38.000 km con
il Beverly 500
Premessa
Questa è la mia seconda prova di durata di
uno scooter: dopo la precedente di 50.000 km con
la Vespa
ET4 150, questo è il resoconto dei 38.000
km con il Beverly 500 (in realtà, a causa
di un blackout di un paio di intense settimane del
conta km, dovrebbero essere quasi 39.000), preso
usato, con 9.845 km, a marzo del 2005. Lo scooter
è del 2003 ovvero la prima serie, rispetto
all’originale ho fatto cambiare la frizione
a tre masse con quella a cinque masse del modello
2005, questo per avere un comportamento più
fluido rispetto al modello originale.
38.000 e non 50.000 perche all’atto della
stesura di questo articolo ho venduto il Beverly
500 a favore del nuovo Suzuki Burgman 200, nel corso
dell’articolo scoprirete le ragioni di questo
downsizing.
Come è mia abitudine i miei scooter sono
notevolmente sfruttati in termini di percorrenza
(non come prestazioni, infatti chi compera da me
gli scooter anche se con tanti km fa sempre un buon
affare, scusate la pubblicità, tanto che
ad esempio la mia Vespa ha quasi raggiunto i 65.000
km nelle mani del mio vicino di casa, e sembra ancora
nuova).
I km percorsi sono stati:
8255 km il primo anno
8030 km il secondo anno
12970 km (in realtà mille in più)
da marzo di quest’anno al momento della vendita
I percorsi sono stati urbani ed extraurbani, con
la maggior parte dei km percorsi con quest’ultima
tipologia di viaggio. Su CyberScooter trovate alcuni
resoconti: Borgogna,
Elefanten
Treffen 2007 e Verdon,
ma anche Svezia 2007 (in preparazione),
con 4526 km percorsi in 10 giorni.
Anche con questo scooter i record giornalieri sono
stati notevoli con un massimo di 1026 dalla Danimarca
a Strasburgo.
Nessun problema meccanico ha mai turbato questi
viaggi, ma il Beverly, forse perché era la
prima serie, non è stato esente da problemi,
si veda il capitolo Affidabilità
Ricordo inoltre che nel 2005, oltre alla citata
frizione, sono state fatte alcune modifiche per
cui si tenga presente che quanto scrivo è
riferito alla prima serie. La nuova versione Cruiser
ha anche una cilindrata superiore, più vicina
a quella che da il nome allo scooter, mentre sono
nella mia versione la cilindrata effettiva è
di 460 cc.
Posizione di guida
La mia altezza (un metro e settantatre) porta, per
l’uso in città e sul misto, ad una
posizione più in punta di sella, ovvero senza
appoggiarsi al piccolo schienale, appoggio che invece
cerco nei viaggi più lunghi, quest’ultima
posizione, forse per il maggior tempo passato sulla
parte anteriore della sella, porta a scivolare leggermente
in avanti con conseguente leggero, anzi leggerissimo,
sforzo per mantenere la posizione. Nel viaggio verso
la Svezia ho comunque notato che dopo qualche giorno
la sella, ovvero l’imbottitura, tende a schiacciarsi
un po’ con conseguente miglioramento del confort.
Riesco comunque ad appoggiare a terra entrambi i
piedi.
Ricordo che dal 2005 l’imbottitura della sella
è stata variata e non ho avuto occasione
di provare la nuova versione.
Non è comunque uno scooter per viaggiare
distesi, tipo Burgman, per cui non è prevista
la posizione a gambe in avanti.
Il passeggero viaggia con un notevole confort, così
mi hanno detto tutti gli ospiti (di entrambi i sessi),
leggermente più alto del pilota, qualcuno
considera questo un difetto ma se al passeggero
piace guardare il panorama mentre viaggia la posizione
rialzata penso sia più idonea.
