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SCHEDA
Cilindrata: 264 cc
Peso: 164 kg
Velocità: ND
Potenza: 15,2 kW
Norme: Euro 2
Prezzo: 4.490 F.P.

 

 

 

 

 

 

 

 

 · MBK KILIBRE 300
22/01/04
TEST Fabio Scotti
pag. 5/5
Vedi anche: Anteprima , Descrizione, Test su strada, Prova Fabio jacopin

HIGH SCOOTER
Siete alti quanto un giocatore di basket e sui maxiscooter avete le ginocchia in bocca?
Non preoccupatevi: non siete più costretti ad acquistare la moto da enduro, perché MBK ha pensato anche a voi: ecco il Kilibre 300 (gemello di Yamaha Versity), dedicato a chi sullo scooter si sentiva sprofondare come sulla poltrona di casa. Il rovescio della medaglia è che questo veicolo è vivamente sconsigliato a chi non raggiunge il metro e 70 di statura.

La linea è originale e inconfondibile, con la parte anteriore che non ricorda nessun altro scooter.
Le finiture sono adeguate al prezzo, ma inferiori al modello di riferimento della categoria: il “cugino” MBK Skyliner – Yamaha Majesty 250. E’ sufficiente confrontare la qualità delle plastiche, la verniciatura dei cerchi ruota, i blocchetti elettrici e la precisione degli accoppiamenti per rendersi conto che il Kilibre è un modello più economico, allineato alla media della concorrenza. Tuttavia, è bene precisare che i modelli più recenti hanno beneficiato di migliorie.

La strumentazione è molto completa e comprende il termometro della temperatura ambientale, due contachilometri parziali e il voltmetro, ma non cede alla moda del contagiri, strumento con funzioni prevalentemente estetiche su un veicolo dotato di cambio automatico. Purtroppo il funzionamento dei tre strumenti analogici si è rivelato incerto ed approssimativo, come talvolta accade per le strumentazioni gestite elettronicamente.

La fanaleria è efficace, ma, inspiegabilmente, la doppia parabola dei fari anteriori non è fissata rigidamente: ciò determina uno strano effetto tremolante del fascio luminoso, amplificato in presenza di asperità del manto stradale.

Il difetto indiscutibile di questo scooter è la scarsa capacità di carico: ad un vano anteriore di dimensioni ordinarie, si accompagna un sottosella capace di contenere solo un casco integrale e nient’altro; assolutamente impossibile tentare di riporvi una borsa ufficio, ancorché morbida, che si può invece ancorare ad un gancio posto sullo scudo anteriore; nessuna traccia infine di una luce di cortesia.
Sulla parte sinistra del retroscudo, trova posto un piccolo cassettino, in grado di contenere il bloccadisco ed il biglietto autostradale; meglio però non utilizzarlo a questo scopo in una giornata di pioggia intensa, perché lo sportello è privo di guarnizione (inoltre, sull’esemplare in prova, presentava difetti di chiusura).

La sella si solleva automaticamente, ma non abbastanza da agevolare il rifornimento di carburante: effettuare un pieno risulta un’operazione piuttosto difficoltosa, anche perché è necessario portare la pompa in prossimità dell’orlo del bocchettone.
Inoltre, la chiusura della sella è un’operazione che richiede notevole perizia, in quanto è indispensabile individuare il punto preciso su cui premere, altrimenti ogni tentativo risulta assolutamente vano; io ho risolto il problema sedendomi.

Alla guida di questo scooter, la dote che si manifesta immediatamente è l’agilità davvero elevata: il risultato è ancor più sorprendente se si tiene conto delle ruote di grossa sezione e di diametro relativamente elevato (le misure sono simili a quelle del superdotato Yamaha T Max).
Gran parte del merito di questo risultato va attribuito alla posizione di guida, elevata ed eretta, di stampo enduristico, priva di appoggio lombare ma con braccia notevolmente angolate, tanto che non è neppure possibile distenderle per caricare parte del peso sul manubrio: ne consegue un’eccellente manovrabilità, anche se alla lunga la schiena può risentire del carico ed accusare qualche indolenzimento.

Il passeggero gode di una porzione di sella molto estesa e posta quasi allo stesso livello del pilota; le sue pedane sono ben realizzate e poste alla giusta distanza dalla sella; tuttavia, il tacco sinistro del passeggero interferisce con la leva del cavalletto centrale.
Altra conseguenza positiva della posizione di guida elevata è l’elevata visibilità, anche se parzialmente limitata dal grande parabrezza fumé, molto alto per garantire al pilota un’ottima protezione aerodinamica.
Le dimensioni compatte agevolano il parcheggio negli spazi angusti riservati alle due ruote, mentre il peso contenuto non mette in soggezione chi ha un minimo d’esperienza con gli scooter targati.

Il motore non è un vero 300 (264cc), ma è il più brillante 250 in circolazione, garantendo sempre ottime doti di accelerazione e ripresa, dovute alla notevole dose di coppia erogata ai bassi regimi.
In città è quindi possibile schizzare al semaforo lasciandosi dietro tutte le auto, ma senza dare l’impressione di “tirare” troppo; i sorpassi sono sempre rapidi e sicuri.
Viaggiando a tutto gas in autostrada, il modello da noi provato manifestava, occasionalmente brusche perdite di potenza, con tendenza allo spegnimento, superate semplicemente riducendo il gas.

L’assorbimento delle asperità della strada è efficace per le sconnessioni di piccola entità, mentre non lo è altrettanto per le buche più profonde ed i dossi più sporgenti; sembra che le sospensioni posteriori lavorino su due livelli nettamente distinti, comportandosi diversamente a seconda del minore o maggior grado di compressione.

I freni sono potenti, ma il disco posteriore manifesta un’eccessiva tendenza al bloccaggio, anche su fondi stradali ruvidi e perfettamente asciutti; un sistema di frenata integrale potrebbe ridurre notevolmente il fenomeno.

Il prezzo è adeguato alla cilindrata ed alla qualità generale. Per emergere, il Kilibre si propone come un prodotto innovativo che non si sovrappone ad altri modelli della casa produttrice. Compatto, brillante e sicuro, per incontrare il meritato successo commerciale dovrebbe risolvere qualche problema di gioventù, un obiettivo alla portata del marchio MBK/Yamaha.

Testo: Fabio Scotti
Foto: Monica Il Grande

 

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NOTA BENE
È di questi giorni la notizia che i prodotti Mbk non saranno più distribuiti in Italia, quindi questa prova sembrerebbe rivolgersi solo ai possibili acquirenti di modelli usati, in realtà il giudizio è tranquillamente estendibile al gemello Yamaha Versity 300 che differisce esclusivamente nel marchio e nelle colorazioni.

 

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco: Nolan N100E
Giacca: Spidi 'Perfetto'
Guanti: Tucano Urbano 'Rex'

 

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