Una prova approfondita,
con oltre 2.500 chilometri
percorsi da tre tester che
si sono alternati in tutte le condizioni di guida, dal
traffico più congestionato alle stradine di montagna
fino ai veloci tratti autostradali.
Sarà che gli anni passano, che le aspettative sono
sempre maggiori e gli scooter si fanno più performanti,
fatto sta che il nostro giudizio, almeno su alcuni aspetti,
si è fatto un po' più critico, rispetto
alla prova
di tre anni fa, anche se l'adozione dell'ABS porta
indubbi vantaggi complessivi.
POSIZIONE IN SELLA
La sella è molto ampia ed ergonomica, oltre ad
offrire un'imbottitura al giusto mix fra morbidezza e
rigidità. È possibile avvicinare o allontanare
il poggiaschiena di un paio di centimetri, facendo scorrere
(svitando due bulloni) la porzione di sella dedicata al
passeggero.
Si assume una posizione eretta, appena inclinata in avanti,
per impugnare un manubrio leggermente più stretto
e basso della media. Le gambe stanno ad angolo retto e
pur non potendosi stendere, sfruttano le svasature anteriori
per cambiare posizione, durante le tappe più lunghe.
Il passeggero è in una delle condizioni più
favorevoli: si trova non troppo lontano, né sollevato,
rispetto al pilota, e poggia su di una sella ben conformata
e un poggiaschiena efficace. Ampie e solide le maniglie
e ottimamente posizionate anche le pedane retrattili.
Il quadro complessivo è molto positivo, se non
fosse che la sella è piuttosto alta e la sua conformazione
non aiuta certo a poggiare i piedi a terra. Diciamo che
sotto il metro e settantacinque non ci si trova del tutto
a proprio agio. In compenso è uno scooter che farà
la felicità dei più alti, che come i più
bassi, hanno spesso difficoltà nel trovare il mezzo
ideale.
Peso e baricentro elevati richiedono poi forza e malizia
nei movimenti a spinta. Anche per questo motivo servirebbero,
sia il freno a mano, che cavalletti più efficaci:
un laterale più comodo d'azionare stando in sella
ed un centrale con una leva più favorevole.
Ultima nota riguarda il rifornimento carburante: fermo
restando l'ottima capienza ed autonomia, per fare il pieno
occorre parcheggiare il veicolo, sollevare la sella (senza
fermo) e 'centrare' il piccolo bocchettone, riempiendolo
lentamente per evitare schizzi ed usando molta cura per
sfruttarne al massimo la capienza. Si può fare
di meglio.
ABS++
Sull'ABS circolano le 'leggende' più disparate,
c'è chi lo odia, chi lo ama, ma soprattutto molti
non sanno bene cosa sia e a cosa serve. Purtroppo e ci
spiace dirlo, fra questi ultimi spiccano per impreparazione
molti Concessionari...
Senza avere la pretesa di scrivere nulla d'inedito, proviamo
a riassumere la funzione dell'ABS con vantaggi e qualche
limite.
- A COSA SERVE
La superficie di contatto fra scooter e asfalto è
costituita da una ridotta porzione di gomma: è
solo questa a garantirci in tutte le situazioni, particolarmente
in accelerazione, frenata e curva. A complicare le cose,
la mescola dei pneumatici non può che essere un
inevitabile compromesso fra durata ed aderenza, mentre
il fondo stradale è il più vario ed imprevedibile
possibile, basti pensare a pavé e strisce pedonali,
per non parlare di quando ci si mettono anche le intemperie.
È la nostra esperienza di guida che a permetterci
di valutare quanto inclinare in curva e con che potenza
accelerare o frenare, in genere però lo facciamo
'per difetto', ovvero ci teniamo un certo 'margine' per
evitare sorprese. Questo ci consente di accelerare senza
sgommare, frenare senza arrivare al bloccaggio delle ruote
ed entrare in curva ad una velocità 'sostenibile'.
Tutto questo, quando è possibile, e con un margine
d'interpretazione 'spannometrico', visto che è
difficile valutare l'aderenza di un asfalto passandoci
sopra in velocità o immaginare fino a che punto
si possono frenare su una strada allagata dalla pioggia.