Nonostante lo scudo anteriore non particolarmente
largo è abbastanza protettivo, tanto che,
con l’ausilio del parabrezza, le gambe rimangono
asciutte nel caso di brevi tratti con pioggia leggera,
ovviamente quanto ci si ferma tutto cambia.
Capacità di carico
Siamo in presenza di uno scooter a ruote alte (16”
davanti, 14” dietro), per cui dal vano sottosella
non c’è da aspettarsi dei miracoli,
comunque nel mio ci stavano tuta anti pioggia, in
due pezzi, guanti, fascia elastica, gilet termico
e piccola trousse degli attrezzi. Il vano è
illuminato ma dopo un po’ ho tolto la lampadina
perche se il vano era troppo pieno la sella non
si chiudeva bene la lampadina rimaneva accesa e
la batteria, specialmente in inverno, si scaricava.
Altro gadget è la presa a 12 volt, utile
per ricaricare il cellulare mentre si viaggia. Sono
anche presenti due ganci porta casco con blocco
a sella chiusa, comodi con i caschi con anello.
I due piccoli vani anteriori non sono giganti, ma
almeno qualche chiave e gli occhiali da sole ci
stavano, peraltro chiusi a chiave, con qualche sforzo
anche un paio di guanti estivi riuscivano a starci.
Il bauletto originale Piaggio da 32 litri non riusciva
a contenere il mio computer portatile per cui l’ho
sostituito con un Kappa da 45 litri per il cui montaggio
occorre un’apposita piastra.
Per il viaggio in Svezia ho preso un paio di borse
morbide estensibili Givi, ottime nel viaggio da
soli, ho qualche dubbio che con la loro presenza
il passeggero possa stare comodo, ma occorre provarci
(io non l’ho fatto). Al bauletto ho aggiunto
una piccola piastra portapacchi da avvitare sopra,
molto comoda anche solo per appoggiarci il casco.
Viaggiando da soli è possibile mettere un
‘ragno’ sul sedile passeggero, ad esempio
per un sacco a pelo.
Tenuta di strada, pneumatici
e freni
Le ruote alte, in particolare la mastodontica posteriore,
ed il passo lungo sono una premessa per una notevole
stabilità, e così è; per contro
proprio queste caratteristiche fanno a pugni con
la capacità di andare in piega spontaneamente,
occorre accompagnarlo giù un po’ con
forza ed in anticipo, ma una volta fatta l’abitudine
tutto diventa spontaneo ed anche amici con moto
di grossa cilindrata hanno fatto fatica a starmi
dietro in strade tutte curve. Solo in alcuni tornati
lenti e strettissimi lo scooter da l’impressione
di cadere, ma in realtà questo non capita
mai. Non mi stancherò mai di ripetere che
le gomme devono sempre essere in ordine, ricordandosi
che lunghi percorsi autostradali tendono ad rendere
la gomma piatta.
E’ risaputo che questo modello ha le sospensioni
posteriori particolarmente rigide, mentre penso
sia un vantaggio con un andatura sportiva, devo
ammettere che negli ormai accidentati percorsi cittadini
non siano certo una meraviglia, per contro non si
ha mai l’impressione che le sospensioni, o
la forcella, tamponino.
Come tutte le ruote alte le gomme si consumano di
meno, 10.000 km si riescono facilmente a percorrere
con entrambi, io ho cambiato la posteriore a 11.500,
a 24.500, l’anteriore a 14.500. Entrambi erano
da cambiare al momento della vendita.
I freni, due dischi anteriori ed uno posteriore,
sono veramente ottimi, e difficilmente lo scooter
si scompone, sull’asciutto. La leva di sinistra
comanda il disco posteriore ed uno dei dischi anteriori.
Sarebbe perfetto con l’ABS. Anche la resistenza
al fading mi è sembrata ottima.
