| Poco meno di mille chilometri, percorsi
quando faceva ancora freddo, poi la raffica di novità
presentate in questa lunga primavera scooteristica
ci ha costretto a tenere la prova nel cassetto ed
eccoci arrivati a ridosso delle ferie estive, per
delineare le caratteristiche dinamiche dell'eclettico
X-max 250.
POSIZIONE IN SELLA
Con un tunnel così ingombrante la mossa migliore
per salire in sella è 'a scavalco', in stile
motociclistico, poi ci si può accomodare
su una porzione di sella abbondante, ma sufficientemente
'svasata' anteriormente per permettere ai più
di poggiare i piedi a terra. Qualche difficoltà
rimane però alla media del pubblico femminile
o a chi stenta a raggiungere il metroesessanta.
Arretrando si gode di un accenno d'appoggio, ben
lontano dall'accoglienza del Majesty, ma comunque
accettabile e in linea con l'imbottitura abbastanza
rigida della sella. Il manubrio è piuttosto
alto e ravvicinato, mentre le gambe assumono una
posizione ad angolo retto pressoché obbligata,
con i piedi sulla ridotta pedana a disposizione.
L'assetto non è poi tanto diverso da quello
del Versity, solo che grazie all'interasse maggiorato
si è più centrati nel veicolo, con
favorevoli influssi sulla distribuzione dei pesi,
in particolare con il passeggero a bordo. Quest'ultimo
non ha di che lamentarsi con una sella sufficientemente
imbottita e quasi allo stesso livello del pilota,
comode maniglie laterali (anche se la possibilità
di ancorarsi posteriormente non è consentita
dal taglio dei maniglioni) e semplici pedane retrattili,
come sempre più ergonomiche di quelle fisse.
Per entrambi i passeggeri non si tratta di una posizione
'regale', ma improntata ad una guida attiva sulle
brevi-medie distanze.
La strumentazione appare ben visibile, grazie ai
pochi elementi ben distribuiti e ai caratteri leggibili
del display digitale, che di notte s'illuminano
di un piacevole 'rosso Porsche'.
Piuttosto agevole l'uso di entrambi i cavalletti
che offrono un solido appoggio, peccato invece che
al cassettino anteriore non si possa accedere se
non togliendo la chiave d'avviamento e che manchi
la presa di corrente, mentre il tappo del carburante
in mezzo al tunnel consente, con un minimo di malizia,
pratici rifornimenti senza scendere dalla sella.
CITTA'
Limite di velocità
50km/h, oppure 70km/h o 30km/h dove segnalato.
Abbiamo deciso d'inserire
sempre i limiti per rammentare le velocità
consentite nei rispettivi ambiti (che occorre rispettare
accuratamente, anche per via degli autovelox sempre
più frequenti...).
La prova verità è sempre e comunque
la città, soprattutto per scooter fino a
250cc, che in questo contesto svolgeranno probabilmente
il massimo numero di chilometri e l'X-max, nonostante
peso e dimensioni non proprio contenute se la cava
egregiamente, grazie soprattutto alla ridotta sezione
frontale, all'ampio raggio di sterzo e ad una posizione
di guida che consente di dominare il veicolo, anche
negli slalom più angusti. Il bilanciamento
dei pesi che carica l'avantreno potrebbe far pensare
inizialmente ad una minore maneggevolezza, ma con
una guida appena più decisa saranno poche
le code in grado d'intralciarlo. Ho notato però
una certa sensibilità alle malformazioni
longitudinali dell'asfalto, in particolare all'anteriore,
che richiede un presa salda sul manubrio.
Il propulsore è assolutamente sovradimensionato
in ambito urbano (figuratevi alle velocità
codice), basta un filo di gas per muoversi più
veloci delle auto e la progressione allunga corposa
e praticamente senza vibrazioni, se si esclude il
pulsare del monocilindrico nelle soste al semaforo.
