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 · PIAGGIO BEVERLY 500 '03
by Enrico Ruggeri
23/06/008

38.000 km con il Beverly 500

Premessa
Questa è la mia seconda prova di durata di uno scooter: dopo la precedente di 50.000 km con la Vespa ET4 150, questo è il resoconto dei 38.000 km con il Beverly 500 (in realtà, a causa di un blackout di un paio di intense settimane del conta km, dovrebbero essere quasi 39.000), preso usato, con 9.845 km, a marzo del 2005. Lo scooter è del 2003 ovvero la prima serie, rispetto all’originale ho fatto cambiare la frizione a tre masse con quella a cinque masse del modello 2005, questo per avere un comportamento più fluido rispetto al modello originale.
38.000 e non 50.000 perche all’atto della stesura di questo articolo ho venduto il Beverly 500 a favore del nuovo Suzuki Burgman 200, nel corso dell’articolo scoprirete le ragioni di questo downsizing.
Come è mia abitudine i miei scooter sono notevolmente sfruttati in termini di percorrenza (non come prestazioni, infatti chi compera da me gli scooter anche se con tanti km fa sempre un buon affare, scusate la pubblicità, tanto che ad esempio la mia Vespa ha quasi raggiunto i 65.000 km nelle mani del mio vicino di casa, e sembra ancora nuova).
I km percorsi sono stati:
8255 km il primo anno
8030 km il secondo anno
12970 km (in realtà mille in più) da marzo di quest’anno al momento della vendita
I percorsi sono stati urbani ed extraurbani, con la maggior parte dei km percorsi con quest’ultima tipologia di viaggio. Su CyberScooter trovate alcuni resoconti: Borgogna, Elefanten Treffen 2007 e Verdon, ma anche Svezia 2007 (in preparazione), con 4526 km percorsi in 10 giorni.
Anche con questo scooter i record giornalieri sono stati notevoli con un massimo di 1026 dalla Danimarca a Strasburgo.
Nessun problema meccanico ha mai turbato questi viaggi, ma il Beverly, forse perché era la prima serie, non è stato esente da problemi, si veda il capitolo Affidabilità
Ricordo inoltre che nel 2005, oltre alla citata frizione, sono state fatte alcune modifiche per cui si tenga presente che quanto scrivo è riferito alla prima serie. La nuova versione Cruiser ha anche una cilindrata superiore, più vicina a quella che da il nome allo scooter, mentre sono nella mia versione la cilindrata effettiva è di 460 cc.

Posizione di guida
La mia altezza (un metro e settantatre) porta, per l’uso in città e sul misto, ad una posizione più in punta di sella, ovvero senza appoggiarsi al piccolo schienale, appoggio che invece cerco nei viaggi più lunghi, quest’ultima posizione, forse per il maggior tempo passato sulla parte anteriore della sella, porta a scivolare leggermente in avanti con conseguente leggero, anzi leggerissimo, sforzo per mantenere la posizione. Nel viaggio verso la Svezia ho comunque notato che dopo qualche giorno la sella, ovvero l’imbottitura, tende a schiacciarsi un po’ con conseguente miglioramento del confort.
Riesco comunque ad appoggiare a terra entrambi i piedi.
Ricordo che dal 2005 l’imbottitura della sella è stata variata e non ho avuto occasione di provare la nuova versione.
Non è comunque uno scooter per viaggiare distesi, tipo Burgman, per cui non è prevista la posizione a gambe in avanti.
Il passeggero viaggia con un notevole confort, così mi hanno detto tutti gli ospiti (di entrambi i sessi), leggermente più alto del pilota, qualcuno considera questo un difetto ma se al passeggero piace guardare il panorama mentre viaggia la posizione rialzata penso sia più idonea.
Nonostante lo scudo anteriore non particolarmente largo è abbastanza protettivo, tanto che, con l’ausilio del parabrezza, le gambe rimangono asciutte nel caso di brevi tratti con pioggia leggera, ovviamente quanto ci si ferma tutto cambia.

Capacità di carico
Siamo in presenza di uno scooter a ruote alte (16” davanti, 14” dietro), per cui dal vano sottosella non c’è da aspettarsi dei miracoli, comunque nel mio ci stavano tuta anti pioggia, in due pezzi, guanti, fascia elastica, gilet termico e piccola trousse degli attrezzi. Il vano è illuminato ma dopo un po’ ho tolto la lampadina perche se il vano era troppo pieno la sella non si chiudeva bene la lampadina rimaneva accesa e la batteria, specialmente in inverno, si scaricava. Altro gadget è la presa a 12 volt, utile per ricaricare il cellulare mentre si viaggia. Sono anche presenti due ganci porta casco con blocco a sella chiusa, comodi con i caschi con anello.
I due piccoli vani anteriori non sono giganti, ma almeno qualche chiave e gli occhiali da sole ci stavano, peraltro chiusi a chiave, con qualche sforzo anche un paio di guanti estivi riuscivano a starci.
Il bauletto originale Piaggio da 32 litri non riusciva a contenere il mio computer portatile per cui l’ho sostituito con un Kappa da 45 litri per il cui montaggio occorre un’apposita piastra.
Per il viaggio in Svezia ho preso un paio di borse morbide estensibili Givi, ottime nel viaggio da soli, ho qualche dubbio che con la loro presenza il passeggero possa stare comodo, ma occorre provarci (io non l’ho fatto). Al bauletto ho aggiunto una piccola piastra portapacchi da avvitare sopra, molto comoda anche solo per appoggiarci il casco. Viaggiando da soli è possibile mettere un ‘ragno’ sul sedile passeggero, ad esempio per un sacco a pelo.