Prestazioni e consumi
39 cavalli, tanti per uno scooter, sono una premessa
per ottime prestazioni ed in effetti in Beverly
regala buone soddisfazioni, sia in termini di accelerazione
e ripresa sia in termini di velocità, tanto
che occorre stare veramente attenti a non perdere
punti sulla patente. I 120 km/h si mantengono comodamente
e si raggiungono in un batter d’occhio, dove
possibile (ovvero in Germania) ho tenuto per lunghi
tratti i 140/150 km/h senza problemi. Solo il parabrezza
invernale GiVi, vedere in seguito, consiglia un’andatura
sotto i 100 km/h. A 38.000 le prestazioni erano
ancora le stesse, il che lascia nel sperare per
la longevità del motore.
Il passeggero, specialmente entro i 65 kg, non influenza
le prestazioni (a meno di lamentele provenienti
dalla parte posteriore della sella), si accentua
solo la sensazione di caduta nei tornanti stretti,
ma rimane sono una sensazione, senza conforto dai
fatti.
Anche in alta quota non ci sono particolari decadimenti
di prestazioni, segno che l’iniezione elettronica
funziona discretamente.
I consumi non sono male per la cilindrata e per
le prestazioni di questo scooter: 17/18 km/l in
città si riescono a fare, specialmente con
un andatura soft. 23 km/l sono mediamente quelli
che si fanno a 120 km/h, mentre su percorsi extraurbani
tranquilli si superano anche i 27 km/l.
Affidabilità
Il Beverly è uno scooter ‘caro’
in termini di manutenzione, per fortuna i tagliandi
sono diventati meno frequenti nella versione più
recente. Per chi, come me, fa molti km è
un vero salasso per cui sarebbe auspicabile, fuori
dalla garanzia, riuscire a farsi manutenzione da
solo.
Nel mio modello i tagliandi sono ogni 6.000 km (10.000
nella nuova versione), come minino occorre fare
il cambio l’olio e della massette del variatore
(molto sollecitate dalla potenza del motore), ogni
12.000 si dovrebbe cambiare anche la cinghia del
variatore (io l’ho fatto dopo 15.000 km),
con un costo di quest’ultimo tagliando anche
superiore ai 200 euro nel caso di cambio pastiglie
posteriori. In quest’ultimo anno, in 15.000
km, tra gomme, tagliandi, pastiglie, batteria e
una riparazione ho speso oltre 800 euro (avete letto
bene!), troppi per uno scooter a parer mio, tanto
da convincermi a cambiarlo con uno di cilindrata
inferiore (staremo a vedere).
Il problema più grosso, che si è ripetuto
due volte, è stato un danneggiamento alla
guarnizione della piccola pompa acqua/olio presente
all’interno del carter, danneggiamento che
viene evidenziata da una perdita di liquido da un
piccolo foro sopra il cilindro che contiene il filtro
dell’olio: se la perdita è solo di
liquido raffreddamento si riesce a tirare avanti
qualche giorno, ma se coinvolge anche l’olio
la riparazione deve essere immediata. Il problema
è che per cambiare la guarnizione, costo
7 euro, occorre smontare il carter con costi superiori
ai 150 euro. Spero che la nuova versione sia esente
da questo problema.
Una volta si è rotto il filo del contakm,
qualche volta occorre ingrassare il cavo del comando
di apertura del tappo benzina, comando che è
all’interno del vano anteriore. La batteria
deve essere controllata almeno una volta ogni due
mesi, i morsetti devo essere stretti bene altrimenti
si accende la spia dell’iniezione. Alle volte
il motorino d’avviamento non da segni di vita
a causa dell’ossidazione, di solito sulla
leva sinistra del freno, dell’interruttore,
occorre provare a schiacciare la leva destra e di
solito parte. Per risolvere il problema ogni tanto
spruzzare un antiossidante nell’interruttore
al quale si accede smontando la freccia anteriore
(basta una vite).
In 38.000 km non ho mai cambiato una lampadina,
segno di una buona qualità del’impianto
elettrico.