Naturalmente maggiore è la nostra esperienza, superiori
le probabilità di gestire positivamente gl'imprevisti,
fino ad arrivare alle acrobazie dei piloti che ammiriamo
in pista.
Ma come se la caverebbe anche un pilota professionista,
quando un automobilista distratto decidesse di non rispettare
uno stop? Probabilmente se la caverebbe con sangue freddo
ed una frenata controllata, ma chi di noi potrebbe fare
altrettanto?
L'ABS serve proprio a gestire le situazioni impreviste,
dove non esiste il tempo necessario ad impostare la frenata,
oppure il fondo stradale non offre l'aderenza ipotizzata.
Evitando il bloccaggio delle ruote, permette di sfruttare
al massimo l'impianto frenante e l'aderenza dei pneumatici
con l'asfalto, permettendo di fermarsi in meno spazio
rispetto ad un sistema tradizionale e soprattutto evitando
di perdere il controllo dello scooter.
Riducendo le possibilità di cadute, permette anche
di risparmiare sull'esborso economico necessario per riparare
i danni di una scivolata, recuperando il sovrapprezzo
iniziale.
- IL SISTEMA
Si chiama ABS che sta per 'Antilock Brake System': nasce
in campo aeronautico, per limitare lo slittamento delle
ruote in fase d'atterraggio e si diffonde successivamente
su auto e moto. È stata BMW ad utilizzarlo per
prima, negli anni '80, sui propri motoveicoli di alta
gamma, proprio in collaborazione con la tedesca FTE
Automotive, la stessa azienda che fornisce il dispositivo
montato oggi da Aprilia.
Da allora sono stati fatti incredibili passi avanti, con
centraline più compatte ed al tempo stesso più
efficaci ed affidabili, oltre che meno costose. Questo
ha permesso di equipaggiare anche veicoli dal prezzo più
contenuto come moto e scooter di media cilindrata.
È costituito essenzialmente: da una ruota dentata
detta 'fonica' e da una sensore elettromagnetico, applicati
alle ruote (l'anteriore nel caso di Scarabeo), da valvole
di controllo che gestiscono la pressione nel circuito
e da una centralina elettronica che, attraverso un software
dedicato, sovrintende al funzionamento del tutto.
- COSA FA
Cosa fa quindi l'ABS? Sempre semplificando, monitorizza
che le ruote continuino a rotolare costantemente, senza
rallentamenti improvvisi, in caso contrario, interviene
sull'impianto frenante riducendone la potenza per reintrodurla
immediatamente dopo (si parla di centesimi di secondo).
In pratica, ogni volta che l'aderenza fra pneumatico ed
asfalto viene a mancare, l'ABS tende a ripristinarla nel
più breve tempo possibile, ottenendo spazi di frenata
difficilmente raggiungibili dall'esperienza umana. Sono
stati condotti svariati test che avvalorano questa tesi,
soprattutto in circuito e con piloti professionisti. Ma
il vantaggio ottenibile su strada, con piloti 'normali'
e con le infinite variabili del traffico e delle condizioni
di aderenza, è sicuramente maggiore.
Basti pensare alla tipica frenata 'da panico', ovvero
quando ci accorgiamo all'ultimo che la colonna si sta
arrestando davanti a noi, oppure quando qualcuno invade
improvvisamente la nostra corsia: in genere siamo portati
a tirare i freni in modo istintivo e con troppa energia,
rischiando il bloccaggio delle ruote e la perdita di controllo
del veicolo, oppure potremmo avere il sangue freddo di
parzializzare la frenata, per non arrivare al bloccaggio,
rischiando però di perdere metri preziosi.
L'ABS consente di sfruttare al massimo l'impianto frenante
disponibile, delegando alla centralina il compito di evitare
il bloccaggio dei pneumatici sull'asfalto e consentendo
il controllo del veicolo fino al suo arresto.
- COSA NON FA
Naturalmente l'elettronica non può fare miracoli
e se fra noi e l'ostacolo non ci sono metri sufficienti
per arrestare il veicolo, l'impatto sarà inevitabile,
ma nei metri utili, avremo comunque ottenuto la maggiore
decelerazione possibile, e anche questo potrebbe fare
la differenza.
È comunque dipendente dalla qualità di dischi,
pinze, pastiglie e pneumatici, oltre che del veicolo nel
suo complesso: a parità di ABS infatti veicoli
più leggeri e meglio equipaggiati cilclisticamente,
spunterebbero risultati migliori.
