| La scelta è stata
fatta, e anche più di 1000 km...
Tempo fa vi avevo chiesto lumi ulteriori su quale scooter
comprare. La scelta si era ridotta al Burgman 400 o 650
oppure al Tmax 04. Ma la vera scelta alla fine era se
fare il salto oltre al 400 di cilindrata, con un bel bicilindrico,
o rimanere in una fascia decisamente meno prestante ma
anche economicamente meno onerosa.
Alla fine ha prevalso la ragione (economica purtroppo)
e la scelta è caduta sul Burgman 400.
Il Tmax onestamente l’avevo
già scartato. Bello, forse il più bello
del gruppo, anche se l’estetica è soggettiva,
ma quando ho visto il vano sotto sella, dove ho fatto
fatica a stivare il mio casco, mi sono in parte ricreduto.
Lo scooter deve essere a mio avviso per prima cosa pratico,
devo avere la possibilità di trasportare diverse
cosette, senza ricorrere ad inestetici bauletti, altrimenti
la scelta per me deve ricadere sulla moto, più
divertente e a questo punto anche proporzionalmente meno
costosa.
Discorso diverso per il Burgman
650, che permette senza problemi di andare a fare
anche la spesa, e non solo per il fine settimana, tanto
è grande e regolare il suo vano sotto sella. Anche
il 650 Burgman però a mio avviso non è privo
di difetti, soprattutto estetici, dove le due grosse freccione
fanno perdere punti ad una linea per il resto gradevole
e cosa più grave interferiscono alla grande con
il traffico cittadino. Dico questo perché durante
la scelta d’acquisto ho avuto la fortuna di scorazzare
per una buona mattinata con il bestione. Oltre ai difetti
sopra citati, il resto è stato un crescendo d’impressioni
favorevoli. Motore, ciclistica comodità, da primo
della classe!
Ma purtroppo i 2000 euro di differenza prezzo e i circa
200 euro in più annui di assicurazione mi hanno
fatto fare una scelta più oculata. In fondo l’utilizzo
delle due ruote che faccio io è prevalentemente
legato al tragitto casa e ufficio, di pochi km peraltro,
e qualche altra scorazzata a medio raggio. Oltretutto
a breve la mia famiglia si allargherà, con l’arrivo
di un bimbo, quindi il discorso week-end in due sfumerà,
anzi è già sfumato!
Soffermandomi sui costi
assicurativi, trovo veramente un’assurdità
lo scalino che divise gli under/over 400. E’ un
aumento veramente alto da dover digerire.
E’ oltremodo assurdo inoltre, constatare che la
fascia di cilindrata appena sotto i ai 400 cc sia stranamente
snobbata dalla maggior parte delle case costruttrici.
In particolare mi meraviglio che un’azienda come
la Piaggio, che dovrebbe avere un occhio di riguardo per
il mercato di casa, salti dal 200 (o dal futuro 250) al
460, che seppur sia un valido motore, così dicono,
paga lo scotto di questo balzello. Ma Piaggio, incurante
di questo continua a proporlo in diverse salse su svariati
modelli marcati Piaggio e non, lasciando scoperta un’interessante
fascia di mercato. Le quote di vendita del Burgman 400
sono li a dimostrarlo.
Ma torniamo appunto al mio Burgman 400.
Infatti sono felice di scrivere le mie impressioni, dopo
aver percorso oltre 1000 km. ed aver sostenuto già
il primo tagliando.
Il 400 è stato ritirato esattamente a metà
gennaio e complice un tempo freddo ma non piovoso, ho
potuto utilizzarlo a 360 gradi da subito. Dopo alcune
centinaia di km il mezzo piano piano si è slegato,
ed il sottoscritto a preso buona confidenza con dimensioni
e peso. Ero comunque reduce da un Burgman
150, acquistato l’anno precedente. Quindi
malgrado una motorizzazione molto più prestante,
le dimensioni sono cresciute relativamente poco, così
è stato facile abituarsi.
L’analisi
statica del mezzo, già fatta molto bene
da voi e da altri lettori, non ha rilevato per me nessuna
sorpresa.
A mio avviso è rifinito veramente molto bene, soprattutto
se confrontato con la concorrenza. Non me ne vogliano
i possessori di altri scooter della stessa categoria,
ma proprio non c’è storia. La strumentazione
non eccelle per chissà quale diavoleria, ma è
chiara, leggibilissima, ben fatta insomma! La mancanza
della spia di riserva carburante e di un piccolo “computer”
sono forse l’unica pecca, dove per computer intendo
avere giusto il calcolo del consumo medio, un cronometro
e la temperatura esterna.
Passando ad analizzare i comandi sono ottimamente realizzati,
come del resto gli splendidi e comodi retrovisori cromati,
segno distintivo dei Burgman anche passati.
I vani retro scudo e sottosella sono anch’essi all’altezza.
Quest’ultimo è quanto di meglio si può
pretendere. Rivestito adeguatamente, con luce di cortesia
e dalla forma regolare è sfruttabile al massimo,
cosa che spesso difetta ai concorrenti che pur vantando
capacita teoriche tradotte in litri analoghe, alla fine
bisogna combattere con scalini e protuberanza varie che
di fatto dimezzano lo spazio promesso.
