| Il Piaggio
Beverly 200, visto da chi possiede il suo diretto concorrente.
Sono il felice possessore
di un Aprilia Scarabeo 150,
che fino a ieri era rimasto l'unico rappresentante della
categoria scooteroni con ruote di grandi dimensioni. Oggi
il mio bolide ha un pericoloso concorrente, messo in campo
non da una casa giapponese, ma dall'italiana Piaggio:
il Beverly 125 - 200.
L'aspetto estetico è
completamente differente rispetto allo scooter veneto:
bando alle linee retrò, per far posto ad uno stile
high tech e moderatamente sportivo, forse ispirato allo
stile new edge che caratterizza la recente produzione
Ford. Personalmente io preferisco l'eleganza classica
dello Scarabeo.
Le ruote presentano una sezione
leggermente maggiore rispetto alle già abbondanti
coperture dello scooter Aprilia. Il cavalletto
laterale è fatto come Dio comanda: quando si apre,
rimane aperto (con interruttore di sicurezza, ovviamente);
quello centrale è altrettanto comodo, ma ha un aspetto
piuttosto esile.
Nel retroscudo è posizionato un pulsantino che comanda
l'apertura della sella, sotto la quale - udite udite -
è stato ricavato un capiente vano
sottosella in grado di contenere due caschi jet!
Un record per una ruota di dimensioni record! Questo risultato
è stato ottenuto grazie al razionale posizionamento
del serbatoio al di sotto della pedana, che, tra l'altro
permette di fare rifornimento senza scendere dallo scooter:
se si ha il passeggero a bordo è una bella comodità.
Per di più il vano sottosella è illuminato ed
è dotato della presa per la ricarica del cellulare,
dotazioni sinora riservate agli scooter con prezzi superiori
agli 11 milioni. Senza considerare che la sella si richiude
esercitando una pressione davvero leggera.
La strumentazione, dalla
grafica originale ma un po' confusa, fa un passo avanti
ed uno indietro: dispone del termometro della temperatura
ambientale, ma non di quello della temperatura del liquido
di raffreddamento; è dotata di contachilometri digitale,
che diventa automaticamente parziale non appena si entra
in riserva, ma questo è visibile soltanto alternativamente
all'orologio; peccati veniali sono commessi dalla lancetta
del tachimetro, che procede a piccoli scatti, e dai pulsanti
di commutazione del display digitale, di aspetto un po'
misero, sia alla vista che al tatto.
In generale l'aspetto di molti particolari e la qualità
complessiva sono inferiori rispetto allo Scarabeo:
mi riferisco in particolare ai comandi elettrici, a qualche
accoppiamento un po' approssimativo, alla parte posteriore
della marmitta che sembra di latta, all'aspetto economico
della pedana del conducente e delle pedaline del passeggero.
Anche il blocchetto di avviamento non è esente da
critiche: estrarre la chiave non è un'operazione
molto agevole.
Mi accingo ad una prova e
mi rendo conto che la sella
è ancora più alta di quella già considerevole
dello Scarabeo, dazio inevitabile per ottenere un vano
sottosella in presenza di una ruota tanto grande. Ma una
volta in marcia la posizione di
guida è altrettanto valida, fortunatamente
ben lontana da quella degli scooteroni - custom.
Rispetto allo Scarabeo 150, la maggiore potenza
conferita dai 50 cc in più è chiaramente avvertibile,
soprattutto una volta varcata la soglia dei 100 km/h,
ma a questo riguardo sarebbe opportuno un confronto con
l'analoga versione 200 dello scooter veneto. Una cosa
certa è la maggior silenziosità
del propulsore, che, se non appaga l'orecchio in ripresa,
è quanto mai apprezzabile nei centri abitati. Le
vibrazioni sono pressoché
inesistenti, inferiori a quelle già scarse dello
Scarabeo; la ventola del
radiatore, invece, è molto più avvertibile.
Alla partenza l'innesto della
frizione è più brusco che sullo scooter veneto;
inoltre non ho gradito la corsa piuttosto lunga della
manopola dell'acceleratore.
Nel misto stretto mi è
sembrato meno agile, ma più sincero del rivale a
scendere in piega, mentre
sul veloce tende a ballare un po', soprattutto in rettilineo.
La frenata è affidata
a due dischi di 260 mm, mentre sullo Scarabeo quello posteriore
misura "soltanto" 220 mm. Alla prova dei fatti non si
evidenziano grosse differenze, in quanto il Beverly ha
un freno motore inferiore e in discesa entra presto in
folle.
