Rieccoci: nel cuore di una stagione
che alterna sole e pioggia con l'indecisione tipica della
primavera, Fly ci ha accompagnato nelle commissioni quotidiane
per circa 500km, con ogni tempo, da soli e in due, vedendosela
anche con la temibile 'prova supermercato'.
POSIZIONE IN SELLA
Per la sua categoria offre sicuramente un'ottima abitabilità,
che consente anche ai più alti di non 'litigare'
col manubrio o col retroscudo, e al contempo a quasi tutti
gli altri di toccare con i piedi a terra. Merito di una
sella non troppo alta e rastremata sui fianchi, abbinata
ad un manubrio ben posizionato. La sella è ampia
e offre un piccolo appoggio al 'fondoschiena', ma non
brilla per morbidezza.
Più contenuto lo spazio in sella a disposizione
del passeggero, che al contrario dispone di ampie pedane
e comode maniglie.
La pedana completamente piatta consente la massima mobilità
ai piedi, e al contempo spazio per alloggiare borse e
quant'altro.
Un appunto alla strumentazione, peraltro semplice ma efficace:
il piccolo orologio digitale risulta parzialmente occultato
alla vista dal meccanismo di regolazione.
Inutile dire che l'operazione cavalletto risulta alla
portata di tutti e non fa rimpiangere la mancanza del
laterale.
CITTÀ
Come immaginerete la prova si é svolta per l'80%
in ambito urbano, quindi con continue accelerazioni e
frenate, su fondi spesso impossibili: uno stress continuo
a cui a volte dimentichiamo di sottoporre questi 'poveri'
scooterini.
Piuttosto 'sferragliante' all'accensione, caratteristica
comune ai propulsori "Leader" da 125 a 200cc,
Fly si avvia sempre con facilità, prediligendo
un'accelerata preventiva a motore spento, dopo una sosta
di qualche giorno.
Come si evince dai dati tecnici, la potenza del motore
è piuttosto contenuta, e abbinata com'è
ad un comando del gas dalla corsa fin troppo ampia, richiede
generose rotazioni del polso per ottenere riprese brillanti.
Si perché le partenze al semaforo si sono ormai
trasformate in tanti piccoli 'gran premi', dove ognuno
cerca di guadagnare la testa del gruppo. Inutile dire
che col Fly (al di là del nome) si hanno poche
chance competitive, ma si riesce comunque a distanziare
il gruppo di auto fino al prossimo stop. Per altro è
solo nei primissimi metri che mostra una certa pigrizia,
visto che ai regimi intermedi, o riprendendo dopo una
decelerazione, il piccolo Piaggio si dimostra decisamente
più vivace.
Se quindi altri scooter più potenti fanno i 'disinvolti'
in accelerazione, sono ben pochi quelli in grado di tenergli
testa quando il traffico si fa davvero intenso. Le misure
compatte, il peso contenuto e l'ottimo raggio di sterzo
ne fanno un perfetto 'slalomista', consentendo di recuperare,
a volte con gli interessi, la manciata di metri persi
in partenza.
Quanto a comfort però ci saremmo aspettati di più:
non tanto dalla forcella, che tutto sommato non se la
cava male e difficilmente arriva a fondo corsa, quanto
dall'ammortizzatore posteriore, fin troppo rigido anche
sulle prime tacche di precarico e dall'escursione limitata.
Ma è soprattutto la sella, con un'imbottitura essenziale
nella parte centrale a limitare la comodità complessiva.
Convincente la frenata, sempre modulabile anche in caso
di pioggia, e che consente ridotti spazi d'arresto tirando
entrambe le leve con decisione. Si criticano spesso i
freni a tamburo, ma in questo caso il posteriore si è
dimostrato 'pastoso' e poco incline al bloccaggio.
Onesti ed affidabili i pneumatici Pirelli, in grado di
accompagnare anche in qualche piega più disinvolta,
senza farsi trovare impreparati neppure sul bagnato.
