| Due giorni,
752 km, ed un viaggio da fare (meglio) al contrario
Doveva essere un viaggio come ne ho già fatti
altri : andare a vedere con amici le prove del gran
premio di Montecarlo aggiungendo un giorno per una
divagazione del Verdon, giovedì, venerdì
e sabato, ma una telefonata il venerdì mattina
mi costringeva ad un ritorno anticipato (dovevo
essere a Torino alle 18), il ritorno da solo si
è comunque trasformato in un fantastico viaggio
di scoperta.
Primo giorno,
24 maggio
Appuntamento alla stazione di servizio Rivoli Nord
all’uscita della tangenziale di Torino verso
Bardonecchia, il gruppo era eterogeneo non solo
come mezzi (io ero il solo scooter) ma anche come
provenienza e questa era la soluzione che accontentava
tutti.
A gruppo riunito prendiamo l’autostrada A32
(Torino – Bardonecchia) sino al raccordo per
Cesana – Monginevro, proseguiamo sino a Claviere
dove facciamo un po’ di spesa per un pranzo
al sacco, beviamo un caffè e proseguiamo
verso Briançon dove vediamo i preparativi
per l’arrivo della tappa del Giro d'Italia,
seguiamo l’indicazione verso Gap ovvero la
statale che passando da Embrun porta sino al lago
di Serre-Ponçon, lago che attraversiamo in
direzione Gap passando sul lungo ponte. Subito dopo
il primo paese, Chorges, prendiamo la deviazione
verso Tallard / Sisteron, deviazione molto bella
che tralaltro consente di evitare Gap di solito
trafficata.
Giunti a Tallard giriamo a sinistra nel parcheggio
per andare a prendere una piccola strada che consente
di seguire una piccola strada sulla sponda sinistra
(orografica) della Durance che porta a Sisteron:
è una deviazione da me collaudata più
volte anche in bicicletta, consente di togliersi
dalla statale e percorrere una bella strada in mezzo
ai campi coltivati (nessun benzinaio sino a Sisteron).
Giunti a Sisteron (molto bella) proseguiamo verso
Manosque dove, superato il centro, giriamo a sinistra
verso Valensole (meta di transumanza delle pecore
della Crau): usciti da Manosque la strada diventa
assolutamente magnifica sia paesaggisticamente (fra
qualche settimana fiorirà la lavanda!) sia
motociclisticamente, le strade stupende, con buon
fondo e poco trafficate invitano ad un andatura
allegra ed appagante. Le stesse caratteristiche
stradali si trovano nel tratto tra Valensole a Moustier
St Marie (un po’ la patria della lavanda).
Siamo quasi arrivati, la meta del nostro primo giorno
è un albergo a Le Salles sur Verdono, ovvero
in riva al lago di raccolta delle acque del Verdon
all’uscita della parte più famosa del
cañon omonimo, proprio in questo lago facciamo
una gita, prima di cena, con risalita in barca elettrica
delle gole. Il paese di Le Salles fu completamente
distrutto da un innalzamento del lago nel 1973 per
cui ora il paese, microscopico, è tutto rifatto;
questo non toglie che sia particolarmente piacevole
passeggiarci dentro ma la fame accumulata ci fa
decidere di fondarci in un ristorantico che si è
dimostrato ottimo.
Secondo giorno,
25 maggio
Sveglia alle 8, breve passeggiata in riva al lago
e colazione all’aperto, la giornata è
bella e certamente più fresca del giorno
prima dove si sono abbondantemente superati i 30
gradi.
Alcuni di noi, io compreso, avevano gia fatto la
sponda destra orografica del cañon, decidiamo
di seguirlo con la D19 (in giallo sulla cartina
Michelin). Il paesaggio è straordinario,
un nuovo scorcio del Verdon in ogni curva ci costringe
ad innumerevoli soste ‘fotografiche’,
possibili anche per il ridotto ingombro delle moto.