Per quanto riguarda il confort aerodinamico,
non posso fare alcun confronto, visto che il mio scooter
è equipaggiato con paramani e parabrezza di medie
dimensioni, che mi offrono un riparo aerodinamico di primo
livello senza compromettere la visibilità. Il Beverly
messoci a disposizione dalla Piaggio era invece in allestimento
base. Sarebbe opportuno che tutti i modelli Beverly e
Scarabeo fossero adeguatamente equipaggiati, in quanto
idonei ad un uso turistico almeno pari ai superprotettivi
250 tradizionali. Rispetto a questi il Beverly 200 vanta
prestazioni del tutto analoghe, una ciclistica ben superiore
ed un prezzo di gran lunga inferiore: £. 7.692.000
f.c., qualcosa in meno anche rispetto all'analoga versione
dello Scarabeo.
In definitiva potrei dire
che il Beverly è uno scooter-moto veramente azzeccato:
rispetto al rivale veneto è un po' meno raffinato,
ma anche un po' più pratico e sicuramente altrettanto
valido sia nell'uso cittadino, sia nel turismo a medio
raggio.
Fabio Scotti
Il Piaggio Beverly 200, visto da
un motociclista e vespista doc.
Ormai 41enne, ma motociclista/scooterista da quando avevo
12 anni (fino a 14 nel giardino di casa, ovviamente),
ho avuto modo di provare il Beverly 200 per qualche decina
di km sulla costiera del lago d'Iseo.
Premesso che ho spesso avuto in garage prodotti Piaggio
(Vespa 50 special 3 marce del 73, PX 125 sino all'ultima
ET4 125, compagna di tanti viaggi e 20.000 km sempre a
manetta in compagnia del mitico Raffaele Wvespa e venduta
questo mese) attualmente ho in garage un Majesty 250 nuovo
nuovo (1.700 km in 12 giorni, ma e' il secondo della mia
carriera) e una Honda Transalp 99 (48.000 km in 2 anni).
Ma torniamo al Beverly. Io non sono tenero con la Piaggio
sui prodotti che si levano oltre il livello utilitaristico...
IMHO spesso mancano di ciclistica, pero' devo dire che
il Beverly m'e' piaciuto assai: inizialmente lascia un
po' sconcertati, si e' seduti alti e sembra non scendere
mai in piega, ma dopo pochi km ci si accorge che l'anteriore
e' una roccia, che curva
benissimo anche se non piega sino a consumare gli ultimi
pelucchini della gomma (anche per via delle ruote da 16
pollici) e che dall'alto si ha una bella visuale. Del
resto e' una questione di scelte... se si vuole spazio
sotto la sella con le ruote alte non ci si puo' sedere
a 60 cm da terra!!!
Buono l'isolamento delle vibrazioni
al manubrio. Qualcosa si sente alla pedana ma non sono
assolutamente fastidiose.
Insufficiente la protezione aerodinamica
alla parte alta del torace senza parabrezza. Lo dico non
tanto per la pressione dell'aria, che sino a 120 km/h
non e' tale da preoccupare, ma per come uso io i mezzi
(anche d'inverno a 20 gradi sottozero per intenderci)
costringe a coprirsi molto il petto per non assiderare.
Del resto se il parabrezza e' quello dei depliant, personalmente
non lo monterei... quei 2 spuntoni di ferro che lo reggono
sembrano fatti apposta per trafiggere il conducente in
caso di violento tamponamento anteriore... possibile che
non si possano raccordare e chiudere??? Anche lo Scarabeo
Aprilia ha lo stesso difetto!!!
Il motore e' eccezionale:
per essere solo un 200 non gli manca nulla rispetto al
250 Honda che equipaggia Jazz e X9. E' leggermente inferiore
al 250 Yamaha del Majesty, soprattutto nell'erogazione
di coppia ai bassi regimi... insomma mi pare un motore
che ama girare alto.
Ottimi i freni e la manovrabilita'
anche in situazioni d'emergenza... bella, anche se un
po' anonima la linea, comoda
la sella e la posizione di guida, anche se rispetto ai
maxiscooter i piedi sono un po' costretti.
Che altro dire? IMHO e' un ottimo prodotto per un turismo
veloce ed economico e spero di vederne tanti in circolazione!
Per la cronaca, il giorno
che l'ho provato, sulla costiera del lago mi ha sorpassato
un altro Beverly 200 che inseguiva a notevole velocita'
e con successo un BMW serie K, a dimostrazione dell'ottima
ciclistica e delle doti del motore.
Perche' non l'ho comprato???
Ha influito negativamente (a livello psicologico) la vicenda
dell'X9 500... non me la sono sentita di fare la "cavia"
con uno scooter Piaggio nuovo di ciclistica, carrozzeria
e in parte anche di meccanica... e sono tornato sul collaudatissimo
Majesty.
Pero' devo dire una cosa:
se la Piaggio motorizzasse il Beverly con un motore +
performante (che IMHO la ciclistica reggerebbe benissimo),
magari da 40 cv alla ruota, per me sarebbe l'anello di
congiunzione tra moto e scooter e (dopo un paio d'anni
che e' vendita) lo comprerei e lo terrei volentieri in
garage in sostituzione di entrambi i miei attuali mezzi!
Francesco
aka schiapputer
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