18.200 Km in sella al
Liberty 200 su percorsi urbani, extraurbani e autostrada.
Premessa: Ho scelto
questo scooter perchè mi piace la sua linea
molto personale, per le dimensioni ridotte e per
l'indiscutibile affidabilità. La filosofia
di questo scooter è: ciò che non c'è
non si rompe e questo è già un
ottimo punto di partenza.
Telaio: Sufficientemente
rigido, consente un buon inserimento in curva. La
precisione di guida è influenzata dalla seduta
"tipo vespa" ma la sensazione di sicurezza
è buona. Agilissimo tra le auto grazie al
peso e alla sezione laterale contenuti.
Motore: Silenzioso
e senza vibrazioni. Il regime non è mai elevato,
a tutto vantaggio della rumorosità generale.
Quando si viaggia in due, se il passeggero è
"robusto" le prestazioni ne risentono
parecchio. La potenza massima si raggiunge a soli
6750 giri. Consiglio di usare olio motore con gradazione
non superiore al 5W-40 poichè ho verificato
che le massime prestazioni si riducono leggermente
a causa della maggiore viscosità.
Trasmissione: La scalatura
del variatore è adeguata alla potenza disponibile.
A orecchio, mi sembra che il rapporto più
lungo si innesti superati i 90 Km/h. Avrei preferito
un innesto anticipato per migliorare i consumi.
Questa taratura privilegia invece la ripresa anche
a velocità prossime a quella massima. La
frizione molto dolce attacca ad un regime poco più
alto del minimo.
Velocità: La
velocità massima si attesta intorno ai 115
tachimetrici. L'intervallo tra i 100 e i 110 può
considerarsi velocità di crociera. In discesa,
col gas spalancato, la lancetta non va oltre i 122
Km/h ma a questa andatura si può andare solo
dritti perchè le irregolarità del
fondo stradale si ripercuotono sul telaio trasmettendo
un fastidioso senso di instabilità, ma siamo
oltre le possibilità del mezzo.
Accelerazione: La
dolcezza della frizione e la silenziosità
del motore lo fanno sembrare poco aggressivo ma
se si guarda il tachimetro ci si rende conto che
in pochi secondi si è a 80km/h. Nella prova
su strada pubblicata sul numero di agosto 2005 della
rivista "In Sella", sui 400m ottiene lo
stesso tempo dell'SH150 che è più
potente.
Ripresa: E' il piatto
forte di questo scooter. La sostanziosa coppia motrice
rende brillante la guida a bassa andatura. Anche
a 100Km/h, se si spalanca tutto, c'è margine
per fare un sorpasso (purché si viaggi da
soli).
Guida consumi e autonomia:
Suoi habitat ideali sono le strade di montagna e
le statali dove ottiene consumi veramente minimi.
Per un uso autostradale, la velocità massima
è troppo bassa. In citta' si guida senza
problemi. Il controllo del mezzo è istintivo
e non pone problemi in nessuna condizione.
A seconda di come si usa il gas e viaggiando al
50% in urbano/extraurbano, io percorro circa 26km/l
e in queste condizioni il generoso serbatoio consente
una autonomia di circa 200Km. Viaggiando in extraurbano
prevalentemente alla velocità di 90 Km/h,
si superano tranquillamente i 30 Km/l. Il consumo
è invece penalizzante nel traffico intenso
cittadino, dove è facile ridursi a 23 Km/l
se la guida è nervosa o in autostrada quando
si viaggia col gas spalancato. Il consumo
d'olio è irrilevante per cui non si rabbocca
mai.
Confort: La sella
è quella di un 50, un po' piccola per due
persone, abbastanza soffice ma non accogliente.
Ciononostante, si possono fare anche viaggi di sette
ore di guida (vedi
avventure) senza che la schiena si stanchi
in maniera fastidiosa. La seduta del passeggero
è leggermente in discesa verso il pilota.
Veramente spaziosa la pedana. Un po' lontani dalle
dita i comandi del lampeggio e del clacson. Completamente
assenti le vibrazioni al manubrio.
Sospensioni: con la
molla posteriore nella posizione più soft,
le buche restituiscono comunque un colpo secco.
Quando si è in due il comfort migliora ma
la molla va irrigidita altrimenti può urtare
a fondo corsa. La sospensione anteriore invece
è piuttosto economica, probabilmente la stessa
del 125. Consiglio di precaricare la molla posteriore
di almeno 2 scatti anche se si guida senza passeggero:
il confort non peggiora mentre migliora leggermente
la stabilità in curva veloce.
