| Alle ore 9:00 siamo
attenti al briefing di presentazione del giro-test. Alle
9:30 viene distribuito il road book, il casco coordinato
Kilibre ed il kit antipioggia, sì perché anche
sulla costiera Amalfitana piove e naturalmente lo fa proprio
oggi.
Niente paura, appena issati in sella con il coordinato
antipioggia ecco che le gocce smettono di scendere (un
classico accaduto ad ogni moto/scooterista) per lasciare
il posto ad una giornata un po' uggiosa ma, fiduciosi,
partiamo.
POSIZIONE IN SELLA
La salita in sella non è delle più agevoli,
ma ci viene subito comunicato che la versione definitiva
sarà 25mm più bassa e
più svasata, quindi più agevole anche
per chi ha le gambe meno lunghe. Il manubrio invece è
più basso rispetto alla media dei maxiscooter e non
troppo lontano dal busto, che non è quindi portato
ad infossarsi, mentre le gambe si piegano ad angolo retto.
Una posizione piuttosto 'motociclistica',
ma anche vicina a quella che si assume alla guida del
Tmax.
La strumentazione risulta
ben visibile ed invita a giocare con il computerino di
bordo per visualizzarne le varie funzioni.
Gli specchi sono a portata
di 'colpo d'occhio' e mostrano una buona porzione di strada.
Nessuna interferenza fra il retroscudo e le ginocchia.
Nei movimenti da fermo non è proprio una libellula,
visto che, in ordine di marcia, il peso supera i 170
kg.
COSTIERA AMALFITANA
Non abbiamo suddiviso la prova nelle consuete condizioni
d'utilizzo, perché la prova effettuata mancava degli
ingorghi urbani, degli slalom sulla tangenziale intasata,
di lunghe sgroppate autostradali e di sessioni a limare
i cavalletti, ma speriamo di avere per le mani, appena
possibile, uno dei primi esemplari definitivi, per metterlo
alla frusta su qualche migliaio di chilometri.
Detto questo, la costiera ci ha offerto splendide curve
e stretti tornanti, continui saliscendi ed un fondo stradale
fra i più vari. Prevalentemente scivoloso, ma anche
pieno di buche, con tratti di asfalto 'rigato' ed anche
un paio di chilometri sterrati, in attesa del nuovo manto
bituminoso. Tutte condizioni che non sono riuscite a mettere
in difficoltà il Kilibre, grazie alla consistenza
del reparto sospensioni,
sempre in grado di digerire le irregolarità senza
mai risultare né flaccido né secco. Credo che
anche il pavé e le nostre martoriate metropoli non
riusciranno a metterlo in difficoltà.
La posizione di guida, piuttosto
dinamica e centrata rispetto alle masse del veicolo, aiuta
a guidare con disinvoltura e 'sopraelevati'.
Va detto che pur impegnandomi non sono riuscito a superare
la velocità indicata di 100km/h, non certo per carenza
del mezzo, ma semplicemente per 'mancanza di rettilinei'.
La velocità massima indicata dovrebbe essere comunque
intorno ai 135km/h.
Sia l'accelerazione da fermo
che la ripresa sono corpose
e per tutto il test, non ho sentito la mancanza di qualche
kW in più.
Il motore gira sempre ad
un regime ridotto di giri, nonostante ciò la spinta
è sempre sostenuta e si passa velocemente da una
curva all'altra.
Il reparto freni mi è
parso meno a punto, con l'anteriore dalla corsa ridotta
e non molto incisivo, mentre il posteriore è modulabile
e potente, tanto da arrivare, volendo, al bloccaggio.
Complice di ciò la condizione dell'asfalto, che in
numerosi punti è veramente insidioso, con una superficie
quasi lucida.
In particolare la discesa che porta a Marina del Cantone
è piuttosto impegnativa o, volendo, anche divertente.
Giocando con il freno posteriore e l'acceleratore non
è difficile guidare in stile 'supermotard'
con il posteriore che scoda entrando di curva e che sgomma
in accelerazione a moto, pardon scooter, ancora inclinato.
Merito della sensibilità offerta dal reparto ciclistico.
Nei tratti con aderenza più consistente ho potuto
verificare la buona maneggevolezza
e la velocità d'inserimento in curva,
salvo una leggera tendenza ad allargare con l'anteriore,
con il quale non sono riuscito ad instaurare una confidenza
completa.
Inutile dire che nelle curve più allegre, il cavalletto
centrale ha comunque subito l'erosione dell'asfalto, cosa
che, in un utilizzo più consono, dovrebbe capitare
più raramente.
PROTEZIONE
Il parabrezza solidale al
manubrio, viste le velocità in gioco, non dovrebbe
dare problemi di stabilità, in compenso, essendo
vicino al pilota, risulta molto protettivo, fino alla
mentoniera del casco, e riesce anche a deviare parte del
flusso dalle mani.
Non altrettanto esteso lo scudo,
per essere compatto ed agile nel traffico, però può
essere integrato con gli appositi deflettori.
Per i più freddolosi ricordiamo anche le muffole
e la copertina opzionali.
PASSEGGERO
La porzione di sella è adeguata, le belle pedane
non troppo vicine e lo sbalzo rispetto al pilota contenuto.
Direi che assieme agli ammortizzatori a lunga escursione,
le premesse di comodità ci sono tutte, ma vi sapremo
dire in dettaglio...
CONCLUSIONI DINAMICHE
Alla fine del giro di quasi 100km, confesso di non aver
avuto nessuna voglia di scendere e di essermi divertito
come con pochi altri scooter.
In effetti l'impostazione di guida,
spinge ad una condotta spigliata, ricorda un po' le enduro
stradali. Questo non significa che non si possa circolare
in souplesse, ma volendo il Kilibre ha le carte per divertire.
Il propulsore se l'è
cavata egregiamente in questo contesto, dove la ripresa
contava più della punta velocistica, siamo curiosi
di metterlo alla frusta sul veloce.
Superiore alla media il reparto sospensioni,
sia sulla carta che alla prova dei fatti.
Da verificare, nella versione definitiva, la regolazione
dei freni e l'altezza sella,
che in questo esemplare, non sono esenti da critiche.
Anche per la guida 'sportiva'
sarebbe necessario un 'ripasso', su strade note e dal
grip più sicuro, per esprimere un parere maggiormente
circostanziato.
CONCLUSIONI FINALI
Un veicolo differente nell'impostazione,
nell'immagine e, come abbiamo visto, differente anche
nella conduzione dinamica. Il tutto senza stravolgere
il concetto di scooter eclettico
e sufficientemente economico, da utilizzare 365 giorni
all'anno.
Qualità costruttiva e piacere di guida i plus più
evidenti, spazio bagagli contenuto ed omogeneità
freni, i nei.
A gennaio inizieranno le consegne, MBK ci crede molto
e stima di immatricolarne 5000, noi pensiamo che possa
ricoprire il ruolo di outsider,
andando a colpire tutti coloro che amano distinguersi
senza apparire. Peraltro Kilibre non è per nulla
solo apparenza, ma uno scooter assolutamente concreto
e proposto ad un prezzo fra i più bassi del combattuto
segmento 250cc, fra cui può giocare una manciata
di centimetri cubici in più.
Testo&tester: Fabrizio
Villa
Foto: ufficiali MBK
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