Unico neo di questo immenso vano, se voglio essere pignolo,
è un accesso non ottimale, sacrificato per colpa
di una sella che si potrebbe sollevare un po’ di
più.
Prendendo posto sulla sella, grande, comoda e ben rifinita,
ci si accorgere di avere tanto spazio a disposizione.
La posizione è tipicamente da “Burgman”,
bassa e con le braccia un po’ distese. Al limite
avrei preferito un’altezza da terra della sella
un pochino maggiore, ma va bene così, anche perché
da fermo e a basse velocità questa caratteristica
rende il mezzo molto maneggevole.
Passo così a descrivere le doti
dinamiche.
Non è un mostro di potenza, questa considerazione
deve fare da filo conduttore su tutte le altre. Ma, se
usato senza essere strapazzato da veramente il meglio
di se. Molto fluido, è privo di buchi, nel senso
che sino a 110/120 di velocità sale con molta regolarità
e senza incertezze. Oltre, sembra un po’ sedersi,
ma ho superato tranquillamente i 150 km/orari di contachilometri
e a dire il vero sembrava ce ne fosse ancora, ma pur trovandomi
in autostrada o preferito desistere, la prudenza prima
di tutto!
Tornando ad un utilizzo più “quotidiano”,
sorprende, come avevo già anticipato, la straordinaria
facilità di come sia facile scorazzare in mezzo
al traffico a bassissime velocità malgrado le dimensioni.
Grazie ad una posizione bassa della sella, ad uno sterzo
leggero e soprattutto alla facilità con cui è
possibile dosare il gas anche ai minimi regimi, con un
minimo di attenzione si sguscia senza problemi tra le
macchine in colonna. Oltretutto la larghezza non esagerata,
che garantisce comunque un’ottima protezione, la
furba posizione dei retrovisori aiutano non poco nell’operazione.
Devo comunque, a onor del vero, fare anche qualche appunto.
La prima cosa che può dar fastidio è la
posizione del cavalletto centrale. Ricordo la prima curva
che ho affrontato con un certo piglio sportivo mi sono
un’attimino spaventato: subito una bella grattata
di cavalletto.
Un vero peccato, perché la ciclistica e le ottime
gomme mettono in condizione il pilota di poter osare tranquillamente.
Un’altro appunto da sottolineare, è che,
a caldo, è capitato alcune volte che durante delle
brusche riprese, aprendo in pieno l’acceleratore
ho udito uno strano rumore provenire dal reparto trasmissione,
come se la cinghia slittasse e attaccasse di colpo.
Ho fatto presente questo problema in occasione del primo
tagliando.
Al ritiro dello scooter in officina mi hanno informato
di aver smontato il carter, dove si trovano cinghie e
variatore, ed aver pulito ed ingrassato il tutto, perché
era molto sporco (?!?), tanto e vero che nei primi km
uscito dall’officina la cinghia slittava esageratamente
per il troppo lubrificante messo.
Ora il problema non mi è più capitato se
non una o due volte, ma il conto di 80 euro, considerando
che si trattava del primo tagliando, dove oltre alla pulizia
di cui sopra e stato cambiato l’olio e il relativo
filtro, mi sembra sia stato un po’ salato.
Abbiamo così iniziato a parlare
di costi, ultime considerazioni
per arrivare al giudizio finale.
6000 euro esatti, è stato il costo dello scooter,
chiavi in mano, senza ritiro del mio Burgman 150, precedentemente
venduto ad un privato.
Certo, nella cifra spesa si paga di sicuro il nome Burgman,
nome che negli ultimi anni si è guadagnato a ragione
la fama di un mezzo comodo, versatile, affidabile e non
ultimo alla moda.
Di sicuro 6000 euro non sono poca cosa. Scorrendo i listini
della concorrenza si possono trovare di sicuro mezzi di
cilindrata anche superiori a prezzi simili, se non inferiori.
Uno su tutti l’X9,
comprabile al medesimo prezzo, ma seppur dotato di motore
più prestante valgono le considerazioni scritte
all’inizio: costi di assicurazione ben superiori
e finiture nemmeno lontanamente parenti del Burgman.
Vera alternativa a mio avviso mi sembra essere il Madison
400. Scelta abbastanza economica ed onesta. Buon
motore e assemblaggio discreto tenuto conto del prezzo.
Diretto concorrente invece sarà il nuovo Yamaha
Majesty 400, che promette di avere le carte in
regola per numeri di vendita importanti, ma è troppo
presto per sbilanciarsi.
Chiudendo sui consumi di
benzina, al momento di attestano sui 20 Km/litro. Ho comunque
la speranza, se non la certezza, che con l’aumentare
dei km percorsi e di un clima più caldo i 25 km/litro
siano alla portata.
Concludo
quindi con un bilancio più che positivo.
Per chi vuole uno scooter estremamente equilibrato, che
non ha dote in cui eccelle, se non per finiture e vani
di carico, ma che in compenso non ha nessuna insufficienza,
mantenendosi, in un’ipotetica pagella, in una media
oltre al buono, penso possa essere la scelta giusta.
A risentirci, magari a quota 10.000 km.
Saluti.
Testo e foto: Paolo
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