Tenuta di strada, pneumatici e freni
Le ruote alte, in particolare la mastodontica posteriore, ed il passo lungo sono una premessa per una notevole stabilità, e così è; per contro proprio queste caratteristiche fanno a pugni con la capacità di andare in piega spontaneamente, occorre accompagnarlo giù un po’ con forza ed in anticipo, ma una volta fatta l’abitudine tutto diventa spontaneo ed anche amici con moto di grossa cilindrata hanno fatto fatica a starmi dietro in strade tutte curve. Solo in alcuni tornati lenti e strettissimi lo scooter da l’impressione di cadere, ma in realtà questo non capita mai. Non mi stancherò mai di ripetere che le gomme devono sempre essere in ordine, ricordandosi che lunghi percorsi autostradali tendono ad rendere la gomma piatta.
E’ risaputo che questo modello ha le sospensioni posteriori particolarmente rigide, mentre penso sia un vantaggio con un andatura sportiva, devo ammettere che negli ormai accidentati percorsi cittadini non siano certo una meraviglia, per contro non si ha mai l’impressione che le sospensioni, o la forcella, tamponino.
Come tutte le ruote alte le gomme si consumano di meno, 10.000 km si riescono facilmente a percorrere con entrambi, io ho cambiato la posteriore a 11.500, a 24.500, l’anteriore a 14.500. Entrambi erano da cambiare al momento della vendita.
I freni, due dischi anteriori ed uno posteriore, sono veramente ottimi, e difficilmente lo scooter si scompone, sull’asciutto. La leva di sinistra comanda il disco posteriore ed uno dei dischi anteriori. Sarebbe perfetto con l’ABS. Anche la resistenza al fading mi è sembrata ottima.

Prestazioni e consumi
39 cavalli, tanti per uno scooter, sono una premessa per ottime prestazioni ed in effetti in Beverly regala buone soddisfazioni, sia in termini di accelerazione e ripresa sia in termini di velocità, tanto che occorre stare veramente attenti a non perdere punti sulla patente. I 120 km/h si mantengono comodamente e si raggiungono in un batter d’occhio, dove possibile (ovvero in Germania) ho tenuto per lunghi tratti i 140/150 km/h senza problemi. Solo il parabrezza invernale GiVi, vedere in seguito, consiglia un’andatura sotto i 100 km/h. A 38.000 le prestazioni erano ancora le stesse, il che lascia nel sperare per la longevità del motore.
Il passeggero, specialmente entro i 65 kg, non influenza le prestazioni (a meno di lamentele provenienti dalla parte posteriore della sella), si accentua solo la sensazione di caduta nei tornanti stretti, ma rimane sono una sensazione, senza conforto dai fatti.
Anche in alta quota non ci sono particolari decadimenti di prestazioni, segno che l’iniezione elettronica funziona discretamente.
I consumi non sono male per la cilindrata e per le prestazioni di questo scooter: 17/18 km/l in città si riescono a fare, specialmente con un andatura soft. 23 km/l sono mediamente quelli che si fanno a 120 km/h, mentre su percorsi extraurbani tranquilli si superano anche i 27 km/l.

