Appuntamento a Roma per la presentazione
della versione 2004 di Beverly 125 e 250. Il clima era
più da autunno milanese che da primavera romana,
ma almeno non ha piovuto, che con il fondo stradale malmesso
e il traffico congestionato, avrebbe distratto non poco
dalla valutazione dello scooter.
Oltre a Beverly era l'esordio ufficiale di Liberty
125 e 200, quindi si è trattato di una
giornata piuttosto intensa, nella speranza di delineare
al meglio le caratteristiche dei nuovi modelli Piaggio.
Come saprete e come potete leggere diffusamente nella
prova del modello
da 200cc, Beverly si caratterizza per le ruote da
16 pollici e per un'impostazione
di guida di tipo motociclistico, con il busto eretto ed
una sella piuttosto elevata da terra. In quest'ultima
versione si è cercato di aumentarne comodità
ed abitabilità con
un piccolo restyling, oltre
ad aumentare le prestazioni della versione di maggior
cilindrata, che cresce da 198 a 244 centimetri
cubici, avvalendosi del propulsore Quasar,
già testato a sull'X9
250 Evolution.
DESCRIZIONE
La novità più evidente è il cupolino
integrato al manubrio, per offrire maggiore protezione
dalle intemperie e dalla pressione dell'aria, viaggiando
spediti su statali ed autostrade. Contemporaneamente il
risultato estetico è ben più riuscito, a
confronto del parabrezza offerto fino ad ora come accessorio.
Sempre dal punto di vista estetico si nota l'estensione
al retroscudo della verniciatura e la cromatura di alcuni
particolari come gli specchi retrovisori, i blocchetti
comandi e le modanature laterali. Nuova e cromata anche
la strumentazione che guadagna
l'indicatore della temperatura liquido refrigerante, ma
perde il display multifunzione ridotto al solo orologio.
Per permettere anche ai meno alti di toccare più
agevolmente terra con i piedi, la
sella è più bassa di 2cm. Lo spazio
sottosella, non frequente nei cosiddetti 'ruote
alte', è dotato di presa di corrente e consente
lo stivaggio di un casco demi-jet e una tuta impermeabile,
ma non di una valigia 24ore. Altri due modesti vani
si trovano dietro uno sportello con serratura nel retroscudo,
all'interno del quale due leve
consentono l'apertura del vano rifornimento carburante
e del sottosella. Per quest'ultimo, di utilizzo ben più
frequente, è presente anche un più
comodo tasto per lo sblocco elettrico, nella sinistra
del retroscudo. È anche possibile appendere una
borsa al gancio per sfruttare
lo spazio sopra la pedana e il portapacchi
funge da base per borse o bauletti. Nella foto a sinistra,
con un testimonial d'eccezione: l'Amministratore Delegato
Rocco Sabelli, vediamo anche una versione 'full optional'
con borse laterali (fisse), bauletto (sganciabile) e parabrezza
maggiorato, disponibili assieme ad altri numerosi accessori.
Pregevole la sistemazione del passeggero,
con una porzione di sella ben sagomata e non troppo rialzata,
con incavi sagomati per le mani integrati nel portapacchi,
mentre i poggiapiedi sono ricavati nella pedana.
Il reparto ciclistico rimane
invariato e annovera un telaio
a doppia culla in tubi d'acciaio, due freni
a disco da 260mm comandati in modo indipendente dalle
leve al manubrio, un doppio ammortizzatore
regolabile su 4 posizioni e una forcella
a perno avanzato con steli da 35mm. Pneumatici
tubeless da 110 e 140/70, nel nostro caso di marca Maxxis.
Il peso si ferma a 149kg
ed il serbatoio carburante
posto sotto la pedana, arriva a 10 litri.
Il propulsore da 125cc non
riserva sorprese: è il conosciuto Leader, che con
10,7kW a 9.500giri 12Nm
a 8.000giri, rimane il riferimento di categoria. Se non
avete conseguito la patente A dovete fermarvi qui, ma
potendo, il nuovo motore Quasar
da 244cc, raffreddato a liquido, quattro tempi
e quattro valvole, offre più potenza e più
coppia a regimi inferiori: 16,4kW
a 8.250giri e 20,2Nm a 6.500giri,
allargando le potenzialità di Beverly 250 a tangenziali
ed autostrade. Entrambe le motorizzazioni sono omologate
Euro 2 e catalizzate allo scarico.