Il comfort però non è il suo punto
forte, in particolare per l'eccessiva rigidità
degli ammortizzatori posteriori, anche in presenza
di ridotte asperità e nonostante una regolazione
minima del precarico. Meglio la forcella, che però
accusa qualche rumorosità in estensione.
La frenata è piuttosto potente, sia davanti
che dietro e al contempo modulabile, quindi efficace
nell'uso quotidiano, ma l'assenza di un sistema
assistito e in particolare dell'ABS, richiedono
un'attenzione costante per evitare il bloccaggio
delle ruote in caso di 'panic stop', soprattutto
sul pavé o sul bagnato.
Buona la protezione dalle intemperie per il busto,
grazie alla vicinanza del parabrezza, con qualche
vantaggio anche alle mani per via dei piccoli deflettori
(anche se in inverno i paramani opzionali sono caldamente
consigliati).
Fino al metroesettantacinque il parabrezza ripara
correttamente e senza intralciare la visibilità
in caso di pioggia, per i più alti è
comunque disponibile quello maggiorato, con il pregio
di non utilizzare le pericolose aste metalliche
di sostegno. Gambe e piedi sono invece più
esposti e non guasterebbero dei deflettori opzionali,
magari anche in funzione antiurto.
STRADE EXTRAURBANE
Limite di velocità
90km/h, oppure 110km/h o 70km/h dove segnalato.
Anche in questo contesto il propulsore al limite
dei 250cc, ha mostrato di 'averne
sempre' e anche di più, l'erogazione è
molto simile a quella del Versity così come
le prestazioni, nonostante il gap di cilindrata.
Sia la coppia ai bassi che l'allungo sono sempre
ben sfruttabili per sorpassi o salite, il passo
avanti rispetto al Majesty 250 è sensibile
e si permette d'insidiare anche il Majesty 400,
grazie alla maggiore efficacia della trasmissione
e al brio del propulsore. Il turismo anche in coppia
non è quindi assolutamente da scartare.
Del resto la ciclistica è in grado di assecondare
in pieno queste velleità, in particolare
si nota da subito una rassicurante stabilità
anche e soprattutto al crescere della velocità.
Meno intuitiva la discesa in piega con un anteriore
'importante' che richiede di essere accompagnato
in curva, quindi un maggiore impegno di guida soprattutto
forzando il ritmo. L'angolo di piega prima che qualcosa
strisci al suolo è comunque discreto e lo
rimane anche con il passeggero a bordo, previa regolazione
degli ammortizzatori.
Comunque si guidi, i freni rispondono sempre in
maniera egregia, permettendo 'staccate' disinvolte
quando ci si vuole divertire, ma non va dimenticato
che a scongiurare un eventuale bloccaggio dobbiamo
pensarci noi.
Su strade meno martoriate di quelle urbane, la rigidità
del posteriore si stempera, in particolare con il
passeggero a bordo.
Per la protezione aerodinamica, vale quanto detto
in ambito urbano, con poche turbolenze anche al
crescere della velocità.
AUTOSTRADA
Limite di velocità
130km/h, 110km/h in caso di pioggia.
Il contachilometri sarà sicuramente ottimistico,
visto che non fa fatica a segnare i 155km/h, ma
probabilmente si riesce a spuntare qualcosa in più
dei 125km/h dichiarati dal produttore e in effetti
il TomTom Rider ha segnato 131km/h.
Questo significa, da un lato che si può viaggiare
alla massima velocità senza infrangere il
CdS, dall'altro che si può tenere una velocità
media indicata di circa 140km/h senza affaticare
troppo il motore. Naturalmente questo non ne fa
uno scooter 'da autostrada', ma percorrerne brevi
tratti quotidiani o anche più lunghi in caso
di qualche viaggio non è affatto proibitivo,
soprattutto calcolando l'estrema sicurezza che X-max
250 sa infondere anche viaggiando 'a manetta' (attenzione
però alle giunzioni dell'asfalto).
