
dato saperlo. Lo abbiamo ritrovato il giorno dopo, esaltato
e abbacchiato nel contempo. Ci ha detto: "forte questo
Atlantic, viaggia veloce e piega bene... ho grattato più
volte la marmitta destra, ma quella di sinistra non ci
riesco proprio... ora vendo il Jazz e me lo compro, così
smetterò di vedere solo la targa del tuo Majesty!!!"
Dopo avergli fatto notare che a sinistra l'Atlantic è
sprovvisto di marmitta ed averlo pertanto rincuorato sulle
sue doti piegaiole, abbiamo reso i 2 Atlantic all'incredulo
CyberFabrizio che stava ormai compilando la terzultima
cambiale (ha bofonchiato qualcosa sulle biciclette a pedalata
assistita che saranno l'unica cosa che ci darà in
mano d'ora in poi) e rimontati in sella (io al mio Majesty
e Wvespa al suo Jazz) in sardostrada è accaduto l'incredibile...
il Jazz, rendendo felice Wvespa, ha seminato il Majesty
per la prima volta in 18.000 km eppure vi giuro che ero
a manetta!!! Ho sempre sospettato che gli scooter avessero
un cuore, ora ne ho la certezza... ;)) Però che differenza
di prestazioni fra il mio 250 e l'Atlantic, ragazzi!!!
Testo:
Francesco
Roberti aka schiapp
Foto: Francesco
& Pasc
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