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IN SINTESI

Scooter: Piaggio Beverly 500
Periodo: 24-25/05/007
Km: 752
Consumo: > 20km/lit
Tempo: 2 giorni
Difficoltà: nessuna

 

 · ALLE SORGENTI DEL VERDON
 
by Enrico Ruggeri
30/05/008

Due giorni, 752 km, ed un viaggio da fare (meglio) al contrario
Doveva essere un viaggio come ne ho già fatti altri : andare a vedere con amici le prove del gran premio di Montecarlo aggiungendo un giorno per una divagazione del Verdon, giovedì, venerdì e sabato, ma una telefonata il venerdì mattina mi costringeva ad un ritorno anticipato (dovevo essere a Torino alle 18), il ritorno da solo si è comunque trasformato in un fantastico viaggio di scoperta.

Primo giorno, 24 maggio
Appuntamento alla stazione di servizio Rivoli Nord all’uscita della tangenziale di Torino verso Bardonecchia, il gruppo era eterogeneo non solo come mezzi (io ero il solo scooter) ma anche come provenienza e questa era la soluzione che accontentava tutti.
A gruppo riunito prendiamo l’autostrada A32 (Torino – Bardonecchia) sino al raccordo per Cesana – Monginevro, proseguiamo sino a Claviere dove facciamo un po’ di spesa per un pranzo al sacco, beviamo un caffè e proseguiamo verso Briançon dove vediamo i preparativi per l’arrivo della tappa del Giro d'Italia, seguiamo l’indicazione verso Gap ovvero la statale che passando da Embrun porta sino al lago di Serre-Ponçon, lago che attraversiamo in direzione Gap passando sul lungo ponte. Subito dopo il primo paese, Chorges, prendiamo la deviazione verso Tallard / Sisteron, deviazione molto bella che tralaltro consente di evitare Gap di solito trafficata.
Giunti a Tallard giriamo a sinistra nel parcheggio per andare a prendere una piccola strada che consente di seguire una piccola strada sulla sponda sinistra (orografica) della Durance che porta a Sisteron: è una deviazione da me collaudata più volte anche in bicicletta, consente di togliersi dalla statale e percorrere una bella strada in mezzo ai campi coltivati (nessun benzinaio sino a Sisteron).
Giunti a Sisteron (molto bella) proseguiamo verso Manosque dove, superato il centro, giriamo a sinistra verso Valensole (meta di transumanza delle pecore della Crau): usciti da Manosque la strada diventa assolutamente magnifica sia paesaggisticamente (fra qualche settimana fiorirà la lavanda!) sia motociclisticamente, le strade stupende, con buon fondo e poco trafficate invitano ad un andatura allegra ed appagante. Le stesse caratteristiche stradali si trovano nel tratto tra Valensole a Moustier St Marie (un po’ la patria della lavanda). Siamo quasi arrivati, la meta del nostro primo giorno è un albergo a Le Salles sur Verdono, ovvero in riva al lago di raccolta delle acque del Verdon all’uscita della parte più famosa del cañon omonimo, proprio in questo lago facciamo una gita, prima di cena, con risalita in barca elettrica delle gole. Il paese di Le Salles fu completamente distrutto da un innalzamento del lago nel 1973 per cui ora il paese, microscopico, è tutto rifatto; questo non toglie che sia particolarmente piacevole passeggiarci dentro ma la fame accumulata ci fa decidere di fondarci in un ristorantico che si è dimostrato ottimo.