Sul dritto si viaggia come sui binari, mentre nei
curvoni occorre anticipare un po' la traiettoria
perché la stabilità va un po' a scapito
della reattività. Solo affrontando le curve
a velocità ampiamente oltre il codice, la
resa delle sospensioni non è del tutto omogenea,
generando qualche oscillazione, in parte dovuta
al carico delle braccia e del parabrezza sul manubrio.
Ancora bene i freni, anche se pinzare in modo deciso
a queste velocità, senza assistenza elettronica,
non è proprio alla portata di tutti.
Il plexiglass solidale al manubrio non è
la soluzione ideale al crescere della velocità,
soprattutto in presenza di scie, nonostante ciò
X-max viaggia sempre sicuro, offrendo a pilota e
passeggero un'apprezzabile protezione aerodinamica.
Oltre i 100km/h si percepisce qualche vibrazione
alle pedane, ma in generale il comfort è
assicurato, anche se manca la possibilità
di cambiare posizione alle gambe e di poggiare la
schiena, nei tragitti più lunghi.
CONSUMI E COSTI
Oltre alle prestazioni, quest'ultima versione del
motore Minarelli/Yamaha 250 ha migliorato anche
i consumi, con una condotta accorta (e rispettosa
dei limiti) si percorrono tranquillamente 28-29km/litro,
che scendono a poco più di 20 tirando continuamente.
Un risultato davvero interessante che mette l'X-max
in diretta concorrenza con scooter di cilindrata,
e prestazioni, nettamente inferiori.
Intervalli non opprimenti anche per i tagliandi,
programmati ogni 10.000km, più frequente
invece il cambio olio, da effettuare ogni 3000.
Ogni 20.000km è poi prevista la sostituzione
della cinghia e il controllo delle massette.
La classica garanzia di due anni è estesa
anche al terzo, purtroppo con numerose esclusioni
che ne riducono l'efficacia, ma è pur sempre
meglio che non averla.
COMPETITOR
Di tutti i numerosi sfidanti, alla luce del test,
quello che sembra più avvicinarsi alle sue
caratteristiche è il Piaggio
X8 250, ambedue hanno un sottosella estremamente
capiente, la frenata di tipo tradizionale, dimensioni
e peso paragonabili, ma design agli antipodi. Il
Piaggio ha prestazioni dichiarate leggermente superiori
e rispetta le normative Euro 3, lo Yamaha una strumentazione
più moderna e completa ad un prezzo leggermente
inferiore.
CONCLUSIONI DINAMICHE
Maneggevolezza nel traffico e stabilità anche
alle massime velocità, non sono caratteristiche
facili da coniugare, X-max invece le centra entrambe,
pagando solo in 'rotondità' nello scendere
in piega, quando si vuole forzare il passo. Anche
prestazioni e consumi vanno d'accordo raramente,
ma X-max mostra di soddisfarle appieno, non altrettanto
si può dire del comfort, limitato dalle sospensioni
rigide, mentre la frenata è sicuramente valida,
anche se un sistema combinato o antibloccaggio,
avrebbero agevolato le manovre d'emergenza. Efficace
la sistemazione in sella per entrambi i passeggeri,
anche per la distribuzione dei pesi e favorevole
anche la protezione aerodinamica.
CONCLUSIONE
È sicuramente uno scooter destinato a lasciare
il segno, nato dalla volontà di coniugare
design affilato e capacità di carico, come
mai prima d'ora.
Può soddisfare il tragitto quotidiano casa-ufficio
e al tempo stesso garantire prestazioni sufficienti
per un week-end al mare, anche in coppia, sempre
con consumi contenuti ed una rassicurante stabilità.
Pecca un po' quanto a comfort, in qualche dotazione
e richiede impegno nella guida più spinta
e nelle frenate improvvise.
La cifra di 4,290 euro lo pone ad un livello medio
del mercato di riferimento rendendolo così
appetibile anche dal punto di vista economico, peccato
che, almeno per ora, sia solo Euro 2.
Testo: Fabrizio
Villa
Foto: M.
G., Fabrizio
Villa
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