Durante questo percorso ricevo la telefonata da
casa che mi costringe a separarmi dagli amici a
Coms-s-Artuby: loro proseguono verso sud per raggiungere
l’autostrada che li porterà a Montecarlo
io proseguo verso est sino a raggiungere la N85
verso Digne. Digne che però non raggiungo
perchè alla fine dell’abitato dei Castellane
vedo un invitante cartello ‘Col d’Allos
ouvert), la cosa mi incuriosisce, dalla cartina
vedo che la strada mi porterebbe a seguire il Verdon
sino alle sorgenti (sotto il Col d’Allos appunto)
senza particolari allugamenti di percorso, non mi
resta che prenderla! IL percorso è veramente
appagante (senza le punte paesaggistiche delle gole,
ma veramente bello), Il primo incontro è
con il lago di Castillon, artificiale, dove l’
azzurro dell’acqua (tipico colore di scioglimento
delle nevi) ha sostituito il verde del cañon
(questo colore dovrebbe essere causato dalle particelle
chiare di calcare delle rocce che rimangono nell’acque
che riflettono il verde della vegetazione (vegetazione
in parte composta dal bosso, che ha un legno durissimo
da cui si ricavano manici per coltelli). Alla fine
nel lago ovvero a St Andrè les Alpes, entro
nella Val d’Allos attraverso la D955 prima
e la D908 dopo, valle che termina nella stazione
sciistica di La Foux d’Allos sotto il col
d’Allos ma che prima del termine regala il
paese fortificato di Colmars. Il colle, tipicamente
alpino, è a quota 2250, la discesa successiva
, che porta a Barcelonnette, è molto ripida,
stretta e poco protetta , e mi sento di consigliare
di percorrere questo percorso al contrario perché
condizioni di asfalto non asciutto o di traffico
domenicale potrebbero rappresentare un serio pericolo
per le due ruote. A Barcelonnette le scelte per
il ritorno verso Torino possono essere varie: verso
Cuneo ovvero Col della Maddalena (o di Larche per
i francesi), verso Briancçon attraverso il
Col de Vars prima e il Col del l’Izoard dopo,
ma nuvole cariche di pioggia verso questo percorsi
mi consigliano di ripiegare verso Gap ovvero verso
il lago di Serre Ponçon, questo lato del
lato è forse il più bello e ne consiglio
senz’altro la visita. Arrivato al lago incontro
la prima pioggia delle giornata (poca e di breve
durata per fortuna), a questo punto non mi resta
che puntare verso Briançon – Torino,
che raggiungo verso le 17:30
La zona
Basta prendere in mano una cartina per capire che
chi abita in Piemonte ha subito oltralpe un parco
di divertimento ‘scooteristico’ (e motociclistico
ovviamente) di enorme potenzialità: molti
colli di confine (alcuni chiusi nel periodo invernale),
come Col di Tenda, del Monginevro, del Moncenisio,
della Maddalena ma anche colle della Scala, dell’Agnello,
della Lombarda, molti colli interamente francesi,
Izoard, Galibier, Bonette, Croix de Fer, Glandon
e così via, laghi (Serre Ponçon, Moncenisio,
dela Croix etc), strade secondarie (gialle o addirittura
bianche sulla cartina Michelin), il tutto unito
all’ottima ricettività (alberghi, gites
d’etape, rifuci, campeggi, il tutto a buoni
prezzi). Occorre anche tenere conto, ma qui basta
uscire dall’Italia, della completa assenza
di limiti di velocità ‘stupidi’:
non è, come purtroppo da noi, d’uso
comune mettere limiti ai 50 km/h in strade deserte
solo per fare multe ogni tanto, i limite extra urbano
è 90 km/h , solo subito prima dei paesi viene
messo a 70 e poi a 50 per lo stretto necessario,
in questo modo si è invogliati a rispettarli
proprio perché se ne capisce l’utilità.
La zona ha poi come naturale collegamento la Costa
Azzurra raggiungibile attraverso strade bellissime.
Montecarlo è quindi a due passi, questa volta
non ho potuto, ahimè, arrivarci ma si tenga
presente che anche nei giorni del Gran Premio (specialmente
per le prove che sono ad un prezzo accettabile)
si riesce a parcheggiare comodamente gli scooter,
al limite, come facciamo in genere noi, cercare
di ottimizzare il loro numero ovvero arrivando in
albergo (non a Montecarlo!) con tutte le moto e
poi a Montecarlo in due per mezzo.
Testo e foto by: Enrico
Ruggeri
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