Secondo giorno, 25 maggio
Sveglia alle 8, breve passeggiata in riva al lago e colazione all’aperto, la giornata è bella e certamente più fresca del giorno prima dove si sono abbondantemente superati i 30 gradi.
Alcuni di noi, io compreso, avevano gia fatto la sponda destra orografica del cañon, decidiamo di seguirlo con la D19 (in giallo sulla cartina Michelin). Il paesaggio è straordinario, un nuovo scorcio del Verdon in ogni curva ci costringe ad innumerevoli soste ‘fotografiche’, possibili anche per il ridotto ingombro delle moto. Durante questo percorso ricevo la telefonata da casa che mi costringe a separarmi dagli amici a Coms-s-Artuby: loro proseguono verso sud per raggiungere l’autostrada che li porterà a Montecarlo io proseguo verso est sino a raggiungere la N85 verso Digne. Digne che però non raggiungo perchè alla fine dell’abitato dei Castellane vedo un invitante cartello ‘Col d’Allos ouvert), la cosa mi incuriosisce, dalla cartina vedo che la strada mi porterebbe a seguire il Verdon sino alle sorgenti (sotto il Col d’Allos appunto) senza particolari allugamenti di percorso, non mi resta che prenderla! IL percorso è veramente appagante (senza le punte paesaggistiche delle gole, ma veramente bello), Il primo incontro è con il lago di Castillon, artificiale, dove l’ azzurro dell’acqua (tipico colore di scioglimento delle nevi) ha sostituito il verde del cañon (questo colore dovrebbe essere causato dalle particelle chiare di calcare delle rocce che rimangono nell’acque che riflettono il verde della vegetazione (vegetazione in parte composta dal bosso, che ha un legno durissimo da cui si ricavano manici per coltelli). Alla fine nel lago ovvero a St Andrè les Alpes, entro nella Val d’Allos attraverso la D955 prima e la D908 dopo, valle che termina nella stazione sciistica di La Foux d’Allos sotto il col d’Allos ma che prima del termine regala il paese fortificato di Colmars. Il colle, tipicamente alpino, è a quota 2250, la discesa successiva , che porta a Barcelonnette, è molto ripida, stretta e poco protetta , e mi sento di consigliare di percorrere questo percorso al contrario perché condizioni di asfalto non asciutto o di traffico domenicale potrebbero rappresentare un serio pericolo per le due ruote. A Barcelonnette le scelte per il ritorno verso Torino possono essere varie: verso Cuneo ovvero Col della Maddalena (o di Larche per i francesi), verso Briancçon attraverso il Col de Vars prima e il Col del l’Izoard dopo, ma nuvole cariche di pioggia verso questo percorsi mi consigliano di ripiegare verso Gap ovvero verso il lago di Serre Ponçon, questo lato del lato è forse il più bello e ne consiglio senz’altro la visita. Arrivato al lago incontro la prima pioggia delle giornata (poca e di breve durata per fortuna), a questo punto non mi resta che puntare verso Briançon – Torino, che raggiungo verso le 17:30

La zona
Basta prendere in mano una cartina per capire che chi abita in Piemonte ha subito oltralpe un parco di divertimento ‘scooteristico’ (e motociclistico ovviamente) di enorme potenzialità: molti colli di confine (alcuni chiusi nel periodo invernale), come Col di Tenda, del Monginevro, del Moncenisio, della Maddalena ma anche colle della Scala, dell’Agnello, della Lombarda, molti colli interamente francesi, Izoard, Galibier, Bonette, Croix de Fer, Glandon e così via, laghi (Serre Ponçon, Moncenisio, dela Croix etc), strade secondarie (gialle o addirittura bianche sulla cartina Michelin), il tutto unito all’ottima ricettività (alberghi, gites d’etape, rifuci, campeggi, il tutto a buoni prezzi). Occorre anche tenere conto, ma qui basta uscire dall’Italia, della completa assenza di limiti di velocità ‘stupidi’: non è, come purtroppo da noi, d’uso comune mettere limiti ai 50 km/h in strade deserte solo per fare multe ogni tanto, i limite extra urbano è 90 km/h , solo subito prima dei paesi viene messo a 70 e poi a 50 per lo stretto necessario, in questo modo si è invogliati a rispettarli proprio perché se ne capisce l’utilità.
La zona ha poi come naturale collegamento la Costa Azzurra raggiungibile attraverso strade bellissime. Montecarlo è quindi a due passi, questa volta non ho potuto, ahimè, arrivarci ma si tenga presente che anche nei giorni del Gran Premio (specialmente per le prove che sono ad un prezzo accettabile) si riesce a parcheggiare comodamente gli scooter, al limite, come facciamo in genere noi, cercare di ottimizzare il loro numero ovvero arrivando in albergo (non a Montecarlo!) con tutte le moto e poi a Montecarlo in due per mezzo.

Testo e foto by: Enrico Ruggeri


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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