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 · APRILIA ATLANTIC 500
08/07/02

1000 km con il SUZUKI BURGMAN 400

pag. 6/8
>>> VEDI ANCHE: Anteprima, Descrizione, Test su Strada, Prova Fabio Scotti, Prova Fabio Jacopini, Al mare con il Piaggio X9 500, Impressioni CyberScooter Club.

Wvespa ultimamente era un po' giù... la morosa l'aveva lasciato perché stanca di spingere l'Honda Jazz 250 in salita... bisognava tirargli su il morale. Quale occasione più ghiotta di una 'cannonball' con gli Atlantic 'incoscientemente' forniti da Aprilia a CyberScooter?!?!?
CyberFabrizio è buono come il pane, ci ha dato subito il permesso; l'unico ostacolo era rappresentato dal severissimo redattore Jacops, che vuole partecipare sempre alle imprese "no limits" e causa problemi senili (prostata, fermonaggine ecc...) riesce sempre a dimezzare il numero dei chilometri percorribili... Ma pensa e ripensa, ecco la soluzione: "Caro Jacops, abbiamo deciso di dividere equamente il lavoro sull'Atlantic; lo lasciamo a te per una settimana, con l'obbligo di percorrere almeno 136 km in città e scrivere un trattato sul tema "Atlantic, la naturale evoluzione dello Scarabeo 50 come panacea per il traffico cittadino" Se resti imbottigliato lo sollevi di peso e superi l'ingorgo... Io e Wvespa poi ci facciamo un giretto di un giorno in sardostrada e montagna..." Jacops preparerà il suo report non appena tolte quelle 2 o 3 erniette da fatica che gli sono uscite nella prova... mi ha detto che per il traffico preferisce il suo Leonardo... ;))
Ottenuto l'ok dalle alte sfere di CyberScooter, ci prepariamo una cannoball di 1000 km tondi tondi, accompagnati da "Pasc" sul suo Suzuki Burgman 400 R, con l'intento di fare una severa comparativa tra i mezzi. Non che avessimo dubbi sulla capacità dell'Aprilione di farsi 1000 km equamente ripartiti fra 'sardostrada' e una quindicina di passi dolomitici... ci interessava vedere la ripercussione di 16 ore ininterrotte di guida sulle condizioni fisiche (quelle psichiche oramai sono irrimediabilmente deteriorate...) dei conducenti.
Appena impossessatici dei due Atlantic, Wvespa lancia l'urlo di guerra: "1000 KM A MANETTAAAAAAAAAAA"!!! e mentre lo seguo, con la coda nell'occhio vedo nello specchietto la lacrima nell'occhio di CyberFabrizio che ulula "PORTATEMI INDIETRO PEZZI SUFFICIENTI PER RIMONTARNE ALMENO UNOOOOO!!! e si reca immantinente nella vicina tabaccheria per comprare 3 o 4 kg di cambiali da girare all'Aprilia per risarcire i danni...