Le prestazioni dichiarate parlano rispettivamente di 104
e 125 km/h, con un consumo medio, nel ciclo ECE
40, di 24 e 25 km/litro.
Ora, con un quadro più preciso dello scooter, posso
lanciarmi nella bolgia del traffico romano.
SU STRADA
Il 250 è davvero gustoso
e si mostra da subito ben disposto a seguire gli ordini
della mano destra. In partenza scatta con decisione, pur
senza che il regime di rotazione cresca eccessivamente
e guardando come rimangono indietro la maggior parte di
moto e scooter ad ogni semaforo, non è una sensazione
soltanto mia... Anche riprendendo dopo un rallentamento,
la spinta appare ben superiore al 'vecchio' 200, soprattutto
ai regimi inferiori, e anche all'X9 250, gravato dal maggior
peso.
Nonostante buche e 'sanpietrini' le sospensioni
se la cavano degnamente, in particolare quella posteriore,
regolata al minimo del precarico. La sella
si mostra confortevole anche se la parte anteriore risulta
eccessivamente rigida e sporgente. I freni
sono ben modulabili e non mancano di potenza, anche se
necessitano di una certa energia, meno al posteriore per
evitare occasionali bloccaggi in caso di fondo sdrucciolevole.
Le gomme Maxxis richiedono
sempre una certa attenzione, ma sono sembrate più
sincere del solito.
Maneggevolezza e stabilità
hanno trovato un buon punto di compromesso, e se nei punti
estremamente trafficati si invidia il Liberty, appena
gli spazi si allargano potenza
e rigore direzionale, riconquistano
il conducente. Anche abbozzando qualche piega
il Beverly asseconda in pieno e, soprattutto, nulla viene
a contatto con l'asfalto, a tutto vantaggio della sicurezza.
Un breve giro con la versione da 125cc
ha confermato che, con una diversa taratura del variatore
ed un regime di giri più elevato del motore, non
si perde granché, perlomeno in ambito urbano, certo
che i 300 euro in più sono ben spesi, soprattutto
se i vostri orizzonti non si fermano alla città.
Addirittura il 250cc sembra più equilibrato della
versione 500, fin troppo potente in città e con
bilanciamento dei pesi e maneggevolezza sfavoriti.
Di pregi se ne trovano parecchi, per i difetti bisogna
sforzarsi parecchio, visto che anche la qualità
dei materiali e le finiture, solo qualche anno fa punto
debole dei prodotti toscani, ha ormai raggiunto un livello
che il senso comune definirebbe 'giapponese'.
CONFRONTI
Paragonato alla concorrenza diretta: non può ospitare
un casco integrale nel sottosella e sfoggiare un prezzo
altrettanto contenuto come il Kymco
People 250, ma offre ciclistica e prestazioni
sicuramente superiori. Più equilibrato il confronto
con l'imminente Aprilia Scarabeo
250 (a breve in prova),
di cui condivide il propulsore, che non ha per nulla sottosella,
ma offre il baule di serie, oltre alla frenata integrale
che personalmente preferisco, ma saranno i gusti personali
ed il gusto estetico a far propendere per l'uno o l'altro,
vista anche una quotazione molto simile. Infine si può
citare lo Yamaha
Versity 300, non ha le ruote da 16" ma
l'impostazione è simile, le prestazioni anche,
e con la recente promozione anche il prezzo risulta allineato.
Speriamo di poter testare quanto prima la versione XC
per verificare se si è risolto qualche problema
ciclistico evidenziato nel corso della prova del gemello
MBK
Kilibre.
CONCLUSIONI
Arrivando alle conclusioni, Piaggio ha affinato un prodotto
di per sé già piuttosto riuscito, con maggiore
accessibilità, protezione e potenza, mantenendo
prezzi pressoché invariati, si tratta quindi di
uno scooter assolutamente consigliabile per scooteristi
che non si limitino al percorso urbano, ma con anche velleità
turistiche.
Con buone doti di guida, qualità costruttive ed
ergonomiche ulteriormente affinate, una linea che piace
subito ed un prezzo adeguato: sono sicuro di ritrovarlo
ancora protagonista delle prossime classifiche di vendita.
Il breve test si è svolto in ambito
urbano, quindi per considerazioni sulla velocità,
consumi etc, speriamo di avere tempo e modo per una presa
di contatto più articolata...
Testo: Fabrizio Villa
Foto: ZAC, Roma
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