>> YAMAHA


 

 

 

 

SCHEDA
Cilindrata: 499 cc
Peso: 197 kg
Velocità: 160 km/h
Potenza kW: 29,4
Coppia Nm: 45,8
Norme: Euro 1
Prezzo: 8.530 Euro F.P.

 

 

 

 

 

 

 

 · Yamaha TMAX 500
20/06/03
PROVA DARIO IGHINA
pag. 6/6
Vedi anche: Anteprima, Descrizione, Prova su strada 20.000 km, Prova Fabio Scotti, Prova Fabio Jacopini,

30.000 km con il Tmax 500

• Breve premessa.
Nel lontano 1998 divento proprietario di un inossidabile Yamaha Majesty 250, un mezzo poliedrico sviluppato per un utilizzo nel contesto urbano e per gite a medio raggio. Ho percorso quasi 50000 in 3 anni e mi sono spinto ben più in là di brevi gite, girando Corsica e Sardegna. Sempre affidabile, instancabile e soprattutto confortevole, non mi ha mai tradito, ma mi ha spinto a cercare un degno sostituto che potesse sopperire alle ovvie carenze dimostrate in quanto a telaio, molto elastico e poco reattivo quando si porta il mezzo alla frusta.
Alla fine del 2000 mi affaccio sul palcoscenico della categoria superiore dei maxi-scooter, al tempo ancora in fase di sviluppo ed ecco apparire sul mercato uno scooter bicilindrico di 500 cc, un condensato di tecnologia applicata ad un telaio davvero rigido e performante, con una ciclistica degna di una vera moto, il Tmax500.
Anche se inizialmente le forme e le curve delle carene non suscitano in me particolare interesse, rimango comunque “ammaliato” dallo “State of the Art” che i tecnici di Iwata sono riusciti a creare. Un motore così compatto unito ad un forcellone posteriore con mono-ammortizzatore orizzontale che lavora in estensione e la doppia piastra di sterzo provocano in me una curiosità estrema, e la voglia di provare a guidarlo e di spingerlo ai limiti per saggiarne le caratteristiche comincia a farsi sempre più forte.
Ed è nell’ottobre del 2001, dopo attenti studi e valutazioni, che varco la soglia del desiderio ed materializzo le mie decisioni acquistando un Tmax blu, per l’esattezza “Galaxy Blue”, usato di 3000 km circa, in perfetto stato. Ed ora vi racconto i chilometri in sella al mio prode destriero, con tutte le impressioni e commenti che sono scaturiti col passare del tempo.

Le ricerche effettuate nei mesi antecedenti l’acquisto mi hanno portato a conoscere il Tmax (sulla carta) quasi a memoria, ecco quindi una breve serie di dati tecnici unicamente tesi ribadire la formula magica usata dalla Yamaha in fase di progettazione:
– Cilindrata: 500 cc, bicilindrico orizzontale
– Alimentazione: 2 carburatori Mikuni
– Potenza: 40PS dichiarati dalla casa a 7000 rpm
– Peso: 205 kg ca
– Lunghezza: 2235 mm
– Interasse: 1575 mm
– Velocità max: circa 160 km/h
– Cerchi da 14” anteriore 120/70, posteriore 150/70
Guardandolo da una distanza di qualche metro, il Tmax si presenta piuttosto lungo; il muso slanciato, dotato di 2 occhi accattivanti, ospita il parabrezza giustamente dimensionato. Il manubrio è posto ad una buona altezza e la sella occupa una discreta porzione della lunghezza totale del veicolo, offrendo ampio spazio a pilota e passeggero, quest’ultimo dotato di un pratico maniglione facilmente impugnabile . Il codone, massiccio e possente, si rivela parecchio slanciato quasi a richiamare le supersportive di razza, ed appare davvero muscoloso grazie ad un forcellone che sul lato sinistro integra una doppia catena di trasmissione racchiusa in un carter di dimensioni contenute, e quindi piacevole da vedersi. Sul lato destro spicca lo scarico, di dimensioni equilibrate e con un inclinazione a salire, a palese richiamo di sportività. Il tunnel centrale è ben visibile ma non appare d’ostacolo all’abitabilità. La pancia, quasi completamente coperta dalle carene, è piuttosto bassa e nasconde parzialmente il mono-ammortizzatore dalle fattezze robuste e tenaci.
Tutto l’insieme lascia risaltare un sportività forse in primo acchito non ben visibile, ma al tempo stesso disegna i tratti di un buon tourer.

