| Una bella e completa
presentazione quella che si è tenuta nei giorni
scorsi fra Bologna e Rimini, dedicata ad un veicolo che
segna una tappa fondamentale nella storia Malaguti: il
completamento di una gamma che spazia da 50 a 500cc, con
declinazioni attente ai numerosi target di mercato.
Per il lancio di SpiderMax GT 500 si è
mobilitato il vertice dell'Azienda bolognese capitanato
da Antonino Malaguti, figlio
dell'omonimo fondatore e attuale General Manager Sales,
Marketing & Operation, che per due giorni ci ha accompagnato
nella visita agli stabilimenti, al centro progettazione
e nella piacevole cornice di partenza dei test su strada.
Un'opportunità, quella di poter conversare con
il titolare di un'Azienda dalle dimensioni e storia di
Malaguti, che deriva dall'essere una delle poche 'family
company' italiane delle due ruote (rimaste...).
In una società sempre più parcellizzata
e mondializzata, con produzioni sparse in tutto il mondo
e organigrammi dirigenziali labirintici, la semplicità
e velocità decisionale di un realtà come
Malguti può rappresentare un vantaggio competitivo.
Presidente, General Manager Produzione e G.M. Finanza
sono infatti tre componenti della stessa famiglia.
Antonino Malaguti si mostra orgoglioso della solida
situazione finanziaria dell'Azienda nel corso degli
anni, gli stessi che hanno visto il fallimento e le crisi
finanziarie di praticamente tutti i concorrenti nazionali.
E adesso si punta a crescere: come gamma, come immagine
(partecipando al mondiale velocità 125) e come
penetrazione nei mercati esteri (20% di fatturato in più
ogni anno dal 2001 ad oggi).
Con l'imminente fusione fra i gruppi Piaggio ed Aprilia,
Malaguti si trova ad essere la terza
Azienda italiana di settore, dopo Ducati (con cui
esiste una collaborazione per la commercializzazione veicoli
con grafiche Ducati corse), un polo importante se vogliamo
mantenere quella pluralità di attori che fa sempre
bene al mercato.
Ma veniamo a SpiderMax 500: da quali input
nasce e quali obiettivi si pone, ce lo illustra il Responsabile
Marketing Roberto Martini.
"Il progetto con il nome in codice 'B2', nasce nel
2000 da un'attenta analisi di mercato che individua da
subito le linee guida del top di gamma bolognese: ruote
alte, telaio in alluminio e spazio per due caschi nel
sottosella, utilizzo confortevole per il turismo anche
in due senza dimenticare la maneggevolezza nei centri
urbani".
Come dire il 'veicolo ideale' e per confermare questa
tesi si pone l'attenzione sulla misura
d'interasse, contenuta in 1490mm, di gran lunga
inferiore ai competitor della sua categoria, elemento
chiave per garantire la necessaria maneggevolezza urbana.
Questa caratteristica, è stata possibile proprio
grazie alle ruote di grande diametro
ed alla rigidità del telaio
in pressofusione d'alluminio e, non ultima, all'utilizzo
di una forcella di tipo motociclistico
con doppia piastra, un'esclusività fino ad ora
riservata a Yamaha Tmax e Suzuki Burgman 650.
"Contemporaneamente si è lavorato sullo stile,
alla ricerca di un'immagine inconfondibile, come per tutti
i prodotti Malaguti e di dotazioni e finiture 'prelevate'
dal mondo dell'automobile".
Per approfondire la nascita di 'B2' ci
siamo recati alla Engines Engineering
che, fin dal mitico 'Fifty', progetta e sviluppa tutti
i modelli Malaguti e con cui esiste un rapporto di collaborazione
che sfocia in un rapporto d'amicizia fra i titolari. Ed
è proprio il presidente Alberto
Strazzali che ci illustra le varie fasi di sviluppo,
dai primi bozzetti, alle successive simulazioni al computer,
fino alle maquette a dimensioni reali. Interessante notare
che fra i modelli considerati di riferimento, oltre a
tutti i maxi da 400 a 650cc, si sia considerata anche
quell'Honda Pacific Coast 800 che possiamo considerare
un'ispiratrice dei moderni mega-scooter. L'obiettivo di
SpiderMax infatti è di coniugare la praticità
di uno scooter alle doti dinamiche di una moto turistica.
Per completare il quadro non poteva mancare
una visita nello stabilimento di Castel San Pietro Terme,
sulla linea di montaggio
dove vengono assemblati i B2 ormai diventati SpiderMax.
La capacità produttiva è di circa 50-60
veicoli al giorno e in questo momento si sta lavorando
a pieno ritmo per completare le consegne nei concessionari
di tutta Europa.
Interessante notare che gran parte della componentistica
è realizzata internamente da Malaguti ed il resto
affidato nella quasi totalità a fornitori italiani
ed europei.
Finora non abbiamo parlato del motore
che non poteva che arrivare, con tanto di tagliando di
collaudo, dalla vicina Piaggio. È proprio da quest'ultimo
che inizia l'assemblaggio vero e proprio, fino ad arrivare
al collaudo a fine linea.
Una delle fasi di lavorazione più impressionanti
è quella dello stampaggio delle plastiche che avviene
tramite potentissime presse che utilizzano stampi di alluminio
da svariate tonnellate!
P.S.: non siamo
sicuri di essere autorizzati a dirlo, ma nei pressi dell'Azienda
abbiamo avvistato un prototipo a ruote alte camuffato
con parti di Madison e plastiche varie: che Malaguti si
appresti ad entrare nel settore ruote alte da 200-250cc?
Stiamo indagando...
A questo punto, prima del test su strada,
non manca che una dettagliata descrizione statica del
veicolo...
Testo: Fabrizio Villa
Foto: Originali Malaguti, Alex
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