I LUOGHI
L'itinerario si snoda via statali e provinciali sul lago d'Iseo (partenza da Costa Volpino), poi sardostrada e superstrade da Palazzolo s'/Oglio sino a Bressanone sulla direttrice Peschiera, Affi, Trento, Bolzano e poi nuovamente statali e provinciali lungo l'itinerario Brunico, Dobbiaco con il successivo scollinamento dei seguenti passi: passo di Monte Croce Comelico (1636 metri), passo del Zovo (1476 metri), passo Tre Croci (1805 metri), passo Falzarego (2105 metri), passo Pordoi (2240 metri), passo Sella (2240 metri), passo Gardena (2121 metri), passo Campolongo (1875 metri), nuovamente il Pordoi, poi il passo Fedaia (2057 metri), forcella Aurine (1299 metri), passo di Cereda (1369 metri), passo Rolle (2016 metri), passo Valles (2033 metri), passo di S. Pellegrino (1916 metri), passo di Costalunga (1741 metri) e giu' a Bolzano. Poi nuovamente sardostrada da Bolzano fino a casa per un totale di 1000 km tondi tondi, di cui 450 circa di sardostrada e 550 fra i più bei passi alpini esistenti.
Il contachilometri del Burgman di Pasc ne ha fatti solo 937, ma lui taglia sempre le curve e pertanto percorre molta meno strada...
I posti visitati sono di rara bellezza, purtroppo noi li abbiamo visti solo con la coda dell'occhio, vista la mole di chilometri in programma, ma lasciano estasiati anche i non amanti della montagna. Ad ogni modo se volete replicare il giro con un po' di calma, arrivati a Sesto, dedicate un po' di tempo alla val Fiscalina ( Moso sino all'Hotel Dolomiten Hof dove la strada asfaltata termina). Qui vi troverete nel Parco delle Dolomiti di Sesto, una vallata piana e boschiva circondata da monti quali Cima 9, 11, 12 (prendono il nome dall'ora in cui il sole si trova sul loro Zenith), Cima 3 Scarperi, e leggermente defilate le mitiche Tre Cime di Lavaredo che hanno segnato pagine di eroismo epico, e inenarrabili sofferenze da parte di Alpini italiani e austriaci durante la prima guerra mondiale, contribuendo a creare la disciplina dell'alpinismo estremo. Abbiamo tentato di avvicinarci alle Tre Cime di Lavaredo, deviando a destra verso Misurina, dopo Auronzo di Cadore. Splendidi sia il lago di Misurina, sia il laghetto completamente ghiacciato che si trova lungo la via per le Tre Cime; purtroppo la strada a un certo punto è diventata impraticabile e gli Atlantic non avevano le tassellate e ci siamo dovuti accontentare della foto di rito con Atlantic e Burgman e le Tre Cime di sfondo.
L'ordine di scuderia era andare di fretta senza farsi stracciare la patente e senza correre e far correre pericoli, con una macchinetta fotografica in tasca e l'ordine di fotografare almeno i cartelli dei Passi, senza soste che non fossero quelle per i rifornimenti... niente pipì, né cibo... Pertanto appena usciti dai tornanti, una sbirciata agli speroni dolomitici che di volta in volta si presentano allo sguardo e via!
Scooteristicamente parlando mi sono piaciuti molto tutti i passi del gruppo Sella (poco a Nord di Canazei), un vero e proprio circuito (Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo) frequentatissimo da motards austriaci e tedeschi. Purtroppo per motivi di tempo abbiamo dovuto escludere dalla cannonball quello che a mio parere è il più bel passo alpino italiano: il Giau.
Veramente bello anche il panorama della Marmolada e del lago ghiacciato del Fedaia; per chi avesse tempo, dicono che una gita a Malga Ciapela non guasterebbe. A San Martino di Castrozza, prima di inerpicarsi verso il Rolle, una foto ricordo sullo sfondo delle famose Pale circondate dalle nuvole. Il Rolle e il Valles sono passi poco noti ai più ma ricchi di curve splendide, come pure il San Pellegrino, caratterizzato da ampie panoramiche. Infine una pausa merita il lago di Carezza, autentica perla della natura, dopo il passo di Costalunga.
In totale ci abbiamo messo poco meno di 16 ore, dalle 5.30 alle 21.00, viaggiando sempre con la luce del sole. Il tempo è stato clemente: l'utile termometro dell'Atlantic segnava temperature tra i 10 e i 28 gradi.