Prima di accomodarmi “on-board”, apro la sella, ampia e generosa, per scoprirne la capienza che si rivela minima, anche se di facile accesso, ed atta ad ospitare un casco integrale ed i documenti di bordo, e forse una cerata. Lo scudo frontale propone un piccolo vano nel quale riporre cellulare od oggetti di dimensioni molto contenute, quali bloccadisco o fazzolettini.
Mi siedo e noto con piacere che la postura è comoda, la presa sul manubrio è sicura e le braccia quasi estese. Lo spazio per le gambe è ampio, siano esse estese o piegate, l’altezza della sella da terra è un po’ alta, e la statura di 1,80 mi consente un buon appoggio a terra lasciandomi intendere che chi è più basso incontrerà qualche piccolo problema. La strumentazione è essenziale e priva di fronzoli, offrendo informazioni in tempo reale su velocità (con tachimetro digitale), temperatura e carburante, poco sotto trovano spazio alcune spie luminose e l’utile orologio digitale completa il tutto. Cercando di capire la mole del mezzo, percepisco immediatamente un peso non indifferente, che subito mi porta ad immaginare un po’ di fatica nel gestirlo nel traffico stretto ma ipotizzando una notevole stabilità nelle curve più impegnative a velocità sostenute. L’immaginazione si ferma qua e la realtà mi suggerisce di avviare il propulsore che con un borbottio sordo e cupo (forse un po’ soffocato) rivela una potenzialità senza precedenti per un maxi-scooter. Qualche attimo per scaldarlo e si parte!

La manetta del gas ha una corsa breve e risulta sensibile anche alle minime variazioni di rotazione. L’assetto è abbastanza duro e le sospensioni assorbono bene le asperità del terreno, mostrando una maneggevolezza globale molto divertente. I freni sono possenti e ben modulabili, entrambi a disco rispettivamente con un diametro di 282 mm per l’anteriore e 267 per il posteriore.
In fase di accelerazione lo spunto da fermo è pacato nei primi 3-4 metri dopodiché il variatore scarica progressivamente la coppia del motore alla ruota che spinge il mezzo rapidamente fino ai 120 all’ora con un tiro incessante, per poi diminuire progressivamente la spinta che comunque porta il tachimetro a segnare i 175 orari circa... un risultato molto soddisfacente.
Mi ci sono voluti un paio di giorni per imparare a conoscere il comportamento su strada del Tmax che si è dimostrato fedele nelle traiettorie, sicuro nei movimenti, pronto e scattante nelle accelerazioni ma soprattutto stabile nelle curve, lente o veloci, ed infine con una frenata garante di spazi d’arresto davvero contenuti.
Nell’arco dei 30000 km ad oggi maturati ho condotto il mio Tmax in viaggi molto impegnativi, l’ultimo dei quali fino a Tarifa, sullo stretto di Gibilterra. Carico come un mulo, con 2 persone a bordo insieme a 2 borse laterali, 1 borsa centrale ed 1 bauletto strapieno, non ha mostrato alcun segno di “stanchezza”, senza mai venir meno alle sue doti di stradista e senza in alcuna situazione lamentare disfunzioni o problemi di sorta, nonostante abbia percorso anche più di 700 km in un giorno a velocità di tutto rispetto. Con ciò voglio solo sottolineare le doti turistiche che il bicilindrico Yamaha ha egregiamente messo in mostra.

