| Abbiamo testato questo atteso modello
per oltre trecento chilometri,
in città, in autostrada e sulle colline dell'Oltrepò
per non farci sfuggire nessun aspetto.
Scendiamo dal cavalletto centrale e ci accomodiamo in
sella, la posizione è
quella 'classica', non tanto 'sdraiata' come sul vecchio
CN, ma neppure così seduta come sul Foresight,
un buon compromesso che consente di allungare le gambe
in avanti, ma permette anche una posizione più
'attiva' caricando maggiormente il manubrio, che ci è
sembrato leggermente basso. I movimenti da fermo evidenziano
un certo peso, ma la svasatura della pedana e la sella
sufficientemente bassa aiutano anche i 'neofiti'.
Accendiamo il motore, ricordandoci di tirare ben a fondo
il freno di sinistra, e quasi non ci accorgiamo del suo
pulsare, tanto è discreto,
sia a livello di vibrazioni, che di tonalità allo
scarico.
Apriamo il 'gas' ed eccoci alle prese con il traffico
milanese; appena partiti, quella sensazione di pesantezza
avvertita da fermi si dissolve completamente e l'avantreno
risulta agile e leggero,
trasmettendo l'esatta misura di dove si mette la ruota;
la 'prova inversione' è superata con assoluta disinvoltura
e lo slalom fra le auto non pone particolari problemi
se non per la discreta larghezza e con un occhio alle
frecce anteriori leggermente sporgenti.
Accelerando a fondo lo spunto
non manca, accompagnato però da qualche fremito
della trasmissione, ma si stempera intorno ai 40-60 km/h
per poi riprendere al salire dei giri; l'effetto 'tre
marce' promesso dall'innovativo variatore,
in effetti non si avverte, se non per una sorta di vuoto
nella progressione alla velocità citata, una piccola
delusione.
Il reparto freni, che in
città viene sollecitato di continuo, forse anche
più dell'acceleratore si comporta ottimamente,
come del resto ci aspettavamo! A fronte di una certa pressione
sulle leve, la decelerazione è progressiva e con
l'aiuto del freno destro, si 'chiude' con una certa autorevolezza;
ci ha stupito l'assenza di vibrazione alle leve, tipica
di quando entra in funzione l'ABS,
si avverte davvero solo in casi estremi e ci fa dimenticare
di essere assistiti da un sistema così evoluto,
sicuri però della sua efficacia al momento opportuno.
Le sospensioni lavorano
bene sulle piccole asperità, ma per via della ridotta
escursione, tipica della maggior parte degli scooter,
nelle strade milanesi, devastate da continui cantieri
e buche mal riparate, purtroppo possono poco, e anche
la prova pavé è superata con una certa sofferenza
del 'posteriore'.
Presa confidenza con il mezzo, inseriamo il sistema "Auto
Idle Stop" con il pulsante sul cruscotto:
arrivati al semaforo, una volta fermi, il motore si spegne
da solo, ma un riflesso inconscio ci porta a riaprire
il gas, con il risultato di un'immediata riaccensione.
Per chi ha guidato mezzi un po' scorbutici, con la tendenza
a spegnersi sotto un certo numero di giri, viene naturale
dare qualche colpetto di gas per tenere il motore a regime,
con il Jazz, niente di tutto ciò, il motore è
di una regolarità
impressionante, si spegne e riparte in una frazione di
secondo e dopo qualche semaforo il meccanismo è
del tutto assimilato, non altrettanto dagli altri scooteristi
affiancati al semaforo, che osservano la nostra tranquillità
mentre il motore che si spegne e rimangono ancora più
stupiti nel vederci schizzare via, come se niente fosse,
al semaforo verde. Non l'abbandoneremo più.
