>> PIAGGIO


SCHEDA 200
Cilindrata: 198 cc
Peso: 149 kg
Velocità: 121 km/h
Potenza CV: 21
Norme: Euro 1
Prezzo: 3.810 F.P.

 

 

 

 

Le foto sono state scattate quest'estate in Corsica, tranne quelle con borse e bauletto che sono tratte dalla cartella stampa Piaggio.

 · PIAGGIO BEVERLY 200 - 125
03/09/01
DESCRIZIONE
pag. 2/4
VEDI ANCHE: Anteprima, Test su Strada, Test CyberScooter Club
Stavamo partendo per le ferie quando l'ufficio stampa Piaggio ci ha messo a disposizione un Beverly 200 rosso fiammante per un test su strada, come non accettare e con entusiasmo?!
Cerchiamo allora di completare, toccando con mano, le impressioni riportate nell'anticipazione di maggio.

Dal vivo è ancora più carino che in foto, i volumi sono ben proporzionati, sostanziosi e filanti al tempo stesso e troviamo azzeccato quel mix di classico e moderno a cui anche le numerose pubblicità fanno riferimento (a proposito, a quando su CyberScooter?).
Il frontale è l'elemento distintivo e innovativo, anche per la gamma Piaggio, con tutti gli elementi segnaletici raccolti in un'unica cornice.
Il piccolo parabrezza rende la linea più affusolata, ma non è certo in grado di proteggervi da pioggia e vento, per questo c'è però il parabrezza regolabile in opzione.
La coda è molto slanciata con l'elemento integrato che raccoglie faro e frecce che termina praticamente a punta (una nota sull'efficacia delle frecce che sono un po' troppo vicine fra loro).
La vista laterale è mossa dalla pedana sagomata e curvilinea che raccorda lo scudo con le fiancate, sottolineate dalle utili protezioni in plastica goffrata (che nascondono gli attacchi per le borse laterali opzionali).
Un elemento che balza all'occhio è il rivestimento della sella disseminato di piccole gemme in rilievo, strano, ma non sgradevole ...che abbia funzioni antiscivolamento?
Altri elementi caratterizzanti sono le diverse tonalità di grigio delle parti non verniciate e l'argento satinato di ruote, forcella e 'ponte di comando'. Bello e comodo il portapacchi posteriore pronto a sostenere il bauletto coordinato.

Veniamo alla ciclistica, elemento caratterizzante (anche) in un ruote alte: il telaio è un 'doppia culla' e quindi troviamo un tunnel abbastanza pronunciato che divide la pedana, ma che dovrebbe garantire una buona rigidità strutturale.
La forcella a perno avanzato ha steli 'protetti' da 35 mm. di diametro. I due ammortizzatori posteriori sono regolabili su quattro posizioni (con una leva posta sotto la sella) per adeguarsi alle varie condizioni di utilizzo e hanno la molla completamente esposta, a differenza dei modelli di preserie. Di entrambe le sospensioni non conosciamo il valore di escursione, ma già l'esame statico ci sembra positivo.
Le ruote sono da 16 pollici e si abbinano a pneumatici tubeless (Pirelli) di grande sezione: 110/70 anteriormente e 140/70 dietro.
I freni a disco sono due, entrambi da 260 mm di diametro e con pinza a doppio pistoncino, si azionano separatamente con le leve al manubrio (come su una moto) e faranno piacere agli amanti della frenata 'personalizzata'.
Il serbatoio contiene 10 litri di 'verde' con due litri di riserva.
Il peso dichiarato è di 149 kg a secco.

Il motore è un'inedita nuova produzione della serie Leader con cilindrata effettiva di 198cc, ottenuta grazie ad una diversa misura di alesaggio della nota versione da 180cc, che guadagna così 1 CV e una manciata di 'coppia', in dettaglio: 21 CV a 8.500 giri e 17,5 Nm a 6.500 giri (all'albero motore). Facciamo notare che la potenza è ormai a livello di vari 250 cc, mentre a livello di coppia manca ancora qualcosa, e che le prestazioni promesse sono notevoli, con una punta velocistica di ben 121 km/h e consumi di 3 litri per 100 km a 70 km/h costanti. Speriamo che venga esteso presto anche agli altri modelli con motorizzazione 180cc
La versione da 125 cc si fregia di ben 15 CV a 9.500 (siamo al limite massimo di potenza ammesso per la patente B) e 12 Nm a 8.000 giri.
Ovviamente rispondono alla normativa Euro 1 vigente, anche senza ricorrere alla marmitta catalitica.