Va ribadito che l'ABS non serve ad andare più veloci,
ma 'solo' più sicuri, anche se sperimentazioni
sono in corso, limitatamente alla pista, anche in MotoGP.
Un ambito dove l'ABS sconta qualche 'limite fisico' è
in curva, dove l'aderenza deve fare i conti con la forza
centrifuga, con la perdita d'aderenza laterale, e con
la tendenza all'autoraddrizzamento, per questo, nel dubbio,
meglio frenare prima della curva, del resto nessuno ci
'prende i tempi'!
Qualche limite si può avere anche su fondo sterrato
o peggio sabbioso, dove lo slittamento del pneumatico
può anche favorire il rallentamento, affondando
nel terreno, ma noi stiamo valutando uno scooter, non
una moto da enduro!
L'ABS ha poi una soglia minima d'intervento, indicata
in 6/10 km/h, ma in questi casi il bloccaggio delle ruote
è tanto raro quanto poco pericoloso.
- VANTAGGI E SVANTAGGI DI ABS++
Il sistema adottato da Scarabeo 500 ABS++, denominato
CORA (COmbined RApid Brake System), controlla il bloccaggio della sola ruota anteriore,
con risultati di assoluta sicurezza, non inferiori a sistemi
che le controllano entrambe, perché dotato al tempo
stesso di servofreno e frenata combinata.
Utilizzando la sola leva sinistra, la frenata viene ripartita
in modo ottimale fra anteriore e posteriore, limitando
il trasferimento di carico sulla ruota anteriore e sfruttando
in modo positivo, anche l'eventuale bloccaggio del posteriore,
sempre mantenendo il controllo direzionale dello scooter.
Semplifica anche la guida, perché con la mano destra
si accelera e con la sinistra si frena, sviluppando specifiche
sensibilità.
In più non genera mai antipatiche vibrazioni alla
leva del freno (come in sistemi concorrenti), con conseguente
maggiore feeling.
Il servofreno poi aumenta in modo esponenziale la forza
applicata alla leva, permettendo minori tempi di reazione
e un aumento progressivo della frenata.
Occorre però vincere la naturale abitudine ad alleggerire
la pressione sulle leve, per paura del bloccaggio.
Anche se di poco, il servofreno limita la modulabilità
in caso di frenate di semplice rallentamento, richiedendo
un minimo d'assuefazione.
Come detto la ruota posteriore può anche arrivare
al bloccaggio, creando qualche apprensione che però
si supera constatando che il mezzo non perde direzionalità
e continua a rallentare velocemente. Stesso discorso sul
bagnato e sul pavé, dove occorre maggiore 'fiducia',
ma poi ci fa sentire dei veri 'manici'.
A lungo andare ci si dimentica di usare la leva destra
(che non serve a granché), se poi si cambia scooter
bisogna tenerne conto, ma chi si abitua all'ABS difficilmente
'torna indietro'.
CITTÀ
Non è un veicolo nato per fare prettamente il percorso
casa-ufficio, dimensioni e peso sono lì a suggerirlo
senza ulteriori spiegazioni, ma uno scooter, per definirsi
tale (a nostro avviso), se la deve cavare bene anche nel
traffico.
A questo proposito lo Scarabeone può vantare un
raggio di sterzo da 'cinquantino', tanto da poter essere
sfruttato al massimo solo dopo averci preso la mano, a
questo punto però le possibilità di zig-zagare
fra le macchine saranno sorprendenti.
Anche il motore risulta sovradimensionato e per muoversi
anche speditamente non è necessario superare i
4.000giri, se non in partenza, dove occorre vincere l'inerzia
del peso.
Le sospensioni risultano eccessivamente rigide, soprattutto
gli ammortizzatori posteriori che tendono a restituire
buche e malformazioni in modo brusco, limitando un comfort
altrimenti regale.
La protezione da freddo e pioggia è ottima: busto,
gambe e anche braccia e mani sono ottimamente riparati,
tanto da ridurre al minimo l'eventualità d'indossare
capi impermeabili. Rimane esposto il casco, per questo
motivo meglio modelli integrali o modulari, oppure jet
con visiera lunga.