Affidabilità
Il Beverly è uno scooter ‘caro’ in termini di manutenzione, per fortuna i tagliandi sono diventati meno frequenti nella versione più recente. Per chi, come me, fa molti km è un vero salasso per cui sarebbe auspicabile, fuori dalla garanzia, riuscire a farsi manutenzione da solo.
Nel mio modello i tagliandi sono ogni 6.000 km (10.000 nella nuova versione), come minino occorre fare il cambio l’olio e della massette del variatore (molto sollecitate dalla potenza del motore), ogni 12.000 si dovrebbe cambiare anche la cinghia del variatore (io l’ho fatto dopo 15.000 km), con un costo di quest’ultimo tagliando anche superiore ai 200 euro nel caso di cambio pastiglie posteriori. In quest’ultimo anno, in 15.000 km, tra gomme, tagliandi, pastiglie, batteria e una riparazione ho speso oltre 800 euro (avete letto bene!), troppi per uno scooter a parer mio, tanto da convincermi a cambiarlo con uno di cilindrata inferiore (staremo a vedere).
Il problema più grosso, che si è ripetuto due volte, è stato un danneggiamento alla guarnizione della piccola pompa acqua/olio presente all’interno del carter, danneggiamento che viene evidenziata da una perdita di liquido da un piccolo foro sopra il cilindro che contiene il filtro dell’olio: se la perdita è solo di liquido raffreddamento si riesce a tirare avanti qualche giorno, ma se coinvolge anche l’olio la riparazione deve essere immediata. Il problema è che per cambiare la guarnizione, costo 7 euro, occorre smontare il carter con costi superiori ai 150 euro. Spero che la nuova versione sia esente da questo problema.
Una volta si è rotto il filo del contakm, qualche volta occorre ingrassare il cavo del comando di apertura del tappo benzina, comando che è all’interno del vano anteriore. La batteria deve essere controllata almeno una volta ogni due mesi, i morsetti devo essere stretti bene altrimenti si accende la spia dell’iniezione. Alle volte il motorino d’avviamento non da segni di vita a causa dell’ossidazione, di solito sulla leva sinistra del freno, dell’interruttore, occorre provare a schiacciare la leva destra e di solito parte. Per risolvere il problema ogni tanto spruzzare un antiossidante nell’interruttore al quale si accede smontando la freccia anteriore (basta una vite).
In 38.000 km non ho mai cambiato una lampadina, segno di una buona qualità del’impianto elettrico.
Nessun problema di partenza anche a freddo, purchè la batteria sia in ordine. In caso contrario l’unico modo di farlo partire sono i cavi o un bootster, ma se la batteria si è rotta occorre senz’altro provvedere alla sostituzione per riuscire a farlo partire.
Occorre aspettare che lo scooter sia abbastanza caldo, termometro sul cruscotto, prima di tirarlo, ma questa è una regola generale che dovrebbe essere sempre rispettata sui motori a combustione interna.
Ho notato che dopo un viaggio lungo a velocità costante la frizione tende a ‘muggire’ in fase di prima accelerazione (ovvero quella dove la frizione interviene): nulla di grave ma nel caso di cambio massette e/o cinghia del variatore conviene fare dare un grattatina con la la carta vetro alle ganasce (penso si chiamino così) della frizione.

Dotazioni ed Accessori
Come accennato il bauletto standard da 32 litri è bello da vedere ma non ha una capacità di carico degna di uno scooter di queste dimensioni, oltretutto la serratura occupa internamente troppo spazio. Meglio sostituirlo subito con un 45 litri, meno bello ma senz’altro più comodo.
Il portapacchi senza bauletto non ha alcuna utilità.
Posseggo tre parabrezza: quello originale prima serie (il migliore in termini di prestazioni, ma nel mio caso arriva sopra gli occhi con conseguente scomodità in caso di pioggia o peggio neve), un Givi alto e con paramani (ottimo in città ma inusabile in autostrada oltre i 100 km/h), il nuovo modello originale basso (il miglior compromesso, è andato bene anche andando quest’estate in Svezia). Nel caso degli ultimi due occorre togliere il piccolo cupolino mentre con il primo si può mantenere. Il primo è di facile montaggio smontaggio, sono solo due dadi. Il passaggio da uno all’altro richiedere una mezzora di lavoro. Per il Givi occorre ricordarsi di cambiare i distanziali degli specchietti.
Sono presenti due cavalletti, quello centrale (tutto sommato comodo da usare nonostante lo scooter in configurazione completa superi i 200 kg), e quello laterale con blocco dell’accensione. Trovo più comodo il centrale ma è solo questione di gusti. Lo scooter, nonostante i quasi 200 km in configurazione con bauletto, si mette e toglie abbastanza facilmente da quello centrale.
Gli specchietti, cromati, danno un’ottima visibilità.
La mancanza dell’orologio nella mia versione è veramente inspiegabile, comunque la Piaggio vi abbia provveduto dopo poco.

Conclusione
La sensazione di stabilità, le prestazioni e la comodità sono un buon biglietto da visita per questo scooter, per contro i costi di manutenzione, per chi fa parecchi km all’anno, possono diventare molto alti, tanto da farmi consigliare un downsizing nella scelta del mio prossimo scooter, un Suzuki Burgman 200.
La nuova versione, con tagliandi ogni 10000 km dovrebbe essere comunque più economica da mantenere. I problemi di affidabilità riscontrati spero siano da addebitare al fatto di essere uno dei primi modelli.
Sono convinto che possa tranquillamente arrivare a 100.000 km e forse anche superarli, i calcoli economici sulla convenienza fateli voi. Se siete in grado di fare manutenzione da soli tanto di guadagnato.
La scelta verso una scooter ‘straniero’ è stata forzata: il concessionario Piaggio (l’unico per me comodo) si è rifiutato di prenderlo indietro con l’acquisto di uno nuovo nonostante fosse lui che curava l’onerosa manutenzione, mentre il concessionario Suzuki me lo ha valutato a valore quasi di mercato, forse Piaggio dovrebbe avere un po’ più di controllo sui concessionari se non vuole perdere quote di mercato!

Testo e foto: Enrico Ruggeri


 

 

 

 

 

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