| Quale migliore occasione per una prova
su strada di una bella vacanza sulle splendide strade
della Corsica? Venti giorni
e oltre 2000 chilometri dalle
spiagge assolate ai monti impervi, fra sterrati e tirate
autostradali da e per Milano.
Avremmo voluto percorrere anche più strada, ma
il mare splendido e la necessità di un po' di relax
in buona compagnia ha mantenuto questa prova nei margini
di una vacanza estiva. Questo non ha escluso ogni genere
di condizione per verificare le qualità di questa
promettente novità di casa Piaggio.
Partenza con il motore ancora in rodaggio
e quindi trasferimento autostradale da Milano a Savona
con una velocità di poco inferiore ai 100 km/h
con solo qualche punta a 110 km/h: il consumo è
stato di 28 km/litro e il
primo approccio è stato assolutamente soddisfacente.
Il bagaglio, per tre settimane
in campeggio, ha trovato posto nel sottosella, in uno
zaino sulla pedana e in un borsone sulla sella del passeggero.
La posizione di guida e la
sella della giusta consistenza hanno permesso un viaggio
per nulla affaticante e la velocità contenuta non
ha fatto rimpiangere un parabrezza più ampio, anzi
ha permesso di gustare il fresco del vento per alleviare
la calura estiva.
Notevole il rigore direzionale
nei lunghi rettilinei e nei curvoni e soprattutto l'insensibilità
al vento laterale e alle turbolenze nel superamento degli
autoarticolati, superiore ad ogni altro mezzo a ruote
basse. Anche il peso del bagaglio viene digerito senza
alcuno scompenso e la sospensione posteriore non necessita
di alcuna regolazione.
Sbarcati sull'isola possiamo saggiare maggiormente la
ciclistica, dapprima sulle
veloci strade della costa orientale e poi sulle tortuose
stradine asfaltate e non che zigzagano fra panorami stupendi.
Confermiamo la sensazione di rigore direzionale anche
in velocità: abbiamo affrontato curvoni
in discesa a 135 km/h indicati sia da soli che in due
con i bagagli e la sensazione è sempre stata di
sicurezza e di precisione di guida, solo, all'aumentare
della velocità, occorre impostare maggiormente
la piega, senza che la guida diventi però impegnativa.
Il baricentro non bassissimo, non mette mai in difficoltà
anche nelle curve più strette, alle prime sembra
che la discesa in piega sia
lenta, ma poi ci accorgiamo che è solo una sensazione
e che la 'danza' tra curve e controcurve è veloce
e non occorre piegare molto per tenere un bel ritmo, superiore
e più sicuro di quello tenuto dall'Hexgon 180 che
ci accompagna in alcuni tratti. In tutti i casi non abbiamo
mai toccato in curva con alcunché (non eravamo
in pista, ma in vacanza!).
Volendo guidare in modo sportivo, il mezzo ci asseconda
e il passo è quello delle moto anche sportive che
incontriamo sui tratti pianeggianti dell'isola, l'Hexagon
è inesorabilmente lontano... Anche nello
slalom fra le macchine e nelle inversioni,
la facilità è disarmante e il confronto
con il 'solito' Hexagon è perlomeno pari, ma quest'ultimo
è uno degli scooter più maneggevoli.
Numerosi gli sterrati che
permettono di raggiungere spiagge spettacolari: qui le
ruote alte fanno la differenza e, grazie anche alle sospensioni
che non vanno mai a fondo corsa e seguono bene le buche
non esagerate, permette un passo sicuro conducendoci là
dove solo alcune moto da fuoristrada hanno osato. Il sottopancia
alto e il manubrio ampio ci assecondano.
Le sospensioni sono state
una buona sorpresa, anche in due coi bagagli, è
bastato ruotarle di una tacca per avere un comportamento
adeguato, senza irrigidire inutilmente il retrotreno.
Tutto bene anche per la forcella non regolabile.
Notevole il comfort per pilota
e passeggero, che lo preferisce all'Hexagon, nonostante
l'assenza del bauletto, per via delle sospensioni a maggiore
escursione e della sella più morbida. In più
il limitato dislivello fra le 'sedute' permette una posizione,
diciamo più 'intima', fra pilota e passeggero con
le piacevolezze del caso... Per il pilota l'unico rammarico
è la mancanza del parabrezza e quindi il freddo
patito nei trasferimenti notturni (copritevi perché
la sera e in montagna fa freddo anche in agosto).
