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Le foto sono state scattate durante il sopralluogo per organizzare il raduno del 16 settembre "Laghi minori"

 · PIAGGIO BEVERLY 200 - 125
07/09/01
TEST CYBERSCOOTER CLUB
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VEDI ANCHE: Anteprima, Descrizione, Test su Strada

Il Piaggio Beverly 200, visto da chi possiede il suo diretto concorrente.
Sono il felice possessore di un Aprilia Scarabeo 150, che fino a ieri era rimasto l'unico rappresentante della categoria scooteroni con ruote di grandi dimensioni. Oggi il mio bolide ha un pericoloso concorrente, messo in campo non da una casa giapponese, ma dall'italiana Piaggio: il Beverly 125 - 200.
L'aspetto estetico è completamente differente rispetto allo scooter veneto: bando alle linee retrò, per far posto ad uno stile high tech e moderatamente sportivo, forse ispirato allo stile new edge che caratterizza la recente produzione Ford. Personalmente io preferisco l'eleganza classica dello Scarabeo.
Le ruote presentano una sezione leggermente maggiore rispetto alle già abbondanti coperture dello scooter Aprilia. Il cavalletto laterale è fatto come Dio comanda: quando si apre, rimane aperto (con interruttore di sicurezza, ovviamente); quello centrale è altrettanto comodo, ma ha un aspetto piuttosto esile.
Nel retroscudo è posizionato un pulsantino che comanda l'apertura della sella, sotto la quale - udite udite - è stato ricavato un capiente vano sottosella in grado di contenere due caschi jet! Un record per una ruota di dimensioni record! Questo risultato è stato ottenuto grazie al razionale posizionamento del serbatoio al di sotto della pedana, che, tra l'altro permette di fare rifornimento senza scendere dallo scooter: se si ha il passeggero a bordo è una bella comodità. Per di più il vano sottosella è illuminato ed è dotato della presa per la ricarica del cellulare, dotazioni sinora riservate agli scooter con prezzi superiori agli 11 milioni. Senza considerare che la sella si richiude esercitando una pressione davvero leggera.
La strumentazione, dalla grafica originale ma un po' confusa, fa un passo avanti ed uno indietro: dispone del termometro della temperatura ambientale, ma non di quello della temperatura del liquido di raffreddamento; è dotata di contachilometri digitale, che diventa automaticamente parziale non appena si entra in riserva, ma questo è visibile soltanto alternativamente all'orologio; peccati veniali sono commessi dalla lancetta del tachimetro, che procede a piccoli scatti, e dai pulsanti di commutazione del display digitale, di aspetto un po' misero, sia alla vista che al tatto.
In generale l'aspetto di molti particolari e la qualità complessiva sono inferiori rispetto allo Scarabeo: mi riferisco in particolare ai comandi elettrici, a qualche accoppiamento un po' approssimativo, alla parte posteriore della marmitta che sembra di latta, all'aspetto economico della pedana del conducente e delle pedaline del passeggero. Anche il blocchetto di avviamento non è esente da critiche: estrarre la chiave non è un'operazione molto agevole.
Mi accingo ad una prova e mi rendo conto che la sella è ancora più alta di quella già considerevole dello Scarabeo, dazio inevitabile per ottenere un vano sottosella in presenza di una ruota tanto grande. Ma una volta in marcia la posizione di guida è altrettanto valida, fortunatamente ben lontana da quella degli scooteroni - custom.
Rispetto allo Scarabeo 150, la maggiore potenza conferita dai 50 cc in più è chiaramente avvertibile, soprattutto una volta varcata la soglia dei 100 km/h, ma a questo riguardo sarebbe opportuno un confronto con l'analoga versione 200 dello scooter veneto. Una cosa certa è la maggior silenziosità del propulsore, che, se non appaga l'orecchio in ripresa, è quanto mai apprezzabile nei centri abitati. Le vibrazioni sono pressoché inesistenti, inferiori a quelle già scarse dello Scarabeo; la ventola del radiatore, invece, è molto più avvertibile.
Alla partenza l'innesto della frizione è più brusco che sullo scooter veneto; inoltre non ho gradito la corsa piuttosto lunga della manopola dell'acceleratore.
Nel misto stretto mi è sembrato meno agile, ma più sincero del rivale a scendere in piega, mentre sul veloce tende a ballare un po', soprattutto in rettilineo.
La frenata è affidata a due dischi di 260 mm, mentre sullo Scarabeo quello posteriore misura "soltanto" 220 mm. Alla prova dei fatti non si evidenziano grosse differenze, in quanto il Beverly ha un freno motore inferiore e in discesa entra presto in folle.
Per quanto riguarda il confort aerodinamico, non posso fare alcun confronto, visto che il mio scooter è equipaggiato con paramani e parabrezza di medie dimensioni, che mi offrono un riparo aerodinamico di primo livello senza compromettere la visibilità. Il Beverly messoci a disposizione dalla Piaggio era invece in allestimento base. Sarebbe opportuno che tutti i modelli Beverly e Scarabeo fossero adeguatamente equipaggiati, in quanto idonei ad un uso turistico almeno pari ai superprotettivi 250 tradizionali. Rispetto a questi il Beverly 200 vanta prestazioni del tutto analoghe, una ciclistica ben superiore ed un prezzo di gran lunga inferiore: £. 7.692.000 f.c., qualcosa in meno anche rispetto all'analoga versione dello Scarabeo.
In definitiva potrei dire che il Beverly è uno scooter-moto veramente azzeccato: rispetto al rivale veneto è un po' meno raffinato, ma anche un po' più pratico e sicuramente altrettanto valido sia nell'uso cittadino, sia nel turismo a medio raggio.

