|
Le riviste "normali" testano gli scooter
con dovizia di strumentazione e tester validissimi, però
(e a ragione, sia per motivi di tempo che di denaro...)
difficilmente sottopongono i mezzi a prove
di durata di decine di migliaia di chilometri.
Di solito questo lo fa l'utenza. Perciò, in
qualità di utenti, pubblicheremo via via dei
report su durata ed affidabilità di scooter con all'attivo
decine di migliaia di chilometri, cercando di riportare
fedelmente costi di gestione, periodicità dei tagliandi
e problemi riscontrati, certi dell'utilità di un
simile reportage.
È ora la volta di uno Yamaha Majesty 250 che taglia
il 1° traguardo significativo: 10.000
chilometri in meno di 5 mesi, con la speranza di
rileggerci ai 25.000 km, con le spese di gestione documentate
(chi vivrà vedrà...).
Il mezzo (di un bel colore grigio metallizzato e privo
di optional) viene immatricolato l'8 agosto 2001 e ritirato
il giorno successivo dal gentilissimo concessionario "Solo
Moto" di Chiari (BS).
L'assicurazione RC dopo una
breve trattativa con l'assicuratore ammonta a lire 400.000;
il 'bollo' a lire 64.500
comprese lire 2.000 di esazione. Il prezzo
(promozione Belgarda) lire 10.500.000 (apprenderemo con
disappunto, ad ottobre, che una nuova promozione porta
il prezzo sotto i 10 milioni, ma così va il mondo).
Data la cronica scarsità di liquido, approfittiamo
dell'altra promozione per il Majesty detta "pagherai
a babbo morto" che prevede l'inizio pagamento dopo
nove mesi ed una rateazione triennale.
Il mezzo viene utilizzato normalmente e quotidianamente,
perlopiù su strade di montagna. Lo scopo è usarlo
senza troppi riguardi, sostituendo il materiale d'usura...
al termine dell'usura!
Il rodaggio viene effettuato
con cura, ma in brevissimo tempo, grazie ad un paio di
gite in Val Camonica, con annessi i tornanti di Passi
come il Gavia, lo Stelvio, il Palade ed il Tonale oltre
a qualche bello sterrato di contorno...
Il giorno 22 agosto, il Majesty viene portato dal concessionario
per il tagliando dei 1.000 km
(ne ha 1.300 esatti) e viene ritirato il giorno successivo.
Prezzo: lire 85.000 per la sostituzione di 1,4 litri d'olio
e i controlli di routine) più lire 15.000 per un
litro d'olio, utile agli eventuali rabbocchi.
Dal momento che il concessionario Yamaha si trova lontano
dall'abitazione dell'utilizzatore e che i tagliandi si
presentano ogni 3.000 km, decidiamo di rinunciare alla
(peraltro pregevole) garanzia triennale e decidiamo
di effettuare i tagliandi da soli, altrimenti dovremmo
portarlo in officina ogni mese, visto l'elevato chilometraggio
previsto. Ci permetta Yamaha un'osservazione: un intervallo
di 3.000 km tra un tagliando e l'altro (sia pure solo
per un cambio d'olio) comporta comunque un fermo del mezzo
di almeno una giornata (esperienza fatta col precedente
Majesty del '98) , il che avrà sicuramente le sue
ragioni (molti clienti non controllano neppure il livello
dell'olio, e percorrere 3.000 km 'a manetta', può
provocare un elevato consumo d'olio, rischiando di compromettere
la corretta lubrificazione), però è scomodo.
La concorrenza, dotata di un motore pressoché analogo
(Aprilia e Malaguti), ha tagliandi di + ampio respiro
(ogni 5/6 mila km). Decidiamo pertanto per tagliandi 'fai
da te' (anche se le capacità meccaniche del conducente
sono limitate), eseguendo i cambi d'olio ogni 7.500 km
anziché ogni 3.000 (siamo convinti che i moderni
oli semisintetici consentano, tranquillamente, percorrenze
ben maggiori).
Ad 8.250 km la gomma
posteriore è al limite, e decidiamo di sostituirla
(nessun risparmio per quanto riguarda la sicurezza: si
può fare a meno di lavare la carrozzeria, ma gomme,
freni, sospensioni e tutto ciò che concerne la sicurezza
deve essere a posto). Vogliamo montare la stessa gomma
di prima, ma il gommista interpellato, dopo una ricerca,
afferma che le coperture di primo equipaggiamento del
Majesty non sono commercializzate in Italia. Giriamo la
questione alla Yamaha per sapere se sia vero che le gomme
di primo equipaggiamento sono irreperibili (se lo è,
esprimiamo una lamentela) e il 30 ottobre 2001 montiamo
una Dunlop K408A al posteriore
(prezzo lire 90.000). Lo smontaggio della gomma posteriore
è abbastanza laborioso: il gommista deve smontare
la marmitta ed un ammortizzatore, svitando una discreta
quantità di dadi... ah le vecchie Vespe!!!
Pochi giorni dopo, ad 8.800 km
(esattamente 7.500 km dopo il primo tagliando), eseguiamo
il primo tagliando 'self-service'. I 7.500 km hanno evidenziato
un consumo d'olio pressoché nullo: abbiamo eseguito
un rabbocco intermedio di 2 etti, ma non sarebbe neppure
servito! Esprimiamo pertanto una lode a favore del motore
del Majesty che, nonostante un utilizzo abbastanza irriguardoso,
non mangia olio.