Ed ora l’aspetto sportivo, o forse dovrei usare un termine più appropriato come “corsaiolo”.
Come detto pocanzi, grazie al telaio ed alla ciclistica eccellenti il Tmax si propone su strada per essere impiegato anche in situazione estreme, dove, se messo alla frusta, è in grado di dare soddisfazioni tipiche di una moto. Il pensiero comune che questo gioiello debba rimanere relegato nella categoria dei maxi-scooter, è alquanto presuntuoso e sminuisce le particolari doti che qui di seguito illustrerò, nel tentativo di spiegare perché ritengo debba essere visto come una moto vestita da scooter e non più come l’ennesimo prototipo sviluppato per un uso amatoriale e quindi con limiti “fisici” tipici di scooter rivolti ad un bacino d‘utenza prettamente cittadino, per definizione non impegnativi e con limiti presto raggiungibili.
Quando si è alla guida del maxi-scooter più apprezzato degli ultimi anni, fin dai primi chilometri ci si accorge di quanto le sensazioni trasmesse al pilota siano vere e sincere. Ciò che vorrei sottolineare è che tutti i concetti legati alla guida di un “normale” maxi-scooter devono essere abbandonati. Per fare un esempio, basta pensare alle torsioni del telaio nelle curve più incisive, oppure al dondolare del posteriore nei sussulti dovuti alle asperità dell’asfalto, sussulti che difficilmente posso essere eliminati in quanto principalmente dovuti alle cosiddette “masse sospese in movimento”. Tipico dei maxi-scooter è il motore solidale e quindi oscillante con il retrotreno, che crea una notevole ripartizione del peso a scapito della stabilità.
Con il Tmax questo non accade, ed anche nelle situazioni più estreme laddove si cerca di trovare il limite in curva, la traiettoria viene caparbiamente mantenuta, senza esitazioni. L’impressione che si ha è che si sta viaggiando su un binario, ed è davvero difficile mettere in crisi la ciclistica. L’angolo di piega dichiarato dalla casa nipponica è davvero notevole e non è affatto difficile superarlo.
In aggiunta a tutto ciò, questo bicilindrico si propone per essere interpretato alla stregua di una moto, una vera moto. La doppia piastra di sterzo conferisce alla struttura a diamante del telaio una forte rigidità, le masse quali motore (rigidamente inserito all’interno del telaio) e gruppo di trasmissione sono totalmente distribuite sotto il livello della sella, ottenendo un baricentro bassissimo utile per una guida esasperata.
Nel lato pratico, la velocità ottimale per sfruttare al meglio queste doti si attesta tra i 60 ed i 140 all’ora, dopodiché si va incontro al limite posto dalla lunghezza del mezzo, non proprio contenuta, che produce ondeggiamenti a mio avviso attribuibili non solo all’interasse ma anche al diametro dei pneumatici, speriamo ampliabile in un prossimo futuro.
Detto questo, rimanendo nel range di velocità sopra proposto, si compiono manovre invidiabili.
L’ingresso in curva è preciso, affidabile, e delle situazioni più estreme quando si entra con il freno pinzato, la tendenza del mezzo è quella di raddrizzare per poi allargare la curva, ma ciò accade solo se la frenata è davvero al limite.
Il Tmax è “duro” da guidare, è necessario condurlo con forza e tenacia affinché le traiettorie siano precise e scolpite, ma sono energie spese bene. Lo sforzo scaricato sulle braccia è considerevole ed i repentini cambi di direzione devono essere effettuati con energia, perché diversamente si avverte la tendenza ad andare fuori traiettoria.
Le pieghe al limite sono estremamente facili da raggiungere, e fin dal primo tentativo si nota quanto il Tmax si inclini fino ad andare in una sorta di appoggio che conserva fino all’uscita dalla curva. Il cavalletto centrale pone un limito fisico che può essere superato rimovendolo, ma così facendo si comincia a strisciare con i fianchetti creando piccoli danni spiacevoli e fastidiosi. In uscita dalle curve, anche aprendo completamente il gas prima del previsto, non si scompone, a patto che si abbia la forza per tenerlo giù.

In sintesi: affidabilità, performance, stabilità e precisione nelle traiettorie sono i punti forte del nostro protagonista, ad oggi ancora ineguagliato.

Ed ora la manutenzione:
I tagliandi sono previsti ogni 10000 km. Ogni 5000 si effettua solo il cambio olio. Ecco un breve resoconto dei costi e delle azioni effettuate durante gli interventi previsti dalla manutenzione programmata:
– 1000km primo tagliando, cambio olio e filtro olio motore, 90 euro
– 5000km, cambio olio motore, 80 euro
– 10000km, secondo tagliando, cambio di tutti i filtri, olio motore, olio trasmissione, candele, 256 Euro
– 20000km, cambio di tutti i filtri, olio motore, olio trasmissione, candele, sostituzione V-belt, 458 Euro
– 30000km, come il tagliando dei 10000.
Ogni 10000 km è necessaria la sostituzione del pneumatico posteriore, l’anteriore può raggiungere i 15000 ma si presenta orribilmente “scalinata”, procurando un fastidioso tremore all’avantreno ed un noioso rumore in ordine di marcia.

E’ tutto, mi auguro di essere stato d’aiuto a chi si trova nell’indecisione di quale moto o maxi-scooter acquistare. Le mie impressione di guida dopo 30000 km sono assolutamente positive, ottenendo un giudizio globale molto buono. Unica nota dolente è il consumo, che può oscillare dai 10 km/litro durante la guida più “assatanata” fino ai 20 km/litro nella percorrenza spensierata di strade di campagna, magari in 2.
Ciao a tutti!!!
Dario Ighina

Testo e foto: Dario Ighina


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N.D.R.
Abbiamo 'approfittato' dell'esperienza di Dario Ighina, fondatore e animatore del sito TmaxClub.it, per pubblicare un'ulteriore opinione sul Tmax 500 a cura di chi lo utilizza quotidianamente con passione.

 

 

 

 

 

 

 

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