SARDOSTRADA
In teoria dovrebbe essere il posto ove l'Atlantic si trova più a suo agio; nella pratica non è così. Mi spiego meglio. Alle alte velocità il mio Atlantic "sculettava". In un primo tempo ho imputato il difetto all'abbigliamento svolazzante, ma poi anche con la giacca tecnica, in curva e in prossimità di altri veicoli il fenomeno si manifestava. Niente di preoccupante, intendiamoci: molti scooter lo fanno (il Burgman risente anch'esso delle scie) e basta allentare la presa della mano sinistra perché le oscillazioni si smorzino. Si può discutere a lungo se questo difetto sia grave o no. IMHO (In My Humble Opinion) non è grave... se volete farvi i curvoni delle autostrade tedesche a 167 km/h di tachimetro (stando a quanto dice il computer dell'Atlantic) con le orecchie per terra sorpassando camion e subendo le scie di chi vi precede, allora ricordatevi che l'Aprilia ha in listino la splendida RSV 1000 che vi consente di farlo in tutta sicurezza.
Non dimentichiamo che l'Atlantic è uno SCOOTER, monocilindrico dalla carrozzeria ampia (effetto vela), dalle ruote medie (poco effetto giroscopico) e che ha un prezzo che gli permette di confrontarsi con scooter meno prestazionali, tipo Burgman 400, Madison 400, Majesty 250, Jazz 250 ecc.; pertanto non pretendiamo un comportamento autostradale che non gli si confà... Diciamo che quando il limite di velocità sardostradale verrà portato a 150 km/h, l'Atlantic consentirà di farli, prestando attenzione alle probabili oscillazioni in scia e in curva, potendo contare comunque su ottimi e potenti freni, contenti?!?
Il secondo difetto che ha (almeno per me che sono alto 177 cm e indossavo un casco Nolan N100 o uno Schubert Concept) è che sopra i 120 km/h arriva un flusso d'aria abbastanza deciso sulla sommità del casco con conseguente aumento della rumorosità alle orecchie e leggero, ma costante frullio della testa. Il Burgman è esente da questo difetto, pur avendo un parabrezza meno esteso. E' un difetto facilmente ovviabile: o si maggiora/modifica il parabrezza, cosa che eviterei perché poi in caso di pioggia o nebbia non c'é cosa peggiore di un parabrezza sporco nel campo visivo, senza contare l'effetto "vela"; oppure si studia un plexiglas con feritoia alla base, in modo da rendere più pulito il flusso d'aria che raggiunge il casco del conducente. Consiglierei di provvedere in merito, perché dopo un viaggio autostradale di 5 ore, il rintronamento è notevole e chi ha viaggiato sul Burgman è più riposato di chi ha viaggiato sull'Atlantic.
Per contro c'è da dire che fino a 120 km/h il confort dell'Atlantic è principesco: non un fruscio, non una vibrazione (queste ultime sul Burgman si sentono parecchio invece). Evidentemente i tecnici Aprilia hanno fatto un ottimo lavoro nell'isolare il grosso monocilindrico e un ottimo studio sulle turbolenze alle medie velocità. Anche le gambe sono ottimamente protette, pur se la protuberanza del retroscudo sopra i piedi toglie spazio. Diciamo che viaggiando a 100 km/h, su un sellone comodissimo e perfettamente isolato dai vortici ho rimpianto l'assenza di un portalattine magnetico in mezzo al manubrio, per poter sorseggiare comodamente una bibita con la cannuccia in sardostrada.
Circa la velocità autostradale, l'Atlantic prevale sul Burgmann di una decina (scarsa) di km/h, che poi alla fine, nel traffico, non sono un grosso gap in termini di tempi di percorrenza. Diciamo che a manetta, da Milano a Roma, arrivate 15 minuti prima.