Acquistiamo 1 litro d'olio a 15.000 lire (oltre a quanto
ci resta del primo litro per i rabbocchi), e ci accingiamo
a sostituirlo, utilizzando il libretto d'istruzioni fornito
di serie.
Le istruzioni sono semplici, ma imprecise: parlano di
una rondella sul dado di scarico, ma non la troviamo e,
per scrupolo, rifiltriamo tutto l'olio esausto già
scaricato, ma inutilmente. Al posto della rondella c'è,
evidentemente, una guarnizione in gomma annegata nel tappo
di scarico (che peraltro è di forma diversa dal dado
rappresentato nel disegno). Sappiamo che sono difetti
veniali, ma perché non identificare esattamente i
pezzi nei disegni? Un principiante può trovarsi in
difficoltà.
Tentiamo - sempre seguendo le istruzioni - di smontare
il filtro aria, ma ci rinunciamo, perché appare abbastanza
complesso: le istruzioni parlano di 3 viti, ma noi, dopo
averne svitate 5, intuiamo che non abbiamo azzeccato le
viti giuste e pertanto rinunciamo, consci del fatto che
il filtro non dovrebbe essere sporco, dal momento che
i consumi di benzina non sono aumentati e che le prestazioni
non hanno subito cali evidenti.
Il 3 gennaio il Majesty
(dopo aver partecipato al raduno di IHMS,
al Condortreffen e ad alcuni incontri del CyberScooterClub),
taglia il primo traguardo dei 10.000
km senza manifestare inconvenienti, se non un temporaneo
irruvidimento della frizione in partenza, peraltro durato
pochi minuti e scomparso da solo.
IMPRESSIONI SUL MEZZO.
Vi premettiamo che non siamo a libro paga Yamaha, ma
le impressioni sono assolutamente entusiastiche!
È il secondo Majesty
che proviamo a lungo; il primo ha fatto 36.000 km senza
problemi, a parte il già accennato irruvidimento
in partenza.
La seconda serie ha eliminato i difetti, peraltro lievissimi,
della prima.
La protezione aerodinamica
è ottima, e migliorata grazie alla fessura posta
alla base del parabrezza (ora non c'è alcun risucchio
d'aria sulla schiena).
La capacità di carico
è eccezionale: non si sente l'esigenza di un bauletto.
Il comfort, specie per le terga è notevole: anche
dopo 10 ore di viaggio, nessuna vibrazione o risonanza
fastidiosa, nessuno scricchiolio, nessun tremolio degli
specchietti.
Un piccolo fastidio è
causato da sporadici spegnimenti del motore quando lo
scooter scende dal cavalletto, ma pare sia un difetto
comune a molti Majesty, così come la partenza ruvida.
Le prestazioni... beh la
maggior parte delle gite, sono state fatte in compagnia
di un'Honda Jazz 250 e di un Suzuki Burgman 400. Rispetto
al Jazz, il Majesty ha parecchio più brio in ripresa
ed accelerazione, mentre poi la velocità massima
è analoga. Nell'uso non autostradale ed in riprese
e accelerazioni fino a 100 km orari, il Majesty viaggia
praticamente affiancato al Burgman 400!
Ci permettete pertanto di dire che è il 250 più
performante del mercato?
Sicuramente non è il più economico, sia per
prezzo che per consumi: l'Honda Jazz 250, oltre a costare
meno, percorre mediamente 1 o 2 km in più con ogni
litro di benzina.
Il consumo medio del Majesty
nei 10.000 km si è attestato sui 25,5 km/litro, con
punte minime di 22 km litro (in città con continue
partenze e stop ai semafori) e massime di 31 km litro,
viaggiando intorno agli 80 km orari di tachimetro, su
percorsi extraurbani, privi di traffico.
La tenuta di strada è
buona: in curva succede di fresare il cavalletto centrale,
pur sentendo che c'è ancora un minimo di margine
(ed è giusto che sia così). Basta non dimenticarsi
che è uno scooter, e si possono tenere delle ottime
medie nei percorsi extraurbani.
In autostrada il Majesty soffre un po': la velocità
massima effettiva è sui 125 km orari e, a quell'andatura,
sorpassare i camion crea qualche oscillazione; pertanto
è meglio stabilizzarsi sui 110 km/h effettivi: ne
guadagnano i consumi, la stabilità e il motore che
non è sempre "a strozzo".
La partenza, anche a 10 gradi
sottozero, è pronta.
Il mezzo dimostra una discreta motricità
anche su neve (!) e non disdegna neppure gli sterrati
di montagna.
Nei 10.000 km percorsi, non si è arrivati al limite
d'usura del materiale d'attrito dei freni, nonostante
un uso prevalentemente montano.
A proposito di freni: sono
buoni, neppure nelle discese più impegnative sono
andati in crisi (segno di un evidente miglioramento rispetto
alla vecchia versione, che col tamburo posteriore qualche
preoccupazione la dava). Non utilizzano il tanto in voga
'sistema integrale': in curva ed in situazioni limite,
una 'mano' esperta, preferisce disporre del sistema frenante
tradizionale, anche se poi, nel 90 % dei casi, i sistemi
integrali con il comando di entrambi i freni a sinistra,
è decisamente più comodo, ed ugualmente efficace.
Per il momento è tutto, ci
risentiamo a 25.000 km, sempre su CyberScooter!
Testo e immagini: Francesco
Roberti
|