Prima di accomodarci in sella diamo un'occhiata agli spazi disponibili, che sono davvero notevoli per un 'ruote alte'; troviamo infatti un ampio sottosella in grado di ospitate due caschi (solo demi-jet per via della non elevata profondità) oppure numerosi bagagli (come abbiamo potuto verificare nella prova-vacanza), offre di serie l'illuminazione e la presa di corrente per ricaricare il telefonino e altre diavolerie elettriche ormai indispensabili (?).
Non è finita, perché un vano nello scudo anteriore cela due spazi sufficienti per piccoli oggetti, che però tendono a scivolare all'esterno (prima della chiusura) per via del piano inclinato.
All'interno di questo sportello, che si apre spingendo la chiave di accensione nella sua sede, troviamo due leve atte a sbloccare la sella e il bocchettone carburante (posizionato nel tunnel tra le gambe). La procedura, comune agli altri modelli Piaggio, risulta piuttosto macchinosa e infatti il Beverly presenta anche un pulsante esterno che permette l'apertura (elettrica) della sella, ma per il tappo carburante (in plastica piuttosto debole) non sono stati fatti passi avanti.
Non manca neppure il gancio portaborse, sotto al manubrio, davvero tuttofare.

Il cruscotto, come tradizione Piaggio, offre tutto ciò che serve e anche molto di più: gli strumenti circolari comprendono il tachimetro, l'indicatore del livello carburante e ben sette spie per: riserva carburante, livello liquido raffreddamento e olio motore, frecce, abbaglianti, cavalletto laterale e anche interruzione alimentazione (il tasto rosso); manca però un termometro della temperatura motore. Nel sobrio indicatore a cristalli liquidi posto poco sotto troviamo ancora: contachilometri totale e parziale con indicatore dei chilometri percorsi dall'inizio della riserva, orologio e termometro con segnalatore ghiaccio (non verificato date le temperature estive!).
I comandi al manubrio sono comodi e intuitivi, tranne forse il comando del lampeggio, mentre i blocchetti in metallo e gli specchietti ci sono sembrati un po' economici.

Saliamo in sella e ci accorgiamo che la cosa è riservata a chi supera il metro e settanta, tanto che gli 80 cm dal suolo (dichiarati) ci sembrano quasi ottimistici, ma non dimentichiamoci dell'ampio vano sottosella, per cui non era certo facile trovare lo spazio.
Una volta in sella però la posizione è perfetta, con le gambe distanti e il busto eretto in una posizione tipicamente motociclistica. L'ampio manubrio, alla giusta altezza (sempre per chi è tra 1,70 e 1,80), permette un buon controllo del mezzo e una postura confortevole. La sella è svasata per poggiare meglio le gambe, ma accoglie bene il nostro 'sensibile posteriore'.
Il passeggero è alloggiato altrettanto bene, godendo di una comoda e morbida porzione di sella, solo leggermente rialzata e di comodi appigli per le mani, le pedane retrattili sono distanti e quindi comode, ma realizzate davvero in economia e un po' sfuggenti.
Issare il Beverly sul cavalletto è un gioco da ragazzi e per scendere basta una spinta sul manubrio, anche da seduti, potete comunque usare anche il solido cavalletto laterale che, come giusto, non permette l'avviamento del motore quando è in uso.

Ci sembra di non aver dimenticato nulla, se non un piccolo confronto con il suo avversario diretto: l'Aprilia Scarabeo 200, che in realtà è solo 176 cc e che, estetica a parte (un elemento troppo soggettivo), mostra un progetto leggermente più datato: per via della mancanza dei numerosi vani portabagagli e di una strumentazione più ordinaria, in compenso offre qualche dettaglio più curato e un peso di 10 kg inferiore, mentre il prezzo è leggermente superiore.

Adesso vi rimandiamo alla prova su strada per verificare se le ottime premesse statiche sono confermate dall'esame dinamico.

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SCHEDA 125
Cilindrata: 124 cc
Peso: 149 kg
Velocità: 104 km/h
Potenza CV: 15
Norme: Euro 1
Prezzo: 3.610 F.P.

 


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