Ci buttiamo in tangenziale per saggiare il Jazz sulle
'note alte'; via quindi a tutta
manetta, non si può dire che la progressione
ci 'schiacci al sedile', anzi, a dire la verità,
ci saremmo aspettati qualcosa di più; come detto
il motore sale di giri, ma accusa un leggero rallentamento
per poi riprendersi dopo il 'cambio di marcia', da qui
la velocità sale con costanza fino ai 120-125 km/h
e, spremendo a fondo l'acceleratore, con un buon lancio,
siamo anche riusciti a vedere i 135
km/h indicati, con il contagiri in zona rossa,
un bel passo avanti rispetto al predecessore. La stabilità
è buona sul dritto, mentre nei curvoni, affrontati
'in pieno', si manifesta qualche leggera oscillazione,
anche in questo caso il miglioramento rispetto al Foresight
è comunque tangibile.
La protezione aerodinamica
è buona per il busto e anche il casco è
abbastanza isolato da turbolenze aerodinamiche; più
esposte invece le gambe, per via del vento che tende a
circolare dietro allo scudo. La posizione di guida dovrebbe
garantire il sufficiente comfort per le lunghe distanze,
anche grazie al morbido schienale, purtroppo non è
possibile distendere le gambe e anche le braccia risultano
un po' flesse, insomma non si sta 'sprofondati' come sul
CN, ma per molti è un pregio.
Arrivati alle prime colline, ci accorgiamo come il motore
non soffra molto le pendenze, frulla solo ad un regime
più elevato. Sul misto ci si possono togliere delle
belle soddisfazioni, l'ingresso in curva è immediato
e le correzioni sono sempre possibili, anche le 'esse'
non sono un problema e non abbiamo strisciato alcunché
anche nelle pieghe più accentuate. Si sente solo
la mancanza di qualche cavallo per 'sostenere' lo scooter
in uscita di curva. Qualche problema, come detto, sullo
sconnesso che porta a qualche saltellamento di troppo.
Cercando le migliori strade per il raduno
di Rovescala, abbiamo apprezzato la presenza del freno
a mano nelle soste in pendenza e dell'autospegnimento
per consultare comodamente la cartina, senza consumare
inutile benzina e godendo il silenzio del bucolico panorama
circostante.
L'analisi da parte del passeggero,
risulta positiva in città e nelle paciose strade
provinciali, dove la posizione elevata offre una buona
visibilità, vantaggio che ci si ritorce contro
in caso di tratti autostradali alla massima velocità
dove il vento ci investe, richiedendo un certo sforzo
per rimanere in posizione, vista anche l'assenza di un
appoggio per la schiena. Se poi il passeggero pesa oltre
cento chili, come nel nostro caso, sia il bilanciamento
di guida che le prestazioni, ne fanno le spese, ma vi
auguriamo di accompagnarvi con partner meno 'esagerati'
anche se dovrete rinunciare alla simpatia del nostro tester
Sergio. Le pedane sono troppo spigolose e mal si abbinano
a calzature non 'tecniche' oltre a risultare macchinose,
obbligando ad estrarle e riporle ad ogni occasione.
Usandolo senza particolari accortezze, anzi insistendo
abbastanza sulla 'manetta', da soli e in due, il consumo
rilevato è stato di 26 km/litro,
avrà anche influito il sistema di autospegnimento,
ma rimane un buon risultato.
Volendo, e dovendo, tirare le somme
ci troviamo di fronte a risultati discordanti: la linea
esclusiva e sportiveggiante infatti contrasta con la potenza
modesta e non esaltata dalla trasmissione; la guida è
piacevole ed equilibrata, caratterizzata dalla dolcezza
di erogazione, ma le sospensioni sono piuttosto brusche,
mentre i freni sono ottimi. Il comportamento in curva
è impeccabile a basse e medio-alte velocità,
mentre accusa qualche ondeggiamento a 'manetta'. Di riferimento
la qualità costruttiva e le esclusività
tecnologiche che ne fanno però lievitare il prezzo.
In riferimento al genere musicale di cui si fregia, lo
accomuneremmo ad un melodico Jazz-Fusion, più che
ad un frizzante Be Bop.
Ringraziamo Honda Italia e la concessionaria Sibimotor
di Milano per averci gentilmente messo a disposizione
il mezzo.
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