I freni vedono una delle situazioni migliori per mettere
a frutto i loro plus. Le varietà di fondi stradali,
e la pericolosità del traffico, rendono l'ABS quasi
indispensabile.
Frenando forte, la decelerazione è rapida, sin
dall'inizio e tende ad aumentare. Eventuali bloccaggi,
limitatamente al posteriore, si possono verificare in
caso di fondo viscido, ma solo frenando al massimo.
Occorre fare l'abitudine alla potenza della frenata, per
dosarla quando si cerca solo una leggera decelerazione,
non offerta dal limitato freno motore.
I pneumatici Maxxis ci hanno impressionato meno favorevolmente
che sul modello precedente, non sappiamo se e cosa sia
cambiato, ma non hanno dato molta confidenza.
STRADE EXTRAURBANE
Quando gli orizzonti si allargano, soprattutto sulle statali,
anche veloci, con ampie curve e fondo non rovinato, lo
Scarabeo dà il meglio di sé.
Il motore ha la possibilità di allungare, anche
se avremmo preferito sentirlo girare a regimi leggermente
più elevati, per sfruttare meglio la coppia di
cui è dotato.
Le vibrazioni sono pressoché inesistenti, se non
qualche sussulto a regimi inferiori ai 4000giri, e il
mix di comodità e protezione fa il resto. Peccato
per le sospensioni che sono sempre troppo rigide.
Al crescere della velocità (ricordiamo
che il codice non consente più di 70/90km/h...)
la stabilità rimane ottima, mentre la maneggevolezza
non è il massimo, del resto le ruote alte ed il
lungo interasse non consentono miracoli. Per questo nelle
anguste strade di montagna, con tornanti a ripetizione,
non trova il suo habitat ideale, richiedendo un passo
tranquillo, a meno di un impegno di guida superiore alla
media.
Nell'extraurbano si 'guida' di più e ci sono meno
imprevisti rispetto alla città, quindi l'intervento
dell'ABS si fa più limitato, ma quando serve, soprattutto
sul bagnato, c'è.
Viaggiando col buio si apprezza l'efficace proiettore
anteriore, che produce un fascio di luce ampio e profondo.
Riguardo a comfort e protezione vale quanto detto per
la città.
AUTOSTRADA
È forse questo il luogo ideale per il top Aprilia,
il peso svanisce e la maneggevolezza meno rilevante, mentre
rimane un motore che spinge, dolcemente, ma in modo costante,
ben oltre i limiti di velocità. Si può viaggiare
senza problemi intorno ai 160km/h indicati, con il motore
sempre silenzioso ed esente da vibrazioni, si scende a
145/150 in caso di salite impegnative, ma si possono anche
raggiungere i 170km/h indicati di velocità massima,
di più sfruttando discese o scie.
A proposito di scie, questo è un punto debole per
il nostro peso massimo. La presenza del voluminoso parabrezza
solidale allo sterzo e del bauletto posteriore, lo rendono
particolarmente sensibile ai flussi aerodinamici. Viaggiare
in tangenziali o in autostrade trafficate significa percepire
spesso un leggero 'pendolamento' del veicolo, fastidioso,
ma non pericoloso, anche se difficilmente eleminabile.
L'ammortizzatore di sterzo ha la funzione di controllarne
l'ampiezza, ma non riesce ad eliminarlo.
In compenso, anche affrontando allegramente i curvoni
veloci la stabilità rimane molto buona e la sensibilità
al manto stradale ridotta. Il lungo interasse si prende
la rivincita rendendo il maxi Scarabeo uno degli scooter
più stabili in questo senso. La presenza del passeggero
poi, non fa che migliorare le cose.
Si comportano bene anche le sospensioni che ripagano la
loro rigidità con reazioni sicure al crescere della
velocità, e con passeggero e bagagli si vorrebbe
persino aumentare il precarico (operazione troppo scomoda
da effettuare in viaggio).
La buona protezione aerodinamica si mantiene anche in
velocità, isolando il pilota quasi completamente,
anche dalla pioggia, mani comprese. Rimane fuori solo
il casco, quindi il comfort è direttamente legato
alla qualità di quest'ultimo.
Si potrebbe desiderare un parabrezza regolabile, magari
cogliendo
il suggerimento di un nostro collaboratore. Ne trarrebbe
vantaggio anche il passeggero, che qualche turbine sul
casco inizia a sentirla, ma per il resto viaggia in poltrona.