Nessun problema di partenza anche a freddo, purchè
la batteria sia in ordine. In caso contrario l’unico
modo di farlo partire sono i cavi o un bootster,
ma se la batteria si è rotta occorre senz’altro
provvedere alla sostituzione per riuscire a farlo
partire.
Occorre aspettare che lo scooter sia abbastanza
caldo, termometro sul cruscotto, prima di tirarlo,
ma questa è una regola generale che dovrebbe
essere sempre rispettata sui motori a combustione
interna.
Ho notato che dopo un viaggio lungo a velocità
costante la frizione tende a ‘muggire’
in fase di prima accelerazione (ovvero quella dove
la frizione interviene): nulla di grave ma nel caso
di cambio massette e/o cinghia del variatore conviene
fare dare un grattatina con la la carta vetro alle
ganasce (penso si chiamino così) della frizione.
Dotazioni ed Accessori
Come accennato il bauletto standard da 32 litri
è bello da vedere ma non ha una capacità
di carico degna di uno scooter di queste dimensioni,
oltretutto la serratura occupa internamente troppo
spazio. Meglio sostituirlo subito con un 45 litri,
meno bello ma senz’altro più comodo.
Il portapacchi senza bauletto non ha alcuna utilità.
Posseggo tre parabrezza: quello originale prima
serie (il migliore in termini di prestazioni, ma
nel mio caso arriva sopra gli occhi con conseguente
scomodità in caso di pioggia o peggio neve),
un Givi alto e con paramani (ottimo in città
ma inusabile in autostrada oltre i 100 km/h), il
nuovo modello originale basso (il miglior compromesso,
è andato bene anche andando quest’estate
in Svezia). Nel caso degli ultimi due occorre togliere
il piccolo cupolino mentre con il primo si può
mantenere. Il primo è di facile montaggio
smontaggio, sono solo due dadi. Il passaggio da
uno all’altro richiedere una mezzora di lavoro.
Per il Givi occorre ricordarsi di cambiare i distanziali
degli specchietti.
Sono presenti due cavalletti, quello centrale (tutto
sommato comodo da usare nonostante lo scooter in
configurazione completa superi i 200 kg), e quello
laterale con blocco dell’accensione. Trovo
più comodo il centrale ma è solo questione
di gusti. Lo scooter, nonostante i quasi 200 km
in configurazione con bauletto, si mette e toglie
abbastanza facilmente da quello centrale.
Gli specchietti, cromati, danno un’ottima
visibilità.
La mancanza dell’orologio nella mia versione
è veramente inspiegabile, comunque la Piaggio
vi abbia provveduto dopo poco.
Conclusione
La sensazione di stabilità, le prestazioni
e la comodità sono un buon biglietto da visita
per questo scooter, per contro i costi di manutenzione,
per chi fa parecchi km all’anno, possono diventare
molto alti, tanto da farmi consigliare un downsizing
nella scelta del mio prossimo scooter, un Suzuki
Burgman 200.
La nuova versione, con tagliandi ogni 10000 km dovrebbe
essere comunque più economica da mantenere.
I problemi di affidabilità riscontrati spero
siano da addebitare al fatto di essere uno dei primi
modelli.
Sono convinto che possa tranquillamente arrivare
a 100.000 km e forse anche superarli, i calcoli
economici sulla convenienza fateli voi. Se siete
in grado di fare manutenzione da soli tanto di guadagnato.
La scelta verso una scooter ‘straniero’
è stata forzata: il concessionario Piaggio
(l’unico per me comodo) si è rifiutato
di prenderlo indietro con l’acquisto di uno
nuovo nonostante fosse lui che curava l’onerosa
manutenzione, mentre il concessionario Suzuki me
lo ha valutato a valore quasi di mercato, forse
Piaggio dovrebbe avere un po’ più di
controllo sui concessionari se non vuole perdere
quote di mercato!
Testo e foto: Enrico
Ruggeri
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