MONTAGNA
Qui sono arrivate le sorprese più gradite. Io sono abituato allo Yamaha Majesty 250 e alla Honda Transalp 600 dalla forcella "mollacciona" con cui freno tranquillamente col freno ds (anteriore) in curva e così ho fatto con l'Atlantic che - complici le validissime sospensioni più rigide - si è immediatamente raddrizzato! Ho pertanto imparato a pinzare energicamente con entrambi prima della curva e ad utilizzare solo il sx (che è integrale e 'intuisce' ciò che vuole il conducente) in piega. Si riescono ad affrontare le curve con grinta inaspettata rispetto alla mole del mezzo!
Buona anche le capacità d'inclinazione... per i comuni mortali come me è praticamente impossibile grattare alcunché per terra... i draghi Wvespa e CyberFabrizio hanno limato il terminale di scarico a ds.
Sulle curve del Sellaronda rispetto al Burgman non c'è storia. Complice la quota elevata (si perde l'1% di potenza ogni 100 metri d'altitudine e ciò penalizza il mezzo meno potente) quello che solo 3 anni fa era il più possente dei maxi scooter, rivela un gap prestazionale rispetto all'Atlantic: all'uscita di ogni tornante la cavalleria dell'Atlantic abbinata ad una ciclistica sana gli consentono di distanziare il Burgman e soprattutto di effettuare sorpassi di camper e auto in una manciata di metri in tutta sicurezza, mentre col Burgman bisogna prendere le misure e spesso aspettare.
Non va dimenticato che l'Aprilia è un 460cc, mentre il Suzuki si ferma a 385cc e che quest'ultimo ha un variatore non così a punto. In più il Burgman di Pasc ha all'attivo parecchi chilometri e pertanto potrebbe non essere al massimo della forma, comunque non c'è che dire: il motore Piaggio, quanto a potenza, non è secondo a nessuno!
Tra l'altro la maggior potenza, non comporta costi eccessivi quanto a consumi: mediamente nei 1000 km l'Atlantic ha consumato solo il 5% in più del Burgman nonostante l'abbia spesso distanziato, per poi attenderlo sui passi. Non sono riuscito a fare meno di 14 km/litro in sardostrada e ho fatto oltre i 20 km/litro sui tornanti di montagna!
Anche la resistenza alla fatica dell'impianto frenante Aprilia è ottima: nessun cedimento pur con escursioni altimetriche notevoli; una preghiera all'Aprilia potrebbe essere quella di poter montare un sistema di frenata tradizionale, magari come optional... con la discreta potenza che si ritrova l'Atlantic, i puristi preferirebbero poter decidere come utilizzare i freni, specie in situazioni ad aderenza anomala, tipo i tornanti di montagna. Oppure accoppiare il sistema ABS alla frenata integrale. Purtroppo dopo alcuni passi il Burgman ha accusato sintomi di fading ai freni comandati dalla leva sx e Pasc ha dovuto rallentare drasticamente il ritmo nelle discese.
Diciamo che molti motard austriaci e tedeschi hanno dovuto riparametrare le loro considerazioni sugli scooter: magari in rettilineo superavano l'Atlantic, salvo accorgersi di fargli da tappo sui tornanti del Pordoi e giunti sul passo gli giravano attorno incuriositi... ho idea che quando i motociclisti si accorgeranno della facilità e del gusto con cui si guida questo mezzo sui tornanti, molti lo sostituiranno alla moto...
Certo che se di primo equipaggiamento avesse delle gomme un po' meno dure, sarebbe ancora più godibile in curva. Mi è successo in un paio di tornanti sporchi di sentire l'intero scooter o solo il posteriore derapare leggermente, segno comunque di un'ottima distribuzione di pesi e di un anteriore non leggero. Di solito sugli scooter è sempre da temere un alleggerimento dell'anteriore in curva e, complice il peso, se parte l'anteriore, parte tutto: con l'Atlantic non c'è questo pericolo!
A proposito di gomme, volevo fare le seguenti considerazioni generali e non rivolte all'Atlantic in particolare. Sarebbe auspicabile che le Case contribuissero ad educare e salvaguardare i loro clienti, che già di per sé trascurano l'abbigliamento protettivo. Mi spiego meglio. Oggi un guidatore tranquillo con delle gomme dure è in grado di fare oltre 20.000 km con la posteriore e oltre 30.000 km con l'anteriore. Calcolando che la maggior parte degli utenti fà circa 6.000 km l'anno, significa che il nostro conducente tipo si tiene una gomma anteriore "durissima" per 5 anni. Amici di IHM (il newsgroup It Hobby Motociclismo) che guidano moto BMW con ABS, si accorgono che già dopo 18 mesi l'ABS entra in funzione molto più che a gomma nuova, a causa dell'indurimento della mescola. Tutti siamo in grado di dire "tanto io non corro e non piego"... ma in una situazione d'emergenza, tipo la classica macchina che ti esce da un passo carraio, magari con asfalto umido una gomma morbida dotata di maggiore grip (e magari l'ABS) fà la differenza, tra restare su 2 ruote, oppure cadere con tutte le conseguenze del caso. Nella prova durata dello Yamaha Majesty (ormai arrivata a 20.000 km) stanno emergendo interessanti considerazioni sui diversi tipi di copertura utilizzati, che leggerete presto su CyberScooter e, alla luce di questa esperienza, una preghiera da rivolgere alle Case è di dotare i mezzi di gomme morbide: meglio cambiare gomme tutti gli anni che visitare carrozzieri e.... Ciò, ripeto, non perché le gomme di primo equipaggiamento non siano buone... su asciutto sono validissime, ma su asfalto sporco, bagnato o quando non sono in temperatura, non sempre hanno un grip adeguato.
Per finire 2 parole sul comportamento off road: mi avanzava un'oretta di tempo prima di riconsegnare il mezzo e mi sono fatto una mulattiera sul Monte Creò sul lago d'Iseo. È un'ottimo sistema per digerire se avete mangiato pesante e siete sovrappeso, altrimenti lasciate perdere; le sospensioni ottime su asfalto (la forcella è una delle migliori della categoria) trasmettono tutto ma proprio tutto al conducente, il che unito al peso considerevole consiglia di evitare certe sventatezze.

BAGAGLIAIO
Scusatemi, ma sul vano sottosella voglio aprire un capitolo a parte. Non è possibile che uno scooter formoso e opulento come l'Atlantic abbia un bagagliaio così... bisognerebbe introdurre pene severissime per i progettisti che su un megascooter del 2002 non consentono di stivare un casco a mentoniera apribile come il mio. Se penso che sotto la sella del più affusolato Suzuki Burgman Business ci stanno contemporaneamente il Nolan N100, lo Schubert Concept e qualcos'altro ancora, mi perplimo e mi deprimo al contempo... Simile come spazio, ma maggiormente sfruttabile il vano a disposizione nel 'vecchio' Burgman di Pasc.
Praticamente si è costretti a montare il bauletto posteriore, cosa che già fatico a digerire sulla Transalp (e lì devo averlo per forza o non trasporto una 'cippa'), ma sullo scooter un bauletto a sbalzo oltre l'asse della ruota posteriore, magari con dentro 15 kg di bagaglio, alleggerisce talmente l'anteriore da rendere le curve in piega decisamente poco sicure. Insomma, ci siamo capiti....