Ma la guida non è tutto, Fly 125 deve saper affrontare
anche la prova 'supermercato' e qui il sottosella piuttosto
capiente segna un punto di vantaggio rispetto ai 'ruota
alta', ma lo spazio non finisce lì, visto che la
pedana piatta ne offre altro e ben sfruttabile. Il gancio
in punta di sella, anche se deboluccio, è ben sfruttabile
e non ostacola l'uso del vano retroscudo, fra l'altro
apribile semplicemente premendo la chiave nel blocchetto
d'avviamento, anche senza spegnere il motore.
STRADE EXTRAURBANE
Si tratta di un uso saltuario, in parte limitato dall'impossibilità
di accedere a tangenziali e superstrade e in parte dalle
contenute prestazioni del veicolo.
La velocità massima è infatti di poco superiore
ai 100km/h indicati, anche se occorre un bel lancio per
raggiungerli, mentre gli 80/90km/h, sono sempre a portata
di mano. Non dimentichiamoci che siamo comunque ai limiti
concessi per la circolazione extraurbana, evitandoci di
rischiare preziosi punti della patente.
Viaggiando a velocità più sostenute che
in città, si nota la modesta protezione aerodinamica,
assente per il busto e ridotta alle gambe, per via delle
infiltrazioni d'aria da sotto il manubrio.
Le vibrazioni sono praticamente assenti, perlopiù
limitate al manubrio in fase di partenza, mentre il comfort
cresce con il migliorare del fondo stradale, ma non è
certo un scooter da turismo...
In compenso è stabile ad ogni velocità e
permette di togliersi qualche sfizio nel misto stretto,
dimostrandosi sempre sincero ed estremamente rapido nell'inserimento
in curva. La frenata rimane coerente, con qualche limite
solo in prossimità della velocità massima,
anche per l'affondamento della forcella.
Buona l'illuminazione del faro anteriore, meno efficaci
le frecce posteriori, troppo ravvicinate e debole il clacson.
PASSEGGERO
Il passeggero gode di una sistemazione sufficiente per
brevi tratti urbani, sempre che se non sia di taglia 'extra
large', visto lo spazio in sella piuttosto risicato. Comode
però e ben posizionate le pedane, così come
le maniglie, in plastica, che non ghiacciano in inverno
né scottano in estate. La pur ridotta potenza a
disposizione non risente gran che del passeggero, superata
la maggiore inerzia allo spunto, le prestazioni risultano
infatti molto simili.
Inoltre, il maggior peso (nel nostro caso limitato a 130kg
complessivi), fa lavorare meglio l'ammortizzatore posteriore,
che non arriva quasi mai a fondo corsa.
CONSUMI
Non essendo dichiarati eravamo piuttosto curiosi, ma non
ci sono state sorprese sgradite: il consumo medio rilevato
si è attestato sui 23km/litro, senza lesinare troppo
sulla 'manetta'. Non si tratta certo dello scooter più
parco in commercio, vista anche la potenza e le prestazioni,
ma tutto sommato accettabile per un veicolo destinato
perlopiù a percorrere poche migliaia di chilometri
l'anno.
CONCLUSIONI DINAMICHE
Spazioso per il pilota, un po' meno per il passeggero,
è piacevole da guidare, estremamente maneggevole,
ma sincero e stabile anche in velocità. Non dispone
di molta potenza, ma una volta partiti si muove disinvolto
in città, con qualche limite in più nell'extraurbano.
Frena bene, ma non è molto comodo, anche se con
una sella più imbottita le cosa migliorerebbero.
Ha sufficiente spazio per fare una piccola spesa al supermercato
o per trasportare oggetti più voluminosi sulla
pedana, e nel sottosella ospita anche un casco integrale,
ma non offre protezione dalle intemperie.
CONCLUSIONI FINALI
Tenuto conto del prezzo fra i più contenuti, correlato
ad una qualità complessiva e ad un'immagine più
che discrete ci sembra un veicolo entry level fra i più
competitivi. Si potrebbe desiderare un po' di potenza
in più (che può offrire il 150cc), ma la
guida è azzeccata e la frenata sicura. Si hanno
a disposizione vani bagaglio ben sfruttabili e una comoda
pedana piatta, aspettiamo però una sella più
comoda.
Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande
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