Fabio Scotti



Il Piaggio Beverly 200, visto da un motociclista e vespista doc.
Ormai 41enne, ma motociclista/scooterista da quando avevo 12 anni (fino a 14 nel giardino di casa, ovviamente), ho avuto modo di provare il Beverly 200 per qualche decina di km sulla costiera del lago d'Iseo.
Premesso che ho spesso avuto in garage prodotti Piaggio (Vespa 50 special 3 marce del 73, PX 125 sino all'ultima ET4 125, compagna di tanti viaggi e 20.000 km sempre a manetta in compagnia del mitico Raffaele Wvespa e venduta questo mese) attualmente ho in garage un Majesty 250 nuovo nuovo (1.700 km in 12 giorni, ma e' il secondo della mia carriera) e una Honda Transalp 99 (48.000 km in 2 anni).
Ma torniamo al Beverly. Io non sono tenero con la Piaggio sui prodotti che si levano oltre il livello utilitaristico... IMHO spesso mancano di ciclistica, pero' devo dire che il Beverly m'e' piaciuto assai: inizialmente lascia un po' sconcertati, si e' seduti alti e sembra non scendere mai in piega, ma dopo pochi km ci si accorge che l'anteriore e' una roccia, che curva benissimo anche se non piega sino a consumare gli ultimi pelucchini della gomma (anche per via delle ruote da 16 pollici) e che dall'alto si ha una bella visuale. Del resto e' una questione di scelte... se si vuole spazio sotto la sella con le ruote alte non ci si puo' sedere a 60 cm da terra!!!
Buono l'isolamento delle vibrazioni al manubrio. Qualcosa si sente alla pedana ma non sono assolutamente fastidiose.
Insufficiente la protezione aerodinamica alla parte alta del torace senza parabrezza. Lo dico non tanto per la pressione dell'aria, che sino a 120 km/h non e' tale da preoccupare, ma per come uso io i mezzi (anche d'inverno a 20 gradi sottozero per intenderci) costringe a coprirsi molto il petto per non assiderare. Del resto se il parabrezza e' quello dei depliant, personalmente non lo monterei... quei 2 spuntoni di ferro che lo reggono sembrano fatti apposta per trafiggere il conducente in caso di violento tamponamento anteriore... possibile che non si possano raccordare e chiudere??? Anche lo Scarabeo Aprilia ha lo stesso difetto!!!
Il motore e' eccezionale: per essere solo un 200 non gli manca nulla rispetto al 250 Honda che equipaggia Jazz e X9. E' leggermente inferiore al 250 Yamaha del Majesty, soprattutto nell'erogazione di coppia ai bassi regimi... insomma mi pare un motore che ama girare alto.
Ottimi i freni e la manovrabilita' anche in situazioni d'emergenza... bella, anche se un po' anonima la linea, comoda la sella e la posizione di guida, anche se rispetto ai maxiscooter i piedi sono un po' costretti.
Che altro dire? IMHO e' un ottimo prodotto per un turismo veloce ed economico e spero di vederne tanti in circolazione!
Per la cronaca, il giorno che l'ho provato, sulla costiera del lago mi ha sorpassato un altro Beverly 200 che inseguiva a notevole velocita' e con successo un BMW serie K, a dimostrazione dell'ottima ciclistica e delle doti del motore.
Perche' non l'ho comprato??? Ha influito negativamente (a livello psicologico) la vicenda dell'X9 500... non me la sono sentita di fare la "cavia" con uno scooter Piaggio nuovo di ciclistica, carrozzeria e in parte anche di meccanica... e sono tornato sul collaudatissimo Majesty.
Pero' devo dire una cosa: se la Piaggio motorizzasse il Beverly con un motore + performante (che IMHO la ciclistica reggerebbe benissimo), magari da 40 cv alla ruota, per me sarebbe l'anello di congiunzione tra moto e scooter e (dopo un paio d'anni che e' vendita) lo comprerei e lo terrei volentieri in garage in sostituzione di entrambi i miei attuali mezzi!

Francesco aka schiapputer

 

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