Strumentazione: il
tachimetro è grande e ben visibile. L'indicatore
del livello carburante è abbastanza preciso
e c'è la spia della riserva che inizia a
lampeggiare quando restano 50-60 km di autonomia.
Unica nota stonata, le spie degli indicatori di
direzione, troppo piccole e quasi invisibili col
sole, con la conseguenza di dimenticare le frecce
accese visto che manca l'avviso acustico. Manca
il contachilometri parziale. L'orologio è
preciso e leggermente illuminato. Non si verificano
appannamenti dovuti alla condensa.
Vani portaoggetti:
c'è solo il piccolo vano anteriore in quanto
quello sotto la sella e' interamente occupato dal
serbatoio da ben 9 litri. Inevitabile l'uso del
bauletto che consiglio non troppo grande per non
sbilanciare il mezzo. In compenso la pedana piatta
è molto spaziosa consente il carico stabile
di colli anche ingombranti.
Freni: I primi 5-600
km il disco anteriore era poco efficace. Col tempo
invece ha trovato una buona efficienza e ora frena
bene mentre il tamburone posteriore sembra poco
incisivo e si irruvidisce quando è bagnato.
Lo sforzo alle leve per frenare corto è
alto ma ciò allontana il rischio di pericolosi
bloccaggi. Ritengo grave la mancanza del freno a
mano, utile quando si ha bisogno di usare entrambe
le mani (ad esempio per allacciare un bottone) mentre
lo scooter deve stare fermo su una strada in pendenza.
Accessori: il parabrezza
originale è conformato in modo da proteggere
le mani dal vento ma stranamente non dagli insetti,
inoltre è troppo alto e in una
sezione del mio sito potete vedere che fine
ha fatto! ;-). Montando la copertina Tucano,
non ci sono spifferi di freddo sulle ginocchia ne'
sulle caviglie e se le mani sono ben coperte si
può affrontare un viaggio "sotto
zero". L'immobilizzatore è di
serie. Sopra al vano anteriore c'è
un comodo gancio posto all'altezza giusta in modo
che una eventuale borsa appesa non intralci i piedi.
Difetti: finora, l'unico
difetto è che a freddo (il mio) parte
un po' a fatica. Un controllo presso l'officina
autorizzata ha confermato le difficoltà di
avviamento senza però risolverle. Il problema
si aggira tenendo il gas aperto un filo mentre si
avvia il motore.
Le pedane del passeggero sono striminzite e posizionate
molto male. Rendono faticosa (e pericolosa) la guida
in due quando ci si arresta, soprattutto se il passeggero
ha i piedi lunghi. Manca il freno a mano.
Pregi: è un
mezzo leggero, maneggevole e dalla linea simpatica
perchè sembra un piccolo Beverly 500.
Si parcheggia facilmente in spazi ristretti e anche
una ragazza potrebbe rialzarlo da sola in caso di
caduta.
Decisamente potente il faro anabbagliante.
Di notte si viaggia in piena sicurezza.
La gestione dello scooter è super economica.
Manutenzione: sono
stati eseguiti i tagliandi ufficiali a 1000 con
la sola sostituzione (almeno spero) di olio e filtro,
e 3000 km con la sostituzione (inutile) della candela.
A 6000 km ho cambiato solo l'olio. A 12000 km solo
olio e filtro. A 18000 km olio, filtro e candela.
Cinghia di trasmissione e rulli mai sostituiti,
sono ancora in ottime condizioni.
Guasti: per ora nessuno;
Sostituzioni: Cambio
gomme a 18.000. Anche se il battistrada era ancora
parecchio, mi sembravano indurite.
Commento finale: sarebbe
stato il massimo se avesse avuto 5-6 CV in più
ma ciò avrebbe comportato sicuramente l'adozione
di sospensioni e freni migliori e il raffreddamento
ad acqua, ma allora non avrebbe avuto il prezzo
che mi ha spinto ad acquistarlo. Se date un'occhiata
all'album foto vedrete che comunque ci si puo' andare
molto lontano ;-) anzi, qualcuno col modello 125
ci ha fatto il giro del mondo come si
può vedere qui...
Testo e foto: Carlo
Piergiovanni
LINK: Il
mio sito sul Liberty
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