Viaggiando veloci, l'ABS ritorna protagonista: anche se
non sono molte le occasioni per frenare forte, in caso
di bruschi rallentamenti l'ABS++ sfodera tutte le sue
qualità, con decelerazioni superiori alle aspettative.
Del resto frenare 'tutto' da 160km/h non è certo
facile (senza ABS), ma con questo Scarabeo si può
osare ed occorre puntarsi bene al manubrio perché
ci si ferma molto rapidamente. Massima attenzione deve
esserci da parte del passeggero che in questi casi deve
tenersi saldamente alle maniglie.
CONSUMI E COSTI
Va bene che il serbatoio è capiente, ma le visite
dal benzinaio non sono limitate solo da quello, è
anche il motore ad essere estremamente parco. Sarà
anche la rapportatura un po' lunga, ma viaggiare ad una
media di 22km/litro con un 460cc da 230kg è davvero
un ottimo risultato. Anche perché fare meno di
18 con un litro è raro, mentre salire a 24-25 non
è improbabile, soprattutto cercando di rispettare
i limiti di velocità...
Senza intaccare la riserva significa percorrere da 270
a 370km fra un pieno e l'altro!
Riguardo agli interventi di manutenzione è invece
un peccato che Aprilia non sia passata ad intervalli di
10.000km, come Piaggio, non tanto per contenere i costi,
che alla fine più o meno si equivalgono, ma per
la minore perdita di tempo. Pensiamo comunque che l'allineamento
non sia lontano, del resto il propulsore è lo stesso
e ormai la proprietà anche.
Dopo il controllo dei 1000km sono infatti previsti interventi
presso l'assistenza ogni 6000 e 12000km (oppure ogni 8-16
mesi).
L'olio motore va controllato ogni 3000km e sostituito
ogni 6.000, mentre quello della trasmissione si controlla
sempre a 3000, ma si sostituisce a 24.000. Il liquido
refrigerante va invece verificato ogni 2000 e sostituito
ogni due anni.
La cinghia del variatore dura 12000km, al contempo vanno
controllati rulli e guide ed eventualmente sostituiti
Al proprietario sono inoltre demandati il controllo dell'olio
motore, ogni 1000km e della pressione dei pneumatici,
ogni mese.
CONCLUSIONI DINAMICHE
Destinato a piloti di una certa altezza e malizia risulta
molto protettivo e confortevole, sospensioni a parte.
Penalizzato da peso e dimensioni abbondanti non è
il massimo per muoversi in città, dove solo l'elevato
raggio di sterzo gli permette di recuperare in maneggevolezza.
Va meglio nelle strade extraurbane, possibilmente scorrevoli
e veloci, dove il motore può sfoderare un buon
allungo, più impegnativo invece sui tornanti o
se si forza il ritmo. Perfetto in autostrada, anche ad
alta velocità, ove sfodera una stabilità
quasi motociclistica, ma è sensibile alle scie
degli altri veicoli. La frenata è naturalmente
il suo punto forte, richiede un minimo di adattamento,
ma per potenza e sicurezza non teme rivali.
CONCLUSIONI FINALI
A qualità costruttive e dotazioni di primo livello,
si affianca una ciclistica solida e sicura, manca però
dell'utile sottosella e non è molto agile in città
e nel misto stretto. Comodo e protettivo come pochi, ha
sospensioni rigide che danno il meglio sul veloce. Destinato
a piloti di buona statura, pecca in protettività
proprio coi più alti. Il motore è potente
pur senza emozionare, ma non vibra ed è estremamente
parco nei consumi. Come vedete tanti pregi, ma anche qualche
punto debole, che lo rendono meno eclettico di altri modelli.
Del resto punta molto proprio sulla personalità,
anche a costo di scontentare qualcuno.
A soddisfare tutti pensiamo sia sicuramente la frenata
che vorremmo estesa anche al resto della gamma. Il prezzo
infine, pur superiore alla media dei monocilindrici, non
dovrebbe rappresentare un problema, vista la qualità
complessiva e l'esclusività dell'oggetto.
Testo: Fabrizio Villa
Tester: Fabio
Jacopini, Fabio
Scotti, Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande
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