L'illuminazione offerta dal
doppio faro anteriore è buona anche nelle stradine
avvolte dal buio più assoluto. Abbiamo notato che
la strumentazione si illumina
in modo indiscriminato, evidenziando anche le spie, al
contrario le lancette non sono illuminate e quindi non
è facile capire a che velocità si sta andando.
L'utilità del display è indubbia, in particolare
l'indicazione dei chilometri percorsi in riserva e la
temperatura (abbiamo visto: massimo 38°, minimo 19°).
Manca l'indicatore di temperatura del motore, ma il frequente
intervento della ventola di raffreddamento e i due rabbocchi
d'olio segnalano che il radiatore
ha il suo daffare con le elevate temperature estive e
le basse velocità.
Parliamo quindi del motore:
appena passati i 1000 chilometri l'abbiamo messo alla
frusta e abbiamo trovato che si comporta egregiamente
in accelerazione e ripresa, sfiorando i 130
km/h indicati da soli e i 125 in due. La progressione
in accelerazione è vigorosa e costante almeno fino
ai 110 km/h, poi occorre insistere un po'. Appena meno
vivace la ripresa. In salita soffre un po' e in alcuni
casi lavora a regimi inferiori alla coppia massima, non
riuscendo a sfruttare tutta la potenza di cui dispone;
forse basterebbe tarare il variatore in modo diverso per
far girare più in alto il motore, ne guadagnerebbe
qualcosa anche il freno motore (ma ne soffrirebbero un
poco i consumi). A questo proposito: siamo passati dai
21 km/litro in autostrada
al limite, ai 29 km/litro
in relax sul lungomare: non ci sembra male.
Poco gradevole il rumore 'ferroso' del motorino
d'avviamento, che però non perde un colpo,
l'unica accortezza è dare uno o due colpi d'acceleratore
prima di pigiare il pulsante d'avviamento, in caso di
motore freddo.
Il viaggio di ritorno, circa 300 km d'autostrada, l'abbiamo
fatto tutto 'a manetta',
dai 95 km/h dei tratti in salita ai 135 dei tratti in
discesa, in due con i bagagli, alla fine c'era un leggero
odore di bruciato e un apparente calo nella ripresa, forse
un'impressione, ma il consiglio è quello di non
insistere alla velocità massima, mantenendo una
velocità di crociera di un 10% inferiore a quella
massima e far riposare il motore (e voi), almeno in occasione
dei pieni di carburante. Naturalmente non riguarda solo
il Beverly ma tutti gli scooter e la maggior parte dei
mezzi a motore.
Premesso che preferiamo, in genere, le frenate di tipo
'integrale' possibilmente abbinate ad un sistema antibloccaggio,
la frenata del Beverly è
risultata sempre modulabile e potente, si arriva difficilmente
al bloccaggio e soli o in due la situazione non cambia,
occorre solo attenzione nel dosare l'anteriore con il
posteriore, per molti è un piacere, per altri una
scocciatura, scegliete voi, ma sappiate che la frenata
è all'altezza di tutte le occasioni.
Non sappiamo come si comporta in caso di pioggia,
ma 'purtroppo' non abbiamo visto una goccia in tutto il
test, dobbiamo dispiacerci?
La rumorosità è
ridotta ai minimi termini e le vibrazioni
sono inesistenti, tranne quando parte la ventola di raffreddamento.
Il portapacchi ha mostrato
di sopportare agevolmente ben oltre i 6 kg indicati, anche
se la superficie è un po' esigua e non è
facile trovare un appiglio per le cinghie elastiche.
Problemi riscontrati: nessuno.
Abbigliamento utilizzato: casual, caschi Davida e Nolan,
guanti Spidi.
Insomma, rileggendo l'articolo dall'inizio ci sembra che
il giudizio scaturito sia più che buono e anche
le poche critiche siano del tutto marginali, delineando
un mezzo maturo e tuttofare che ci aspettiamo di vedere
in vetta alle classifiche di vendita dei prossimi mesi,
complice anche un prezzo competitivo e una dotazione fra
le più complete.
Non possiamo fare un confronto con lo Scarabeo semplicemente
perché aspettiamo ancora che l'Aprilia ce lo fornisca
...magari per tornare in Corsica!
Non essendo ancora soddisfatti,
abbiamo fatto testare l'instancabile Beverly da alcuni
soci del CyberScooter Club e nella prossima pagina trovate
le loro impressioni, per un quadro il più eterogeneo
possibile.
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