SELLA E DOTAZIONI
10 con lode!!! E' dura e ampia e dopo 16 ore ininterrotte, non il minimo fastidio al fondoschiena né alla schiena. Anche la posizione di guida è ergonomicamente corretta e non produce fastidi di sorta.
Due parole sul computer di bordo: fornisce una serie di utili indicazioni su consumo, temperatura, chilometraggio ecc, però mi è parso pessimista sui consumi e un po' ottimista sulla velocità massima.
Ottima idea le "4 frecce", utili in sardostrada per segnalare i rallentamenti improvvisi.

CONCLUSIONI
Gli anglosassoni lo definirebbero "value for money": un'ottima contropartita in rapporto al prezzo.
L'estetica è coraggiosa e potrà non piacere a tutti, però la sostanza c'è, e vista con gli occhi di chi non vive il traffico convulso delle città è particolarmente allettante.
Ottimo comfort, consumi eccezionalmente bassi, prestazioni che non destano complessi di inferiorità.
Se venissero risolti i nei del vano portabagagli e i vortici sul casco, sarebbe un compagno perfetto per chi lo usa tutta la settimana per recarsi al lavoro in giacca e cravatta e il weekend si vuol fare i 1000 km verso il mare, o in montagna, senza sottostare all'incubo delle code.
È evidente che pur non potendosi paragonare ai bicilindrici giapponesi per prezzo e tecnologia, finirà per rosicchiare loro parecchie fette di mercato, specie al Silver Wing cui, IMHO, è in grado di sovrapporsi egregiamente.
Del resto i dati di vendita dei primi 3 mesi lo vedono già nelle top ten, il che è abbastanza significativo. Gli stessi dati lo vedono prevalere sul gemello di motorizzazione, il Piaggio X9 500, ma sottostare, se pur di poco, al Burgman Business 400 in vendita a prezzo promozionale ormai da tempo.
Il Burgmann 400 R non ha sfigurato; il tempo scorre implacabile, ma la validità del progetto resiste: qualche vibrazione in più e dei freni non eccellenti nelle lunghe discese alpine lo hanno penalizzato, assieme alla potenza inferiore rispetto all'avversario. Però si è rivelato migliore in autostrada per l'assenza di vortici alla testa del conducente alle massime velocità. Inoltre nessun segno di stanchezza, pur essendo stato sempre sfruttato al massimo delle sue possibilità. Aggiungerei che la più recente versione Business dispone di un bagagliaio sotto la sella in cui perdersi...

E Wvespa? Beh... lui arrivato a Brunico si è perso... forse voleva portare la morosa locale a fare un giro, fatto sta che dove sia stato non è dato saperlo. Lo abbiamo ritrovato il giorno dopo, esaltato e abbacchiato nel contempo. Ci ha detto: "forte questo Atlantic, viaggia veloce e piega bene... ho grattato più volte la marmitta destra, ma quella di sinistra non ci riesco proprio... ora vendo il Jazz e me lo compro, così smetterò di vedere solo la targa del tuo Majesty!!!" Dopo avergli fatto notare che a sinistra l'Atlantic è sprovvisto di marmitta ed averlo pertanto rincuorato sulle sue doti piegaiole, abbiamo reso i 2 Atlantic all'incredulo CyberFabrizio che stava ormai compilando la terzultima cambiale (ha bofonchiato qualcosa sulle biciclette a pedalata assistita che saranno l'unica cosa che ci darà in mano d'ora in poi) e rimontati in sella (io al mio Majesty e Wvespa al suo Jazz) in sardostrada è accaduto l'incredibile... il Jazz, rendendo felice Wvespa, ha seminato il Majesty per la prima volta in 18.000 km eppure vi giuro che ero a manetta!!! Ho sempre sospettato che gli scooter avessero un cuore, ora ne ho la certezza... ;)) Però che differenza di prestazioni fra il mio 250 e l'Atlantic, ragazzi!!!

Testo: Francesco Roberti aka schiapp

Foto: Francesco & Pasc

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